Roma, 8 set. - (Adnkronos) - "Siamo fortemente preoccupati per i motivi che hanno portato la Regione Lazio, che coordina la Conferenza delle Regioni in materia di lavoro e istruzione, a convocare la IX Commissione in merito alla drammatica situazione del personale della scuola, docente e Ata, determinata dai tagli del governo". Lo dichiara in una nota la segretaria regionale del Prc Lazio, Loredana Fraleone.
"Dalle dichiarazioni di questi giorni dell'assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, - prosegue Fraleone - non si ricava una messa in discussione dell'operato del governo, con la conseguente richiesta del ritiro dei tagli e il ripristino almeno dei posti di lavoro dell'anno scolastico 2008/2009. L'esponente della giunta Marrazzo, infatti, si è limitata solo a richiamare gli accordi bilaterali già siglati da alcune Regioni, come la Campania e la Puglia, che non solo non affrontano il problema alla radice, ma rischiano di dividere i lavoratori e di esporli a un progressivo processo di regionalizzazione del rapporto di lavoro, smantellando il sistema statale della pubblica istruzione".
"Rifondazione Comunista invece anche in considerazione dell'illegalità diffusa con l'attuale sovraffollamento delle aule, in violazione della legge vigente sulla capienza e sulla sicurezza, propone la restituzione di un posto di lavoro almeno a tutti i docenti e al personale Ata che hanno avuto l'incarico per l'anno scolastico 2008/2009. Per loro proponiamo che vadano a costituire nelle scuole un organico funzionale 'alla necessità'. In assenza di risposte positive, il Prc avvierà procedimenti legali per la tutela della sicurezza e del diritto allo studio degli alunni e per la tenuta occupazionale dei lavoratori della scuola", conclude Fraleone.
13 settembre 2009
ATTI COMMISSIONE TRASPARENZA
LETTERA ASSOCIAZIONE ONLUS
Partito della Rifondazione Comunista - Circolo di Ardea
ORMAI SIAMO ALLA CRESTA SULLA SPESA, LA DEGENERAZIONE MORALE, CIVILE ED AMMINISTRATIVA CHE STA TRAVOLGENDO ARDEA, CI RIPORTA AGLI ANNI NOVANTA.
EUFEMI HA NORMALIZZATO L'AZIONE POLITICA RIUNENDO TRASVERSALMENTE I VECCHI COMITATI DI AFFARI E GLI HA CONSEGNATO IL TERRITORIO.
Non è un caso che si torni a parlare di varianti al piano regolatore, accordi di programma con migliaia di nuovi metri cubi (vedi convenzione Puccini). Mentre i signori del mattone affinano gli strumenti per lanciare l'assalto, orde di fiancheggiatori, saccheggiano tutto quello che è possibile razziare, arrivando anche alla CRESTA SULLA SPESA, per feste popolari, occupazione di suolo pubblico, partecipazione di bancarelle alle feste popolari.
Il degrado morale ha assunto dimensioni devastanti, sostituendosi all'agire politico, capovolgendo il concetto di democrazia in vassallaggio medioevale.
L'uomo della trasparenza e della legalità è scomparso nei grigi corridoi del potere locale, sprofondato nei conciliaboli del sotto governo. Nonostante i proclami Ardea affoga nella carenza di servizi e di scarsa efficienza di quelli esistenti, affidati ad una gestione nepotistica, praticamente un vero e proprio "supermercato" dei servizi.
Eufemi procede consapevole di una maggioranza di plastica liquida da rincorrere quotidianamente, mentre tutto intorno degrada. Prenda atto della situazione e si dimetta.
PRC Ardea
ORMAI SIAMO ALLA CRESTA SULLA SPESA, LA DEGENERAZIONE MORALE, CIVILE ED AMMINISTRATIVA CHE STA TRAVOLGENDO ARDEA, CI RIPORTA AGLI ANNI NOVANTA.EUFEMI HA NORMALIZZATO L'AZIONE POLITICA RIUNENDO TRASVERSALMENTE I VECCHI COMITATI DI AFFARI E GLI HA CONSEGNATO IL TERRITORIO.
Non è un caso che si torni a parlare di varianti al piano regolatore, accordi di programma con migliaia di nuovi metri cubi (vedi convenzione Puccini). Mentre i signori del mattone affinano gli strumenti per lanciare l'assalto, orde di fiancheggiatori, saccheggiano tutto quello che è possibile razziare, arrivando anche alla CRESTA SULLA SPESA, per feste popolari, occupazione di suolo pubblico, partecipazione di bancarelle alle feste popolari.
