Un messaggio inserito nelle "Opinioni dei politici" riporta l'attenzione sul costruendo inceneritore di Albano. Una minaccia ancora più grave in considerazione del recente sequestro dell'inceneritore di Colleferro a causa dello smaltimento avvenuto in esso di rifiuti speciali pericolosi per la salute pubblica!
Sabato 14 Marzo 2009 nella sala consigliare di Cecchina in via Rocca Di Papa 65 alle ore 16:00 ci sarà un importante assemblea cittadina informativa sui danni prodotti dall inceneritore che vorrebbero costruire a Roncigliano e sui benefici che si potrebbero avere riciclando e riusando i rifiuti.
Ricordo a tutti che ciò che fuori esce da un gassificatore sono nano-polveri e diossina che (prove scientifiche lo dimostrano) provocano il CANCRO....
E' inutile ribadire che questa battaglia non ha colore politico, è trasversale poichè l'eventuale aria tossica prodotta da un gassificatore verrebbe respirata da esponenti di destra come pure da quelli di sinistra... E dalle loro famiglie... E dai loro figli...
Date le condizioni informarsi diventa un dovere... Non lasciamoci avvelenare!!!
Simone Carabella
10 marzo 2009
METROPOLI INESTETICHE PERIFERIE ANONIME
Metropoli inestetiche periferie anonime
perché costruire ancora?
Tonino Bucci intervista a Paolo Bernardini Docente Urbanistica
C'erano una volta il Belpaese, le sue città rinascimentali e barocche.
Da almeno dieci anni a questa parte l'Italia è stata cementificata, i suoi territori dissestati, e metropoli circondate da quartieri senza anima.
Si dice che siamo un popolo di proprietari di casa, eppure il governo Berlusconi sta varando in nome dell'emergenza abitazione un piano straordinario per l'edilizia, una sorta di megacondono senza precedenti, un lasciapassare per ampliare gli alloggi, per demolire e ricostruire indiscriminatamente con una semplice dichiarazione.
Ne parliamo con Paolo Berdini, docente di urbanistica.
Ma esiste davvero l'emergenza casa?
No. Non è vero. C'è stata di recente a Roma un'assemblea di tutti i comitati per la casa. Faremo una battaglia per il riutilizzo degli edifici pubblici - non degli immobili di proprietari privati.
Negli ultimi quindici anni di liberismo galoppante abbiamo venduto molti gioielli di famiglia regalandoli per pochi soldi alle grandi immobiliari, da Tronchetti Provera a Gabetti e compagnia bella. Proponiamo che gli edifici in via di dismissione o abbandonati, come le scuole in quartieri ormai senza bambini, vengano ristrutturati ad abitazione.
A Roma trenta-quarantamila famiglie sono in cerca di alloggio.
Questa potrebbe essere la soluzione. Ma vale anche per il resto dell'Italia.
Non esiste fabbisogno di nuovi alloggi. Tra l'altro in questi ultimi quindici anni si è costruito a ritmi inauditi senza risolvere il problema.
Gli strati sociali più bassi non hanno accesso al bene casa.
Non c'è stata un'edilizia pubblica in concorrenza con quella privata. Il valore di mercato delle case è schizzato verso l'alto. Non è così?
E' stata tutta edilizia privata. Da altre parti la bolla immobiliare è scoppiata. Qui in Italia no. Uno Stato liberale dovrebbe costruire le case per chi non ha reddito. Oggi però non serve costruire nuove abitazioni, è sufficiente recuperare i beni pubblici. E per chi dice che non ci sono i soldi sarebbe sufficiente che guardasse oltreoceano quel che sta facendo Obama a sostegno dell'economia.
Altro che recupero degli edifici pubblici. Il ministro Matteoli ha detto che bisogna aumentare le cubature delle case così che le giovani coppie possano costruirsi una stanza in più nell'alloggio dei genitori. Ognuno s'arrangi da sé...
Così non risolvo il problema della casa, faccio solo aumentare di un pezzetto il reddito delle famiglie in difficoltà facendogli ampliare la casa. Secondo, così distruggono il volto delle città lasciando libertà di demolire e ricostruire in modo indiscriminato.
L'edilizia non è solo un pezzo dell'economia. Il modo in cui costruiamo incide sulla qualità di vita e soprattutto sulla qualità delle relazioni sociali. Non c'è un'urgenza estetica delle nostre città?
