Stamattina, alle 7.30, circa 500 persone hanno improvvisato un sit-in di protesta sul lotto di terreno interessato dal progetto della turbogas a Campo di Carne, dove ieri mattina ha fatto la sua comparsa una squadra di operai per iniziare un'operazione di recinzione di un terzo del sito.
Quand'erano all'incirca le 10.30 è partito un corteo in automobile che ha raggiunto in breve piazza Roma. I manifestanti, quindi, sono confluiti in aula consiliare per chiedere un incontro pubblico con il capo dell'amministrazione comunale. Il sindaco Calogero Santangelo, dopo diversi minuti di attesa, è arrivato in aula consiliare e ha preso la parola.
A dire la verità, non ha dato le risposte che la Rete Cittadini desiderava avere.
Al primo cittadino sono state poste diverse questioni: è stata chiesta un'ordinanza sindacale di sospensione dei lavori di recinzione; altresì sono state chieste spiegazioni in merito alla scadenza dei termini per presentare una dichiarazione di compatibilità territoriale come da prescrizione specifica del ministero dell'Interno.
Al sindaco Calogero Santangelo è stato poi chiesto di convocare una conferenza stampa pubblica per oggi pomeriggio alle ore 17 in aula consiliare.
La Rete Cittadini invita tutti a prendere parte alla conferenza di oggi pomeriggio.
"Rete dei Cittadini Contro la Turbogas"
08 febbraio 2007
07 febbraio 2007
UN MILIONE DI EURO PER L'UNIVERSITÀ DI POMEZIA
I Circoli PRC di Ardea e Pomezia hanno indetto una conferenza stampa congiunta presso la sede PRC di Pomezia in Via Catullo 60.
Il tema dell'incontro, fissato per le ore 17:30, è l'ottenimento, grazie all'intervento del capogruppo PRC alla Provincia di Roma, di un finanziamento di un milione di Euro per il proseguimento delle attività dell'Università di Pomezia ubicata nel complesso "Selva dei Pini".
Il tema dell'incontro, fissato per le ore 17:30, è l'ottenimento, grazie all'intervento del capogruppo PRC alla Provincia di Roma, di un finanziamento di un milione di Euro per il proseguimento delle attività dell'Università di Pomezia ubicata nel complesso "Selva dei Pini".
TURBOGAS: RUSPE A CAMPO DI CARNE!!!
Con un laconico quanto preoccupante messaggio, oggi 7 febbraio 2007, alle ore 11:10, la Rete Cittadini Contro la Turbogas ha comunicato testualmente quanto segue.
Purtroppo ci sono brutte notizie,
sul sito della Centrale hanno iniziato a recintare.
La ditta che sta eseguendo i lavori è la Marcoccio di Nettuno su richiesta della Lazio Appalti (Torello).
La recinzione è alta circa 2,5 m.
Dobbiamo organizzarci per fermarli!!!!!
E' evidente che ciò che tutta la popolazione di Aprilia, Ardea e dintorni temeva, comincia purtroppo e terribilmente a prendere forma.
Crediamo che la Rete dei Cittadini Contro la Turbogas non lascerà nulla di intentato per evitare che questo mostro, gli effetti del quale sono terribili, come ben sanno gli abitanti di Termoli, sorga anche a Campo di Carne.
Proprio per questa ragione è indispensabile sostenere le iniziative di contrasto alla turbogas che hanno l'unico scopo di salvaguardare la nostra salute.
Una lotta impari per evitare che un territorio, già oggetto di preda, sia reso ancora più invivibile da un insediamento che le popolazioni di Anzio, Aprilia, Ardea e Nettuno hanno pubblicamente dimostrato di non volere.
A conferma che le azioni di protesta pacifica devono proseguire con ancora maggiore vigore, di seguito abbiamo inserito il comunicato emesso dalla Rete Cittadini alle ore 15:16 di oggi stesso.
Ruspe a Campo di Carne. Domani mattina l'occupazione del sito
Domani mattina (giovedì 8 febbraio) dalle ore 7.30, la Rete Cittadini No alla Turbogas di Aprilia, Anzio-Nettuno e Pontinia organizzano un presidio del movimento no-turbogas sul terreno dove è stata autorizzata la costruzione della centrale a Campo di Carne.