Il degrado morale ha assunto dimensioni devastanti, sostituendosi all'agire politico, capovolgendo il concetto di democrazia in vassallaggio medioevale.
L'uomo della trasparenza e della legalità è scomparso nei grigi corridoi del potere locale, sprofondato nei conciliaboli del sotto governo. Nonostante i proclami Ardea affoga nella carenza di servizi e di scarsa efficienza di quelli esistenti, affidati ad una gestione nepotistica, praticamente un vero e proprio "supermercato" dei servizi.
Eufemi procede consapevole di una maggioranza di plastica liquida da rincorrere quotidianamente, mentre tutto intorno degrada. Prenda atto della situazione e si dimetta.
PRC Ardea
06 settembre 2009
RILASCIATA A.I.A. PER L'INCENERITORE DI ALBANO
Comunicato stampa
Rilascio dell'AIA per la costruzione dell'inceneritore di Albano Laziale
Il primo settembre abbiamo appreso il rilascio dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte degli uffici della Regione Lazio per la costruzione dell'inceneritore d'Albano. E' stato quindi dato il via libera al Co.E.Ma, consorzio autonomamente "eletto" (senza gara di appalto) e formato dalle società facenti capo al gruppo di Manlio Cerroni, alla costruzione e gestione dell'ecomostro.
Tutto questo è vigliaccamente avvenuto il 13 agosto scorso, momento fisiologico di minor presenza e contrasto di tutti i cittadini impegnati nella vertenza contro questa folle scelta speculativa.
Un gesto assolutamente provocatorio a neanche un mese dal secondo dei due incontri del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano con la Regione Lazio per discutere sulla non-costruzione dell'impianto e la relativa incompatibilità territoriale del mostro da edificare nel sito di Roncigliano. Incontri indetti in quanto l'impianto è fortemente osteggiato da tutte le comunità di cittadini che ben rappresentano la realtà dei Castelli Romani in ogni sua accezione.
In quella sede Piero Marrazzo aveva annunciato di voler proseguire il confronto presso la Pisana sulle ragioni del "No all'impianto" e intanto di non far procedere l'iter autorizzativo. Ad oggi tale scelta non ci risulta spiegabile ed è figlia della volontà unilaterale della Regione Lazio.
Tutto ciò inquadra e connota gli incontri passati come gesti ipocriti di finta democrazia partecipata che di fatto asfaltano, anzi, che bruciano i diritti dei cittadini, in secondo piano rispetto agli interessi di Manlio Cerroni.
Affermiamo con forza che questa è una scelta di cui il potere politico dovrà assumersi le responsabilità sanitarie, economiche e sociali verso il territorio dei Castelli e la sua gente.
Piero Marrazzo, con la sua giunta di governo ed i suoi collaboratori dovranno rispondere ai cittadini dei Castelli Romani del perché di questo vile e al tempo stesso arrogante comportamento che li ha portati a firmare un'Autorizzazione Integrata Ambientale nelle notti di Ferragosto, al buio, di nascosto alienando, anzi, svendendo la loro carica istituzionale agli interessi di pochissimi e spogliandosi di fatto di ogni ruolo rappresentativo e di difesa degli interessi dei cittadini.
E' infatti ormai ben chiara la commistione di interessi e la totale subordinazione degli uffici regionali ai dictat di Cerroni e non solo di quest'ultimo, così come è chiaro che ogni giorno trascorso senza avviare il cantiere di Roncigliano si rifletta in concreto e sonante denaro perso per tutti gli interpreti speculativi di questa opera obsoleta che produrrà in primis un'autentica emergenza sanitaria sul territorio castellano.
Il Coordinamento ha in programma di fissare immediatamente un incontro con la Regione Lazio per avere spiegazioni da parte di Piero Marrazzo e della sua giunta sulla totale inutilità degli incontri da lui stesso promossi, dialogo a questo punto retorico, di cui lo stesso presidente dovrà assumersi le connesse responsabilità legate soprattutto alle prospettive e conseguenze future che questa scelta sconsiderata mette di fronte ad ogni parte coinvolta nella vertenza.
E' chiaro che questa azione compiuta dalla Regione Lazio sottende con tutta probabilità alla volontà preventiva e irresponsabile della Pisana e dei poteri affini, di cercare un unilaterale innalzamento dei toni della vertenza; con la speranza inutile di delegittimare un movimento fortemente radicato sul territorio, la sua dialettica e assolutamente fermo sulla tutela dei propri diritti e della sua volontà civile.