L'Italia ci è cambiata sotto gli occhi. E' vero che, per fortuna, non ci sono riusciti del tutto. Gli strumenti urbanistici tutto sommato hanno tenuto. Però il dissesto c'è stato. Per fare un esempio, i quartieri nuovi che sorgevano nelle città ottocentesche in espansione erano piccoli gioielli abitativi. Erano case a bassa densità, pensiamo a Modena o a Parma.
Agli inizi del '900 costruivano villini o palazzine a tre piani che erano gioielli di periferia accessibili anche ai redditi medio-bassi. Se passa questo piano sciagurato per l'edilizia di Berlusconi, chi ha i soldi si costruisce un piano in più, chi non ce li ha si arrangia.
Sarebbe devastante per la bellezza delle città. Ma a questa classe dirigente della bellezza non importa niente. C'è invece un bisogno di qualità sociale della vita che la sinistra dovrebbe rappresentare.
Nelle periferie nascono quartieri anonimi senza servizi, senza collegamenti, senza legami comunitari. E' un caso, poi, che questi territori diventano serbatoio della paura e dell'odio per gli immigrati? Chi vive male non è più vulnerabile alla propaganda della sicurezza?
Verissimo. In questi anni hanno dato il via alla più dissennata costruzione di superfici commerciali che ci sia stata in Europa. In Italia non c'è regolamentazione, si può fare tutto. Con i grandi centri commerciali sono scomparsi quei piccoli negozi che garantivano un sistema minimo di relazioni sociali nei quartieri. Hanno il deserto nelle nostre città.
Non solo, con questo piano vogliono aumentare del venti per cento la superficie commerciale. Migliaia e migliaia di metri cubi di cemento in più, un affare per le grandi catene distributive. Senza contare che nel sud - e non solo - sarà un'occasione per la malavita organizzata.
Fonte: www.liberazione.it
perché costruire ancora?
Tonino Bucci intervista a Paolo Bernardini Docente Urbanistica
C'erano una volta il Belpaese, le sue città rinascimentali e barocche.
Da almeno dieci anni a questa parte l'Italia è stata cementificata, i suoi territori dissestati, e metropoli circondate da quartieri senza anima.
Si dice che siamo un popolo di proprietari di casa, eppure il governo Berlusconi sta varando in nome dell'emergenza abitazione un piano straordinario per l'edilizia, una sorta di megacondono senza precedenti, un lasciapassare per ampliare gli alloggi, per demolire e ricostruire indiscriminatamente con una semplice dichiarazione.
Ne parliamo con Paolo Berdini, docente di urbanistica.
Ma esiste davvero l'emergenza casa?
No. Non è vero. C'è stata di recente a Roma un'assemblea di tutti i comitati per la casa. Faremo una battaglia per il riutilizzo degli edifici pubblici - non degli immobili di proprietari privati.
Negli ultimi quindici anni di liberismo galoppante abbiamo venduto molti gioielli di famiglia regalandoli per pochi soldi alle grandi immobiliari, da Tronchetti Provera a Gabetti e compagnia bella. Proponiamo che gli edifici in via di dismissione o abbandonati, come le scuole in quartieri ormai senza bambini, vengano ristrutturati ad abitazione.
A Roma trenta-quarantamila famiglie sono in cerca di alloggio.
Questa potrebbe essere la soluzione. Ma vale anche per il resto dell'Italia.
Non esiste fabbisogno di nuovi alloggi. Tra l'altro in questi ultimi quindici anni si è costruito a ritmi inauditi senza risolvere il problema.
Gli strati sociali più bassi non hanno accesso al bene casa.
Non c'è stata un'edilizia pubblica in concorrenza con quella privata. Il valore di mercato delle case è schizzato verso l'alto. Non è così?
E' stata tutta edilizia privata. Da altre parti la bolla immobiliare è scoppiata. Qui in Italia no. Uno Stato liberale dovrebbe costruire le case per chi non ha reddito. Oggi però non serve costruire nuove abitazioni, è sufficiente recuperare i beni pubblici. E per chi dice che non ci sono i soldi sarebbe sufficiente che guardasse oltreoceano quel che sta facendo Obama a sostegno dell'economia.
