Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Ardea
Ardea, Eufemi "buca" sul piano della Banditella e ammette l'incapacità
Il Consiglio Comunale si scioglie per mancanza di numero legale. Eufemi va sotto nonostante la seduta in seconda convocazione permette di abbassare il numero dei Consiglieri presenti.
Ancora una volta il Piano Particolareggiato della Banditella rimane nel cassetto. Molte le contraddizioni amministrative che hanno spinto i Consiglieri ad abbandonare l'aula, non ultima la procedura urbanistico legislativa che molti hanno ritenuta poco chiara ed illeggittima. Alla fine in un clima di scoraggiamento per i cittadini interessati presenti in un'aula semideserta, il Sindaco ha preso la parola ed in un discorso tutto diretto alla sua maggioranza incapace di governare il territorio, ha comunicato l'intenzione di affidare la risoluzione del problema ad altre istituzioni preposte.
Noi, che non avevamo nessun dubbio sulle incapacità amministrative del centro destra che governa Ardea, prendiamo atto che il prezzo sociale scaricato sui cittadini è diventato insopportabile.
PRC Ardea
30 agosto 2009
27 agosto 2009
A RISCHIO LA CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI?
BERLUSCONI STA GIOCANDO UNA PARTITA PERICOLOSA SU FONDI: STA METTENDO A RICHIO LA CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI. LA SMETTA O SARÀ MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA MAFIA E CONTRO IL SUO GOVERNO!
Numerose Associazioni antimafia di tutta Italia ci stanno partecipando la loro solidarietà, oltreché la loro disponibilità a organizzare sotto Palazzo Chigi a Roma una manifestazione della società civile.
Con il suo comportamento sul "caso Fondi" egli sta mettendo in forse la credibilità delle Istituzioni.
Un comportamento, quello suo, veramente disdicevole, giustificato in maniera risibile, da cose non vere, quali quelle secondo cui «... non sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di amministratori( sic!!!!)».
Ciò è assolutamente falso in quanto un ex assessore è andato a finire in galera, mentre un altro è indagato. Senza, poi, parlare, degli arresti di dirigenti del Comune medesimo, fra i quali il capo della polizia municipale ecc.
L'attuale capo del governo non si rende forse conto del fatto che oggettivamente sta sconfessando l'operato di un Prefetto della Repubblica, delle forze di Polizia, della Magistratura e dello stesso Ministro dell'Interno.
Un cataclisma istituzionale, insomma, che non può essere sottaciuto né di fronte all'intera società civile nazionale ed internazionale né alle sedi di giustizia ed al Parlamento europei.
Egli, a questo punto, di fronte alle prove schiaccianti che a tonnellate ci sono delle collusioni fra mafia e politica nel comune amministrato dal suo partito, deve scegliere con chi schierarsi.
Se vuole dimostrare di avere senso dello Stato, come deve un capo di governo, è obbligato a sciogliere subito l'Amministrazione di Fondi, chiedendo, peraltro, scusa agli italiani per il ritardo e le giustificazioni infondate rese pubbliche.
Altrimenti, saranno mobilitazione permanente in tutta Italia e manifestazioni nella Capitale.
Decida !
E non pensi minimamente a ritorsioni ai danni del Prefetto di Latina dando corpo a voci che insistentemente circolano al riguardo negli ambienti politici di destra.
Un Prefetto della Repubblica degno di essere definito tale HA L'OBBLIGO, per il giuramento di fedeltà allo Stato, di fare quello che ha fatto il dr. Bruno Frattasi!
Ass. Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
Numerose Associazioni antimafia di tutta Italia ci stanno partecipando la loro solidarietà, oltreché la loro disponibilità a organizzare sotto Palazzo Chigi a Roma una manifestazione della società civile.
Con il suo comportamento sul "caso Fondi" egli sta mettendo in forse la credibilità delle Istituzioni.
Un comportamento, quello suo, veramente disdicevole, giustificato in maniera risibile, da cose non vere, quali quelle secondo cui «... non sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di amministratori( sic!!!!)».