Gesto folle, sconsiderato, che svende definitivamente chi guida quell'ente e getta una definitiva ombra sull'intero "piano commissariale rifiuti" connotato ormai da continui sequestri, inchieste giudiziarie, interventi del NOE e bacchettamenti dell'Authority per la concorrenza.
Non siamo intenzionati ad accettare e non permetteremo la costruzione di questo ecomostro. Si richiama in primis ad una continua mobilitazione ora più che mai necessaria considerata la non remota possibilità dell'imminente apertura del cantiere nel sito di Roncigliano. Evento questo che non permetteremo al fine di ribadire ad irresponsabili e non che questa vertenza è una lotta che non siamo disposti a perdere. Senza resa.
S.O.S. MONTAGNANO
Coordinamento contro l'Inceneritore di Albano Laziale
Rilascio dell'AIA per la costruzione dell'inceneritore di Albano Laziale
Il primo settembre abbiamo appreso il rilascio dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte degli uffici della Regione Lazio per la costruzione dell'inceneritore d'Albano. E' stato quindi dato il via libera al Co.E.Ma, consorzio autonomamente "eletto" (senza gara di appalto) e formato dalle società facenti capo al gruppo di Manlio Cerroni, alla costruzione e gestione dell'ecomostro.
Tutto questo è vigliaccamente avvenuto il 13 agosto scorso, momento fisiologico di minor presenza e contrasto di tutti i cittadini impegnati nella vertenza contro questa folle scelta speculativa.
Un gesto assolutamente provocatorio a neanche un mese dal secondo dei due incontri del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano con la Regione Lazio per discutere sulla non-costruzione dell'impianto e la relativa incompatibilità territoriale del mostro da edificare nel sito di Roncigliano. Incontri indetti in quanto l'impianto è fortemente osteggiato da tutte le comunità di cittadini che ben rappresentano la realtà dei Castelli Romani in ogni sua accezione.
In quella sede Piero Marrazzo aveva annunciato di voler proseguire il confronto presso la Pisana sulle ragioni del "No all'impianto" e intanto di non far procedere l'iter autorizzativo. Ad oggi tale scelta non ci risulta spiegabile ed è figlia della volontà unilaterale della Regione Lazio.
Tutto ciò inquadra e connota gli incontri passati come gesti ipocriti di finta democrazia partecipata che di fatto asfaltano, anzi, che bruciano i diritti dei cittadini, in secondo piano rispetto agli interessi di Manlio Cerroni.
Affermiamo con forza che questa è una scelta di cui il potere politico dovrà assumersi le responsabilità sanitarie, economiche e sociali verso il territorio dei Castelli e la sua gente.
Piero Marrazzo, con la sua giunta di governo ed i suoi collaboratori dovranno rispondere ai cittadini dei Castelli Romani del perché di questo vile e al tempo stesso arrogante comportamento che li ha portati a firmare un'Autorizzazione Integrata Ambientale nelle notti di Ferragosto, al buio, di nascosto alienando, anzi, svendendo la loro carica istituzionale agli interessi di pochissimi e spogliandosi di fatto di ogni ruolo rappresentativo e di difesa degli interessi dei cittadini.
E' infatti ormai ben chiara la commistione di interessi e la totale subordinazione degli uffici regionali ai dictat di Cerroni e non solo di quest'ultimo, così come è chiaro che ogni giorno trascorso senza avviare il cantiere di Roncigliano si rifletta in concreto e sonante denaro perso per tutti gli interpreti speculativi di questa opera obsoleta che produrrà in primis un'autentica emergenza sanitaria sul territorio castellano.
Il Coordinamento ha in programma di fissare immediatamente un incontro con la Regione Lazio per avere spiegazioni da parte di Piero Marrazzo e della sua giunta sulla totale inutilità degli incontri da lui stesso promossi, dialogo a questo punto retorico, di cui lo stesso presidente dovrà assumersi le connesse responsabilità legate soprattutto alle prospettive e conseguenze future che questa scelta sconsiderata mette di fronte ad ogni parte coinvolta nella vertenza.
