22 agosto 2009

CASO FONDI: PATTO FRA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E PEZZI DI POLITICA IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI NEL LAZIO?

Non è un'ipotesi irrealistica quella scaturita dalla lucida penna di Andrea Palladino su "Il Manifesto" dell'altro giorno a commento della situazione che sta emergendo dal "caso Fondi".

Un'ipotesi da non scartare e da scandagliare in profondità.

Ci sono troppi elementi che ci inducono a temere per le sorti stesse delle nostre istituzioni, dello stato di diritto, per il mantenimento degli stessi spazi di vivibilità civile e democratica nella nostra regione.

L'ostinazione con la quale taluni esponenti politici ed istituzionali locali, regionali e nazionali continuano pervicacemente a negare l'evidenza dei fatti acclarati, peraltro, da indagini accurate fatte dall'Autorità Giudiziaria; il conflitto che sta portando allo sfascio delle nostre istituzioni; la presenza in molte amministrazioni comunali - e non solo - di soggetti che provocatoriamente menano vanto di essere legati ad ambienti malavitosi; le parole di un capo del governo che, sceso in sala stampa con il Ministro dell'Interno, è arrivato a dichiarare, smentendo in sostanza lo stesso Maroni, il Prefetto di Latina e la Magistratura, che «nessun elemento dell'Amministrazione comunale di Fondi è stato sfiorato da un avviso di garanzia» (sic!), quando tutti sanno che ci sono stati e ci sono arresti e indagini a carico di amministratori e dirigenti comunali fondani; sono tutti elementi che fanno sospettare che ci sia veramente qualcosa di poco chiaro - a dir poco - sotto.

Stiamo seguendo da anni il processo di radicamento mafioso nel nostro impianto economico, sociale e politico, ma, francamente, non ritenevamo che tale radicamento fosse così profondo e diffuso.

Le operazioni "Damasco 1", "Damasco 2" e, prima ancora, "Formia Connection" (di cui nessuno parla più, purtroppo) hanno provato quanto tale radicamento nel tessuto politico e istituzionale fosse profondo.

Noi riteniamo, a questo punto, indispensabile ed urgente una mobilitazione generale non solo di tutti i soggetti politici, sindacali, sociali, culturali e dei cittadini onesti del Lazio, ma di tutta Italia, a difesa dell'integrità e della salvaguardia delle istituzioni democratiche di una Regione importante qual è la nostra che sta cadendo nelle mani della criminalità organizzata.

Concordiamo, quindi, con quanto chiesto da Luigi De Magistris a proposito della necessità di promuovere una grande manifestazione nazionale a Fondi ed altre iniziative a vari livelli nazionali ed europei a difesa delle nostre istituzioni.

LA SEGRETERIA

Associazione Regionale del Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie
"Antonino Caponnetto"

info@comitato-antimafia-lt.org - www.comitato-antimafia-lt.org

CHI SALVAGUARDA I CITTADINI?

Non capisco perchè in questo paese i problemi vengono affrontati a disgrazie avvenute o scampate.
Questo in relazione alla scampata aggressione di una anziana donna al consorzio di viale Lazio.
Già in diverse occasioni ho sollecitato l'amministrazione comunale di Ardea a prendere provvedimenti sotto richiesta di cittadini della Nuova Florida, e in una in particolare in via Novara, dove una ragazza in bicicletta veniva rincorsa da cani randagi (che da anni hanno trovato rifugio in un vicolo chiuso e che in diverse altre occasioni hanno attaccato in modo aggressivo passanti e motociclisti) facendola cadere a terra, fortunatamente degli automobilisti che mi precedevano si sono fermati in suo soccorso sventando una possibile disgrazia.
Per non parlare delle volte che ho segnalato la pericolosità di alberi di grandi dimensioni indeboliti dai vari incendi che, sistematicamente in periodi molto caldi, si verificano nel nostro territorio.
I pini secolari a viale Tor San Lorenzo si sono schiantati a terra come una furia e solo per una fortunosa casualità si è scampata una tragedia.
A quanto pare questa amministrazione non ha molto a cuore l'incolumità dei cittadini.


Alberto Delli Colli
I.D.V. Ardea

"CASO FONDI" IL SENSO DELLA GRAVITÀ DEL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO NELLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO MARIA ROSARIA INGENITO

"CASO FONDI" IL SENSO DELLA GRAVITÀ DEL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO NELLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO MARIA ROSARIA INGENITO CHE HA DETTO: «LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SULLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI FONDI SONO SCONCERTANTI PERCHÉ È LA PRIMA VOLTA CHE UN CAPO DEL GOVERNO SMENTISCE UN PREFETTO DELLA REPUBBLICA ED UN MINISTRO DELL'INTERNO. PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO SUBITO UN INCONTRO CHIARIFICATORE COL PREMIER».


