30 aprile 2010

TREVISO, FA LO SCIOPERO DELLA FAME PER PAGARE I DIPENDENTI


Il cliente non lo paga e lui non riesce a pagare stipendi e contributi ai suoi 4 dipendenti. In tutto 14.000 euro. Così un giovane imprenditore del trevigiano, Matteo Portalupi, farà lo sciopero della fame fino a quando il cliente non avrà saldato il debito.

Matteo Portalupi, titolare della Gobbo Servizi, 36 anni, trevigiano di Badoere, dal 26 aprile ha piantato le tende all’interno della sede dell’impresa debitrice, l’azienda di trasporti Brusutti a Tessera, per la quale ha lavorato fino a febbraio. Portalupi è proprietario di una decina di autobus, con cui effettua trasporto pubblico. «Ho lavorato per Brusutti fino a febbraio - racconta - mi era stato affidato un appalto che consisteva nel trasporto 24 ore dei dipendenti di Trenitalia (dai macchinisti alla polizia ferroviaria), dal deposito dei locomotori di Marghera fino alla stazione di Mestre, servizio svolto per mezzo di una navetta. Il servizio è cessato un paio di mesi fa, ma avanzo ancora 17 mila euro per diverse mensilità non retribuite, denaro che mi viene promesso da settimane ma che non ho ancora visto nonostante le parole. Sono soldi per me fondamentali per pagare i dipendenti, anche perché se facessi sciopero mi accuserebbero di interruzione di pubblico servizio e andrei dentro». Il titolare dell’azienda, infatti, non paga gli stipendi ai suoi dipendenti da gennaio e ha così accumulato 14 mila euro di debiti. Non solo: “Questo mese sono già in ritardo con i pagamenti di una settimana”. Il giovane imprenditore inoltre è in attesa di 115 mila euro dalla Provincia di Treviso, per la quale effettua servizio pubblico, collegando con corse giornaliere Castelfranco a Zero Branco. “La Provincia a sua volta – spiega – deve incassare i soldi dalla Regione, una volta approvato il bilancio. Ogni anno il finanziamento ritarda ad arrivare e le aziende di trasporti come la mia, ma la stessa cosa vale per tutte le altre, si trovano in queste condizioni”. “I 17 mila euro di Brusutti sono fondamentali – precisa – perché senza non posso saldare il debito con i lavoratori, ed a quel punto la Provincia mi dirà che non ho pagato i contributi ai lavoratori e mi farà chiudere. È un sistema di scatole cinesi, in cui ci rimetto io che da mesi non percepisco un euro per cercare di garantire lo stipendio ai miei dipendenti: l’anno scorso sono stato pure senza riscaldamento per lo stesso motivo”.
tratto da www.controlacrisi.org

Maya. E le altre che dicono ‘no’ all’esercito

In una società in cui le piazze sono state vuote per anni, cresce il numero delle giovani attiviste. Dal rifiuto del servizio militare alle manifestazioni contro il muro nei territori Palestinesi