E' chiaro che questa azione compiuta dalla Regione Lazio sottende con tutta probabilità alla volontà preventiva e irresponsabile della Pisana e dei poteri affini, di cercare un unilaterale innalzamento dei toni della vertenza; con la speranza inutile di delegittimare un movimento fortemente radicato sul territorio, la sua dialettica e assolutamente fermo sulla tutela dei propri diritti e della sua volontà civile.
Gesto folle, sconsiderato, che svende definitivamente chi guida quell'ente e getta una definitiva ombra sull'intero "piano commissariale rifiuti" connotato ormai da continui sequestri, inchieste giudiziarie, interventi del NOE e bacchettamenti dell'Authority per la concorrenza.
Non siamo intenzionati ad accettare e non permetteremo la costruzione di questo ecomostro. Si richiama in primis ad una continua mobilitazione ora più che mai necessaria considerata la non remota possibilità dell'imminente apertura del cantiere nel sito di Roncigliano. Evento questo che non permetteremo al fine di ribadire ad irresponsabili e non che questa vertenza è una lotta che non siamo disposti a perdere. Senza resa.
S.O.S. MONTAGNANO
Coordinamento contro l'Inceneritore di Albano Laziale
CONTRO L'OMOFOBIA
Sinistra e Libertà Castelli Romani - Mare - Valle del Sacco sostiene la comunità LGBTQ e si mobilita contro l'omofobia
L'escalation di violenza contro le persone della comunità LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer) non conosce sosta. Dopo le aggressioni a persone omosessuali, due bombe carta sono state lanciate da due ragazzotti descritti come naziskin all'incrocio fra Via Ostilia e Via di San Giovanni in Laterano, luogo di ritrovo della popolazione LGBTQ a Roma e frequentato ogni sera da centinaia di persone.
Al di là dei danni materiali è grave constatare che certi eventi possano accadere a poche decine di metri da strutture di pubblica sicurezza (il tutto è avvenuto nei pressi dell'ospedale militare del Celio e del commissariato locale), in spregio a qualunque demagogia proprio sulla sicurezza, con l'intento di diffondere paura.
Sinistra e Libertà sostiene la comunità LGBTQ nella sua mobilitazione, partita già venerdì scorso con l'autoconvocazione di una fiaccolata cittadina che si ripeterà con cadenza settimanale (tutte le informazioni e gli eventi sul gruppo We have a dream - www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=125424358826), per riconoscersi e testimoniare se stessa. La fiaccolata autoconvocata del 4 settembre è partita dallo spiazzo davanti al Colosseo, all'inizio di Via di San Giovanni in Laterano alle ore 21, alla volta del Campidoglio.
Alle cittadine e ai cittadini coraggiosi e capaci di reagire all'intollerabile crescendo di violenza va la solidarietà e l'appoggio di Sinistra e Libertà, che si è realizzata oltre che con l'adesione alle fiaccolate e alle iniziative, anche attraverso la mozione per la prevenzione e la lotta all'omo-transfobia che nei prossimi giorni verrà presentata dai consiglieri comunali di Sinistra e Libertà in tutti i Comuni.
Coordinamento Sinistra e Libertà Federazione Castelli Romani - Mare - Valle del Sacco
Tel. 3351730604 - info@sinistracastelli.it - www.sinistracastelli.it
L'escalation di violenza contro le persone della comunità LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer) non conosce sosta. Dopo le aggressioni a persone omosessuali, due bombe carta sono state lanciate da due ragazzotti descritti come naziskin all'incrocio fra Via Ostilia e Via di San Giovanni in Laterano, luogo di ritrovo della popolazione LGBTQ a Roma e frequentato ogni sera da centinaia di persone.
Al di là dei danni materiali è grave constatare che certi eventi possano accadere a poche decine di metri da strutture di pubblica sicurezza (il tutto è avvenuto nei pressi dell'ospedale militare del Celio e del commissariato locale), in spregio a qualunque demagogia proprio sulla sicurezza, con l'intento di diffondere paura.
Sinistra e Libertà sostiene la comunità LGBTQ nella sua mobilitazione, partita già venerdì scorso con l'autoconvocazione di una fiaccolata cittadina che si ripeterà con cadenza settimanale (tutte le informazioni e gli eventi sul gruppo We have a dream - www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=125424358826), per riconoscersi e testimoniare se stessa. La fiaccolata autoconvocata del 4 settembre è partita dallo spiazzo davanti al Colosseo, all'inizio di Via di San Giovanni in Laterano alle ore 21, alla volta del Campidoglio.