Ciò è assolutamente falso in quanto un ex assessore è andato a finire in galera, mentre un altro è indagato. Senza, poi, parlare, degli arresti di dirigenti del Comune medesimo, fra i quali il capo della polizia municipale ecc.
L'attuale capo del governo non si rende forse conto del fatto che oggettivamente sta sconfessando l'operato di un Prefetto della Repubblica, delle forze di Polizia, della Magistratura e dello stesso Ministro dell'Interno.
Un cataclisma istituzionale, insomma, che non può essere sottaciuto né di fronte all'intera società civile nazionale ed internazionale né alle sedi di giustizia ed al Parlamento europei.
Egli, a questo punto, di fronte alle prove schiaccianti che a tonnellate ci sono delle collusioni fra mafia e politica nel comune amministrato dal suo partito, deve scegliere con chi schierarsi.
Se vuole dimostrare di avere senso dello Stato, come deve un capo di governo, è obbligato a sciogliere subito l'Amministrazione di Fondi, chiedendo, peraltro, scusa agli italiani per il ritardo e le giustificazioni infondate rese pubbliche.
Altrimenti, saranno mobilitazione permanente in tutta Italia e manifestazioni nella Capitale.
Decida !
E non pensi minimamente a ritorsioni ai danni del Prefetto di Latina dando corpo a voci che insistentemente circolano al riguardo negli ambienti politici di destra.
Un Prefetto della Repubblica degno di essere definito tale HA L'OBBLIGO, per il giuramento di fedeltà allo Stato, di fare quello che ha fatto il dr. Bruno Frattasi!
Ass. Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
22 agosto 2009
MAFIA. FONDI; DON CIOTTI, È UNA QUESTIONE NAZIONALE. APPELLO A RIAPRIRE INCHIESTA SU OMICIDIO PARROCO BORGO MONTELLO
Dal Notiziario ANSA del 20 agosto 2009
LATINA, 20 AGO - È «una questione nazionale» quella dello scioglimento del consiglio comunale di Fondi, sulla quale il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato, per don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, perchè «è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro Paese».
L'associazione ha ricordato oggi come da anni ormai si parli di «quinta mafia» e don Ciotti ha spiegato che «Fondi rappresenta lo snodo di questi interessi, sin da quando nel 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri l'interesse dei Casalesi sull'agro pontino».
Il presidente di Libera ha ricordato a proposito anche la vicenda legata all'uccisione di don Cesare Boschin, parroco di Borgo Montello, trovato ucciso nel 1995 nella canonica, poco lontano dalla discarica dei rifiuti, e ha lanciato un appello affinchè si riapra l'inchiesta sulla sua morte, a cui si è associato anche il presidente dell'associazione Caponnetto di Latina Elvio Di Cesare, che da anni denuncia le infiltrazioni della criminalità nella provincia pontina e da anni chiede alla Dia di riaprire il caso di Borgo Montello. «Don Cesare Boschin sapeva cose che non doveva sapere. Fu un errore gravissimo derubricare quell'omicidio a un episodio di criminalità comune. Quel caso, liquidato come un omicidio a seguito di rapina».
Di Cesare spiega che Don Boschin aveva raccolto gli sfoghi dei cittadini del borgo che raccontavano di «strani traffici notturni vicino alla discarica», di camion, guidati da giovani del posto lautamente ricompensati, che scaricavano fusti nella discarica in piena notte.
«Poco dopo - ha ricordato Di Cesare - fu scoperta la presenza di fusti metallici altamente tossici in una porzione della discarica. Ma anche questa vicenda è stata messa a tacere, così come il fatto che alcuni terreni vicini alla discarica fossero riconducibili al clan Schiavone».
Anche oggi sul caso Fondi l'Idv è andata all'attacco contro il governo. Il portavoce del partito Leoluca Orlando ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Roberto Maroni «perché faccia conoscere se e quali esponenti politici sono coinvolti nell'indagine posta a fondamento della proposta di scioglimento del Comune» e «quali siano gli interessi personali del senatore Fazzone che traggono vantaggio dall'attività amministrativa del Comune».