Attivisti isrealiani manifestano a Sheikh Jarrah - Foto di Brady Ng

Maya ha 20 anni, i capelli biondi, le All Star rosse sempre ai piedi e la zeppola (il sigmacismo, come lo chiamano gli esperti di dizione). Ogni venerdi, megafono in mano saltella da una parte all’altra di Sheikh Jarrah, quartiere di Gerusalemme Est dove da diversi mesi va avanti una mobilitazione quasi permanente in solidarietà delle famiglie palestinesi sfrattate dal quartiere.
Maya Wind è la responsabile dell’ufficio stampa dei Rabbis for Human Rights (Rabbini per i diritti umani) una delle diverse organizzazioni israeliane che si occupano delle violazioni dei diritti umani dei palestinesi a Gerusalemme Est. Maya descrive la situazione come “estremamente tesa”, “coloni ebrei spesso provocano consapevolmente le famiglie”. Le famiglie Al Kurd, Ghawi, Hanooun, le famiglie senza più la loro casa a Sheikh Jarrah, sono la seconda famiglia di Maya. “Ho dormito con loro diverse notti, ho assistito alla violenza e ai soprusi dei coloni”.
Maya è cresciuta a Gerusalemme, durante la seconda Intifada, in una scuola religiosa, in una famiglia sionista. Poi all’età di 15 anni ha incontrato una sua coetanea palestinese, nel corso di un workshop sulla risoluzione dei conflitti organizzato da Face to face, un gruppo di dialogo tra giovani Israeliani e Palestinesi. Una molla le è scattata nella testa. “E cosi sono andata in West Bank, ero terrorizzata, pensavo che se avessi detto che ero israeliana o ebrea, mi avrebbero sparato, anche se ci ero già stata centinaia di volte, ma nelle colonie illegali; molti dei miei compagni a scuola erano figli di coloni, ci sono stata cosi tante volte da bambina. E cosi all’improvviso sono uscita dalla bolla. Ho visto l’occupazione nelle sue tante forme, per questo mi sono rifiutata di entrare nell’esercito”. A dicembre del 2008 firma una lettera con altri suoi coetanei in cui si rifiuta di fare il servizio militare (obbligatorio in Israele). Diventa una Shministin, che in ebraico indica “gli studenti del dodicesimo grado”, l’ultimo anno della scuola dell’obbligo israeliana, l’ultimo anno di spensieratezza prima di arruolarsi nell’esercito.

Maya Wind a Sheikh Jarrah - Foto di Brady Ng

Cento obiettori hanno sottoscritto la lettera tra il 2008 e il 2009: giovani israeliani che rifiutano di far parte di un esercito che occupa i territori Palestinesi. Un rifiuto che ha suscitato non poche polemiche, perchè reso pubblico a metà di gennaio proprio mentre Israele portava avanti la terribile operazione militare nella Striscia di Gaza. “Eppure mi sono sentita ancora più forte nel dire pubblicamente no - dice Maya - no a una violenza che è il risultato di decenni di occupazione dei territori palestinesi e dell’assedio di Gaza”. Nella sua lettera scritta al Ministero della Difesa Israeliano alla fine del 2008 si legge “Ho capito che la mia difficoltà a criticare le azioni immorali che Israele commette, avevano origine nell’identificazione con le mie coetanee e i miei coetanei che sono nell’esercito. Oggi è proprio questa consapevolezza che mi porta a dire no. Non posso riconoscere l’umanità negli Israeliani e non nei Palestinesi”. Anche nel 2010, ottanta Shministin hanno inviato lettere al Ministro degli Esteri Israeliano per dire no. Ma la tradizione delle lettere degli obiettori risale agli anni settanta, quando alcuni studenti ne scrissero una all’allora Ministro Israeliano Golda Meier, solo pochi anni dopo la guerra dei Sei Giorni. Chi si rifiuta di entrare nell’esercito rischia dai 21 ai 28 giorni di carcere, chi si rifiuta di indossare la divisa militare viene in genere mandato in isolamento. Dopo il carcere, gli Shministin vengono rimandati a casa e richiamati di nuovo: se rifiutano una seconda volta, come molti di loro fanno, vengono rimandati in cella; fino a quando prima o poi non ottengono di essere esentati dal servizio militare.
Si sono avute lettere nel 1982 dopo la (prima) guerra in Libano, nel 1991 dopo la prima Intifada e ancora nel 2001, 2002, 2005. Nel 2008 un nuovo gruppo ha ripreso la tradizione dei primi firmatari, tante le ragazze. Omer Goldman, Maya Wind, Tamar Katz, Mia Tabarin, Or Ben David. Giovanissime donne israeliane che hanno deciso di raccontare e vivere un’altra versione dei fatti.Vanno regolarmente in West Bank, parlano con i loro coetanei palestinesi, apprendono il significato di cosa vuol dire vivere quotidianamente sotto occupazione. Si tessono relazioni, amicizie. In alcune si percepisce un velo di incertezza, la paura di sentirsi diversa, in una società in cui la prima domanda che ti viene fatta è “e tu che cosa hai fatto nell’esercito o in quale dipatimento eri?”. Quando chiedo a Maya come sono le relazioni con i suoi coetanei, mi spiega che vuole mantenere relazioni con i suoi amici sionisti, con i suoi amici che vivono nelle colonie e con cui è cresciuta. “Credo che qualcuno possa cambiare, come sono cambiata io”. Ma quando le chiedo del suo rapporto con i genitori, accenna timorosamente alle difficoltà, poi mi chiede di spegnere il registratore. Capisco che per lei è troppo doloroso parlarne.

