02 agosto 2010

CDQ NUOVA FLORIDA : SULLA SCUOLA SUPERIORE, IL COMUNE LATITA


COMUNICATO STAMPA


Il 20 aprile scorso contestavamo al Sindaco Eufemi la mancanza di impegno dell’Amministrazione da lui guidata nel seguire e portare a termine l’iter per la realizzazione della


SCUOLA SUPERIORE DI ARDEA



A seguito di ciò il Sindaco emetteva un comunicato stampa con il quale assicurava come segue: “Procedure urbanistiche concluse da tempo. Resta da definire l’atto di permuta, la trattativa con la Provincia è in fase avanzata e al primo Consiglio Comunale utile verrà approvato l’atto definitivo”


Poiché nell’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale del 15 giugno questo argomento non appariva, il 18 giugno intervenivamo con una nuova lettera chiedendogliene conto, ricordandogli anche che con il D. L. 31 maggio 2010, n. 78 per la stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, vi era il serio pericolo che il finanziamento a suo tempo deliberato dalla Provincia potesse andare perso.


A TUTT’OGGI, dopo diversi Consigli Comunali e rimestamenti politici vari, il Comune latita su questo argomento, sul quale


VERGOGNOSAMENTE


TACCIONO GLI AMMINISTRATORI E

TACCIONO I PARTITI POLITICI!


mentre i ragazzi di Ardea continuano - e continueranno - a dover andare a scuola in altri Comuni, o ad interrompere i loro studi dopo la terza media!


Comitato di Quartiere Nuova Florida

Il Direttivo

Ardea, 2 agosto 2010

31 luglio 2010

SECONDA REPUBBLICA. Titoli di coda


Non bastassero le foto dei finiani raggianti all'Hotel Minerva, soccorrono quelle del premier al compleanno di Gianfranco Rotondi a documentare la fine di un regime. Fedelissimi inquisiti e gaudenti, direttori di tg inginocchiati e ridenti, ministre e deputate alle ultime comparsate da ragazze-immagine: è tutto ciò che resta della "rivoluzione berlusconiana", quella che ancora sedici mesi fa, dal palco del congresso fondativo del Pdl, veniva rivenduta in salsa di carisma, provvidenza e salvezza. Espulso il cofondatore di allora (e già allora reticente), il premier si sentirà pure liberato da un peso, «come con Veronica»; eppure proprio da Veronica avrebbe dovuto imparare che dopo la liberazione da certi pesi, la leggerezza dell'essere diventa insostenibile. Senza il peso di Fini, Berlusconi non è più leggero: è finito, o se sopravviverà sarà comunque un altro Berlusconi, residuale a se stesso. Non perché gli venga a mancare un socio di grande statura: sulla statura di Fini in troppi stanno esagerando, a destra e soprattutto a sinistra. Né perché il Pdl resta monco: i partiti liquidi, cioè inesistenti, sopportano queste e altre emorragie. E nemmeno solo perché il governo è ormai virtualmente in crisi, appeso al filo ora di Fini stesso, il traditore, ora di Bossi e di Tremonti, pronti a tradire a loro volta. Ma perché la rottura con Fini scrive i titoli di coda sul progetto strategico della "nuova destra" italiana nata nel '94, del bipolarismo e di quella che è stata chiamata (arbitrariamente) Seconda Repubblica. La crisi non è di partito o di governo, è di sistema.