L'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris ha chiamato in causa Maroni chiedendo di sciogliere subito il Comune o di dimettersi «in quanto delegittimato».
Proprio a Fondi il Pd ha organizzato una manifestazione per la legalità sabato prossimo (oggi 22 agosto - ndw) alle 18 nella piazza della nuova casa comunale. All'iniziativa parteciperanno Walter Veltroni insieme alle deputate Laura Garavini, capogruppo della commissione antimafia della Camera e Sesa Amici, al segretario regionale del Pd Roberto Morassut e a Luisa Laurelli, presidente della commissione sicurezza della Regione Lazio.
LATINA, 20 AGO - È «una questione nazionale» quella dello scioglimento del consiglio comunale di Fondi, sulla quale il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato, per don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, perchè «è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro Paese».
L'associazione ha ricordato oggi come da anni ormai si parli di «quinta mafia» e don Ciotti ha spiegato che «Fondi rappresenta lo snodo di questi interessi, sin da quando nel 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri l'interesse dei Casalesi sull'agro pontino».
Il presidente di Libera ha ricordato a proposito anche la vicenda legata all'uccisione di don Cesare Boschin, parroco di Borgo Montello, trovato ucciso nel 1995 nella canonica, poco lontano dalla discarica dei rifiuti, e ha lanciato un appello affinchè si riapra l'inchiesta sulla sua morte, a cui si è associato anche il presidente dell'associazione Caponnetto di Latina Elvio Di Cesare, che da anni denuncia le infiltrazioni della criminalità nella provincia pontina e da anni chiede alla Dia di riaprire il caso di Borgo Montello. «Don Cesare Boschin sapeva cose che non doveva sapere. Fu un errore gravissimo derubricare quell'omicidio a un episodio di criminalità comune. Quel caso, liquidato come un omicidio a seguito di rapina».
Di Cesare spiega che Don Boschin aveva raccolto gli sfoghi dei cittadini del borgo che raccontavano di «strani traffici notturni vicino alla discarica», di camion, guidati da giovani del posto lautamente ricompensati, che scaricavano fusti nella discarica in piena notte.
«Poco dopo - ha ricordato Di Cesare - fu scoperta la presenza di fusti metallici altamente tossici in una porzione della discarica. Ma anche questa vicenda è stata messa a tacere, così come il fatto che alcuni terreni vicini alla discarica fossero riconducibili al clan Schiavone».
Anche oggi sul caso Fondi l'Idv è andata all'attacco contro il governo. Il portavoce del partito Leoluca Orlando ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Roberto Maroni «perché faccia conoscere se e quali esponenti politici sono coinvolti nell'indagine posta a fondamento della proposta di scioglimento del Comune» e «quali siano gli interessi personali del senatore Fazzone che traggono vantaggio dall'attività amministrativa del Comune».
L'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris ha chiamato in causa Maroni chiedendo di sciogliere subito il Comune o di dimettersi «in quanto delegittimato».
Proprio a Fondi il Pd ha organizzato una manifestazione per la legalità sabato prossimo (oggi 22 agosto - ndw) alle 18 nella piazza della nuova casa comunale. All'iniziativa parteciperanno Walter Veltroni insieme alle deputate Laura Garavini, capogruppo della commissione antimafia della Camera e Sesa Amici, al segretario regionale del Pd Roberto Morassut e a Luisa Laurelli, presidente della commissione sicurezza della Regione Lazio.
CASO FONDI: PATTO FRA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E PEZZI DI POLITICA IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI NEL LAZIO?
Non è un'ipotesi irrealistica quella scaturita dalla lucida penna di Andrea Palladino su "Il Manifesto" dell'altro giorno a commento della situazione che sta emergendo dal "caso Fondi".
Un'ipotesi da non scartare e da scandagliare in profondità.