Da diversi giorni assistiamo a sopralluoghi e misurazioni ad opera di tecnici ben attrezzati e STAMATTINA HA FATTO LA SUA COMPARSA SUL SITO UNA PRIMA RUSPA.
Sappiamo che il primo passo per l'avvio di qualunque cantiere è la recinzione, dietro alla quale far schierare vigilanza armata pronta ad impedire ogni manifestazione di dissenso.
Per questo domani mattina il movimento si ritroverà sul sito di Campo di Carne per continuare a manifestare la propria contrarietà ed il proprio dissenso pacifico e non violento a questo impianto. Come avevamo promesso siamo pronti a bloccare con i nostri corpi ed in maniera non violenta l'avvio dei lavori e l'arrivo di materiali e mezzi.
Nonostante il giudizio in corso presso il Tar di Roma, e nonostante le reiterate richieste ai ministri dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani di istituire un tavolo di confronto sulle problematiche che sono state avanzate dalla Regione Lazio per mezzo del presidente Piero Marrazzo, di alcuni assessori e anche di membri del Consiglio regionale, l'unica risposta è stata l'avvio dei primi lavori.
Sappiamo bene che la tattica sarà quella di dire che si tratta di opere non connesse alla realizzazione della centrale, ma con difficoltà si può credere che si vuole realizzare una recinzione alta due e metri e mezzo per garantire la sicurezza del pascolo che attualmente occupa il terreno...
Pertanto, chiediamo immediatamente lo stop di ogni azione che interessi il terreno sulla quale è stata autorizzata la costruzione della centrale ed un intervento delle autorità preposte per verificare se sussistono gli estremi per un'ordinanza sindacale di blocco dei lavori.
Domani troviamoci tutti davanti al sito della Centrale (Via Nettunense, entrata Vianini) dalle 7:30
"Rete dei Cittadini Contro la Turbogas"
Purtroppo ci sono brutte notizie,
sul sito della Centrale hanno iniziato a recintare.
La ditta che sta eseguendo i lavori è la Marcoccio di Nettuno su richiesta della Lazio Appalti (Torello).
La recinzione è alta circa 2,5 m.
Dobbiamo organizzarci per fermarli!!!!!
E' evidente che ciò che tutta la popolazione di Aprilia, Ardea e dintorni temeva, comincia purtroppo e terribilmente a prendere forma.
Crediamo che la Rete dei Cittadini Contro la Turbogas non lascerà nulla di intentato per evitare che questo mostro, gli effetti del quale sono terribili, come ben sanno gli abitanti di Termoli, sorga anche a Campo di Carne.
Proprio per questa ragione è indispensabile sostenere le iniziative di contrasto alla turbogas che hanno l'unico scopo di salvaguardare la nostra salute.
Una lotta impari per evitare che un territorio, già oggetto di preda, sia reso ancora più invivibile da un insediamento che le popolazioni di Anzio, Aprilia, Ardea e Nettuno hanno pubblicamente dimostrato di non volere.
A conferma che le azioni di protesta pacifica devono proseguire con ancora maggiore vigore, di seguito abbiamo inserito il comunicato emesso dalla Rete Cittadini alle ore 15:16 di oggi stesso.
Ruspe a Campo di Carne. Domani mattina l'occupazione del sito
Domani mattina (giovedì 8 febbraio) dalle ore 7.30, la Rete Cittadini No alla Turbogas di Aprilia, Anzio-Nettuno e Pontinia organizzano un presidio del movimento no-turbogas sul terreno dove è stata autorizzata la costruzione della centrale a Campo di Carne.
Da diversi giorni assistiamo a sopralluoghi e misurazioni ad opera di tecnici ben attrezzati e STAMATTINA HA FATTO LA SUA COMPARSA SUL SITO UNA PRIMA RUSPA.
Sappiamo che il primo passo per l'avvio di qualunque cantiere è la recinzione, dietro alla quale far schierare vigilanza armata pronta ad impedire ogni manifestazione di dissenso.