Giovane attivista israeliana arrestata durante una manifestazione pacifista - Foto di Brady Ng

Anche Omer Goldman ha avuto difficoltà a far accettare la sua scelta. Suo padre è una figura in vista nella società israeliana e ha lavorato nel Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. “Fino all’età di 17 anni pensavo di voler diventare un soldato poi un giorno sono stata in West Bank. L’esercito aveva messo un checkpoint in mezzo al villaggio, senza alcuna ragione, cosi tanto per rendere la vita più difficile ai palestinesi, i soldati hanno cominciato a spararci addosso e mi sono detta: è questo l’esercito che dovrebbe proteggere il popolo israeliano?”
Comunque è un passo che non arriva dall’oggi al domani, “per me è stato un processo durato 4 anni. Sono andata in West Bank e da li ho preso la decisione, non avrei preso parte al sistema dell’occupazione”, spiega Netta Mishley, “Cosa ho fatto? Delle manifestazioni contro il muro nei villaggi palestinesi, a 25 minuti di automobile da Tel Aviv, dove vivo. Quando pensi nella tua testa, andrò in West Bank sembra impossibile, ma poi vai perchè vuoi vedere come è dall’altra parte”. Quasi tutte dopo essere state esentate dal servizio militare, hanno iniziato a fare attivismo politico.
L’instancabile Maya organizza anche tour politici con ICHAD (comitato israeliano contro la demolizione delle case) e coordina un gruppo giovanile di dialogo nell’associazione femminista New Profile.
C’è una speranza per il movimento pacifista israeliano? le chiedo “Contiene diversi approcci, diverse forme, solidarietà, politica, diritti umani e certamente molti dei gruppi non lavorano a sufficieza tra loro, non si coordinano. Se non c’è una vera attenzione dei media è perchè davvero siamo una minoranza, questa è la cosa davvero triste. Vorrei tanto saper convincere le persone intorno a me a stare dalla mia parte…”. In realtà è così: Maya e le altre rappresentano una minoranza della società civile israeliana, ma il salto dall’altra parte l’hanno fatto. Se non fossero andate nei territori occupati non sarebbero quel che sono; sarebbero, per citare le parole di Gideon Levy, brillante editorialista di Haaretz, in una recente intervista “come la maggioranza degli Israeliani”.
tratto da www.noidonne.org

ARTE IN FIERA A MARINA DI ARDEA



La Pro Loco Tor San Lorenzo lancia una nuova iniziativa per la prossima estate. Si tratta di una MOSTRA-MERCATO aperta a tutti gli operatori del LITORALE SUD di Roma, da Ostia fino ad Anzio, con possibilità di esporre i propri prodotti, in spazi debitamente attrezzati, in un’area di via Bergamo, adiacente al Litorale di Ardea, di oltre 5.000 metri quadrati.

