18 gennaio 2012

ARDEA - "Ancora problemi all'Ufficio tecnico"


"Malgrado le continue segnalazioni dei cittadini, volevo evidenziare un grave problema esistente all'ufficio tecnico comunale del Comune di Ardea. Da circa un anno l'ascensore dello stabile di Via Laurentina, sede dell'ufficio tecnico è fuori uso. Episodio molto grave poiché crea dei disagi enormi soprattutto alle persone che hanno problemi di deambulazione, assistendo giornalmente a scene davvero spiacevoli: gli anziani che arrivano al secondo piano stremati e disabili che devono attendere al piano terra... e tutto questo con l'assoluta indifferenza dell'Amministrazione e del Dirigente del settore. E' evidente che sia il sindaco Carlo Eufemi che il Dirigente Antonio Rocca non sanno bene cosa siano le Barriere Architettoniche. Da alcune informazioni sembrerebbe che non ci siano i soldi? 5.000,00 circa per la riparazione... cosa del tutto assurda... dato che sono stati spesi milioni di euro".

Alberto Delli Colli IDV Ardea

ILARDEA - SILENZIO ASSORDANTE DEL SINDACO EUFEMI


Ardea 17 gennaio 2012 - Il sindaco Eufemi nei suoi quasi otto anni di governo del comune di Ardea si è caratterizzato per le sue continue esternazioni. Ma un fatto accaduto di recente, a conferma del fallimento politico amministrativo di un centrodestra incapace, impreparato, arruffone ed incompetente, ci lascia interdetti. Eufemi non ha detto, almeno pubblicamente, una parola sul merito e sui provvedimenti adottati o che intende assumere a seguito della richiesta di rinvio a giudizio di tre amministratori, di cui uno non più in carica, e di diversi dipendenti tra dirigenti ed impiegati, riguardo alla gara di appalto per l’affidamento del servizio di manutenzione e gestione del cimitero comunale. La notizia apparsa sui media il 31 dicembre 2011 è passata quasi del tutto inosservata da parte dei cittadini e le reazioni, in generale, sono state minime se non nulle. Riteniamo, perciò, necessario ed opportuno sollevare il problema che presenta aspetti per lo meno delicati. Pur non entrando nel merito dei fatti accaduti e dell’ulteriore corso della vicenda e con l’auspicio che gli interessati vengano scagionati da ogni accusa nelle sedi competenti, ci saremmo aspettato che l’attuale assessore all’ambiente, anch’egli tra gli inquisiti, per una questione di stile e di dignità comportamentale, avesse immediatamente restituito le sue deleghe al sindaco Eufemi. In questo momento che sono richiesti a tutta la popolazione sacrifici dolorosi tra rinunce ed imposizioni, siamo certi che l’opinione pubblica si sarebbe atteso un rispetto dell’etica e della trasparenza. I socialisti ritengono pertanto, che non avendo finora l’assessore preso la decisione di rassegnare le dimissioni dal suo incarico, spetta ad Eufemi l’onere e la responsabilità di avviare le procedure più idonee per l’affidamento delle deleghe di un settore così delicato ad altro membro della giunta.


BENIAMINO FRANCESE – SEGRETARIO DELLA SEZIONE DEL PSI DI ARDEA


13 gennaio 2012

LA CASA DEGLI SPIRITI


C'è un copione che, in questi giorni, gira nei palazzi. E' la sceneggiatura di un film horror ed è scritta a più mani da vari esponenti di diversi partiti, tutti di gran peso.

Il film ricorda, in parte, il vecchio film horror “La Casa”. Dopo la bocciatura dei referendum, nei palazzi del potere, arriva un videocassetta che libera uno spirito maligno. Questo spirito maligno racconta agli italiani che la politica deve riprendersi la propria dignità e che, in uno scatto d’orgoglio, decide di restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri eletti. La voce dello spirito maligno diventa subito un coro e comincia, allora, un operoso lavorìo all’interno delle segreterie dei partiti.

