05 gennaio 2010

ULTIMATUM DI DI PIETRO AL PD: CON NOI O CON BERLUSCONI



Si decidano, così anche noi faremo le nostre scelte in vista delle prossime elezioni

ROMA - "Prendiamo atto che secondo diversi dirigenti del Partito democratico, ieri Letta oggi Sereni, i veri guai per l'Italia sarebbero quelli creati dall'opposizione che fa l'Italia dei Valori. Noi riteniamo invece che il problema vero sia il malgoverno di questo centrodestra. Allora chiediamo al Partito democratico: con chi vuoi stare? Con noi o col governo Berlusconi? Si decidano, così anche noi faremo le nostre scelte in vista delle prossime elezioni". Lo ha affermato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a margine di una conferenza stampa tenutasi a Termoli sulle amministrative della cittadina molisana.

note di agenz.

04 gennaio 2010

SUD PONTINO LA MAFIE DILAGANO

Latina, il laboratorio della Quinta mafia

Nel sud Pontino pax tra cosche e legami con i professionisti locali. Edilizia e appalti i grandi affari


C’è mafia a Latina? Provate a chiedere. La risposta più comune è un’alzata di spalle. Chissà, ma no, forse, non importa. Il primo dato è questo: se c’è si confonde con grande abilità. Eppure di affari in terra pontina ne fa tanti. Sistemata com’è in mezzo alle grandi piazze di Roma e Napoli, Latina non sfugge al suo destino di fruttuoso crocevia di illegalità e anzi vanta un curriculum di tutto rispetto. Estorsioni, voto di scambio, riciclaggio, abusivismo edilizio, appalti truccati, discariche illegali, traffico di stupefacenti, solo per fare un parziale e approssimativo elenco.
Una sintesi della situazione recente si trova nella interrogazione presentata il 16 novembre 2007 alla Camera dai deputati Mascia e Smeriglio al ministro dell’Interno. Nell’interrogazione si ricordano gli arresti a Minturno, gli episodi di estorsione a Formia, i sequestri a Scauri, le lottizzazioni selvagge, e si chiede se non sia il caso di verificare se il comune di Minturno sia soggetto a infiltrazioni mafiose. Questo mentre una commissione di accesso sta accertando la stessa cosa a Fondi.
Prima ancora, nel settembre 2006, i deputati Leoni e Amici, ricordando il fenomeno delle estorsioni presso il mercato ortofrutticolo di Fondi (il secondo in Italia) ad opera del clan calabrese dei Tripodo, l’usura e il racket della famiglia di nomadi Ciarelli, l’omicidio nel 2003 del pregiudicato Di Silvio e altre amenità accadute a Latina e provincia, chiedevano se non fosse il caso di rafforzare il locale apparato di forze dell’ordine e di istituire a Latina una sezione della Direzione investigativa antimafia. La risposta del ministro riconobbe quanto esposto dai deputati, aggiungendo perfino altri inquietanti episodi all’elenco, tuttavia stimò adeguato l’apparato presente e non necessaria una Dia.

A giudicare dalla percezione dei latinensi, nell’agro pontino le mafie ci sono ma non si vedono. Latina è terra di immigrazione e di integrazione e da questo punto di vista la criminalità non è stata da meno. ‘Ndrangheta (clan Alvaro, Galati, Ienco, Tassone) e camorra (Casalesi soprattutto: Mendico, Moccia, Di Maio), presenti in cellule federate sparse sul territorio, si sono combinate tra loro, si sono combinate con le nuove mafie etniche - dell’est Europa soprattutto - si sono combinate con il ceto politico e imprenditoriale locale. Una struttura leggera e flessibile, pronta ad articolarsi secondo le convenienze del momento, a fare affari con tutti e a servirsi soprattutto di questi per controllare il territorio.
Sembra infatti che qui le mafie, libere da certi retaggi storici e giunte ormai evolute come veri e propri sistemi di imprese, abbiano preferito agli strumenti di oppressione tradizionali una politica all’insegna della colonizzazione monetaria che si innesta e specula su un’economia morente: sfruttando il nome e il potere di notabili locali e il consenso delle relative clientele, si sono inserite così nel settore agroalimentare (specie nel sud della provincia), industriale (più a nord, Aprilia e Pomezia soprattutto), edile e commerciale, acquisendo a ritmi incalzanti fabbricati e terreni. Un’impollinazione che ha sparso in loco i suoi frutti malati e che per questo si è resa invisibile, pur generando mostri a 10 piani. Minimizzare la presenza delle mafie – come fanno molti cittadini compresi taluni giornalisti, amministratori, tutori dell’ordine - è facile e ovvio quando queste hanno già volti familiari, fanno già parte del panorama. Le mafie a Latina ci stanno addosso, ci stanno dentro.
Latina è una provincia prima nelle classifiche nazionali quanto a disponibilità di terreni edificabili e richiesta di prestiti a usura, entrambe conseguenze di un’economia depressa. Perchè allora in giro è tutto un fiorire di banche e palazzine? Perchè a Latina abbiamo una densità di centri commerciali come nemmeno nelle più floride capitali nordeuropee? Basta camminare e iniziare a vedere anziché solo guardare. Vedere a che velocità cambiano le insegne dei negozi o come sono vuote certe boutique su Corso della Repubblica e certe palazzine alla Q5 e chiedersi da dove vengono i soldi. Vedere le statistiche che segnalano la città tra i primi posti in Italia per consumo di stupefacenti e chiedersi da dove vengono gli stupefacenti. Vedere i rumeni che vivono a Sezze e chiedersi chi è che la mattina li carica sul pulmino per portarli nei cantieri abusivi o chi sta dietro agli indiani che faticano nelle campagne.
Chiedetelo a un latinense. Un’alzata di spalle e tutti i punti interrogativi cadranno. A terra, dove già giace la città. 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO VOLENTIERI