Obiettivo della manifestazione è quello di rilanciare e promuovere le attività produttive e artigianali del Litorale Sud di Roma stimolando, nel contempo, la creatività, l’ingegno, l’inventiva dei singoli operatori. Per rendere più attraente la partecipazione degli espositori avrà luogo, fra di essi, un originale concorso, con possibilità di presentare un prodotto di esclusiva creazione e di aggiudicarsi un premio in denaro. A decretare il vincitore fra gli espositori sarà una giuria popolare, composta dal pubblico che, nei quattro giorni della manifestazione, avrà modo, accedendo all’area di esposizione contro il pagamento di un modesto ticket, di ammirare i prodotti in mostra nei vari stands e, nello stesso tempo, votare il prodotto in competizione che avrà riscosso il maggiore gradimento. Potrà trattarsi di una creazione artistica (pittura, disegno, scultura ecc.) o artigianale (oggetti in ferro, legno, ceramica, ecc). Al termine della manifestazione, l’espositore vincente, che conseguirà quindi il premio in denaro, metterà a sua volta in palio il proprio prodotto vincente a beneficio, dopo estrazione a sorte, di uno dei fortunati visitatori.

La manifestazione prenderà il via giovedì 15 Luglio e si concluderà domenica 18 Luglio.

Nell’ambito della Mostra avranno luogo alcune interessanti iniziative collaterali:

- Una importante conferenza- convegno avente per tema SALVIAMO IL NOSTRO LITORALE. Dopo il successo della prima iniziativa, organizzata qualche mese fa su questo importante argomento, la Pro Loco Tor San Lorenzo si propone di verificare i progressi conseguiti rispetto al precedente incontro e stimolare ulteriori interventi tesi a valorizzare le risorse storiche, paesaggistiche, archeologiche, artistiche del Litorale Sud, con particolare attenzione al litorale di Ardea (Marina di Ardea, Lido di Tor San Lorenzo, parte di Lido dei Pini). Al convegno potranno partecipare tutti i cittadini, i quali avranno la possibilità di presentare al Comitato Organizzatore della Mostra, nei giorni precedenti la manifestazione, idee, proposte, progetti, sia verbali che scritti, disegni, dipinti, sculture, oggetti di artigianato ecc.aventi come soggetto la rinascita, il rilancio, la valorizzazione del nostro litorale. Alla migliore realizzazione sarà destinato un riconoscimento.

- In questo ambito, particolare attenzione sarà riservata ai visitatori più giovani. Un premio sarà, infatti, destinato alla creazione più originale, fatta in qualsiasi materiale, che abbia sempre per tema “SALVIAMO IL NOSTRO LITORALE”. Sarà molto interessante valutare l’opinione, i sentimenti, le aspettative dei più giovani su questo argomento, cruciale per il nostro territorio.

- Il tema del nostro litorale sarà anche oggetto della creatività dei “writers”, ai quali saranno riservati appositi spazi esterni, tutto attorno all’area della fiera, con possibilità per gli artisti di esprimere tutta la loro fantasia e creatività.

- Due grandi spazi saranno riservati alla gastronomia locale, con degustazione di prodotti anche biologici.

- Musicisti, giocolieri, acrobati saranno disseminati lungo il percorso interno riservato agli espositori con possibilità, per i visitatori, anche piccoli, di distrazione e divertimento.

- Tutte le serate saranno allietate e animate con musica e spettacolo. Nella serata di sabato si esibirà un artista (musicista, attore, gruppo) conosciuto e amato dal grande pubblico a cui seguirà una orchestra dal vivo per consentire ai visitatori che ne avranno voglia di ballare fino allo sfinimento.

- La domenica finale sarà una giornata “multietnica” nella quale si potrà assistere e, in alcuni casi partecipare, a musiche e danze di vari Paesi del mondo. Anche in questo caso, per chi lo vorrà, ci saranno ampie possibilità di ballare.

La manifestazione è in corso di “messa a punto”ed, entro breve tempo, sarà ufficialmente presentata ai media, locali e non.