L'alleanza spiazzante siglata diciassette anni fa («Se votassi a Roma, fra Fini e Rutelli sceglierei Fini», fu il biglietto da visita del Cavaliere alle comunali del '93) aveva due facce, una rivolta al passato l'altra al futuro. Per il passato, si trattava di sdoganare gli ex-fascisti aprendo la porta allo sfondamento revisionista della storia politica nazionale. Per il futuro, si trattava di oltrepassare quella storia riscrivendo il patto costituzionale e approdando effettivamente a una Seconda Repubblica. Per quanto oggi ci si possa divertire a sfogliare l'album del rapporto da sempre difficile fra due leader così diversi come Berlusconi e Fini, e per quanto si possa fare dell'ultimo Fini un baluardo della legalità costituzionale, non va dimenticato che il progetto di radicale riscrittura della Costituzione in senso presidenzialista, plebiscitario e federale è stato per quindici anni il vero e unico collante di una destra tricipite, fatta da tre componenti - An, Lega, Fi - rispettivamente extra, anti e post costituzionali, per altri versi incomponibili se non incompatibili. Su quel collante si è consolidato il bipolarismo italiano, e grazie a quel collante la transizione italiana avrebbe dovuto prima o poi compiersi come "rivoluzione" berlusconiana.
Sul lungo periodo, quel collante non ha retto. La costituzionalizzazione di Fini - che non si esaurisce con le sue proclamazione di oggi su legalità, garantismo e impunità: chi si ricorda di Genova 2001? - lascia più isolata e più inasprita l'anomalia di Berlusconi. Il quale verosimilmente punterà ancora, nei pochi mesi che ha davanti, a rinverdire il proprio progetto eversivo premendo l'acceleratore sulla giustizia e sul federalismo, contando (troppo) sul solo Bossi oltre che sulla propria onnipotenza ferita, tentando l'affondo elettorale se i sondaggi su Vendola, che ha già commissionato non senza preoccupazione, glielo consentiranno. Resta sul campo lo scheletro di un bipolarismo forzoso e ormai svuotato, e il compito interminabile di ridisegnare il sistema politico italiano a destra e a sinistra, e possibilmente con una sinistra non a rimorchio della destra com'è stata per vent'anni. Per questo non basterà la continuità istituzionale di cui si fa garante Napolitano, né la disponibilità a una soluzione di transizione o di emergenza di cui si fa promotore Bersani, né la delega a una pur necessaria riscrittura delle regole elettorali. Ci vorrà la convinzione che una stagione si è chiusa davvero, non solo per il Pdl, e che i titoli di coda chiamano l'opposizione, non solo Gianfranco Fini, a uscire dalla passività della rendita di posizione garantita dall'incantesimo del Cavaliere.

di Ida Dominijanni


AMMAZZA CHE FUNAMBOLI !!




Nel porgere le congratulazioni alla nuova (si fa per dire) squadra di governo, che affiancherà il sindaco nell'amministrare ardea,e mentre si narrano maestrie nel ricompattarsi, tanto velocemente, da sembrare davvero un bella famiglia, poniamo un quesito da cittadini.
Non vi è per caso sfuggito l'essenziale?
siedi qua , siedi là. ma i frutti non si vedono.
Il nostro assessore (riconfermato, perchè in quota) ai servizi sociali, ha offerto una estate di insolita tranquillità ai ragazzi disabili e loro famiglie.
Non ha neanche tentato una convenzione per assicurare centri estivi, rivolti a questa minoranza, non ci aspettavamo centri istituiti dal comune, con integrazione ed assistenza specialistica, sarebbe davvero troppo per ardea, ma almeno un gesto di attenzione, di valutazione del problema. Avrebbe potuto mettersi a tavolino e considerare che a scuola finita e senza l'ombra di un aumento do ore di assistenza domiciliare, le difficoltà delle famiglie aumentano e cosi' la possibilità di socializzare per questi ragazzi, cosa ben peggiore, se si considera che i cittadini disabili di ardea non perseguono una vita di normale relazione e come spesso abbiamo sottolineato, abbandonare l'integrazione è condannare alla morte sociale un individuo.
Ma quando si riduce ogni tentativo di organizzazione nel nome del risparmio economico, sembra effimero parlare di trovare soluzioni, cercare contatti, muoversi per arrivare all'obiettivo.
Siamo orgogliosi che si sia tenuto il corso di formazione per giovani amministratori!
LA VERITA' IN QUESTA TRISTE STORIA E' SEMPRE LA STESSA.........