Per questo domani mattina il movimento si ritroverà sul sito di Campo di Carne per continuare a manifestare la propria contrarietà ed il proprio dissenso pacifico e non violento a questo impianto. Come avevamo promesso siamo pronti a bloccare con i nostri corpi ed in maniera non violenta l'avvio dei lavori e l'arrivo di materiali e mezzi.
Nonostante il giudizio in corso presso il Tar di Roma, e nonostante le reiterate richieste ai ministri dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani di istituire un tavolo di confronto sulle problematiche che sono state avanzate dalla Regione Lazio per mezzo del presidente Piero Marrazzo, di alcuni assessori e anche di membri del Consiglio regionale, l'unica risposta è stata l'avvio dei primi lavori.
Sappiamo bene che la tattica sarà quella di dire che si tratta di opere non connesse alla realizzazione della centrale, ma con difficoltà si può credere che si vuole realizzare una recinzione alta due e metri e mezzo per garantire la sicurezza del pascolo che attualmente occupa il terreno...
Pertanto, chiediamo immediatamente lo stop di ogni azione che interessi il terreno sulla quale è stata autorizzata la costruzione della centrale ed un intervento delle autorità preposte per verificare se sussistono gli estremi per un'ordinanza sindacale di blocco dei lavori.
Domani troviamoci tutti davanti al sito della Centrale (Via Nettunense, entrata Vianini) dalle 7:30
"Rete dei Cittadini Contro la Turbogas"
DICHIARAZIONE SU ARDEA DEL CAPOGRUPPO PRC ALLA PROVINCIA DI ROMA
In esso si può leggere che ad Ardea «in tutta fretta la Giunta sta proponendo al Consiglio Comunale, una Variante di Salvaguardia al Piano Regolatore che di fatto è una sanatoria ai misfatti e agli abusivismi che caratterizzano quest'area da troppo tempo».
Continuando a leggere Fabbri afferma: «La Provincia, attraverso le sue funzioni di controllo sui piani regolatori, può dare il proprio contributo al ripristino ed al recupero del degrado in cui versa il territorio ardeatino.
Se necessario chiederò un diretto intervento del Presidente Gasbarra, perché non possono accettarsi soprusi di tale entità, specialmente in un comune dove l'abusivismo sta danneggiando il territorio e i suoi cittadini».
FINANZIAMENTI UNIVERSITÀ
Il Capogruppo di Rifondazione alla Provincia, stamattina ha presentato ufficialmente la proposta di finanziamento per il "polo Universitario di Pomezia". Stamattina la maggioranza alla Provincia ha attivato le procedure per gli stanziamenti di "Roma Capitale", e la proposta verrà fatta in merito al "potenziamento del polo universitario".
Il circolo di Ardea ringrazia il consigliere Fabbri che sta portando avanti con impegno questa importante opportunità per Ardea e tutti i Castelli, nell'ottica di contribuire a rivalutare, e riabilitare un territorio troppo sfruttato e demagogicamente dimenticato.
A tal proposito ci piace ribadire e sottolineare che a prescindere se tale iniziativa andrà in porto o no, lo sarà solo e unicamente grazie alla iniziativa di Rifondazione e non come alcuni millantatori stanno dichiarando ad opera della "Margherita".
Per una volta abbiamo voluto puntualizzare e rivendicare una iniziativa perché riteniamo che in politica e nelle coalizioni l'etica ed il rispetto sono il propellente di buona e onesta ammnistrazione.
PRC Circolo di Ardea
Il circolo di Ardea ringrazia il consigliere Fabbri che sta portando avanti con impegno questa importante opportunità per Ardea e tutti i Castelli, nell'ottica di contribuire a rivalutare, e riabilitare un territorio troppo sfruttato e demagogicamente dimenticato.
A tal proposito ci piace ribadire e sottolineare che a prescindere se tale iniziativa andrà in porto o no, lo sarà solo e unicamente grazie alla iniziativa di Rifondazione e non come alcuni millantatori stanno dichiarando ad opera della "Margherita".
Per una volta abbiamo voluto puntualizzare e rivendicare una iniziativa perché riteniamo che in politica e nelle coalizioni l'etica ed il rispetto sono il propellente di buona e onesta ammnistrazione.