Per contatti info@tsl.proloconline.it - tel 06 91010354 - 3294879907 - 3336075496 -

Per Pro Loco Tor San Lorenzo - Mario Mannucci -

29 aprile 2010

SFRATTI, DE CESARIS (UNIONE INQUILINI): "DATI AGGHIACCIANTI, URGENTE MORATORIA PER QUELLI PER MOROSITA' E AMMORTIZZATORI SOCIALI VERI"


"Secondo i dati incompleti, pubblicati oggi dal Ministero dell’Interno (che quindi possono solo peggiorare) sono state oltre 61 mila le nuove sentenze di sfratto in Italia nel corso del 2009, con un aumento percentuale rispetto allo corso anno di quasi il 20% (e già l’anno scorso, avevamo un aumento del 18%).
Dentro questo dato, già di per sé agghiacciante, si acuisce ancora di più il dramma della morosità. Gli sfratti per morosità emessi nel 2009 sono stati più di 51000, l’85% del totale (l’anno scorso erano circa l’80%).
Nel 2009 i soli sfratti per morosità raggiungono la cifra totale degli sfratti emessi per qualsiasi causa nel 2008.
Sul sito dell’Unione Inquilini (www.unioneinquilini.it) il documento è pubblicato in maniera integrale e possono essere verificati i dati relativi agli sfratti del 2009 nazionali e quelli delle singole province.
L’inerzia del governo provoca sconquassi che mettono a rischio la coesione sociale nelle città.
Ricordiamo, infatti, che la proroga delle esecuzioni varata recentemente, comprende solo la causa della finita locazione, ormai meno del 15% del complessivo numero degli sfratti e che nella recente legge finanziaria si è drasticamente ridotto il fondo sociale per il sostegno all’affitto. Quando poi si parla di “social housing” si pensa a un meccanismo di fondi immobiliari che non riguarda le fasce sociali deboli e che, in ogni caso, potrà far vedere i primi risultati solo fra alcuni anni.
C’è bisogno di misure immediate.
Serve una moratoria immediata per gli sfratti per morosità incolpevole, ovvero delle sentenze emesse per le famiglie con redditi bassi, tali da poter dare diritto a risiedere in una casa popolare.
Serve l’adozione di ammortizzatori sociali nel campo delle locazioni, oggi totalmente privo di qualsiasi forma di tutela, che permettano di attenuare l’impatto della crisi sugli affitti. In particolare, il rifinanziamento adeguato del fondo sociale per l’affitto e il varo di agevolazioni che permettano di trasformare gli sfratti emessi in nuovi contratti con affitti concordati.
Queste misure di emergenza, da varare immediatamente, debbono essere connesse ad interventi di riforma strutturale: l’abolizione del libero mercato degli affitti, responsabile principale di una bolla speculativa che continua malgrado la crisi; la messa a disposizione dei comuni di beni immobiliari pubblici, a partire da quelli inutilizzati o in disuso, in cui realizzare case popolari per le famiglie in difficoltà.
tratto da www.controlacrisi.org

MERCATINO ARTIGIANALE FEMMINILE




Continua, ogni Domenica mattina, il mercatino di artigianato femminile a tor san lorenzo, organizzato presso il "circolo Agorà", di Ardea.
Il mercatino vuole diventare un simpatico appuntamento domenicale, per tutti i cittadini che la mattina si trovano a passeggiare per le strade del quartiere, presentando una forma di artigianato tutta al femminile, per rilanciare la cultura del ritrovarsi tra donne, in un momento festoso e creativo. Questa iniziativa si propone inoltre di offrire la possibilità a chi è disoccupata, e dinamica di guadagnare misurando la propria capacità di creazione.
Nel mercatino è possibile anche trovare libri a prezzi popolari.Unico nel suo genere questo progetto è ideato e sostenuto dalle donne della associazione "donna" di Ardea. Chi volesse partecipare e/o avere informazioni puo' contattare i seguenti numeri di telefono:
Barbara 3386119578
Maria 3283743271
per occupare il proprio spazio di esposizione è richiesta una partecipazione economica minima e personalizzata,
Ogni Domenica dalle ore 9.30 alle ore 13.00
associazione "donna" circolo "agorà" viale San Lorenzo 46
tor san lorenzo, Ardea

BORGO CARATTI: DE FUSCO , MA DOVE VAI SE LA MAGGIORANZA NON .........