Mentre sta arrivando la sera, cominciano a manifestarsi i primi avvenimenti soprannaturali. Gli spiriti maligni, che operano all’interno dei vari partiti, convincono la maggioranza del Parlamento che l’unico sistema che non scontenta nessuno fino in fondo è il proporzionale alla tedesca, oppure una delle sue infinite varianti. La polpetta avvelenata viene servita su di un piatto d’argento agli italiani, ai quali si racconta che, con le preferenze e con i collegi uninominali, potranno eleggere il loro bel candidato.

Gli spiriti maligni, però, si guardano bene dal dire agli italiani che, accettando la polpetta, perderanno tutto il resto e cioè il poter controllare con il loro voto le alleanze fra i vari partiti, il programma di governo e la composizione stessa del governo.

Qualche voce si leva pure per denunciare tutto questo ma gli spiriti maligni riescono, con il loro potenti trucchi, a farle fuori. A questo punto hanno campo libero per dare vita alla fase due dell’operazione, il passaggio dalla “Casa” a “Il ritorno dei morti viventi”.

Inizia la decomposizione dei partiti e dalle loro ceneri escono nuovi contenitori che hanno l'aspetto di veri e propri zombie. Si ricompone la diaspora democristiana e la quasi totalità di Forza Italia, ciellini in testa, gli ex democristiani del Pd, tutta l'Udc, l'Api e i vari gruppuscoli meridionalisti con qualche sponda tra gli iper-cattolici del governo tecnico e le gerarchie vaticane. Tutti loro danno vita a un vero e proprio ectoplasma di vaga ispirazione centrista che, aggiornato ai tempi moderni, potrebbe in qualche modo ricordare quello che fu la Democrazia cristiana. Il piano degli spiriti maligni è chiaro: un simile ectoplasma adeguatamente sostenuto anche dalla finanza cattolica, potrebbe tranquillamente veleggiare tra il 30 e il 35% dei consensi.

A questo punto alcuni potenti spiriti maligni che aleggiano in quel che resta del Pd, iniziano a recitare la terribile formula magica tramandata da generazioni di malvagi stregoni e nota ai più come "compromesso storico" per unire le loro forze con l'ectoplasma neo centrista e garantirsi quindici anni di potere nel regno delle tenebre.

Qualcuno dirà: "Va bene che è un film dell'orrore ma la storia deve avere una sua credibilità e non è credibile che, nel giro di un anno, si possa costruire un'alleanza simile".

E' qui che però, nella storia, arriva il colpo di scena finale. Con un nuovo sistema elettorale proporzionale, senza premio di maggioranza, senza vincoli di coalizione che lascia di fatto mani libere ai partiti dopo il voto, è facile per gli spiriti maligni raccontare al Paese che né destra né sinistra, in assenza di un premio di maggioranza, avranno i numeri per governare; che non si può disperdere l'esperienza di pacificazione nazionale, rappresentata da un anno e mezzo di governo tecnico; che la crisi non è ancora finita; che ci sarà bisogno di una legislatura costituente e che questo presuppone un accordo fra le forze principali. Insomma, che sarà necessario il "compromesso storico" anche se nessuno degli spiriti maligni lo chiamerà in questo modo.

A quel punto, gli spiriti maligni avranno di fronte a loro 5 lunghi anni per convincere gli italiani che quella è l'unica maggioranza possibile, una democrazia nuovamente bloccata e senz’alternanza. E quando gli italiani capiranno che li hanno fregati ancora una volta e che, con il loro voto, potranno decidere meno di prima, sarà troppo tardi perché ormai sarà iniziato il regno delle tenebre. Ma non preoccupatevi è solo un film dell'orrore...

CONTINUA , ANZI AUMENTA IL MALESSERE AD ARDEA.