Ci sono troppi elementi che ci inducono a temere per le sorti stesse delle nostre istituzioni, dello stato di diritto, per il mantenimento degli stessi spazi di vivibilità civile e democratica nella nostra regione.
L'ostinazione con la quale taluni esponenti politici ed istituzionali locali, regionali e nazionali continuano pervicacemente a negare l'evidenza dei fatti acclarati, peraltro, da indagini accurate fatte dall'Autorità Giudiziaria; il conflitto che sta portando allo sfascio delle nostre istituzioni; la presenza in molte amministrazioni comunali - e non solo - di soggetti che provocatoriamente menano vanto di essere legati ad ambienti malavitosi; le parole di un capo del governo che, sceso in sala stampa con il Ministro dell'Interno, è arrivato a dichiarare, smentendo in sostanza lo stesso Maroni, il Prefetto di Latina e la Magistratura, che «nessun elemento dell'Amministrazione comunale di Fondi è stato sfiorato da un avviso di garanzia» (sic!), quando tutti sanno che ci sono stati e ci sono arresti e indagini a carico di amministratori e dirigenti comunali fondani; sono tutti elementi che fanno sospettare che ci sia veramente qualcosa di poco chiaro - a dir poco - sotto.
Stiamo seguendo da anni il processo di radicamento mafioso nel nostro impianto economico, sociale e politico, ma, francamente, non ritenevamo che tale radicamento fosse così profondo e diffuso.
Le operazioni "Damasco 1", "Damasco 2" e, prima ancora, "Formia Connection" (di cui nessuno parla più, purtroppo) hanno provato quanto tale radicamento nel tessuto politico e istituzionale fosse profondo.
Noi riteniamo, a questo punto, indispensabile ed urgente una mobilitazione generale non solo di tutti i soggetti politici, sindacali, sociali, culturali e dei cittadini onesti del Lazio, ma di tutta Italia, a difesa dell'integrità e della salvaguardia delle istituzioni democratiche di una Regione importante qual è la nostra che sta cadendo nelle mani della criminalità organizzata.
Concordiamo, quindi, con quanto chiesto da Luigi De Magistris a proposito della necessità di promuovere una grande manifestazione nazionale a Fondi ed altre iniziative a vari livelli nazionali ed europei a difesa delle nostre istituzioni.
LA SEGRETERIA
Associazione Regionale del Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie
"Antonino Caponnetto"
info@comitato-antimafia-lt.org - www.comitato-antimafia-lt.org
Un'ipotesi da non scartare e da scandagliare in profondità.
Ci sono troppi elementi che ci inducono a temere per le sorti stesse delle nostre istituzioni, dello stato di diritto, per il mantenimento degli stessi spazi di vivibilità civile e democratica nella nostra regione.
L'ostinazione con la quale taluni esponenti politici ed istituzionali locali, regionali e nazionali continuano pervicacemente a negare l'evidenza dei fatti acclarati, peraltro, da indagini accurate fatte dall'Autorità Giudiziaria; il conflitto che sta portando allo sfascio delle nostre istituzioni; la presenza in molte amministrazioni comunali - e non solo - di soggetti che provocatoriamente menano vanto di essere legati ad ambienti malavitosi; le parole di un capo del governo che, sceso in sala stampa con il Ministro dell'Interno, è arrivato a dichiarare, smentendo in sostanza lo stesso Maroni, il Prefetto di Latina e la Magistratura, che «nessun elemento dell'Amministrazione comunale di Fondi è stato sfiorato da un avviso di garanzia» (sic!), quando tutti sanno che ci sono stati e ci sono arresti e indagini a carico di amministratori e dirigenti comunali fondani; sono tutti elementi che fanno sospettare che ci sia veramente qualcosa di poco chiaro - a dir poco - sotto.
Stiamo seguendo da anni il processo di radicamento mafioso nel nostro impianto economico, sociale e politico, ma, francamente, non ritenevamo che tale radicamento fosse così profondo e diffuso.
Le operazioni "Damasco 1", "Damasco 2" e, prima ancora, "Formia Connection" (di cui nessuno parla più, purtroppo) hanno provato quanto tale radicamento nel tessuto politico e istituzionale fosse profondo.