La seduta del Consiglio comunale di ieri ha messo in luce ancora una volta le difficoltà in cui si dimena la maggioranza che sostiene il Sindaco De Fusco. Di fronte ai rilievi mossi da molti consiglieri di opposizione sulla validità della convocazione e di fronte alla possibilità di un voto del Consiglio su questa questione, la maggioranza, presente a ranghi ridotti, ha pensato bene di far mancare il numero legale.
Ancora una volta importanti punti all’ordine del giorno verranno discussi nella seduta di seconda convocazione, convocata per giovedì 29 aprile alle ore 17.00, per la cui validità è sufficiente l’intervento di almeno dieci consiglieri.
Il continuo ricorso alla seconda convocazione la dice lunga sulla consistenza della maggioranza che, evidentemente, non è più tale.
Pomezia lì 28 aprile 2010
Mario Borgo Caratti
Consigliere comunale
Sinistra Ecologia Libertà

28 aprile 2010

I VERDI CRITICANO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Ardea, 26 aprile 2010 - Dopo decenni che noi ambientalisti di Ardea denunciavamo la cattiva gestione dei rifiuti, finalmente è a regime, in buona parte del territorio, il porta a porta per l’indifferenziata, l’umido e la plastica ma le lamentele per il disservizio sono numerose. All’assessore all’ambiente e alla società che gestisce il servizio ne segnaliamo alcune pubblicate nel nostro sito www.verdiardea.il, invitandoli a controllare e a provvedere perché i cittadini che ce la stanno mettendo tutta per fare la differenziata possano vivere in un paese più presentabile e civile e possano,a breve, ricevere come premio per i propri sforzi, una riduzione della TARSU (tassa per i rifiuti solidi urbani) che è strettamente legata al risparmio dei costi cioè all’indifferenziata che si porta in discarica.
Ecco quanto viene scritto: “dove sono le buste biodegradabili? Dove sono le buste trasparenti colorate per ogni tipo di rifiuto? dove sono le differenti pattumiere?”. “Questa mattina ho chiamato il numero verde riportato sull'opuscolo ma l'operatrice che mi ha risposto non mi ha fatto neanche parlare dandomi un altro numero verde al quale avrei dovuto rivolgermi ma aimè più volte chiamato la risposta di un disco dicendo che al momento non vi era un operatore disponibile”.”ho letto in questo momento l'annuncio dell' Assessore dove dice che nel kit ci sarebbero stati i sacchi biodegradabili sufficienti x due mesi anche questa è una grossa bugia perché nella nostra via ci è stato consegnato solo il secchio x l'umido e non solo i sacchetti biodegradabili non si trovano in nessun negozio nei dintorni del comune (almeno x ora che sarebbero più necessari). Come vedete ci sarebbe da parlare molto oppure ci sono cittadini di seria A e quelli di serie B.” ”Siamo al 12 marzo e nella mia zona i rifiuti non vengono raccolti..ho l’umido che puzza come un cadavere in decomposizione!!! complimenti verrò a buttarla davanti al comune”. “ Buonasera, ad un mese dall'inizio della raccolta differenziata mi trovo a dover dire con estrema delusione che il comune di Ardea è molto disorganizzato rispetto agli altri comuni. E' un mese che chiamo il numero messo a disposizione per avere informazioni e non risponde mai nessuno...ci chiedete di collaborare..ma dove sono i cassonetti per il vetro e la carta? Perchè a Torvaianica alta sono stati distribuiti tutti i secchi necessari? E'normale secondo voi che ieri 5 aprile non sono venuti a ritirare l'umido e la plastica?Quanti giorni dobbiamo tenere in decomposizione l'immondizia in casa?Se ci sono degli orari per ritirare l'immondizia perché non vengono rispettati?Andiamo incontro all'estate...forse va rivista l'organizzazione...trovo bellissima l'idea della raccolta differenziata e al momento vado in cerca io dei cassonetti ma tenete conto che ci sono anche persone anziane..aiutate anche voi a cittadini a rendere tutto questo possibile con i giusti mezzi”. “Secondo me sta già fallendo, domenica 14 il kit per la raccolta differenziata era già finito alle ore 11 di sabato. .. sono riuscita a reperire dei sacchetti di carta biodegradabili dall’AMA di Roma ma il risultato è stato che il sacchetto con l’umido è rimasto fuori il cancello tutto il giorno – forse perché, anche se biodegradabile era di carta?” “Sarà pur vero che siamo degli inguaribili ottimisti, ma dopo due settimane che lascio il sacchetto biodegradabile appeso al cancello del condominio dove abito e puntualmente lo ritrovo a terra o desolatamente appeso ancora la sera quando ritorno, concludo desolatamente che la raccolta differenziata porta a porta ad Ardea è un fallimento. Abito in un condominio di Via Pavia dove forse siamo in tre a fare la raccolta differenziata, ma sta diventando un incubo. Qualcuno è capace di spiegare perché ci dicono che l'umido va lasciato fuori dalle 21 alle 24 se