PRC
circolo ardea

30 luglio 2010

CONVOCATO CONSIGLIO COMUNALE PER IL 3 AGOSTO


Il Presidente Policarpo Volante ha convocato il Consiglio Comunale per 3 agosto 2010 alle ore 18.30 presso il Centro Sociale Anziani "Caduti di Nassiriya" (via dei Tassi, 18/b - Tor San Lorenzo, Ardea) per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1) Approvazione verbale seduta precedente;

2) Comunicazioni del Sindaco;

3) Mozioni, interrogazioni, interpellanze;

4) Comunicazioni in ordine alla mozione consiliare del 15/06/2010;

5) Delibera di Giunta Comunale n. 38 del 16/04/2010 avente ad oggetto "Variazione bilancio di previsione al bilancio pluriennale 2010-2012, alla relazione previsionale e programmatica – Salvaguardia degli effetti (proposta n. 4 del 05/07/2010);

6) Ratifica delibera n. 50 del 9/06/2010;

7) Modifiche ed integrazioni regolamento Polizia mortuaria;

8) Centro sociale Anziani Nuova Florida. Ratifica e surroga;

9) Centro sociale Anziani Tor San Lorenzo. Ratifica e surroga;

10) Nuovi importi indennità risarcitoria danno ambientale;

11) Integrazione rettifica del Catasto come da disposizione dell’Agenzia del territorio;

12) Piano particolareggiato di recupero ai sensi della L.R. n. 28/80 come modificato dalla L.R. n. 76/85 della zona B8 del vigente PRG denominata Rio Verde. Approvazione del modello dell’assetto programmatico di indirizzo urbanistico;

13) Presa d’atto delle domande pervenute Edilizia Contrattata;

14) Presa d’atto delle domande pervenute L. n. 167/1962;

15) Presa d’atto studio di fattibilità della Carta Tematica di indirizzo Cimitero;

16) Presa d’atto studio fattibilità Carta Tematica di indirizzo Centro Sportivo;

17) Programmazione OO.PP. triennale ed elenco annuale delle OO.PP 2010 – 2012. Variazione ed aggiornamento elenco annuale 2010.

ROMA VA IN DISSESTO? NON SIAMO TENUTI A SAPERLO MA SOLO A PAGARE I CONTI


Tempi duri per i sindaci. Per Alemanno, durissimi. Ma più ancora per i romani. Dall’articolo del Sole 24 0re – Roma del 28 luglio, il debito e gli interessi del Comune potrebbero raggiungere quota 20 miliardi.

Le ultime notizie diffuse a mezzo stampa parlavano di una voragine sensibilmente più limitata: 12 miliardi le stime del Commissario Straordinario, 8 miliardi la pronta rettifica di “ambienti vicini al Ministro Tremonti”.

E allora come si arriva alla cifra stratosferica dei 20 miliardi? Ci si arriverebbese la parte collegata ai mutui Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) e ai prestiti bancari di 8 miliardi” ( CDS –derivati)” invece di essere rimborsata anticipatamente, fosse ripagata in base alle scadenze dei singoli contratti.”

All’Associazione Antigene e alle altre Associazioni di consumatori che avevano fatto la richiesta di accesso agli atti per questi contratti, il Comune si era alla fine degnato di rispondere tramite il Vice Ragioniere Generale Alberto Pagliarulo , negandoli. La motivazione del diniego veniva motivata, richiamando una sentenza del Consiglio di Stato, in base al fatto che : “ la normativa a tutela dei consumatori non attribuisce alle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale una sorta di generica vigilanza sulle vicende attinenti al consumo e in specie, ai servizi pubblici, non sussistendo ad esempio una loro posizione giuridicamente tutelata in ordine all’acquisizione di fatti e documenti, per una verifica intesa a sindacare direttamente, in maniera generalizzata ed indiscriminata lo svolgimento delle attività ed il livello dei servizi pubblici in questione.”

Antigene, insieme ai radicali Roma ne ha preso atto demandando direttamente alla Procura della Repubblica il compito di verificare se al riguardo possano sussistere reati di truffa.