I GENITORI DELLA SCUOLA MEDIA DI TOR SAN LORENZO SUL PIEDE DI GUERRA DAL SINDACO EUFEMI "BASTA DISPARITA', I RAGAZZI SONO TUTTI UGUALI”

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Un copioso gruppo di genitori,ha presidiato la scuola media “virgilio” sede di tor san lorenzo, all’apertura della scuola dopo la chiusura per le vacanze natalizie. L’edificio era stato oggetto di atti vandalici, che avevano pressoché distrutto ogni cosa, la riapertura per il 9 gennaio, come da calendario, è apparsa fin da subito una lotta contro il tempo,ma la tenacia del sindaco Eufemi, ha fatto si che nessuna ordinanza impedisse agli scolari di tornare alle loro aule

Ma i genitori preso atto della non definitiva messa a regola di ogni cosa, hanno protestato per la leggerezza con la quale si è permesso ai ragazzi di rientrare, hanno preso l’inziativa di interpellare l asl, per avere certezza della idoneità dei locali e la sicurezza per i loro figli.

Due giorni di manifestazione ma del preside neanche l’ombra, pur essendo stato raggiunto telefonicamente , egli ha declinato con la scusa di impegni più urgenti

Al secondo giorno di manifestazione i genitori infuriati ed offesi per la mancata risposta e partecipazione del capo d’istituto, hanno deciso di recarsi presso gli uffici del sindaco, del resto l’occasione era ghiotta, incontrare il preside ed insieme il sindaco di Ardea

E in quella sede, inevitabile sono emerse problematiche che da anni assillano i genitori di tor san lorenzo, perché la scuola non è stata messa in sicurezza, perché i lavori di adeguamento sono sempre in ritardo e mai efficienti, perché i ragazzi hanno dovuto rinunciare alla palestra per lungo tempo, perché la sede centrale gode di attenzioni neanche lontanamente vicine a quelle della succursale, perché in via campo di carne non si è mai goduto della presenza del preside, che non ha un giorno di ricevimento … insomma, è stato come un regolamento di conti, ma la bomba era pronta ad esplodere da molto tempo. Noi di rifondazione comunista lo dicevamo già da mesi, che il diverso trattamento di alunni palesemente sfacciato avrebbe portato ad una rivolta, e senza sfere di cristallo lo avevamo predetto

In attesa della documentazione Asl, i ragazzi sono tornati a scuola, con la garanzia da parte del sindaco, di assoluta agibilità dell’edificio, tranne qualche lavoro di tipo ordinaroi che non implicano divieto d’utilizzo

Aggiungiamo di nostro il ritardo di convocazione dei gruppi di lavoro per l’handicap,previsti da legge, ancora mai effettuati per i ragazzi con disabilità, tra le mancanze della scuola media virgilio, fuori tempo lecito, evidentemente.

Noi insieme ai cittadini aspettiamo la relazione, nel frattempo segnaliamo la presenza in sede del preside, stamattina era a tor san lorenzo, chissà se ha preso atto della necessità di esserci,!

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Ardea vle san lorenzo 46 Tor San Lorenzo

11 gennaio 2012

In Italia un giovane su quattro ha un contratto atipico

Nel nostro paese oltre il 12% degli occupati ha un contratto non standard, percentuale che raddoppia tra i giovani. Se consideriamo la fascia tra i 18 e i 29 anni, il 25% rientra nell'atipico e solo la metà ha un tempo indeterminato. Come sempre, donne, laureati e residenti al Sud sono più coinvolti nel lavoro atipico. È quanto emerge dall'indagine Isfol Plus, una rilevazione sull'offerta di lavoro che coinvolge annualmente circa 40mila individui tra i 18 e i 64 anni e che fa parte del sistema statistico nazionale. Secondo il dossier, nel complesso il 65,5% degli occupati italiani ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, mentre il 18,2% ha un'attività autonoma. La quota di apprendisti si ferma all'1,4%.

