10 giugno 2010

NON C' E' TRIPPA PER GATTI


A Silvio Berlusconi non piace la nostra Costituzione. Dice che è un inferno governare con la nostra architettura istituzionale. Sarebbe superficiale liquidare la questione alla solita manfrina delirante cui ci ha abituati il presidente del Consiglio. Anche oggi, all’assemblea di Confartigianato, ha dato il meglio di sé. Lasciamo perdere le sparate sul suo consenso che sarebbe a quanto pare ormai al 60 per cento e quello del governo al 50 per cento. Stendiamo un velo pietoso sulla vicenda dell’interim allo Sviluppo economico che ormai il presidente del Consiglio sta riducendo in barzelletta, nonostante l’importanza di un settore così strategico e fondamentale per il rilancio del sistema economico del Paese. Chiudiamo un occhio, anzi tutti e due, sulla storiella del viaggio-soggiorno in Cina come premio post-laurea della figlia e della considerazioni della pulzella sull’economia cinese di cui l’umanità fa volentieri a meno. Oppure sull’impostazione catto-comunista della nostra Costituzione che frenerebbe il libero mercato e le imprese. Sono vent’anni che il liberista e liberale Berlusconi promette la rivoluzione liberista e liberista ma poi quando sta al governo pensa solo ai fatti suoi. Vicenda interim a parte, siamo di fronte ai soliti deliri berlusconiani. Ma dire che la nostra Costituzione è un inferno è un attacco gravissimo e senza precedenti. A memoria mia, mai un presidente del Consiglio ha sferrato un attacco tanto grave nei confronti della Costituzione italiana che conferma due cose. Da un lato, se ce ne fosse bisogno, l’animo profondamente e intimamente antidemocratico e anticostituzionale di Berlusconi, perenne aspirante dittatore da repubblichina delle banane. Dall’altro, è sintomo palese della frustrazione del presidente del Consiglio per la sua ennesima opaca esperienza di governo che si avvia, come le altre, a chiudersi in un fallimento totale.Ma c’è di più ed è il peggio. C’è un risvolto feroce in questo attacco. Berlusconi odia la democrazia, i magistrati, le istituzioni, il parlamento, le opposizioni, financo la presidenza della repubblica. Vuole essere l’uomo solo al comando. Ma di un uomo, di Mussolini e della dittatura fascista, questo Paese ha già fatto esperienza e pagato il suo tributo di sangue.Se a Berlusconi la Costituzione italiana non piace, si trasferisca alle Bahamas. Magari lì gli fanno fare anche il dittatore a vita. Qui non c’è trippa per gatti.
di Mssimo Donati IDV

09 giugno 2010

Tutto sulle nostre spalle'


Tutto sulle nostre spalle' con questo slogan la CGIL scenderà in piazza a Roma il 12 Giugno, per contrastare una manovra iniqua, pasticciata che non sostiene gli investimenti e l'occupazione e per difendere i diritti dei lavoratori dai continui attacchi del Governo, rappresentati dal ddl lavoro e dal progetto di riforma dello Statuto dei Lavoratori, annunciato dal Ministro del Lavoro Sacconi.

Per chiedere sostanziali modifiche alla manovra, duramente criticata dal Segretario Generale della CGIL, tutto il mondo del lavoro pubblico, colpito dai provvedimenti finanziari, parteciperà al corteo che dalle ore 14, di sabato 12 giugno, sfilerà a Roma da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo. Per scuola, università e ricerca, si prospettano ulteriori tagli che si aggiungeranno a quelli già programmati. In questo modo, fa sapere la FLC CGIL diventa difficile anche la sola gestione ordinaria di scuole e università, mentre la ricerca pubblica sta per essere smembrata, disarticolata, con la liquidazione delle nostre migliori intelligenze. “Anziché investire in conoscenza, programmare lo sviluppo, si penalizzano i settori che, in tutti gli altri paesi, sono il cuore delle politiche per uscire dalla crisi”, ha dichiarato Domenico Pantaleo, Segretario Generale della FLC.

Situazione complessa anche per le Pubbliche amministrazioni. La FP CGIL denuncia: “si approfitta della manovra per portare un ulteriore attacco alle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici”. I punti critici per i lavoratori del pubblico impiego sono rappresentati oltre che dal blocco dei contratti pubblici fino al 2013, dal blocco del turn over fino al 2015, dal licenziamento del 50% del personale a tempo determinato e dal rinvio dei pensionamenti di oltre sei mesi.

Una giornata di mobilitazione che precede lo Sciopero Generale di fine giugno, già annunciato dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, e sul quale il direttivo della CGIL Nazionale si esprimerà nel suo prossimo incontro.