Alle cittadine e ai cittadini coraggiosi e capaci di reagire all'intollerabile crescendo di violenza va la solidarietà e l'appoggio di Sinistra e Libertà, che si è realizzata oltre che con l'adesione alle fiaccolate e alle iniziative, anche attraverso la mozione per la prevenzione e la lotta all'omo-transfobia che nei prossimi giorni verrà presentata dai consiglieri comunali di Sinistra e Libertà in tutti i Comuni.
Coordinamento Sinistra e Libertà Federazione Castelli Romani - Mare - Valle del Sacco
Tel. 3351730604 - info@sinistracastelli.it - www.sinistracastelli.it
01 settembre 2009
REDDITO MINIMO GARANTITO
Comunicato Stampa
REDDITO MINIMO GARANTITO - TIBALDI:"DAL 1 AL 30 SETTEMBRE LA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE"
"Dal 1 al 30 settembre si potranno presentare le richieste per ottenere il reddito minimo garantito. I moduli da compilare si potranno trovare negli 800 uffici postali della Regione, nei 60 Comuni capofila di Distretto Socio Sanitario e nei 20 Municipi del Comune di Roma. Anche le Province potranno distribuirli tramite i Centri per l'Impiego e le altre strutture accreditate". E' quanto ha dichiarato l'Assessora al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi nel corso dell'incontro che si è tenuto questa mattina presso la Sala Tevere della Regione Lazio con i rappresentanti dei Comuni capofila di Distretto Socio Sanitario e dei Municipi del Comune di Roma.
"Le domande - ha continuato - potranno essere consegnate presso i Comuni capofila e i Municipi, oppure essere inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Una volta raccolte tutte le domande pervenute le Province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla Regione. Contiamo che i beneficiari del reddito minimo possano ricevere il primo assegno a novembre".
"Con Poste Italiane abbiamo sottoscritto un accordo - ha detto ancora Tibaldi - per l'utilizzo degli uffici postali, presenti in modo capillare sul territorio compreso i piccoli comuni, per distribuire i moduli e la guida per la compilazione, ritirare le domande inoltrate ai comuni capofila e ai municipi romani, effettuare la prima lettura elettronica dei moduli e successivamente trasmetterli alle Province. Infine, dopo la compilazione delle graduatorie dei beneficiari da parte delle Province, gli uffici postali provvederanno anche ad erogare l'assegno del Reddito Minimo Garantito. A giorni saranno disponibili sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it il facsimile del modulo di presentazione delle domande e la guida alla compilazione".
"Procede così a tappe forzate - ha concluso Tibaldi - il percorso della legge sul Reddito Minimo Garantito che riguarda, nella sua prima fase sperimentale, donne e uomini di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell'anno precedente. Con questo strumento e con gli interventi di politiche attive per il lavoro la Regione ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli del mercato del lavoro, particolarmente colpite in questo periodo di crisi economica".
REDDITO MINIMO GARANTITO - TIBALDI:"DAL 1 AL 30 SETTEMBRE LA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE"
"Dal 1 al 30 settembre si potranno presentare le richieste per ottenere il reddito minimo garantito. I moduli da compilare si potranno trovare negli 800 uffici postali della Regione, nei 60 Comuni capofila di Distretto Socio Sanitario e nei 20 Municipi del Comune di Roma. Anche le Province potranno distribuirli tramite i Centri per l'Impiego e le altre strutture accreditate". E' quanto ha dichiarato l'Assessora al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi nel corso dell'incontro che si è tenuto questa mattina presso la Sala Tevere della Regione Lazio con i rappresentanti dei Comuni capofila di Distretto Socio Sanitario e dei Municipi del Comune di Roma.
"Le domande - ha continuato - potranno essere consegnate presso i Comuni capofila e i Municipi, oppure essere inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Una volta raccolte tutte le domande pervenute le Province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla Regione. Contiamo che i beneficiari del reddito minimo possano ricevere il primo assegno a novembre".
"Con Poste Italiane abbiamo sottoscritto un accordo - ha detto ancora Tibaldi - per l'utilizzo degli uffici postali, presenti in modo capillare sul territorio compreso i piccoli comuni, per distribuire i moduli e la guida per la compilazione, ritirare le domande inoltrate ai comuni capofila e ai municipi romani, effettuare la prima lettura elettronica dei moduli e successivamente trasmetterli alle Province. Infine, dopo la compilazione delle graduatorie dei beneficiari da parte delle Province, gli uffici postali provvederanno anche ad erogare l'assegno del Reddito Minimo Garantito. A giorni saranno disponibili sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it il facsimile del modulo di presentazione delle domande e la guida alla compilazione".