poi il giorno dopo alle 19 è ancora dove l'ho lasciato?Il condominio dove abito è un comprensorio di villette per il quale forse varrebbe la pena mettere dei contenitori più grandi del semplice secchiello fornitoci. Sentito il numero verde mi è stato risposto che un eventuale "bidone carrellato" non può stare sul suolo pubblico, ma deve rimanere nel comprensorio e tirato fuori solo negli orari indicati... Se lo svuotano così come avviene con i secchielli singoli immagino che festa possono fare topi, gatti e corvi dopo un'intera giornata di esposizione dei rifiuti organici al sole che comincerà presto a brillare...Il risultato della raccolta differenziata così come è gestita a Nuova Florida è che adesso la sera, dalle parti di Via Pavia si sente un puzzo di bruciato rivoltante. E non è difficile capire cosa. Io rinuncio, mi dispiace, ma a queste condizioni getto la spugna; mi organizzerò per conferire i rifiuti nei paesi limitrofi meglio organizzati in fatto di raccolta differenziata!”“ Ieri, domenica 21 Marzo, ho lasciato il mio bravo bidoncino contenente il sacchetto per l'umido organico fuori dal mio cancello. Oggi, tornando dal lavoro in serata, ho avuto la simpatica sorpresa di non trovare più ne immondizia nè bidoncino! Evidentemente qualche "simpatico" di passaggio ha deciso che serviva più a lui che a me. Ora dove metterò il mio sacchettino contenente l'umido? Il comune mi darà un nuovo bidone? Devo fare denuncia ai vigili? Al ritmo di un bidone ogni 15 giorni stiamo a posto!!“Trovo la raccolta differenziata una bellissima iniziativa…ma la gestione al momento ha qualche problema!!!! Abito a Tor San Lorenzo e la raccolta differenziata doveva iniziare il 21 marzo; oggi è 23, ma stamattina il mio sacchetto trasparente era ancora fuori il mio cancello. Non dovrebbero passare la notte a raccoglierli? Inoltre ho notato che nella mia via nessuno ha comprato sacchetti trasparenti e tutti utilizzano le buste della spesa dell’eurospin come sacchi per i rifiuti!!! In più dove c’erano i secchi della spazzatura, ieri mattina c’era una discarica a cielo aperto!!Voglio dare anche qualche suggerimento: - E’ possibile avvisare tutti i supermercati della zona di vendere i sacchetti per la raccolta differenziata e renderli disponibili in qualche ufficio del comune. Perché non mettere qualche sacchetto dell’umido e trasparente nella cassetta delle poste degli abitanti, forse così tutti capiscono quale utilizzare?- E’ possibile richiedere che i negozianti della zona vendano solo buste della spesa trasparenti o di stoffa. (io vado a fare la spesa all’Ipercoop ad Aprilia ed ormai da diversi mesi vendono solo buste della spesa di stoffa; le buste bianche di plastica le hanno abolite)- Nei punti dove c’erano i vecchi secchioni andrebbe fatta un po’ di manutenzione, sistemata la strada, messe dell’aiuole per evitare che la gente continui a buttare l’immondizia e qualsiasi oggetto sul suolo pubblico scambiano uno slargo per una discarica (ad esempio vedi Largo della Moletta) - Vicino ai nuovi secchioni della raccolta differenziata andrebbero messi dei cartelli che indichino in modo preciso e sintetico dove e come buttare i rifiuti. (ricordiamoci del fogliame e degli arbusti; nella nostra zona molti hanno un giardino e piante da potare!!) Tra poco inizia la bella stagione e tutte le case saranno abitate dai villeggianti…che accadrà?” “Buon giorno a tutti siamo al 17 aprile, tutti sappiamo che la raccolta differenziata è un impegno che dobbiamo assumere con serietà, nessuno lo mette in dubbio, ma purtroppo a tutt'oggi non ce lo permettono, in Via delle Pinete sono rimasti i secchi ancora pieni di umido per giorni,poi per esigenze di igiene siamo stati costretti a buttarli nei vecchi cassonetti lungo la litoranea , da ieri sera ho fuori al cancello il sacco dell'indifferenziato che presumo sarò costretta a buttare anche quello nei vecchi secchioni,ieri ho chiamato un ufficio del comune il quale mi ha detto che provvedeva alla segnalazione spero che si attivino affinchè questa iniziativa funzioni correttamente, sono giorni che provo a chiamare il numero verde scritto sul calendario che ci avete dato con il secchio (e basta!) non con i sacchi come dite!(quelli ce li siamo comprati!!!!ma non è un problema)la risposta sempre la stessa.... l'operatore attualmente è occupato..punto...riprovate più tardi punto!Sperando che la vostra organizzazione si ripristini al più presto,e che non mi debba sentire costretta a portarvi i rifiuti davanti al comune vi invio distinti saluti.”
Noi Verdi, cogliamo l’occasione per rammentare ai nostri amministratori che l’ISOLA ECOLOGICA è basilare per evitare rifiuti ed incentivare il riciclo come pure è importante favorire la produzione di compost visto che in tanti, ad Ardea, abbiamo giardini ed orticelli.