Noi riteniamo, a questo punto, indispensabile ed urgente una mobilitazione generale non solo di tutti i soggetti politici, sindacali, sociali, culturali e dei cittadini onesti del Lazio, ma di tutta Italia, a difesa dell'integrità e della salvaguardia delle istituzioni democratiche di una Regione importante qual è la nostra che sta cadendo nelle mani della criminalità organizzata.
Concordiamo, quindi, con quanto chiesto da Luigi De Magistris a proposito della necessità di promuovere una grande manifestazione nazionale a Fondi ed altre iniziative a vari livelli nazionali ed europei a difesa delle nostre istituzioni.
LA SEGRETERIA
Associazione Regionale del Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie
"Antonino Caponnetto"
info@comitato-antimafia-lt.org - www.comitato-antimafia-lt.org
CHI SALVAGUARDA I CITTADINI?
Non capisco perchè in questo paese i problemi vengono affrontati a disgrazie avvenute o scampate.
Questo in relazione alla scampata aggressione di una anziana donna al consorzio di viale Lazio.
Già in diverse occasioni ho sollecitato l'amministrazione comunale di Ardea a prendere provvedimenti sotto richiesta di cittadini della Nuova Florida, e in una in particolare in via Novara, dove una ragazza in bicicletta veniva rincorsa da cani randagi (che da anni hanno trovato rifugio in un vicolo chiuso e che in diverse altre occasioni hanno attaccato in modo aggressivo passanti e motociclisti) facendola cadere a terra, fortunatamente degli automobilisti che mi precedevano si sono fermati in suo soccorso sventando una possibile disgrazia.
Per non parlare delle volte che ho segnalato la pericolosità di alberi di grandi dimensioni indeboliti dai vari incendi che, sistematicamente in periodi molto caldi, si verificano nel nostro territorio.
I pini secolari a viale Tor San Lorenzo si sono schiantati a terra come una furia e solo per una fortunosa casualità si è scampata una tragedia.
A quanto pare questa amministrazione non ha molto a cuore l'incolumità dei cittadini.
Alberto Delli Colli
I.D.V. Ardea
Questo in relazione alla scampata aggressione di una anziana donna al consorzio di viale Lazio.
Già in diverse occasioni ho sollecitato l'amministrazione comunale di Ardea a prendere provvedimenti sotto richiesta di cittadini della Nuova Florida, e in una in particolare in via Novara, dove una ragazza in bicicletta veniva rincorsa da cani randagi (che da anni hanno trovato rifugio in un vicolo chiuso e che in diverse altre occasioni hanno attaccato in modo aggressivo passanti e motociclisti) facendola cadere a terra, fortunatamente degli automobilisti che mi precedevano si sono fermati in suo soccorso sventando una possibile disgrazia.
Per non parlare delle volte che ho segnalato la pericolosità di alberi di grandi dimensioni indeboliti dai vari incendi che, sistematicamente in periodi molto caldi, si verificano nel nostro territorio.
I pini secolari a viale Tor San Lorenzo si sono schiantati a terra come una furia e solo per una fortunosa casualità si è scampata una tragedia.
A quanto pare questa amministrazione non ha molto a cuore l'incolumità dei cittadini.
Alberto Delli Colli
I.D.V. Ardea
"CASO FONDI" IL SENSO DELLA GRAVITÀ DEL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO NELLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO MARIA ROSARIA INGENITO
"CASO FONDI" IL SENSO DELLA GRAVITÀ DEL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO NELLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO MARIA ROSARIA INGENITO CHE HA DETTO: «LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SULLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI FONDI SONO SCONCERTANTI PERCHÉ È LA PRIMA VOLTA CHE UN CAPO DEL GOVERNO SMENTISCE UN PREFETTO DELLA REPUBBLICA ED UN MINISTRO DELL'INTERNO. PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO SUBITO UN INCONTRO CHIARIFICATORE COL PREMIER».