"Procede così a tappe forzate - ha concluso Tibaldi - il percorso della legge sul Reddito Minimo Garantito che riguarda, nella sua prima fase sperimentale, donne e uomini di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell'anno precedente. Con questo strumento e con gli interventi di politiche attive per il lavoro la Regione ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli del mercato del lavoro, particolarmente colpite in questo periodo di crisi economica".
30 agosto 2009
EUFEMI "BUCA" SUL PIANO DELLA BANDITELLA E AMMETTE L'INCAPACITÀ
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Ardea
Ardea, Eufemi "buca" sul piano della Banditella e ammette l'incapacità
Il Consiglio Comunale si scioglie per mancanza di numero legale. Eufemi va sotto nonostante la seduta in seconda convocazione permette di abbassare il numero dei Consiglieri presenti.
Ancora una volta il Piano Particolareggiato della Banditella rimane nel cassetto. Molte le contraddizioni amministrative che hanno spinto i Consiglieri ad abbandonare l'aula, non ultima la procedura urbanistico legislativa che molti hanno ritenuta poco chiara ed illeggittima. Alla fine in un clima di scoraggiamento per i cittadini interessati presenti in un'aula semideserta, il Sindaco ha preso la parola ed in un discorso tutto diretto alla sua maggioranza incapace di governare il territorio, ha comunicato l'intenzione di affidare la risoluzione del problema ad altre istituzioni preposte.
Noi, che non avevamo nessun dubbio sulle incapacità amministrative del centro destra che governa Ardea, prendiamo atto che il prezzo sociale scaricato sui cittadini è diventato insopportabile.
PRC Ardea
Circolo di Ardea
Ardea, Eufemi "buca" sul piano della Banditella e ammette l'incapacità
Il Consiglio Comunale si scioglie per mancanza di numero legale. Eufemi va sotto nonostante la seduta in seconda convocazione permette di abbassare il numero dei Consiglieri presenti.
Ancora una volta il Piano Particolareggiato della Banditella rimane nel cassetto. Molte le contraddizioni amministrative che hanno spinto i Consiglieri ad abbandonare l'aula, non ultima la procedura urbanistico legislativa che molti hanno ritenuta poco chiara ed illeggittima. Alla fine in un clima di scoraggiamento per i cittadini interessati presenti in un'aula semideserta, il Sindaco ha preso la parola ed in un discorso tutto diretto alla sua maggioranza incapace di governare il territorio, ha comunicato l'intenzione di affidare la risoluzione del problema ad altre istituzioni preposte.
Noi, che non avevamo nessun dubbio sulle incapacità amministrative del centro destra che governa Ardea, prendiamo atto che il prezzo sociale scaricato sui cittadini è diventato insopportabile.
PRC Ardea
27 agosto 2009
A RISCHIO LA CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI?
BERLUSCONI STA GIOCANDO UNA PARTITA PERICOLOSA SU FONDI: STA METTENDO A RICHIO LA CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI. LA SMETTA O SARÀ MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA MAFIA E CONTRO IL SUO GOVERNO!
Numerose Associazioni antimafia di tutta Italia ci stanno partecipando la loro solidarietà, oltreché la loro disponibilità a organizzare sotto Palazzo Chigi a Roma una manifestazione della società civile.
Con il suo comportamento sul "caso Fondi" egli sta mettendo in forse la credibilità delle Istituzioni.
Un comportamento, quello suo, veramente disdicevole, giustificato in maniera risibile, da cose non vere, quali quelle secondo cui «... non sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di amministratori( sic!!!!)».
Ciò è assolutamente falso in quanto un ex assessore è andato a finire in galera, mentre un altro è indagato. Senza, poi, parlare, degli arresti di dirigenti del Comune medesimo, fra i quali il capo della polizia municipale ecc.
L'attuale capo del governo non si rende forse conto del fatto che oggettivamente sta sconfessando l'operato di un Prefetto della Repubblica, delle forze di Polizia, della Magistratura e dello stesso Ministro dell'Interno.
Un cataclisma istituzionale, insomma, che non può essere sottaciuto né di fronte all'intera società civile nazionale ed internazionale né alle sedi di giustizia ed al Parlamento europei.