COMITATO  DI  QUARTIERE

 CASTAGNOLA  -  CASTAGNETTA

AMPLIAMENTO DEL COMITATO

Diversi mesi fa, insieme ad un nutrito gruppo di attivisti del Quartiere Castagnetta,  è stato iniziato un discorso che ha evidenziato quanto siano simili le problematiche dei Quartieri Castagnola e Castagnetta, non solo in quanto contigui territorialmente, li “divide” solo la S.P. Laurentina, ma soprattutto perché uniti dalle medesime origini agricole, dallo stesso sviluppo disordinato, dalla totale o parziale mancanza dei servizi di urbanizzazione primaria, dall’essere nuclei abitativi dimenticati ed abbandonati.

Da queste similitudini si è partiti  per sviluppare un percorso che porta oggi ad assimilare alla consolidata realtà del Comitato Castagnola, l’apporto significativo dei volenterosi abitanti della Castagnetta ai quali poter offrire tre intensi anni di esperienza, che lo hanno portato a farsi conoscere e apprezzare e a dai quali trarre vigoria ed entusiasmo.

A partire quindi da gennaio 2010, la denominazione del CdQ Castagnola, muta in “Comitato di Quartiere Castagnola – Castagnetta” alla cui presidenza resta confermata la dr.ssa Elena Russo e confermato è pure l’intero Comitato Direttivo, mentre si rafforza alla vice presidenza col contributo dell’ing. Nicola Pisani.

Di questo allargamento di orizzonte ne gioveranno entrambi in Quartieri in quanto solo un Comitato forte ed autorevole è ascoltato e rispettato: un ampliamento del suo raggio di azione e l’innesto di pregevoli contributi umani può solo aumentarne la forza e l’autorevolezza.

Un augurio di buon lavoro e di un ottimo 2010 a tutti.

03 gennaio 2010


O.D.G. CONSIGLIO COMUNALE 14 GENNAIO 2010

Il Presidente Policarpo Volante, vista la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria per il giorno 14 gennaio 2010 alle ore 10 presso la sala del Centro Sociale Anziani "Caduti di Nassirya" (via dei Tassi, 18 b) ha integrato e riordinato l'Ordine del Giorno con i seguenti punti:

1. Approvazione verbale seduta precedente;

2. Comunicazioni del Sindaco;

3. Mozioni - interrogazioni - interpellanze;

4. Consiglio congiunto con il Consiglio dei Ragazzi;

5. Modifica art. 2 comma 3 dello Statuto comunale (Nuovo Stemma Comunale e Nuovo Gonfalone)

6. Esame osservazioni Piano Particolareggiato in variante al P.R.G. -
Adozione in località Caronti destinato dal P.R.G. vigente a zona D - Industria e Artigianato (Art. 24 delle N.T.A.)

7. Protocollo d'intesa Consorzio Lupetta

8. Ricognizione stato di fatto e di diritto - Consorzio Colle Romito

9. Debiti fuori bilancio

10. Richiesta di permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici (art. 14 D.P.R. 380/01 - T.U. dell'edilizia) - Regolarizzazione urbanistico-edilizia e completamento intervento edilizio di ampliamento dello stabile di proprietà della Congregazione Suore di Gesù Buon Pastore Pastorelle, adibito a servizi religiosi e assistenziali e ubicato in via Cavalli Marini / via delle Anitre, loc. Tor San Lorenzo - mare - istanza prot. 6793 del 07/02/2008 - Determinazioni;

11. Convenzione Italcogim
12. Modifica Regolamento Carburanti per errata trascrizione;
13. Esame standard urbanistici esistenti–mancanti, determinazioni.