Altro che recupero degli edifici pubblici. Il ministro Matteoli ha detto che bisogna aumentare le cubature delle case così che le giovani coppie possano costruirsi una stanza in più nell'alloggio dei genitori. Ognuno s'arrangi da sé...
Così non risolvo il problema della casa, faccio solo aumentare di un pezzetto il reddito delle famiglie in difficoltà facendogli ampliare la casa. Secondo, così distruggono il volto delle città lasciando libertà di demolire e ricostruire in modo indiscriminato.
L'edilizia non è solo un pezzo dell'economia. Il modo in cui costruiamo incide sulla qualità di vita e soprattutto sulla qualità delle relazioni sociali. Non c'è un'urgenza estetica delle nostre città?
L'Italia ci è cambiata sotto gli occhi. E' vero che, per fortuna, non ci sono riusciti del tutto. Gli strumenti urbanistici tutto sommato hanno tenuto. Però il dissesto c'è stato. Per fare un esempio, i quartieri nuovi che sorgevano nelle città ottocentesche in espansione erano piccoli gioielli abitativi. Erano case a bassa densità, pensiamo a Modena o a Parma.
Agli inizi del '900 costruivano villini o palazzine a tre piani che erano gioielli di periferia accessibili anche ai redditi medio-bassi. Se passa questo piano sciagurato per l'edilizia di Berlusconi, chi ha i soldi si costruisce un piano in più, chi non ce li ha si arrangia.
Sarebbe devastante per la bellezza delle città. Ma a questa classe dirigente della bellezza non importa niente. C'è invece un bisogno di qualità sociale della vita che la sinistra dovrebbe rappresentare.
Nelle periferie nascono quartieri anonimi senza servizi, senza collegamenti, senza legami comunitari. E' un caso, poi, che questi territori diventano serbatoio della paura e dell'odio per gli immigrati? Chi vive male non è più vulnerabile alla propaganda della sicurezza?
Verissimo. In questi anni hanno dato il via alla più dissennata costruzione di superfici commerciali che ci sia stata in Europa. In Italia non c'è regolamentazione, si può fare tutto. Con i grandi centri commerciali sono scomparsi quei piccoli negozi che garantivano un sistema minimo di relazioni sociali nei quartieri. Hanno il deserto nelle nostre città.
Non solo, con questo piano vogliono aumentare del venti per cento la superficie commerciale. Migliaia e migliaia di metri cubi di cemento in più, un affare per le grandi catene distributive. Senza contare che nel sud - e non solo - sarà un'occasione per la malavita organizzata.
Fonte: www.liberazione.it
QUALCOSA SI MUOVE!
Domenica 8 marzo, il tradizionale appuntamento con la Festa della Donna ad Ardea ha visto lo svolgersi di una riuscita manifestazione organizzata dai partiti dell'"Agorà". E' stata l'occasione per rinnovare il proposito di avviare un percorso comune per il raggiungimento degli obiettivi che le donne di Ardea perseguono da tempo: servizi sul territorio ed attività a sostegno delle donne e delle fasce deboli.
Straordinaria riuscita dell'iniziativa per la festa dell'otto Marzo, organizzata dalle donne dei partiti dell'agorà di Ardea: partito della rifondazione comunista, sinistra democratica, socialisti e verdi.
Si è tenuto un dibattito sulla condizione femminile in particolare ad Ardea sottolineando le profonde mancanze di servizi sul territorio e sulla necessità improrogabile di attivare iniziative rivolte alle donne e alle fasce deboli.
Questa giornata è stata l'occasione per presentare un progetto prezioso dedicato a tutte le donne: uno sportello d'ascolto, che raccoglie le richieste d'aiuto, aperto a tutte le problematiche del mondo femminile, come la violenza domestica, sul lavoro, sul mobing, sulla legge 104, con la collaborazione della c.g.i.l. che già opera con "sportello d" nel territorio di Pomezia.
L'incontro ricco di interventi si è concluso con la promessa di avviare un percorso unitario dedicando una giornata a settimana in sede per l'attivazione di un cammino che le donne di Ardea aspettavano da tempo.
PRC, PS, Verdi, SD
Straordinaria riuscita dell'iniziativa per la festa dell'otto Marzo, organizzata dalle donne dei partiti dell'agorà di Ardea: partito della rifondazione comunista, sinistra democratica, socialisti e verdi.