E' il grido d'allarme di un Prefetto della Repubblica italiana, segretaria nazionale dell'UNADIR.

Un grido di allarme che non può non essere condiviso appieno nel suo significato più profondo.

Qua è in gioco la credibilità delle Istituzioni, dello Stato.

Il comportamento del governo italiano va posto all'attenzione degli organismi internazionali di giustizia e del Parlamento europeo perché non è possibile che, con tutte le prove che la Magistratura ha raccolto sugli intrecci esistenti a Fondi fra mafia e politica, il Governo italiano fa finta di nulla, facendo oggettivamente un regalo alla criminalità organizzata.

La questione è delicata e va sviscerata fino in fondo: va capito bene ed in maniera definitiva se il governo, questo governo, vuole combattere la mafia o meno.

Perché delle due, una:
  • se la vuole seriamente combattere, esso deve sciogliere subito, senza ulteriori tergiversazioni e ritardi, il Comune di Fondi perché le prove ci sono e non è affatto vero, come ha sostenuto Berlusconi, che... «nessun assessore o consigliere di Fondi è stato sfiorato da un avviso di garanzia» (UN ASSESSORE, INSIEME A VARI DIRIGENTI COMUNALI, SONO STATI ARRESTATI, MENTRE ALTRI CONSIGLIERI COMUNALI SONO INDAGATI!!!);
  • se, al contrario, non vuole combatterla, allora la cosa va contrastata con determinazione ed a tutti i livelli, giudiziari, politici, istituzionali, nazionali ed internazionali.
Occorre, in tal caso, una vera e propria "RESISTENZA" che scongiuri il pericolo per il Paese, per noi tutti, per i nostri figli, i nostri nipoti, di possibili, nuove servitù, questa volta criminali.

Il Paese non merita un avvenire del genere, dopo le tragedie del secolo scorso.

Nel "caso Fondi" c'è un attacco sottile alla credibilità della Magistratura, di un Prefetto della Repubblica, di un Ministro dell'Interno, un attacco che colpisce le basi stesse dell'impianto dello Stato.

Siamo d'accordo con Maria Rosaria Ingenito, che è un Prefetto della Repubblica italiana e siamo d'accordo con Luigi De Magistris, che è un magistrato pulito quando sostiene che il "caso Fondi" è un "caso nazionale" e che, quindi, deve insorgere tutta l'Italia democratica, pulita, non mafiosa, con una grande manifestazione da organizzare in tutto il Paese proprio a Fondi, davanti al MOF.

Lo slogan che deve unire tutta la parte sana, democratica, non mafiosa del Paese deve essere:

"Difendiamo l'Italia dalle mafie".

Mobilitazione nazionale subito, quindi, e tutti i partiti, tutti i sindacati, tutti i soggetti e le organizzazioni antimafia, i cittadini onesti, comincino a sensibilizzare tutta l'opinione pubblica pulita per arrivare entro un mese al massimo a questa grande manifestazione nazionale a Fondi.

Questo è l'appello che lanciamo al Paese, quello ovviamente non mafioso!


Associazione Regionale Lazio "Antonino Caponnetto"
www.comitato-antimafia-lt.org

10 agosto 2009

BUONE VACANZE!!!


Anche Ardea on-line.org si concede una breve vacanza.

La piena operatività riprenderà già dagli ultimi giorni di agosto, nel frattempo anche coloro che ci seguono, diversi per posizioni politiche, onestà e correttezza, trascorreranno le loro (più o meno, o per nulla meritate) vacanze...

A coloro che ci sono più vicini auguriamo le buone vacanze ed un periodo di meritato riposo per riprendersi dalle fatiche sostenute finora ed affrontare al meglio la chiusura di un anno difficile!!!

CAMPEGGIO ESTIVO 2009

Partito della Rifondazione Comunista

Dal 23 al 30 agosto 2009, si terrà a Sapri (SA), presso il camping Verde Azzurro (sito internet www.verdeazzurro.com), il primo campeggio nazionale unitario dei/delle Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani dal titolo "Alternativa Rebelde".

Riteniamo sia un grande risultato, che ora dobbiamo riempire di significato e di contenuti con la presenza appassionata del maggior numero di compagne e compagni possibile. Si tratterà di un appuntamento aperto a tutte le organizzazioni politiche e realtà di movimento esistenti in Italia e, nelle intenzioni, un momento di dibattito comune per rilanciare le prospettive di lotta nel prossimo autunno.

