Grande idea del governo per ridurre il debito pubblico: ipotecare le case degli italiani. Una bella ipoteca del 10% e passa la paura. Insomma, agli italiani proprietari di case la paura resterebbe, ma questo cosa importa? Voi, sinceramente, affidereste a Berlusconi il 10% della vostra casa? Io no. Mi chiedo cosa aspettino a dare il premio Nobel per l’economia a questi geni. L’ipotesi che il governo stia considerando di ipotecare le case di tutti gli italiani per ridurre il debito pubblico è, nel contesto odierno, una specie di rapina a mano armata. Questo governo deve smetterla di saccheggiare i risparmi degli italiani. Quello che serve al Paese sono riforme strutturali che ridisegnino l’architettura dello Stato e delle pubbliche amministrazioni e che ci portino a spendere meno e meglio il denaro pubblico. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Si deve ricostruire lo Stato italiano dalle fondamenta azzerando sprechi, burocrazia. Si devono eliminare le ruberie e le clientele. L’idea di dare le case degli italiani a garanzia del debito, mettendoci un’ipoteca sopra, la dice lunga su quanto il governo, che è ormai alla frutta, si sia ridotto a scelte disperate. Ma dimostra anche quanto, al di là delle parole rassicuranti di Berlusconi e company, la situazione italiana sia di una gravità estrema. Ma il punto, lo ribadiamo ancora una volta, è un altro: bisogna ridurre la spesa pubblica, riducendo sprechi inefficienze e le mille ruberie che ancora oggi assorbono immense risorse pubbliche. Anche solo pensare di ipotecare le case degli italiani è una scelta delinquenziale. La ricetta è una sola: meno spesa pubblica e più sostegno allo sviluppo.
08 ottobre 2011
GOVERNO LADRO IPOTECA LA CASA...
06 ottobre 2011
ARDEA, PER EUFEMI L'EMERGENZA ABITATIVA NON E' UN PROBLEMA
Unione Inquilini Ardea Rifondazione Comunista Ardea
COMUNICATO STAMPA:Unione Inquilini e PRC effettueranno un bando auto organizzato.
Ardea/Casa: “Per il Sindaco Eufemi le politiche abitative non sono una priorità, forse non conosce neanche il dramma di centinaia di famiglie che sono in attesa di una casa popolare, che sono costrette a convivere, che sono soggette a canoni esosissimi (spessissimo in nero).”
Dichiarazione congiunta dell’Unione Inquilini e del Prc di Ardea
“Era il 19 Maggio 2011, quando l’Unione Inquilini, unitamente a Rifondazione Comunista di Ardea, registrarono al protocollo, una richiesta di incontro con il Sindaco, per conoscere: i dati in possesso dell’Amministrazione, sulle eventuali condizioni di liste di attesa per alloggi popolari e per discutere la situazione di emergenza abitativa nel nostro Comune, nonché per conoscere le iniziative intraprese o che intendeva intraprendere per dare casa a coloro collocati utilmente in graduatoria. Ad oggi nessuna risposta, ufficiale. Ci siamo recati presso l’ufficio del Sindaco per verificare che la richiesta fosse realmente passata dal protocollo alla scrivania di segreteria del Sindaco. La risposta è stata che il primo cittadino non riceve da mesi, in quanto si sta dedicando solo a incontri di priorità, pertanto siamo in coda etichettati come non urgenti.
Possiamo dedurre:
a) che la gestione degli alloggi comunali e ater (non di competenza comunale ma abitati da cittadini di Ardea in difficoltà), non rappresentano una priorità per questa amministrazione, anzi non rappresentano proprio un problema;
b) che in merito alla richiesta dati, (bando case popolari, lista di attesa , categorie sociali presenti nella graduatoria, (se sfrattati, anziani, giovani coppie o altro), dobbiamo denunciare un vuoto assoluto, che nasconde un vuoto programmatico inaccettabile.
A questo punto, decidiamo di passare all’azione e l’Unione Inquilini, procederà alla dimostrazione che ad Ardea il problema non è affatto secondario anche se sommerso e sconosciuto al Sindaco, nelle prossime settimane inviteremo i cittadini di Ardea in attesa di risposta per l’assegnazione, in precarietà abitativa a partecipare ad un bando per le case popolari auto organizzato e renderà pubblico il risultato. Forse di fronte a centinaia di famiglie in emergenza, Eufemi si sveglierà dal torpore altrimenti andremo con tutte le famiglie sotto al Comune con una manifestazione popolare.