Ma dato che lo stesso Sindaco sta chiedendo “uno scatto morale” per “uscire da una situazione di degrado e da una crisi gravissima”. Dato che questo scatto morale si sta al momento cominciando a concretizzare in 2375, 5 milioni di euro da racimolare con 18 milioni per il maggior gettito ICI, 40milioni “dal riordino delle strutture amministrative”, 174 milioni di addizionale IRPEF, aumento della Ta.ri , delle tariffe delle mense scolastiche e degli asili nido, introduzione della tassa sui matrimoni e di quella di soggiorno per i turisti, “taglio delle spese”, beh, forse finalmente la trasparenza e la verifica di questo ciclone che si sta abbattendo sui dipendenti, sugli utenti e sui consumatori dei servizi capitolini è dovuta a chi è chiamato a pagare.

L’articolo da conto di unarincorsa contro il tempo per evitare il dissesto finanziario con l’approvazione entro il 31 luglio del bilancio e delle 13 delibere propedeutiche. Una situazione quindi di allarme drammatico per le sorti della città. Ma sarà il periodo estivo, non abbiamo sentito un fiato al riguardo da parte dei consiglieri comunali o dalle forze politiche o dalla stragrande maggioranza dei giornali per allertare la cittadinanza o, quanto meno, informarla. E questo ormai abituale, implacabile silenzio sul debito del Comune di Roma ci turba quanto le sue cifre e le sue conseguenze.

29 luglio 2010

Pedaggi, stop del Tar del Lazio No aumenti per autostrade e Gra


L'ordinanza dei giudici: "Al pagamento deve corrispondere un servizio, non solo una tassa".

- Nel giorno del via libera definitivo alla manovra , arriva subito il primo stop a una delle misure più discusse. Il Tar del Lazio, infatti, ha sospeso il decreto che ha disposto l'aumento dei pedaggi autostradali. I giudici hanno accolto il ricorso contro l'aumento dei pedaggi in 9 barriere autostradali del territorio romano, presentato dalla Provincia di Roma assieme a 41 comuni del territorio provinciale e alla Provincia di Rieti. Sulla stessa materia avevano presentato ricorsi autonomi il comune di Fiano Romano e la provincia di Pescara. Nell'ordinanza del Tar è spiegato che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l'utilizzo di un'infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa. Il Governo, secondo quanto anticipa Radio 24, avrebbe deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

"Il provvedimento impugnato", si legge nelle ordinanze, "per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l'utilizzo di una infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura".

L'ordinanza è stata emessa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli. La decisione è un principio valido per l'intero territorio nazionale. I giudici, infatti, hanno sospeso l'efficacia del decreto con il quale il Presidente del Consiglio, il 25 giugno scorso, facendo seguito a quanto previsto dalla manovra, ha individuato le "stazioni di esazione" delle autostrade a pedaggio in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta dell'Anas.
note di Ag.

VITTORIA! INTERCETTAZIONI RIMANDATE A SETTEMBRE


Nel pomeriggio arriverà la comunicazione ufficiale ma vi anticipo già da ora la grande novità dell’estate e ve lo annuncio con un gran senso di soddisfazione e di orgoglio: il ddl intercettazioni sarà rinviato a settembre. Ci possiamo concedere il lusso di cantare vittoria, anche se, come diceva qualcuno, abbiamo vinto la prima battaglia e non la guerra ma è già uno straordinario segnale. E’ la dimostrazione che quando di fronte a noi c’è una grande battaglia di democrazia ci dobbiamo credere fino in fondo, perché le buone ragioni dell’opposizione, anche se minoritarie, sono sempre vincenti. E’ la prova che, quando l’opposizione, la società civile, i sindacati, le associazioni uniti in piazza ai semplici cittadini, fanno fronte comune e gridano forte, ad una voce sola, il rifiuto ad ogni forma di autoritarismo mascherato, ad ogni prevaricazione subdola e strisciante, ad ogni atto di arroganza becero del potente di turno per coprire le sue malefatte e la sua spregiudicatezza politica e morale, si deve combattere. E’ la prova che quando in gioco c’è la difesa delle più elementari libertà dell’uomo che sono sacre e inviolabili, si può vincere. Non è finita qui. Per ora, abbiamo portato a casa un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e soddisfatti. Abbiamo vinto la prima grande battaglia di democrazia, costringendo il governo ad una clamorosa sconfitta. Siamo ad un passo dalla Caporetto del Governo, alla Waterloo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sconfitto e umiliato, che subisce l’onta di dover rinviare il provvedimento sulle intercettazioni, che voleva tanto e subito, costretto ad ingoiare un rospo gigante, circostanza per lui inusuale. Con il ddl intercettazioni, che rimane quello che è, ovvero una colossale, gigantesca, enorme porcata – ricordo qui solo per inciso la vergognosa abolizione della norma Falcone e quella antiweb che fanno inorridire – ci rivediamo a settembre, augurandomi con tutto il cuore che il rinvio di oggi sia il primo passo verso l’archiviazione definitiva di questo ennesima legge scellerata del Governo.
di Massimo Donati