Il campeggio vedrà la partecipazione di realtà politiche che lavorano a livello giovanile provenienti da tutto il mondo. Sono stati invitati, infatti, gli appartenenti alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e all'Endyl.

Il campeggio avrà una durata di 8 giorni/7 notti e un costo complessivo di 110 euro, con sistemazione in tenda che include tutte le cene. Per coloro che vorranno fermarsi invece per un periodo più breve, il costo è di 20 euro al giorno, con sistemazione in tenda e cena inclusa.

Per coloro il cui ISEE è uguale o inferiore ai 10.000 punti il costo complessivo sarà di 30 euro, comprendente tutti i pernottamenti e le cene. Coloro che volessero usufruire di questa possibilità, dovranno specificarlo nella prenotazione.

Sarà anche possibile la sistemazione in bungalow (con bagno e doccia) da 2, 4 e 6 posti al costo di 30 euro al giorno, inclusa la cena. Data la esigua disponibilità di questo tipo di sistemazione (solo 100 posti), è necessario che i compagni che vogliono usufruirne si prenotino quanto prima.

All'interno del campeggio, adiacente alla spiaggia del Golfo di Policastro, dotato di docce calde gratuite e di campo polivalente (tennis, pallavolo, calcetto), sarà possibile parcheggiare gratuitamente la macchina. Gli arrivi sono previsti il 23 agosto, le partenze il 30.


Come raggiungere il campeggio
Il camping Verde Azzurro è situato nel centro del Golfo di Policastro sulla SS18 al Km 207.3 Capitello (Salerno).
In treno la stazione di riferimento a Sapri (SA), raggiunta da tutti i treni che viaggiano da Nord verso il Sud e viceversa che viaggiano sulla dorsale tirrenica (per info consultare il sito www.trenitalia.it).
In macchina prendere l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria e uscire a Lagonegro o Buonabitacolo, seguendo poi le indicazioni per Policastro.

Prenotazioni
Le prenotazioni nominative (nome, cognome, telefono ed e-mail) devono essere inviate per mail a info@alternativarebelde.it. Presto sarà attivo anche il sito internet del campeggio www.alternativarebelde.it dove sarà attiva un'apposita sezione per le prenotazioni. Vi preghiamo di procedere quanto prima a raccogliere le adesioni, pubblicizzando l'evento non solo tra i compagni delle nostre organizzazioni, ma tra tutti coloro con i quali lavoriamo proficuamente sui territori (associazioni, movimenti, collettivi, etc.).

GIOVANI COMUNISTI/E - NAZIONALE
FGCI NAZIONALE

09 agosto 2009

SEI ARRESTI PER LA DISCARICA ALL'AMIANTO

Sebbene sulla vicenda la Procura stia mantenendo un riserbo particolarmente rigoroso, l'indagine avrebbe messo in luce una vera e propria rete a livello nazionale di cui avrebbero fatto parte gli indagati arrestati, la notizia è stata diffusa dai maggiori organi di informazione nazionali e locali.

Da il Messaggero di sabato 08/08/09 - Litorale - Cronaca locale

un estratto dagli articoli di Andrea Palladino e Moira Di Mario

Dopo due anni di indagini sono state arrestate sei persone e per altre tre è stato stabilito l'obbligo di dimora, per un presunto traffico illecito di amianto verso la discarica della Ecologia srl, in Via Valle Caia, a Pomezia. Gli arresti riguardano un funzionario dell'Enea, finito in carcere; un altro tecnico Enea e un funzionario della Regione, entrambi ai domiciliari; le titolari della società di Pomezia, Marina Pinzari e Silvana Mattei e un mediatore campano (sempre ai domiciliari). Obbligo di dimora invece per i tre titolari delle società del nord Italia Covecom e Bonifiche ambientali.
L'accusa per i titolari delle imprese è di aver immesso nella discarica amianto in forma sfusa, proveniente dalla bonifica del sito ex Nuova Sacelit, in provincia di Messina. La Procura ha inoltre ipotizzato il reato di corruzione nei confronti di Vittorio Rizzo e Claudio De Cecco, ingegneri dell'Enea e componenti della commissione tecnica della struttura commissariale per la gestione dei rifiuti della Regione, e di Paolo Petricca, funzionario regionale in servizio presso la stessa struttura.