Rileviamo inoltre, che neanche ha la cortesia di rispondere con un no o con una proposta di rinvio di incontro con una organizzazione sindacale di rilievo nazionale e un partito che si colloca all’opposizione politica, un gesto niente affatto casuale! Non c’è male Sindaco quanto a correttezza istituzionale nei rapporti con le associazioni e i sindacati del suo comune.
Roma 5 ottobre 2011
15 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA. PEOPLES OF EUROPE, RISE UP!

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE http://15ottobre.wordpress.com
Corteo da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni - ore 14.00
Sono già centinaia le organizzazioni nazionali e locali, le reti, i movimenti che stanno preparando la loro partecipazione al grande, plurale, pacifico corteo che nel pomeriggio del 15 attraverserà le vie della Capitale, prima tappa di un percorso di mobilitazione che continuerà anche dopo quella giornata. La manifestazione partirà alle 14.00 da piazza della Repubblica e, dopo aver attraversato via Cavour, Largo Corrado Ricci, via Dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Labicana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, raggiungerà piazza San Giovanni. 210 le mobilitazioni già previste il 15 ottobre in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi, che difendono i profitti e la speculazione finanziaria. In Italia l’appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre. La grande manifestazione nazionale sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente. Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale "UNITED FOR GLOBAL CHANGE" e a convergere nella giornata nazionale di mobilitazione a Roma. Roma, 5 ottobre 2011
05 ottobre 2011
VIA FROSINONE : UNA STRADA, TRE STRAFALCIONI DI UNA AMMINISTRAZIONE AL CAPOLINEA
Via Frosinone, ennesima dimostrazione di approssimazione e di incapacità dell'Amministrazione Eufemi di eseguire Lavori Pubblici.
Clonfitto di interessi: come si può leggere in alto a destra il progettista dell'opera è l'attuale Assessore ai lavori Pubblici Roberto Catozzi
Consegna lavori: il fine lavori è previsto per il 4 ottobre 2011 siamo ancora a ......
Barriere architettoniche: foto a destra al centro del marciapiede colonnina telefonica che impedisce il passaggio ai disabili .
IDV Ardea
02 ottobre 2011
COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
I PARTITI DEL CENTROSINISTRA CHIARISCONO LA POSIZIONE SULLA CANDIDATURA A SINDACO DI ABATE
In relazione alle notizie apparse sulla stampa da parte del Pd e Idv, noi firmatari del presente comunicato intendiamo chiarire la nostra posizione in merito alla candidatura a sindaco. Prima dell’estate tutti i partiti di centrosinistra, compresi Pd e Idv stabilirono che il candidato a sindaco lo dovesse scegliere il Pd. Questi successivamente presentò la candidatura di Abate e tutti i partiti l’accettarono firmando anche un documento in tal senso. L’Idv non espresse riserve o giudizi negativi, ma annunciò che avrebbe pensato ad una propria candidatura, cosa che ha fatto recentemente e che comunque è in contrasto con i precedenti accordi volti a condividere la scelta operata dal Pd.
E’ necessario rammentare che dopo tante sconfitte elettorali, dovute alla presenza di più candidati sindaci del centrosinistra, questa potrebbe essere la prima volta di una coalizione unita e in grado di vincere la competizione amministrativa della primavera 2012.
Per tale ragione non riteniamo di poter condividere ripensamenti immotivati sulle decisioni prese liberamente. Dunque deprechiamo che il PD abbia messo in discussione il proprio candidato pensando assai tardivamente alle primarie.
In linea di principio ci dichiariamo assolutamente favorevoli alle primarie quale strumento di selezione democratica dei rappresentati del popolo, ma non possiamo condividere, poiché incomprensibile, quanto sta accadendo nel PD con riguardo alla candidatura di Abate. Senza entrare nelle dinamiche di gestione di quel partito, siamo però persuasi che un candidato che è l’unico consigliere comunale del centrosinistra e appartenente al PD, che è del territorio e ne conosce tutte le problematiche, non possa e non debba essere messo alla berlina, prima candidato e poi revocato immotivatamente e soltanto per assecondare tardive richieste di primarie di coalizione.
Al riguardo non riteniamo di partecipare alle primarie, per la semplice ragione che abbiamo già delegato il PD a proporre un proprio candidato e poi perché non comprendiamo come sia possibile optare per le primarie quando solo tre mesi fa i candidati all’interno del PD erano soltanto due, Abate e Sarrecchia.