IL LODO DE MAGISTRIS


De Magistris: un lodo per far andar via il premier dall'Italia. L'eurodeputato dell'Idv Luigi De Magistris lancia il "Lodo de Magistris" per il presidente del Consiglio. «La proposta di fondo - scrive l'eurodeputato Idv ed ex magistrato - è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l'Italia senza conseguenze. Non c'è trucco e non c'è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni. La magistratura non più costretta agli assalti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell'etica pubblica. Ma, soprattutto, noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell'Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste».


02 gennaio 2010

CHI VIVE DI SPERANZA


E singolare che un autorevole esponente della maggioranza del Sindaco Eufemi prenda le difese dell'opposizione,a suo dire Abate e Marcucci nel votare uno a favore l'altro astenuto19 su 20 per il "bene dei cittadini" non debbano essere distrurbati.L'osservazione del piano particolareggiato sulla Banditella è la pietra dello scandalo.Strano che i due maggiori partiti all'opposizione di Eufemi trovano una convergenza sullo sciempio della Banditella?Credo invece che possa essere un segnale per muovere quel macigno che paralizza l'attività politica di questo bel paese,basta personalismi,faccioni sbattuti,disintesse dei reali bisogni di chi non è rappresentato,si è arrivati al punto che un esponente della Pdl detta il taccuino politico all'opposizione.Un alternativa è possibile,non inciuci ma programmi,non personaggi ma persone,non direttivi ma scambi di idee,confronto a tutto campo con associazioni società civile,insomma un opposizione che manca in consiglio comunale.  Paciello Mario

SCIEGLIAMO DI ESSERE LIBERI !


Che cosa si può augurare , al giorno d'oggi, ad un bambino che viene al mondo?
Bellezza, o fortuna, o ricchezza o forza, tutte cose che indubbiamente aiutano ma che, si sa, prima o poi passano.
C'è una cosa, però, che può realmente semplificare la vita di un individuo, che può aiutare a vivere decisamente meglio: la libertà. Libertà di movimento, decisionale, caratteriale ma soprattutto libertà mentale.

Se ci guardiamo intorno identifichiamo immediatamente diversi tipi di "schiavi" in varie categorie: gli schiavi del lavoro, del telefonino o della tecnologia in generale, gli schiavi del sesso, sempre molto curiosi, quelli ossessionati dalla mamma, anche se hanno 50 anni, o quelli ossessionati dalla moglie o del marito, anche se hanno 30 anni e si sono appena sposati, esistono anche gli schiavi del sabato sera, più comunemente conosciuti come gli "amici dipendenti", assolutamente uscire, presenziare ad ogni tipo di avvenimento, anche il più noioso, andare in vacanza nelle località più in vista ed essere sempre brillanti, belli e simpatici, di conseguenza, risultano anche schiavi della moda, che si collegano agli schiavi della macchina, della casa e del pettegolezzo.
Ce ne sono di tutti i tipi insomma, e sono sempre di più.

Tutti noi abbiamo le nostre manie e finchè riusciamo a gestirle possono anche essere simpatiche e caratterizzanti, ma devono assolutamente rimanere marginali alla nostra vita, altrimenti rischiamo di fare certe scelte, o di non farne altre, solo per dover rispondere a certi canoni che involontariamente ci poniamo come punti di forza ma che, si scopriranno, solo limiti alla nostra vera personalità.
Quante volte prima di dire o fare una qualunque cosa ci interroghiamo su cosa farebbe, nella stessa situazione, qualcun altro, o prima di prenotare le vacanze, che probabilmente non facciamo da più di un anno, ci rompiamo la testa su tutto quello che abbiamo ancora da fare, su quello che penserà il nostro capo o il nostro compagno di vita se scegliamo proprio quella meta da noi tanto desiderata? Si rischia di non riuscire più ad ascoltare i nostri reali desideri, di non riuscire a vivere la vita nella nostra realtà, ma in quella che ci travolge in quel momento.