Secondo l'accusa il materiale avrebbe dovuto essere accolto dall'unica discarica in Italia in grado di smaltire in sicurezza l'amianto friabile - in grado, cioè, di disperdere facilmente le fibre killer - che si trova a Collegno, vicino Torino. Lo smaltimento presso la discarica di Pomezia avrebbe portato ad un illecito risparmio di considerevole entità.


il Comune di Pomezia si è costituito come parte offesa quando poco più di un anno fa i carabinieri del Noe hanno proceduto al sequestro a Valle Caia. il sindaco Enrico De Fusco, sta valutando la possibilità di presentare una nuova istanza alla Procura di Velletri e crescono le richieste di una bonifica del sito.

Intanto l'assessore all'ambiente, Stefano Arciero, sta aspettando i risultati delle analisi sui campioni prelevati dall'Agenzia regionale di protezione ambientale il 28 luglio, quando andò a fuoco la discarica e con essa i teloni che coprivano l'amianto.

Sebbene dieci giorni fa gli esperti della Asl non abbiano ritenuto necessario evacuare la zona perché l'amianto è ignifugo, il rischio che le polveri (la parte più pericolosa) si siano propagate nell'aria e depositate sul terreno è alto. Soprattutto perché in quell'impianto sarebbe stato conferito amianto in polvere.

I cittadini insomma vogliono sapere cosa hanno respirato in questi anni e soprattutto negli ultimi dieci giorni. «Piacerebbe saperlo anche a noi che ci siamo sempre battuti contro quella discarica -spiega Giancarlo Lanzone, presidente di Fare Verde di Pomezia - ma non siamo mai riusciti a dialogare con il precedente assessore all'ambiente. Questa amministrazione ha dimostrato di non avere a cuore né l'ambiente, né la salute dei cittadini. Per questo siamo soddisfatti dell'intervento della Magistratura».

Intanto ieri mattina la vice sindaco, Rosa Alba e l'assessore Arciero avevano già trovato un paio di aziende disposte ad accogliere l'amianto di Pomezia «in caso - ha detto Rosa Alba - la Procura ci chieda di bonificare l'area».


RASSEGNA STAMPA:
Corriere della Sera - Cronaca di Roma - Amianto: arresti a Pomezia
06 blog.it - Amianto in forma friabile nella discarica
Il Tempo - Scandalo sull'amianto
Il Tempo - Adesso Pomezia è in rivolta

06 agosto 2009

BLOCCARE ANTENNE ARDEA

Comunicato Stampa



Claudio Bucci (IDV):
"Riformulare regolamento antenne"


Roma, 04 Agosto 2009 - "La questione delle antenne è molto delicata e, come tutte le situazioni in cui c'è un potenziale pericolo per la salute dei cittadini, occorre essere cauti" quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente al Consiglio regionale del Lazio, in merito alle segnalazioni giunte da parte alcuni cittadini relative al proliferare di antenne nel Comune di Ardea.
"Da quanto mi è stato segnalato" prosegue Bucci "la procedura di formulazione del Regolamento Antenne nel comune di Ardea ha seguito vie poco chiare: non si può permettere che salute di ambiente e cittadini vengano compromesse per leggerezza o interessi di varia natura".
"Invito per questo le Istituzioni competenti a bloccare la costruzione di antenne" conclude il Consigliere "almeno finché non sarà pronto un nuovo regolamento che veda coinvolti esperti e cittadini, nel senso di una vasta e reale concertazione, necessaria quanto si trattano queste materie".


per riferimenti:
Nilde Galli

Ufficio Stampa
tel.+39-06- 6593-2981, 7978
fax +39-06 -65937286

LA GIUNTA MARRAZZO COMPLICE
DELLA LOBBY SPECULATIVA E VANDALICA
DELL'ESTREMA DESTRA

Fa certo impressione che la giunta regionale del Lazio, presieduta dal piddino Piero Marrazzo e composta da assessori provenienti da varie forze politiche del cosiddetto centro e della cosiddetta sinistra, continui ad essere complice della lobby speculativa e vandalica dell'estrema destra che vuole realizzare a Viterbo un mega-aeroporto devastando l'area archeologica e termale del Bulicame, avvelenando la popolazione, massacrando la fiorente agricoltura, sperperando cumuli di denaro pubblico (che dovrebbe invece essere utilizzato a beneficio dei cittadini), violando norme e vincoli di salvaguardia, violando la pianificazione territoriale regionale e comunale, violando fondamentali leggi italiane ed europee.
Fa certo impressione, e ripugnanza.