Egli, a questo punto, di fronte alle prove schiaccianti che a tonnellate ci sono delle collusioni fra mafia e politica nel comune amministrato dal suo partito, deve scegliere con chi schierarsi.
Se vuole dimostrare di avere senso dello Stato, come deve un capo di governo, è obbligato a sciogliere subito l'Amministrazione di Fondi, chiedendo, peraltro, scusa agli italiani per il ritardo e le giustificazioni infondate rese pubbliche.
Altrimenti, saranno mobilitazione permanente in tutta Italia e manifestazioni nella Capitale.
Decida !
E non pensi minimamente a ritorsioni ai danni del Prefetto di Latina dando corpo a voci che insistentemente circolano al riguardo negli ambienti politici di destra.
Un Prefetto della Repubblica degno di essere definito tale HA L'OBBLIGO, per il giuramento di fedeltà allo Stato, di fare quello che ha fatto il dr. Bruno Frattasi!
Ass. Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
Numerose Associazioni antimafia di tutta Italia ci stanno partecipando la loro solidarietà, oltreché la loro disponibilità a organizzare sotto Palazzo Chigi a Roma una manifestazione della società civile.
Con il suo comportamento sul "caso Fondi" egli sta mettendo in forse la credibilità delle Istituzioni.
Un comportamento, quello suo, veramente disdicevole, giustificato in maniera risibile, da cose non vere, quali quelle secondo cui «... non sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di amministratori( sic!!!!)».
Ciò è assolutamente falso in quanto un ex assessore è andato a finire in galera, mentre un altro è indagato. Senza, poi, parlare, degli arresti di dirigenti del Comune medesimo, fra i quali il capo della polizia municipale ecc.
L'attuale capo del governo non si rende forse conto del fatto che oggettivamente sta sconfessando l'operato di un Prefetto della Repubblica, delle forze di Polizia, della Magistratura e dello stesso Ministro dell'Interno.
Un cataclisma istituzionale, insomma, che non può essere sottaciuto né di fronte all'intera società civile nazionale ed internazionale né alle sedi di giustizia ed al Parlamento europei.
Egli, a questo punto, di fronte alle prove schiaccianti che a tonnellate ci sono delle collusioni fra mafia e politica nel comune amministrato dal suo partito, deve scegliere con chi schierarsi.
Se vuole dimostrare di avere senso dello Stato, come deve un capo di governo, è obbligato a sciogliere subito l'Amministrazione di Fondi, chiedendo, peraltro, scusa agli italiani per il ritardo e le giustificazioni infondate rese pubbliche.
Altrimenti, saranno mobilitazione permanente in tutta Italia e manifestazioni nella Capitale.
Decida !
E non pensi minimamente a ritorsioni ai danni del Prefetto di Latina dando corpo a voci che insistentemente circolano al riguardo negli ambienti politici di destra.
Un Prefetto della Repubblica degno di essere definito tale HA L'OBBLIGO, per il giuramento di fedeltà allo Stato, di fare quello che ha fatto il dr. Bruno Frattasi!
Ass. Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
22 agosto 2009
MAFIA. FONDI; DON CIOTTI, È UNA QUESTIONE NAZIONALE. APPELLO A RIAPRIRE INCHIESTA SU OMICIDIO PARROCO BORGO MONTELLO
Dal Notiziario ANSA del 20 agosto 2009
LATINA, 20 AGO - È «una questione nazionale» quella dello scioglimento del consiglio comunale di Fondi, sulla quale il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato, per don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, perchè «è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro Paese».
L'associazione ha ricordato oggi come da anni ormai si parli di «quinta mafia» e don Ciotti ha spiegato che «Fondi rappresenta lo snodo di questi interessi, sin da quando nel 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri l'interesse dei Casalesi sull'agro pontino».
Il presidente di Libera ha ricordato a proposito anche la vicenda legata all'uccisione di don Cesare Boschin, parroco di Borgo Montello, trovato ucciso nel 1995 nella canonica, poco lontano dalla discarica dei rifiuti, e ha lanciato un appello affinchè si riapra l'inchiesta sulla sua morte, a cui si è associato anche il presidente dell'associazione Caponnetto di Latina Elvio Di Cesare, che da anni denuncia le infiltrazioni della criminalità nella provincia pontina e da anni chiede alla Dia di riaprire il caso di Borgo Montello. «Don Cesare Boschin sapeva cose che non doveva sapere. Fu un errore gravissimo derubricare quell'omicidio a un episodio di criminalità comune. Quel caso, liquidato come un omicidio a seguito di rapina».
