16 luglio 2010

SCUDO SALVA-BANCHIERI? SARA' BATTAGLIA


Ci risiamo. Li abbiamo beccati di nuovo con le mani nella marmellata. Il governo dei furbi e dei ladroni, che affossa le famiglie ma salva i banchieri, ha infilato nella manovra appena approvata al Senato, e che dal 26 luglio approderà alla Camera, una norma per salvare i furbetti del quartierino dai loro processi. Stavolta, la mano è quella del senatore Cosimo Latronico, parlamentare del Pdl sufficientemente sconosciuto per far passare in sordina il misfatto, che ha presentato un emendamento sottobanco per bloccare i grandi processi per bancarotta (articolo 48 della manovra Finanziaria di Tremonti). Tecnicamente si tratta di questo. Nel maxi emendamento, c’è una disposizione in base alla quali non sarà più perseguibile chi, nell’ambito delle procedure per il concordato preventivo e per la ristrutturazione del debito, dovesse commettere il reato di bancarotta semplice o bancarotta fraudolenta. E questo varrà anche per chi già adesso è sotto inchiesta o è stato rinviato a giudizio per tali reati. In pratica, lo ha spiegato bene il collega e amico Antonio Borghesi oggi su Il Fatto quotidiano, si aprirà la strada alla possibilità che qualsiasi imputato di bancarotta semplice o fraudolenta si appelli ad una delibera del consiglio di amministrazione in qualche modo connessa a processi di gestione del dissesto o del debito, per trasformarla in uno scudo anti-processo. Di scudi,non è una novità, questo governo se ne intende. Per capire a chi serve il vergognoso emendamento salva-manager del senatore Latronico, basta risalire a qualche sera fa, alla famigerata cena tra Berlusconi e Casini sull’attico di casa Vespa, alla quale erano presenti Silvio Berlusconi, Gianni Letta, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e, guarda caso, il banchiere Cesare Geronzi. Attuale presidente di Assicurazioni generali, Geronzi vanta un indiscutibile primato in quanto a crac e fallimenti. Ha iniziato la sua lunga carriera, infatti, con il crac di Federconsorzi, a seguire una bancarotta preferenziale nella vicenda Italcase-Bagaglino e infine i famosi crac Parmalat e Cirio. L’emendamento salva Geronzi, e salva tutti i furbetti del quartierino, passati presenti e futuri, è servito. Questo è il governo Berlusconi, con buona pace di Tremonti. Tutto questo, mentre proprio ieri l’Istat ha detto che ci sono 8 milioni di nuovi poveri. La tagliola della fiducia che proprio ieri il ministro dell’Economia ha annunciato anche alla Camera non ci fermera'. Siamo gia' al lavoro per impedire l'ennesimo scempio.
di Massimo Donati

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