Verdi Ardea – la portavoce Graziella Furini-

SCUOLA SUPERIORE - CDQ NUOVA FLORIDA, AMMINISTRAZIONE POCO " REATTIVA "

Con riferimento al Comunicato Stampa del Sindaco Eufemi, riguardante l'Istituto Scolastico Superiore di Ardea, citato da alcuni organi di stampa, vi informiamo che:
Nel corso dell'Assemblea Annuale del CdQ, tenutasi lo scorso 25 aprile, il Direttivo del CdQ ha dato lettura integrale ai presenti della risposta data dal Sindaco alla nostra lettera del 20 aprile scorso.
Contemporaneamente però, abbiamo fatto osservare che lo stesso sostanzialmente confermava la nostra tesi (le pratiche AMMINISTRATIVE NON sono concluse, e questo per poca reattività dei nostri amministratori, vedi anche la lettera del 13 gennaio 2010, con la quale gli ricordavamo la scadenza del 20 gennaio per la trattativa).
Per quanto riguarda invece la citazione sugli interventi senza prima essersi informato sullo stato delle cose ci siamo limitati a leggere le dichiarazioni del Sindaco del 12.5.2007, il comunicato del PD di Ardea del 23.11.2009, quello dell'ex Assessore Ferone dell 1.3.2010 e di quanto riportato nel libretto Mille giorni di...lasciando agli astanti (come anche a tutti coloro che ci leggono oggi, e che ci leggeranno sulle nostre bacheche nei prossimi giorni) di trarne le proprie conclusioni.
L'ultima considerazione è che la Provincia ha stanziato i fondi per la costruzine di questa scuola nel 2004. I cittadini si chiedono (e noi con loro) come - dopo ben SEI ANNI - si possa ancora parlare di "stato avanzato delle trattative tra Comune e Provincia"!

CdQ Nuova Florida
Il Direttivo