Di Cesare spiega che Don Boschin aveva raccolto gli sfoghi dei cittadini del borgo che raccontavano di «strani traffici notturni vicino alla discarica», di camion, guidati da giovani del posto lautamente ricompensati, che scaricavano fusti nella discarica in piena notte.
«Poco dopo - ha ricordato Di Cesare - fu scoperta la presenza di fusti metallici altamente tossici in una porzione della discarica. Ma anche questa vicenda è stata messa a tacere, così come il fatto che alcuni terreni vicini alla discarica fossero riconducibili al clan Schiavone».
Anche oggi sul caso Fondi l'Idv è andata all'attacco contro il governo. Il portavoce del partito Leoluca Orlando ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Roberto Maroni «perché faccia conoscere se e quali esponenti politici sono coinvolti nell'indagine posta a fondamento della proposta di scioglimento del Comune» e «quali siano gli interessi personali del senatore Fazzone che traggono vantaggio dall'attività amministrativa del Comune».
L'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris ha chiamato in causa Maroni chiedendo di sciogliere subito il Comune o di dimettersi «in quanto delegittimato».
Proprio a Fondi il Pd ha organizzato una manifestazione per la legalità sabato prossimo (oggi 22 agosto - ndw) alle 18 nella piazza della nuova casa comunale. All'iniziativa parteciperanno Walter Veltroni insieme alle deputate Laura Garavini, capogruppo della commissione antimafia della Camera e Sesa Amici, al segretario regionale del Pd Roberto Morassut e a Luisa Laurelli, presidente della commissione sicurezza della Regione Lazio.
LATINA, 20 AGO - È «una questione nazionale» quella dello scioglimento del consiglio comunale di Fondi, sulla quale il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato, per don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, perchè «è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro Paese».
L'associazione ha ricordato oggi come da anni ormai si parli di «quinta mafia» e don Ciotti ha spiegato che «Fondi rappresenta lo snodo di questi interessi, sin da quando nel 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri l'interesse dei Casalesi sull'agro pontino».
Il presidente di Libera ha ricordato a proposito anche la vicenda legata all'uccisione di don Cesare Boschin, parroco di Borgo Montello, trovato ucciso nel 1995 nella canonica, poco lontano dalla discarica dei rifiuti, e ha lanciato un appello affinchè si riapra l'inchiesta sulla sua morte, a cui si è associato anche il presidente dell'associazione Caponnetto di Latina Elvio Di Cesare, che da anni denuncia le infiltrazioni della criminalità nella provincia pontina e da anni chiede alla Dia di riaprire il caso di Borgo Montello. «Don Cesare Boschin sapeva cose che non doveva sapere. Fu un errore gravissimo derubricare quell'omicidio a un episodio di criminalità comune. Quel caso, liquidato come un omicidio a seguito di rapina».
Di Cesare spiega che Don Boschin aveva raccolto gli sfoghi dei cittadini del borgo che raccontavano di «strani traffici notturni vicino alla discarica», di camion, guidati da giovani del posto lautamente ricompensati, che scaricavano fusti nella discarica in piena notte.
«Poco dopo - ha ricordato Di Cesare - fu scoperta la presenza di fusti metallici altamente tossici in una porzione della discarica. Ma anche questa vicenda è stata messa a tacere, così come il fatto che alcuni terreni vicini alla discarica fossero riconducibili al clan Schiavone».
Anche oggi sul caso Fondi l'Idv è andata all'attacco contro il governo. Il portavoce del partito Leoluca Orlando ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Roberto Maroni «perché faccia conoscere se e quali esponenti politici sono coinvolti nell'indagine posta a fondamento della proposta di scioglimento del Comune» e «quali siano gli interessi personali del senatore Fazzone che traggono vantaggio dall'attività amministrativa del Comune».
L'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris ha chiamato in causa Maroni chiedendo di sciogliere subito il Comune o di dimettersi «in quanto delegittimato».
Proprio a Fondi il Pd ha organizzato una manifestazione per la legalità sabato prossimo (oggi 22 agosto - ndw) alle 18 nella piazza della nuova casa comunale. All'iniziativa parteciperanno Walter Veltroni insieme alle deputate Laura Garavini, capogruppo della commissione antimafia della Camera e Sesa Amici, al segretario regionale del Pd Roberto Morassut e a Luisa Laurelli, presidente della commissione sicurezza della Regione Lazio.
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