E' il grido d'allarme di un Prefetto della Repubblica italiana, segretaria nazionale dell'UNADIR.
Un grido di allarme che non può non essere condiviso appieno nel suo significato più profondo.
Qua è in gioco la credibilità delle Istituzioni, dello Stato.
Il comportamento del governo italiano va posto all'attenzione degli organismi internazionali di giustizia e del Parlamento europeo perché non è possibile che, con tutte le prove che la Magistratura ha raccolto sugli intrecci esistenti a Fondi fra mafia e politica, il Governo italiano fa finta di nulla, facendo oggettivamente un regalo alla criminalità organizzata.
La questione è delicata e va sviscerata fino in fondo: va capito bene ed in maniera definitiva se il governo, questo governo, vuole combattere la mafia o meno.
Perché delle due, una:
Il Paese non merita un avvenire del genere, dopo le tragedie del secolo scorso.
Nel "caso Fondi" c'è un attacco sottile alla credibilità della Magistratura, di un Prefetto della Repubblica, di un Ministro dell'Interno, un attacco che colpisce le basi stesse dell'impianto dello Stato.
Siamo d'accordo con Maria Rosaria Ingenito, che è un Prefetto della Repubblica italiana e siamo d'accordo con Luigi De Magistris, che è un magistrato pulito quando sostiene che il "caso Fondi" è un "caso nazionale" e che, quindi, deve insorgere tutta l'Italia democratica, pulita, non mafiosa, con una grande manifestazione da organizzare in tutto il Paese proprio a Fondi, davanti al MOF.
Lo slogan che deve unire tutta la parte sana, democratica, non mafiosa del Paese deve essere:
"Difendiamo l'Italia dalle mafie".
Mobilitazione nazionale subito, quindi, e tutti i partiti, tutti i sindacati, tutti i soggetti e le organizzazioni antimafia, i cittadini onesti, comincino a sensibilizzare tutta l'opinione pubblica pulita per arrivare entro un mese al massimo a questa grande manifestazione nazionale a Fondi.
Questo è l'appello che lanciamo al Paese, quello ovviamente non mafioso!
Associazione Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
E' il grido d'allarme di un Prefetto della Repubblica italiana, segretaria nazionale dell'UNADIR.
Un grido di allarme che non può non essere condiviso appieno nel suo significato più profondo.
Qua è in gioco la credibilità delle Istituzioni, dello Stato.
Il comportamento del governo italiano va posto all'attenzione degli organismi internazionali di giustizia e del Parlamento europeo perché non è possibile che, con tutte le prove che la Magistratura ha raccolto sugli intrecci esistenti a Fondi fra mafia e politica, il Governo italiano fa finta di nulla, facendo oggettivamente un regalo alla criminalità organizzata.
La questione è delicata e va sviscerata fino in fondo: va capito bene ed in maniera definitiva se il governo, questo governo, vuole combattere la mafia o meno.
Perché delle due, una:
- se la vuole seriamente combattere, esso deve sciogliere subito, senza ulteriori tergiversazioni e ritardi, il Comune di Fondi perché le prove ci sono e non è affatto vero, come ha sostenuto Berlusconi, che... «nessun assessore o consigliere di Fondi è stato sfiorato da un avviso di garanzia» (UN ASSESSORE, INSIEME A VARI DIRIGENTI COMUNALI, SONO STATI ARRESTATI, MENTRE ALTRI CONSIGLIERI COMUNALI SONO INDAGATI!!!);
- se, al contrario, non vuole combatterla, allora la cosa va contrastata con determinazione ed a tutti i livelli, giudiziari, politici, istituzionali, nazionali ed internazionali.
Il Paese non merita un avvenire del genere, dopo le tragedie del secolo scorso.
Nel "caso Fondi" c'è un attacco sottile alla credibilità della Magistratura, di un Prefetto della Repubblica, di un Ministro dell'Interno, un attacco che colpisce le basi stesse dell'impianto dello Stato.