Non è cosa da sottovalutare perchè, a lungo andare, ci ritroviamo in una realtà che non ci appartiene più, e non ce ne rendiamo conto subito, lentamente, magari iniziamo a perdere i primi amici, iniziamo a non frequentare più quel corso che ci ha sempre appassionato, a non avere più tempo da dedicare realmente alle cose che ci piacciono e tutto per assecondare i desideri dettati dalle strane regole che questo mondo ci impone.
Ci ritroviamo a vivere in una realtà rarefatta, a girare per la città come dentro un film, a non ritrovarci più in niente e a non riconoscerci più in nessuno, continuiamo a fare le cose giuste con una frenesia decisamente irreale.
Ma come fare allora a ritornare liberi, a riprenderci la nostra vita? Bisognerebbe pensare egoisticamente più a noi stessi, a non badare a quello che tutti si aspettano da noi e a non farci travolgere da tutto quello che è d'obbligo fare per rispondere a tratti assolutamente generali.
La libertà non è cosa che si può imparare o ricevere in dono, è uno stile di vita non sempre facile da raggiungere, è un lavoro costante, una ricerca faticosa, che però ci permette di farci ritrovare in ogni cosa che stiamo vivendo, e solo se ci appartiene realmente possiamo godere appieno di tutto quello che la vita ci offre, buttandoci in avventure, in cambiamenti o in conoscenze che, giuste o sbagliate che siano, possono solo arricchire il nostro bagaglio, rendendolo vario e interessante, ricco di confronti e di diversità, cercando di non giudicare chi è così diverso da noi o da chi fa cose che noi non faremmo mai.
Lasciarsi vivere e soprattutto imparare a lasciare vivere, perchè "....non basta dire io sono libero, ma dare agli altri libertà "

FRATELLI GRASSI


I fratelli grassi stanno rientrando in Italia con fragore di campane a festa da parte dei media più vergognosi degli ultimi 150 anni. Tornano grazie allo Scudo Fiscale dell'inciucio Pdl-Pdmenoelle. I fratelli grassi sono ingrassati all'estero godendo dei servizi dello Stato in Italia senza però pagarli. Sono evasori totali, delinquenti civici. Gli italiani che hanno pagato le tasse anche per loro in questi anni, operai, impiegati, pubblici dipendenti, imprenditori, sono invece i fratelli magri. Tra i fratelli magri e quelli grassi c'è una grande differenza, i fratelli magri sono onesti, i fratelli grassi disonesti. Lo Stato accoglie il fratello grasso come un figliol prodigo, con la grancassa di giornali e televisioni come se rientrasse un eroe vittorioso dal fronte. Se Mangano era un eroe, chi ha occultato i propri guadagni al fisco merita una medaglia d'oro.
I soldi dei fratelli grassi sono di origine ignota, possono venire dalla droga, dal traffico di armi, dal commercio di organi, dalla corruzione. Sono soldi contaminati. I loro schifosi proprietari sono anonimi anch'essi e lo resteranno grazie allo Scudo Fiscale. Questa gentaglia con un obolo del 5% tornerà illibata e potrà investire i suoi soldi senza timore di alcun controllo. Non sono soldi di operai e neppure di imprenditori dotati di senso civico, italiani che hanno pagato il 50/60% di tasse, spesso anticipate, spesso presunte. E' grazie alle tasse dei fratelli magri che il Paese non è ancora fallito.
Ora, il popolo degli onesti, contrapposto al popolo dell'amore che vuole santificare un ladro di Stato come Bottino Craxi, è diventato il popolo dei fessi. Quello che ha pagato le tasse anche per gli altri. Tassati e mazziati.
Tremorti incassa l'elemosina degli evasori e le banche italiane le loro ricchezze, almeno per il momento, i soldi non hanno il passaporto. I Profumo e i Passera che vanno in tour a parlare di banca etica non muovono un sopracciglio all'ingresso dei capitali mafiosi nei loro istituti. Una sola banca ha rifiutato i soldi dei fratelli grassi ed è Banca Etica. Il Corriere, posseduto dalle banche e dalle imprese e diretto da Ectoplasma De Bortoli, titola oggi: "Scudo, il grande rientro: 95 miliardi dai paradisi". L'Italia è il nuovo paradiso fiscale, la lavatrice del mondo, il Paese del riciclaggio.
Gli imprenditori che hanno pagato tutte le tasse subiranno una concorrenza sleale e spietata da chi le tasse non le ha mai pagate e può investire nuovi capitali. I lavoratori dipendenti senza capitali continueranno a pagare i prestiti a tassi d'usura, se riusciranno ad ottenerli. Quanti deputati, senatori, ministri, sottosegretari hanno usato lo Scudo Fiscale? Se lo Stato non risponde a questa domanda può considerarsi fallito. I fratelli magri si sono rotti i coglioni.