Si è tenuto un dibattito sulla condizione femminile in particolare ad Ardea sottolineando le profonde mancanze di servizi sul territorio e sulla necessità improrogabile di attivare iniziative rivolte alle donne e alle fasce deboli.
Questa giornata è stata l'occasione per presentare un progetto prezioso dedicato a tutte le donne: uno sportello d'ascolto, che raccoglie le richieste d'aiuto, aperto a tutte le problematiche del mondo femminile, come la violenza domestica, sul lavoro, sul mobing, sulla legge 104, con la collaborazione della c.g.i.l. che già opera con "sportello d" nel territorio di Pomezia.
L'incontro ricco di interventi si è concluso con la promessa di avviare un percorso unitario dedicando una giornata a settimana in sede per l'attivazione di un cammino che le donne di Ardea aspettavano da tempo.
PRC, PS, Verdi, SD
08 marzo 2009
VUOTE PROMESSE!
Il Comitato di Quartiere "Castagnola" sollecita il rispetto degli impegni presi con i cittadini di Ardea e in particolare con quelli del Quartiere Castagnola in merito ai problemi che affliggono Ardea.Nonostante le sollecitazioni, iniziate a settembre 2008 presso il Campus Universitario di Selva dei Pini a Pomezia, dove venne presentato in conferenza stampa dall'Associazione Via Libera e dai CdQ Nuova Florida e Castagnola, un Dossier sulla sicurezza stradale ad Ardea; proseguite nel novembre 2008 con un incontro svoltosi presso la Casa Comunale con l'ass. ai LL.PP. De Angelis, i dirigenti ai LL.PP. e all'Urbanistica e il Direttivo del CdQ Castagnola, dove il Sindaco affermò che i lavori per la realizzazione della rete fognaria, essendo già state reperite le risorse finanziarie, sarebbero stati effettuati entro il 2009; fino a febbraio 2009, dopo numerose sollecitazioni per ottenere un tavolo di incontro per discutere del problema della messa in sicurezza del Fosso della Muratella, malgrado le assicurazioni verbali del Sindaco e del dr Capponi, direttore del Consorzio di Bonifica Pratica di Mare, sull'immediata effettuazione di un sopralluogo con i responsabili tecnici di Regione, Comune e Consorzio per verificare la fattibilità della proposta, finora niente di tutto ciò è stato concretizzato.
Siamo alle solite: fare promesse è rapido e non costa nulla e il povero cittadino se ne torna a casa con un barlume di speranza nel cuore, non potendo credere che quelle garanzie date con tanta sicurezza e dai vertici più alti di un Comune, altro non siano, finora, che vuote parole. Ma il nostro motto è "Arrendersi? Mai!"
Comitato di Quartiere "Castagnola" - Via della Vite, 10 - 00040 ARDEA (RM) - elenarusso2006@libero.it
I CITTADINI NON DEVONO PAGARE LA CRISI
Rifondazione Comunista rivendica un impegno straordinario della Regione su:- SANITÀ
- LAVORO
- TRASPORTO
- TERRITORIO E AMBIENTE
- POLITICHE SOCIALI
Comitato Politico Regionale
Gruppo Consiliare Regione Lazio
www.rifondazionelazio.it - prclazio@libero.it
04 marzo 2009
RIASFALTATURA E CONTRIBUTI
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Il direttivo del Comitato di Quartiere "Nuova Florida" ha protocollato in data odierna due lettere riguardanti in un caso, le modalità di riasfaltatura di Via Pratica di Mare nel tratto compreso tra Via Sassari e L.go Udine, e nell'altro la possibilità di ottenere contributi per un milione di euro a quei Comuni che - oltre ad essere limitrofi al Comune di Roma - hanno subìto un incremento demografico superiore al 20% nel periodo 1999/2007.
Buona lettura...
FACCE DI BRONZO
PRC Ardea
Come dice un vecchio detto popolare, "siamo alla frutta". Penso che mai come in questi anni, Ardea abbia davvero toccato il fondo. Non si contano più gli attacchi che arrivano da ogni parte all'amministrazione Eufemi, i giornali locali sembrano abbiano indetto un concorso a premi sulle lamentele cittadine, a chi infierisce di più.
Proviamo quasi una tenerezza infantile verso la classe dirigente politica ardiese. Le strade dissestate, l'abusivismo edilizio, le scuole, la sicurezza, alberi che crollano, su vie a grande scorrimento, col rischio di uccidere qualcuno, occupazione abusiva di interi condomini, servizi carenti e promesse mai attuate, quartieri che insorgono, comuni cittadini che si trasformano in provetti leader di gruppi di protesta spontanei.