Siamo d'accordo con Maria Rosaria Ingenito, che è un Prefetto della Repubblica italiana e siamo d'accordo con Luigi De Magistris, che è un magistrato pulito quando sostiene che il "caso Fondi" è un "caso nazionale" e che, quindi, deve insorgere tutta l'Italia democratica, pulita, non mafiosa, con una grande manifestazione da organizzare in tutto il Paese proprio a Fondi, davanti al MOF.
Lo slogan che deve unire tutta la parte sana, democratica, non mafiosa del Paese deve essere:
"Difendiamo l'Italia dalle mafie".
Mobilitazione nazionale subito, quindi, e tutti i partiti, tutti i sindacati, tutti i soggetti e le organizzazioni antimafia, i cittadini onesti, comincino a sensibilizzare tutta l'opinione pubblica pulita per arrivare entro un mese al massimo a questa grande manifestazione nazionale a Fondi.
Questo è l'appello che lanciamo al Paese, quello ovviamente non mafioso!
Associazione Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org
10 agosto 2009
BUONE VACANZE!!!

Anche Ardea on-line.org si concede una breve vacanza.
La piena operatività riprenderà già dagli ultimi giorni di agosto, nel frattempo anche coloro che ci seguono, diversi per posizioni politiche, onestà e correttezza, trascorreranno le loro (più o meno, o per nulla meritate) vacanze...
A coloro che ci sono più vicini auguriamo le buone vacanze ed un periodo di meritato riposo per riprendersi dalle fatiche sostenute finora ed affrontare al meglio la chiusura di un anno difficile!!!
CAMPEGGIO ESTIVO 2009
Partito della Rifondazione Comunista
Dal 23 al 30 agosto 2009, si terrà a Sapri (SA), presso il camping Verde Azzurro (sito internet www.verdeazzurro.com), il primo campeggio nazionale unitario dei/delle Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani dal titolo "Alternativa Rebelde".
Riteniamo sia un grande risultato, che ora dobbiamo riempire di significato e di contenuti con la presenza appassionata del maggior numero di compagne e compagni possibile. Si tratterà di un appuntamento aperto a tutte le organizzazioni politiche e realtà di movimento esistenti in Italia e, nelle intenzioni, un momento di dibattito comune per rilanciare le prospettive di lotta nel prossimo autunno.
Il campeggio vedrà la partecipazione di realtà politiche che lavorano a livello giovanile provenienti da tutto il mondo. Sono stati invitati, infatti, gli appartenenti alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e all'Endyl.
Il campeggio avrà una durata di 8 giorni/7 notti e un costo complessivo di 110 euro, con sistemazione in tenda che include tutte le cene. Per coloro che vorranno fermarsi invece per un periodo più breve, il costo è di 20 euro al giorno, con sistemazione in tenda e cena inclusa.
Per coloro il cui ISEE è uguale o inferiore ai 10.000 punti il costo complessivo sarà di 30 euro, comprendente tutti i pernottamenti e le cene. Coloro che volessero usufruire di questa possibilità, dovranno specificarlo nella prenotazione.
Sarà anche possibile la sistemazione in bungalow (con bagno e doccia) da 2, 4 e 6 posti al costo di 30 euro al giorno, inclusa la cena. Data la esigua disponibilità di questo tipo di sistemazione (solo 100 posti), è necessario che i compagni che vogliono usufruirne si prenotino quanto prima.
All'interno del campeggio, adiacente alla spiaggia del Golfo di Policastro, dotato di docce calde gratuite e di campo polivalente (tennis, pallavolo, calcetto), sarà possibile parcheggiare gratuitamente la macchina. Gli arrivi sono previsti il 23 agosto, le partenze il 30.
Come raggiungere il campeggio
Il camping Verde Azzurro è situato nel centro del Golfo di Policastro sulla SS18 al Km 207.3 Capitello (Salerno).
In treno la stazione di riferimento a Sapri (SA), raggiunta da tutti i treni che viaggiano da Nord verso il Sud e viceversa che viaggiano sulla dorsale tirrenica (per info consultare il sito www.trenitalia.it).