CRISI: EPIFANI, CISL E UIL UNICI SINDACATI FERMI IN EUROPA. «SUBALTERNI VERSO LE SCELTE DELL'ESECUTIVO»


«Solo due organizzazioni sindacali sono ferme nel panorama europeo: Cisl e Uil». Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in un passaggio della sua relazione al direttivo dell'organizzazione sindacale. Epifani ha evidenziato che in Europa «tutti i sindacati, indistintamente, scendono in piazza e si mobilitano contro i provvedimenti dei rispettivi governi, oppure li criticano, ultima la Dgb tedesca. Anche la Ces (Confederazione europea dei sindacati, ndr) ha deciso una mobilitazione europea per il 29 settembre prossimo». Cisl e Uil, secondo il leader della Cgil, «mostrano una subalternità verso le scelte dell'esecutivo. Se si mobilitassero con noi, se fossimo insieme il potere contrattuale del sindacato italiano, la forza d'urto sarebbe molto maggiore». Com-fil (RADIOCOR)

06 giugno 2010

FESTA PER L'ACQUA PUBBLICA A NETTUNO

PREMIO AIRONE D'ORO

Raccolta Manzù di Ardea


ECOMUSEO del ASSOCIAZIONE CULTURARE

LAZIO VIRGILIANO TEATRO5 “LAZIO LATINO”



PREMIO AIRONE d’ORO

per l’INTERPRETAZIONE


MUSEO MANZU’



DOMENICA 6 GIUGNO 2010


ORE 15.00

ESPOSIZIONE delle INTERPRETAZIONI e

VOTAZIONE della GIURIA dei PARTECIPANTI


ORE 18.00

PREMIAZIONE



Sponsor ufficiale

GIOIE E GIOIELLI srl

Viale Po 1 – Ardea (Tor San Lorenzo)

05 giugno 2010

G20; NON PASSA LA TASSAZIONE DELLE BANCHE, E NEL COMUNICATO FINALE CI PRENDONO PURE PER IL CULO!


Non passa al G20 la tassa sulle banche ma nel comunicato finale si sottolinea l'importanza che «il settore finanziario dovrebbe dare per un equo e sostenibile contributo» nel caso di piani di salvataggio dei governi per rimettere in ordine il settore bancario o fornire fondi. Anche per quanto riguarda le nuove regole sulle banche, esse saranno operative solo quando, così si legge nel comunicato finale, «la ripresa delle condizioni economiche e finanziarie sarà assicurata».
Come dire, loro fanno la crisi noi la paghiamo.
da controlacrisi.org

CHE PAESE

CONTINUA L'ALLARME FINANZIARIO DAL PSI


Ardea 5 giugno 2010 - Forse gli ardeatini non si rendono conto del danno economico-finanziario che tutte le amministrazioni di centrodestra hanno prodotto con la malagestione delle risorse loro affidate con le elezioni. Forse immaginano che un giorno, chissà quando, verrà pure qualche amministratore in grado davvero di correggere gli errori, meglio gli orrori, provocati da politici privi di qualsiasi cognizione nelle discipline gestionali per uno sviluppo armonico del territorio. Ormai, siamo di fronte ad un nuovo collasso finanziario. Il Comune e gli amministratori che ne hanno la responsabilità di maggioranza non hanno prodotto, ad oggi, nulla. Nessun programma, nessun investimento per rendere più vivibile la vita di coloro che vi abitano, assoluta incapacità economico-finanziaria nel gestire le poche risorse disponibili, insomma siamo in pieno allarme finanziario, presto saremo al dissesto, oltre a quello già sofferto alcuni anni addietro. Non ci sono soldi per servizi sociali, non ci sono soldi per migliorare i trasporti, non ci sono soldi per evitare il degrado del litorale (unica risorsa del territorio), non ci sono soldi neanche per rattoppare le strade di cui ci vergogniamo. Il taglio dei fondi ai servizi sociali sta provocando un peggioramento delle condizioni di vita dei soggetti più indifesi: bambini, ragazzi, anziani, disabili e famiglie che versano in condizioni di disagio al limite della soglia di povertà. Continuiamo però a spendere fior di centinaia di migliaia di euro per pagare collaborazioni e consulenze, una raccolta differenziata dei rifiuti urbani da brivido, una illuminazione da tempo di guerra (1940-45) ed altro ancora.

Per amministrare un Comune di oltre 40.000 abitanti occorrono personaggi con una profonda conoscenza finanziaria ed una capacità amministrativa e gestionale che, purtroppo, questo Sindaco e la sua giunta, non hanno neanche lontanamente nella loro mentalità. Da ciò nascono tutti i problemi che ne conseguono.

Ma non abbiamo un Sindaco? Il Sindaco è troppo impegnato a cercare nuovi assessori (AAA cercasi) dinanzi alle continue crisi causate principalmente dall’aver favorito e realizzato una maggioranza bulgara la cui inevitabile conseguenza non poteva che concludersi con la sua implosione.

I socialisti ritengono che ancora una volta il centrodestra ha dimostrato di non saper rispettare il mandato popolare e di non saper gestire una massa di voti con i quali i cittadini hanno dato loro fiducia. E sempre più attuale appare, pertanto, il nostro invito al Sindaco Eufemi a dimettersi non essendo riuscito, dopo quasi sei anni, di sua responsabilità amministrativa, a saper governare.


Franco Lo Reto – Portavoce del Partito Socialista Italiano