PRECARI IN TRAPPOLA . Nel periodo 2008-2010, scrive l'Isfol, il 37% degli atipici è passato a un'occupazione standard, ma il 43,1% è rimasto nella condizione originaria e circa il 20% è finito nell'area dei senza lavoro. Tra chi era in cerca di un'occupazione, poi, la percentuale di lavoro standard è intorno al 16%, analoga a quella di chi ha invece ottenuto un lavoro atipico, sei su dieci sono rimasto nella stessa condizione e poco meno del 10% è confluito nell'inattività. Confrontando questi dati con il precedente biennio 2006-2008 emerge come il tasso di trasformazione da un'occupazione non standard al lavoro tipico sia sceso di 9 punti (dal 46% al 37%). Va comunque sottolineato, aggiungono i ricercatori, "che i lavoratori atipici mostrano performance migliori rispetto a coloro che sono in cerca di lavoro: relativamente a questi ultimi le percentuali di passaggio ad un'occupazione standard sono, infatti, il 21% nel 2006-2008 e il 16% nel 2008-2010".

MERCATO DEL LAVORO MENO PERMEABILE . Spiega Aviana Bulgarelli, direttore generale dell'Isfol: "Possiamo parlare di un mercato del lavoro meno permeabile, in cui l'ingresso prima e la stabilizzazione delle posizioni lavorative poi avvengono con più difficoltà. Il lavoro non standard aumenta le probabilità di transitare verso un impiego stabile". Tuttavia, la velocità di trasformazione di conversione dei contratti flessibili in occupazioni stabili si è ridotta e gli esiti negativi sono aumentati, segnale che la crisi l'hanno pagata in particolare gli atipici e coloro che nel mondo del lavoro ancora non erano entrati a fine 2008". Se nel 2010 gli effetti della crisi sulla componente standard erano ancora limitati, sul versante dei non standard si è avuta una riduzione della loro incidenza rispetto al 2008, che sottende la fuoriuscita dal mondo del lavoro di quasi mezzo milioni di lavoratori atipici.

CGIL: PUNTARE SULL'APPRENDISTATO. "Il lavoro atipico o temporaneo riguarda il 25% dei giovani fra i 18 e 29 anni, il doppio della media generale. Come i dati Isfol dimostrano una percentuale alta riguarda anche i laureati: Si tratta dell'ennesima dimostrazione delle caratteristiche di sistema della precarietà”. Lo sostiene Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil. "Le donne e le persone che risiedono nel Mezzogiorno, cioè le situazioni già più svantaggiate dell'occupazione sono al vertice anche di questa negativa classifica – spiega ancora Fammoni - è un dato che, senza interventi strutturali, è destinato ad aumentare perché la percentuale di trasformazione in lavoro standard è in drastico calo mentre aumenta il numero di chi finisce nell'area della disoccupazione”."La quota di apprendistati è ancora troppo bassa – aggiunge il dirigente Cgil - perché le nuove norme concordate non sono ancora entrate a regime, ma soprattutto perché le tante forme di lavoro atipico cannibalizzano il contratto formativo di ingresso al lavoro. L'indagine Isfol conferma chiaramente cosa occorre per fare uscire una intera generazione dalla precarietà. Tagliare le forme di lavoro precario e rendere più costosa la precarietà, puntare sull'apprendistato, dare tutele a tutti i giovani precari che ne sono privi, usare la leva degli incentivi per trasformare questo stock di precarietà in lavoro stabile. Questa è la riforma del lavoro di cui le persone e il paese hanno bisogno".



UN COMMENTO

Sono d´accordo particolarmente sul fatto di aumentare la quota per l´apprendistato, che sicuramente è una situazione preferibile alle forme precarie in uso al momento (davvero vergognose, e qua ci vorrebbe un intervento forte dal punto di vista legislativo) e allo stesso tempo preparerebbe meglio al mercato del lavoro. E´chiaro che oggi come oggi un titolo di studio, una laurea, non garantiscono una preparazione adeguata, in un mercato sempre più attento all´esperienza e all´applicazione pratica delle conoscenze rispetto al possesso di titoli cartacei. Direi che si tratta di una tara del nostro sistema universitario in particolare, un retaggio dell´impostazione prettamente umanistica e non al passo con i tempi di molti corsi di studio: penso solo alla tanto famigerata Scienze della Comunicazione, che potrebbe essere un corso sulla carta in grado di fornire conoscenze spendibili in maniera ampia sul mercato dei servizi e che invece per colpa di una mala gestione a livello di programma e di un´impostazione che sacrifica completamente la pratica alla teoria si è trasformato in una barzelletta, andando ad alimentare le file dei precari e degli schiavi da call center.