In questo decadimento generale, si è perso ormai di vista il gioco dei ruoli tradizionali, non c'è più chi amministra, non c'è chi fa opposizione, non c'è chi detta regole. Persino i partiti hanno perduto la loro istituzionalità.
Potremmo avviare un altro concorso: "Ma che c'ha il sindaco???"
Barbara Tamanti
Segretaria PRC - Circolo di Ardea
Come dice un vecchio detto popolare, "siamo alla frutta". Penso che mai come in questi anni, Ardea abbia davvero toccato il fondo. Non si contano più gli attacchi che arrivano da ogni parte all'amministrazione Eufemi, i giornali locali sembrano abbiano indetto un concorso a premi sulle lamentele cittadine, a chi infierisce di più.
Proviamo quasi una tenerezza infantile verso la classe dirigente politica ardiese. Le strade dissestate, l'abusivismo edilizio, le scuole, la sicurezza, alberi che crollano, su vie a grande scorrimento, col rischio di uccidere qualcuno, occupazione abusiva di interi condomini, servizi carenti e promesse mai attuate, quartieri che insorgono, comuni cittadini che si trasformano in provetti leader di gruppi di protesta spontanei.
In questo decadimento generale, si è perso ormai di vista il gioco dei ruoli tradizionali, non c'è più chi amministra, non c'è chi fa opposizione, non c'è chi detta regole. Persino i partiti hanno perduto la loro istituzionalità.
- I cittadini non si sentono rappresentati e si organizzano, dopo un certo periodo di frequentazione con gli uffici comunali, di incontri, si sentono traditi, presi in giro, cominciano ad odiare gli interlocutori politico-amministrativi, e scrivono alla stampa locale.
- Un gioco perverso senza risultato, una sorta di sfogo pubblico che lascia solo l'amaro senso di aver tentato...
- La stampa fa il suo lavoro, pubblica, come può pubblica ogni cosa, ogni piccola cosa, ma il risultato?
- Ecco che appare nitida la scelta del sindaco: riceve i cittadini, promette il suo impegno, poi quando questi si rivolgono ai giornali, lascia che si sfoghino, senza mai replicare, pubblicamente, e questo è ammirevole, ma neanche da segni di presa coscienza delle denunce disperate dei suoi concittadini.
Potremmo avviare un altro concorso: "Ma che c'ha il sindaco???"
Barbara Tamanti
Segretaria PRC - Circolo di Ardea
GRIDA! IL LAVORO CONTA
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO "LUCIO LIBERTINI" DI POMEZIA

Venerdì 6 marzo sarà nelle edicole con Liberazione, il manifesto e Carta "GRIDA!" - IL LAVORO CONTA. Un dvd di oltre un'ora i cui ricavati convergeranno in un fondo di solidarietà per le vittime degli infortuni sul lavoro creato da Rifondazione Comunista.
Il dvd contiene i contributi di numerosi artisti (da Stefano Benni a Valerio Mastrandrea ad Ascanio Celestini) che hanno voluto partecipare a questa importante iniziativa editoriale.
Il prezzo del DVD è di soli 5 € + il prezzo del giornale che acquisterete in abbinamento.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - Circolo "Lucio Libertini" di Pomezia
http://prcpomezia.splinder.com | prcpomezia@email.it - tel. 340/8699048
CIRCOLO "LUCIO LIBERTINI" DI POMEZIA

Venerdì 6 marzo sarà nelle edicole con Liberazione, il manifesto e Carta "GRIDA!" - IL LAVORO CONTA. Un dvd di oltre un'ora i cui ricavati convergeranno in un fondo di solidarietà per le vittime degli infortuni sul lavoro creato da Rifondazione Comunista.
Il dvd contiene i contributi di numerosi artisti (da Stefano Benni a Valerio Mastrandrea ad Ascanio Celestini) che hanno voluto partecipare a questa importante iniziativa editoriale.
Il prezzo del DVD è di soli 5 € + il prezzo del giornale che acquisterete in abbinamento.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - Circolo "Lucio Libertini" di Pomezia
http://prcpomezia.splinder.com | prcpomezia@email.it - tel. 340/8699048
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