In macchina prendere l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria e uscire a Lagonegro o Buonabitacolo, seguendo poi le indicazioni per Policastro.
Prenotazioni
Le prenotazioni nominative (nome, cognome, telefono ed e-mail) devono essere inviate per mail a info@alternativarebelde.it. Presto sarà attivo anche il sito internet del campeggio www.alternativarebelde.it dove sarà attiva un'apposita sezione per le prenotazioni. Vi preghiamo di procedere quanto prima a raccogliere le adesioni, pubblicizzando l'evento non solo tra i compagni delle nostre organizzazioni, ma tra tutti coloro con i quali lavoriamo proficuamente sui territori (associazioni, movimenti, collettivi, etc.).
GIOVANI COMUNISTI/E - NAZIONALE
FGCI NAZIONALE
Dal 23 al 30 agosto 2009, si terrà a Sapri (SA), presso il camping Verde Azzurro (sito internet www.verdeazzurro.com), il primo campeggio nazionale unitario dei/delle Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani dal titolo "Alternativa Rebelde".
Riteniamo sia un grande risultato, che ora dobbiamo riempire di significato e di contenuti con la presenza appassionata del maggior numero di compagne e compagni possibile. Si tratterà di un appuntamento aperto a tutte le organizzazioni politiche e realtà di movimento esistenti in Italia e, nelle intenzioni, un momento di dibattito comune per rilanciare le prospettive di lotta nel prossimo autunno.
Il campeggio vedrà la partecipazione di realtà politiche che lavorano a livello giovanile provenienti da tutto il mondo. Sono stati invitati, infatti, gli appartenenti alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e all'Endyl.
Il campeggio avrà una durata di 8 giorni/7 notti e un costo complessivo di 110 euro, con sistemazione in tenda che include tutte le cene. Per coloro che vorranno fermarsi invece per un periodo più breve, il costo è di 20 euro al giorno, con sistemazione in tenda e cena inclusa.
Per coloro il cui ISEE è uguale o inferiore ai 10.000 punti il costo complessivo sarà di 30 euro, comprendente tutti i pernottamenti e le cene. Coloro che volessero usufruire di questa possibilità, dovranno specificarlo nella prenotazione.
Sarà anche possibile la sistemazione in bungalow (con bagno e doccia) da 2, 4 e 6 posti al costo di 30 euro al giorno, inclusa la cena. Data la esigua disponibilità di questo tipo di sistemazione (solo 100 posti), è necessario che i compagni che vogliono usufruirne si prenotino quanto prima.
All'interno del campeggio, adiacente alla spiaggia del Golfo di Policastro, dotato di docce calde gratuite e di campo polivalente (tennis, pallavolo, calcetto), sarà possibile parcheggiare gratuitamente la macchina. Gli arrivi sono previsti il 23 agosto, le partenze il 30.
Come raggiungere il campeggio
Il camping Verde Azzurro è situato nel centro del Golfo di Policastro sulla SS18 al Km 207.3 Capitello (Salerno).
In treno la stazione di riferimento a Sapri (SA), raggiunta da tutti i treni che viaggiano da Nord verso il Sud e viceversa che viaggiano sulla dorsale tirrenica (per info consultare il sito www.trenitalia.it).
In macchina prendere l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria e uscire a Lagonegro o Buonabitacolo, seguendo poi le indicazioni per Policastro.
Prenotazioni
Le prenotazioni nominative (nome, cognome, telefono ed e-mail) devono essere inviate per mail a info@alternativarebelde.it. Presto sarà attivo anche il sito internet del campeggio www.alternativarebelde.it dove sarà attiva un'apposita sezione per le prenotazioni. Vi preghiamo di procedere quanto prima a raccogliere le adesioni, pubblicizzando l'evento non solo tra i compagni delle nostre organizzazioni, ma tra tutti coloro con i quali lavoriamo proficuamente sui territori (associazioni, movimenti, collettivi, etc.).
GIOVANI COMUNISTI/E - NAZIONALE
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