10 gennaio 2012

LA PADANIA NON ESISTE LA TANZANIA SI!


Alcune fonti ben informate ci segnalano che ci sarebbero manifestazioni spontanee nella capitale della Tanzania. A quanto si apprende la capitale Dodoma è attraversata da centinaia di persone che sui fuoristrada sventolano le bandiere della lega e innalzano immagini di Borghezio. La nostra non è una rivolta verde a sostegno dell'Iran si legge in uno striscione, il nostro verde è quello della Lega. Il presidente della Tanzania Pinda a seguito delle manifestazioni di questa sera ha dichiarato: Mi rivolgo a Bossi, e lo invito a tenere duro e non cedere alle campane dell'antipolitica che lo accusano di speculare sul nostro paese. Continuate a investire da noi - dice alla stampa - la Padania non esiste la Tanzania si!

un commento anonimo:

Finalmente qualcosa si muove.....potrebbero trasferirsi tutti in Tanzania ...in centro di prima accoglienza magari..

09 gennaio 2012

ELISOCCORSO O DUOMO DI MILANO ?



2007 dal sito dell’ARES 118

Ardea...pista atterraggio eliambulanze...costruita tra il 2002 ed il 2003... Abilitazione notturna futura... la postazione è in completa ristrutturazione...

08/04/2009 da Latina Oggi

...”L'opera è già pronta - spiega Eufemi – e stiamo aspettando comunicazioni dall'Enac per l'inaugurazione ufficiale”...

17/09/2011 dal sito del Comune di Ardea

...1.000.000 per il sociale e il sanitario (elisoccorso...)); tutte opere per le quali sono in corso i bandi...

16/12/2011 dal Pontino
Grande soddisfazione è stata espressa dal consigliere comunale Luca Di Fiori, al momento della firma relativo al protocollo d’intesa tra l’Ares (Azienda Regionale Emergenza Sanitaria) ed il Comune di Ardea per la concessione della pista di atterraggio dell’eliambulanza realizzata in Via dei Tassi a Tor San Lorenzo. “L’operazione è un fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale di Ardea - ha sottolineato il consigliere Di Fiori -, non solo perché sarà un posto fisso per l’elisoccorso...

05/01/2012 da Il Faro on line

Questa mattina, alla presenza dell’Assessore all’Ambiente e alla Sanità Nicola Petricca, del Dirigente dell’Area Ambiente Arch. Antonello Rocca, della ditta aggiudicataria e del direttore dei lavori Arch. Albanese, è stato consegnato il cantiere per i lavori di sistemazione dell’area di via dei Tassi, nella zona di Tor San Lorenzo. “Diamo comunicazione alla cittadinanza dell’avvio di un’altra opera di primaria importanza – spiega l’Assessore Petricca – gli interventi ci consentiranno di attrezzare l’area già esistente in modo più funzionale: un polo sanitario con presidio Asl, primo soccorso, consultorio ed elisoccorso con spazi per la Protezione Civile”.

Mah.....!

Pasquino Ardeatino

07 gennaio 2012

Cuba: Fidel Castro, mondo verso abisso


(ANSA) - L'AVANA, 6 GEN - Il mondo ''marcia verso l'abisso''.

Lo assicura Fidel Castro nella sua prima 'riflessione' del 2012, in cui, oltre a ribadire i pericoli, ''lungi dall'essere risolti'', di una guerra nucleare e dell'inquinamento climatico, con precisi dettagli e citazioni di scienziati avverte anche sulla nociva influenza in tal senso dell'estrazione di shale gas (gas ricavato da un particolare tipo di rocce), particolarmente in auge negli Usa, ma con ingenti riserve anche in Cina, Russia e Iran.