PRC Circolo di Ardea
06 febbraio 2007
ITALIA UNICA IN EUROPA CON INFORMAZIONE "PARTLY FREE"
Sul web all'indirizzo "www.marcotravaglio.it" si parla dell'ultimo libro, intitolato "La Scomparsa dei fatti", del noto giornalista inviso sia ad alcune forze di centro-destra che di centro-sinistra.
L'argomento è l'informazione italiana e le poche battute che riassumono il contenuto del libro, riassumono purtroppo anche la situazione in cui versa l'informazione italiana: «Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni. Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto».
Alla luce di quanto scritto nel rapporto di Freedom House 2005 è più che chiaro e inquietante quale sia lo stato della libertà d'informazione in Italia, tanto da definirci come unica nazione "partly free", ossia parzialmente libera, in tutta Europa.
Nella classifica mondiale, invece, ci posizioniamo all'ottantesimo posto, dopo il Tongo e il Botswana, precedendo di poco Antigua, Barbuda e Burkina Faso.
Crediamo sia utile proporvi un approfondimento sull'argomento da "Alternativ@Mente e la premessa del libro di Marco Travaglio.
Premessa
«I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti.
Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.
C'è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C'è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C'è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C'è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell'editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompic@@@@@@i in redazione.
C'è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
C'è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché confonde l'equidistanza con l'equivicinanza.
C'è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché l'editore preferisce così.
C'è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C'è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C'è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C'è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C'è chi nasconde i fatti perché «hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro».
C'è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l'abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
C'è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibbattito».
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C'è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo.
C'è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C'è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C'è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C'è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel'ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
C'è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C'è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l'Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.
C'è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c'è gente che pagherebbe per vendersi».
L'argomento è l'informazione italiana e le poche battute che riassumono il contenuto del libro, riassumono purtroppo anche la situazione in cui versa l'informazione italiana: «Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni. Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto».
Alla luce di quanto scritto nel rapporto di Freedom House 2005 è più che chiaro e inquietante quale sia lo stato della libertà d'informazione in Italia, tanto da definirci come unica nazione "partly free", ossia parzialmente libera, in tutta Europa.
Nella classifica mondiale, invece, ci posizioniamo all'ottantesimo posto, dopo il Tongo e il Botswana, precedendo di poco Antigua, Barbuda e Burkina Faso.
Crediamo sia utile proporvi un approfondimento sull'argomento da "Alternativ@Mente e la premessa del libro di Marco Travaglio.
Premessa
«I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti.
Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.
C'è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C'è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C'è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C'è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell'editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompic@@@@@@i in redazione.
C'è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
C'è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché confonde l'equidistanza con l'equivicinanza.
C'è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché l'editore preferisce così.
C'è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C'è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C'è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C'è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C'è chi nasconde i fatti perché «hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro».
C'è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l'abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
C'è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibbattito».
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C'è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo.
C'è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C'è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C'è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C'è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel'ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
C'è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C'è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l'Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.
C'è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c'è gente che pagherebbe per vendersi».
TURBOGAS: INCONTRI CON LE FORZE POLITICHE REGIONALI
Ardea-online.org ha dato sempre ampio spazio ai comunicati della Rete Cittadini Contro la Turbogas, ma l'impressione avuta negli ultimi tempi è che, come spesso accade in Italia, un movimento spontaneo, animato da sentimenti genuini, sia sul punto di essere strumentalizzato per fini politici.
Speriamo di sbagliarci e che gli esponenti politici locali che "nobilmente" si schierano con la Rete non lo facciano con ulteriori fini o per soddisfare l'insaziabile presenzialismo che li affligge. Un presenzialismo soffocante e fine a se stesso che non scaturisce nulla di concreto se non il far parlare a tutti i costi della propria persona... Soprattutto quando si è dello stesso schieramento che in passato ha fatto in modo che si realizzasse il progetto che ora a gran voce si contesta sbandierando comunicati ufficiali e buoni propositi!
Detto ciò, di seguito proponiamo un comunicato della Rete Cittadini Contro la Turbogas, che, specifichiamo, non è in diretta relazione con quanto affermato precedentemente, nel quale vengono illustrati i risultati di alcuni incontri con esponenti politici regionali.