28 luglio 2010

Cala il sipario sul web



Avete un blog sul quale seguite l’attività politica della vostra città? Vi interessate di politiche ambientali e aggiornate il vostro sito con le novità che riguardano risparmio energetico e gestione dei rifiuti? Siete iscritti ad una mailing list di ricercatori precari nella quale vi confrontate sui tagli all’università? E ancora, siete tra quelli che, telecamera in spalla, vanno dai politici a chiedere conto delle loro scelte?

Se siete tra questi, o se comunque avete un vostro sito Internet, preparatevi: molto presto dovrete fare molta attenzione. Nella legge bavaglio che verrà approvata a breve in via definitiva, è contenuto un articolo che vi riguarda. E’ il comma 29 che recita: “ Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

Vuol dire che ogni sito web (blog, forum, pagina Facebook, canale YouTube, wiki, ecc), dovrà sottostare all’obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche. Se a qualcuno non va bene qualcosa che avete scritto, se ritiene falsa o tendenziosa una vostra frase o pensa che una vostra opinione ecceda il diritto di critica, potrà contattarvi ingiungendovi di pubblicare la sua versione dei fatti. Nel momento in cui nella vostra casella di posta arriverà una simile comunicazione, partirà un conto alla rovescia: avrete 48 ore per pubblicare la rettifica. Scaduto questo termine, non avendo rispettato la legge, rischiate una multa fino a 12mila euro.

Per la maggioranza di governo e persino per alcuni esponenti della blogosfera, il comma 29, è sacrosanto: “Sul web non si può scrivere ciò che si vuole” dicono. Per molta parte degli utenti della rete, per il Partito Democratico e Italia dei Valori, invece, il comma non tiene conto nella natura amatoriale di molti siti web e risulta perciò censorio. Da più parti viene anche sottolineato che il comma presta il fianco ad abusi: un sito web spesso non ha risorse, competenze e personale per analizzare nel merito ogni richiesta di rettifica. Juan Carlos De Martin, professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Torino, contattato dal Fatto, parla a riguardo di “Chilling effect”, una definizione utilizzata negli Usa per definire leggi che sopprimono opinioni o condotte attraverso la minaccia di ritorsioni; è di certo vittima del Chilling effect un cittadino che si autocensura per timore di una penalizzazione (nel nostro caso di una multa salata).

Su Internet è in corso una campagna contro il comma 29. L’associazione Valigia Blu – la stessa che si era fatta promotrice di una raccolta di firme per chiedere al Tg1 una rettifica sull’avvocato Mills prescritto e non assolto – ha scritto una lettera aperta a Gianfranco Fini e Giulia Buongiorno: “Occorre reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame alla Camera” dicono esponenti della blogosfera, della cultura, della politica. “L’informazione in Rete – aggiungono – ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino: ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione”.

I tempi ormai stringono: in settimana la Camera darà il via libera alla legge sulle intercettazioni. Quindi la maggioranza di governo, su esplicito diktat di Berlusconi, intende chiudere la pratica bavaglio al Senato entro le ferie estive.