Ormai a Viterbo tutti sanno che il mega-aeroporto è irrealizzabile e fuorilegge.
A mezza bocca e a collo storto lo confessa anche l'inqualificabile squalificato sindaco, quando è costretto a dichiarare che solo "entro il 2010 avremo il progetto definitivo ed esecutivo" e che non sa neppure se "dovrà essere uno scalo nazionale o europeo" (e chiunque si occupi di trasporto aereo sa che questa è una questione decisiva); ovvero, traducendo in lingua corrente, il sindaco, dopo tante colossali menzogne e mistificazioni, è costretto ad ammettere che a) non c'è uno straccio di vero progetto; e b) non sono state espletate neppure le preliminarissime procedure autorizzative. Ed è ovvio che sia così: perché realizzare un mega-aeroporto in quell'area è fisicamente, giuridicamente ed amministrativamente impossibile.
Nei corridoi dei palazzi viterbesi e romani lo ammettono ormai legioni di pubblici amministratori: gli stessi che, pusillanimi ed insipienti ed irresponsabili, prima votano "a scatola chiusa" a favore dell'opera, poi vanno sussurrando e mugugnando che tanto l'opera non si può fare, che è una follia e un delitto e tutti lo sanno, che loro si sono attenuti alla disciplina di partito ma sono disgustati e contrarissimi.
Per non dire tra i tecnici: anche il più giovane ed inesperto dei geometri sa che quell'opera è irrealizzabile ed illegale.

E tuttavia la lobby di estrema destra che questa operazione speculativa e vandalica ha ideato anni fa e da allora tenacemente la persegue a fini di privato lucro cercando complicità a destra e a manca, continua a mestare, a mentire, a imbrogliare, a corrompere.
Con la complicità dei mentori e dei manutengoli di cui dispone all'Enac (l'ente che ha quel Vito Riggio come vertice, ed è detto tutto); con la complicità di Adr (la società privata corresponsabile del disastro ambientale e sanitario di Ciampino, cui sciaguratamente verrebbe data in pasto anche Viterbo se il mega-aeroporto si realizzasse); e con la complicità di personaggi e cordate che non mancano mai quando c'è da arraffare, devastare, violare le leggi e frodare i cittadini.

Orbene, che una cricca affaristica, speculativa e vandalica di estrema destra intenda combinare più danni della grandine, è cosa che non sorprende nessuno. A Viterbo nausea ed indigna ormai tutti, ma non sorprende nessuno.
Ma che questa cricca affaristica, speculativa e vandalica di estrema destra sia favoreggiata da chi governa la Regione Lazio eletto coi voti di tante persone oneste e di sinistra, ebbene, indigna e sconcerta non poco.

Possibile che in tutto l'elefantiaco apparato della Regione Lazio non ci sia un geometra che possa spiegare al presidente Marrazzo ed ai suoi allegri compari assessori che il mega-aeroporto a Viterbo è un crimine e una follia?
Possibile che in tutto l'elefantiaco apparato della Regione Lazio non ci sia un impiegato o almeno un dattilografo che a scuola abbia studiato diritto e che possa spiegare al presidente Marrazzo ed ai suoi allegri compari assessori che il mega-aeroporto a Viterbo viola leggi e vincoli, costituisce un reato, e pertanto la testardaggine (la "tigna", si dice dalle nostre parti) marrazziana nel favoreggiare un'opera illegale lo porterà alla lunga a sedere sul banco degli imputati in tribunale?
Possibile che Marrazzo e la sua allegra brigata non abbiano almeno un amico uno che possa consigliar loro di smetterla di far del male ad altri e poi anche a se stessi?
Un parente, un sodale, un direttore spirituale, un consigliere segreto - come lo era Goethe per il principe suo principale - possibile che non si trovi?
Pare proprio di no, visto che non contenti di favoreggiare il crimine e la follia del mega-aeroporto a Viterbo, Marrazzo e compari hanno pensato addirittura di raddoppiare: favoreggiando anche la realizzazione di un altro mega-aeroporto a Frosinone, non meno devastante, folle e criminale di quello viterbese.

Se questa è la situazione, diamoglielo noi un buon suggerimento al Marrazzo e alla sua giunta: prendessero visione della cartografia dell'area archeologica e termale del Bulicame, e si facessero spiegare cosa sono i vincoli di salvaguardia; o anche: si procurassero la normativa italiana ed europea sull'ambiente, e se la facessero leggere e spiegare.
Scoprirebbero, Marrazzo e compagnia cantante, perché nel viterbese siano ormai chiamati con epiteti poco gradevoli (ed a Frosinone idem).
E magari potrebbero ravvedersi, prima di trovarsi cacciati dagli elettori e con la nomea non più cancellabile di complici di una cricca di speculatori e devastatori della destra più estrema e indecente.
Sveglia, ragazzi.

Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo


Viterbo, 5 agosto 2009

Centro di ricerca per la pace di Viterbo
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tel. 0761353532
e-mail: nbawac@tin.it
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/