La Rete Cittadini No alla Turbogas, in previsione della prossima grande manifestazione di protesta in calendario per la fine di Febbraio, sta proseguendo gli incontri con le forze politiche a livello regionale. A tal proposito, come già evidenziato sulla stampa dallo Sdi locale, nei giorni scorsi si è svolto un importante incontro tra la Rete, rappresentata da Marco Procaccini e Vittorio Marchitti, e il capogruppo alla Pisana, on. Giuseppe Celli. Il colloquio è stato sereno e schietto: è emerso l'imbarazzo che questa scelta ha provocato in seno alla maggioranza regionale, in parte rientrato dopo la mozione approvata in Consiglio Regionale il 19 Ottobre scorso, che ad oggi ancora non ha sortito effetti.
Proprio su tale punto ci si è soffermati abbondantemente e dalla discussione è scaturita la lettera del gruppo Sdi indirizzata al presidente Marrazzo affinché induca, stavolta davvero, il ministro Bersani a convocare l'ormai noto tavolo di confronto tra istituzioni e cittadini. L'on. Celli si è inoltre dichiarato disponibile a partecipare alle prossime iniziative della Rete.
Tutto ciò premesso, la Rete ora si aspetta segnali concreti, e non certo nella direzione delle memorie difensive presentate dall'avvocatura regionale nell’ambito del ricorso al Tar, palesemente vicine a quelle di Sorgenia e in netto contrasto con le prese di posizione di diverse forze politiche regionali.
"Rete Cittadini Contro la Turbogas"
Speriamo di sbagliarci e che gli esponenti politici locali che "nobilmente" si schierano con la Rete non lo facciano con ulteriori fini o per soddisfare l'insaziabile presenzialismo che li affligge. Un presenzialismo soffocante e fine a se stesso che non scaturisce nulla di concreto se non il far parlare a tutti i costi della propria persona... Soprattutto quando si è dello stesso schieramento che in passato ha fatto in modo che si realizzasse il progetto che ora a gran voce si contesta sbandierando comunicati ufficiali e buoni propositi!
Detto ciò, di seguito proponiamo un comunicato della Rete Cittadini Contro la Turbogas, che, specifichiamo, non è in diretta relazione con quanto affermato precedentemente, nel quale vengono illustrati i risultati di alcuni incontri con esponenti politici regionali.
La Rete Cittadini No alla Turbogas, in previsione della prossima grande manifestazione di protesta in calendario per la fine di Febbraio, sta proseguendo gli incontri con le forze politiche a livello regionale. A tal proposito, come già evidenziato sulla stampa dallo Sdi locale, nei giorni scorsi si è svolto un importante incontro tra la Rete, rappresentata da Marco Procaccini e Vittorio Marchitti, e il capogruppo alla Pisana, on. Giuseppe Celli. Il colloquio è stato sereno e schietto: è emerso l'imbarazzo che questa scelta ha provocato in seno alla maggioranza regionale, in parte rientrato dopo la mozione approvata in Consiglio Regionale il 19 Ottobre scorso, che ad oggi ancora non ha sortito effetti.
Proprio su tale punto ci si è soffermati abbondantemente e dalla discussione è scaturita la lettera del gruppo Sdi indirizzata al presidente Marrazzo affinché induca, stavolta davvero, il ministro Bersani a convocare l'ormai noto tavolo di confronto tra istituzioni e cittadini. L'on. Celli si è inoltre dichiarato disponibile a partecipare alle prossime iniziative della Rete.
Tutto ciò premesso, la Rete ora si aspetta segnali concreti, e non certo nella direzione delle memorie difensive presentate dall'avvocatura regionale nell’ambito del ricorso al Tar, palesemente vicine a quelle di Sorgenia e in netto contrasto con le prese di posizione di diverse forze politiche regionali.
"Rete Cittadini Contro la Turbogas"
05 febbraio 2007
L'UNIONE INDICE UNA CONFERENZA STAMPA
Domani 6 febbraio, alle ore 12:30, presso l'Ufficio Tecnico in Via Laurentina, i rappresentanti dell'Unione hanno indetto una conferenza stampa che avrà come tema il Consiglio Comunale convocato nello stesso giorno alle ore 20:00 per la discussione e approvazione della variante di salvaguardia al Piano Regolatore.
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