Non vorremo pensare che l’irrazionale e contraddittorio comportamento, principalmente del PD, ma anche dell’IDv, possa nascondere obiettivi poco chiari e per noi inaccettabili, quali ad esempio candidare taluno in grado di recuperare personaggi fuoriusciti dal centrosinistra, che hanno governato col centrodestra, e ora vorrebbero saltare sul carro (nostro) di possibili vincitori. Sappiano fin da adesso i due menzionati partiti che noi non avalleremo mai ammucchiate di transfughi di nessun genere e men che meno saremo disponibili ad appoggiare candidati diversi da quello già formalmente condiviso.
Ardea, lì 1 ottobre 2011
Le Segreterie: Sel – Rifondazione Comunista – Socialisti – Verdi - Api
01 ottobre 2011
Evviva!
Il Sindaco-Dirigente Scolastico si è mosso dalla sua poltrona...
ed ecco che nella stessa giornata in cui si è recato alla scuola di via Varese finalmente le erbacce sul marciapiede che costeggia la scuola elementare sono sparite!
Forse tutto il territorio se ne avvantaggerebbe se – anziché restare rintanato nel suo ufficio a mediare fra Consiglieri e correnti in perenne litigio e a difendere lo scranno – girasse di più le strade dei quartieri a valle della Rocca. Si renderebbe conto del degrado in cui Ardea continua a trovarsi, e sentirebbe il dovere di ordinare qualche intervento risanatore.
Ma sicuramente non lo farà: le strade dissestate, le discariche abusive lo avvilirebbero. E poi potrebbe doversi confrontare con troppi cittadini incazzati, e questo gli rovinerebbe l’appetito.
Pasquino Ardeatino
Truffa sui malati di tumore intercettazioni choc in clinica
Alla Latteri, medicine dimezzate per far quadrare i conti. L'ordine di tagliare il disintossicante dopo la chemioterapia Perché spendere? Ci danno solo 100 euro. I parenti sperano che muoia: non gli faccio altri 10 giorni di albumina Sono soldi a matula
di SALVO PALAZZOLO
L'ordine perentorio della dottoressa Maria Teresa Latteri fu: togliere il Tad, il disintossicante generalmente somministrato ai malati di tumore dopo la chemioterapia. Ma l'ordine non riguardava tutti i pazienti, solo quelli entrati nella clinica di via Cordova con un "day service", per cui la Regione rimborsa solo 100 euro a seduta. "Perché dobbiamo spendere soldi...", esclamò la dottoressa Latteri davanti ai suoi collaboratori, e non sospettava certo che nel suo ufficio alla clinica Latteri c'era una microspia piazzata dai carabinieri del Nas su ordine del sostituto procuratore Amelia Luise. Era il 2 settembre 2009, due mesi dopo il decreto con cui l'assessorato regionale alla Sanità tagliava i rimborsi alle cliniche e imponeva che le sedute di chemioterapia dovevano essere fatte quasi esclusivamente senza più ricoveri, molto più costosi.Fu una discussione dai toni animati quella intercettata alla Latteri, e adesso è finita agli atti dell'inchiesta che vede indagati i vertici di alcune cliniche private palermitane, per una truffa sui rimborsi di esami e ricoveri. "Glielo devi fare (il Tad - ndr), ma che fa scherziamo? - provò ad opporsi la dottoressa Maria Rosaria Valerio - il paziente si vomita, si disidrata". La risposta della Latteri, che gestisce la clinica di via Cordova, fu risoluta: "Allora non hai capito che la prassi che fai tu costa alla clinica duecentocinquanta euro e quello mi dà cento euro". "Quello" era l'assessore alla sanità.
Il medico provò ad insistere: "Tu devi capire quello che io faccio al paziente". Ma la Latteri sembrava determinata: "Non si può fare, non si può fare. Continuo a dire che non si può fare così". Qualche tempo dopo, i carabinieri del Nas andarono a controllare le cartelle cliniche della Latteri e verificarono che il Tad veniva regolarmente somministrato ai pazienti ricoverati (anche in day hospital), ma non a quelli in day service. Così, ci furono malati di tumore di serie A e malati di serie B. A questi ultimi, toccarono molte sofferenze in più. Sono ancora le intercettazioni dei carabinieri ad aver svelato il loro dramma.
Il signor Salvatore D. telefonò alla dottoressa Valerio, era il 14 settembre 2009. "Sono rosso in viso - sussurrò - come se avessi delle vampate. Anche negli occhi, me li sento stanchi come... ". La dottoressa rassicurò: "Questo potrebbe essere un po' legato al cortisone, niente di particolare. È un effetto transitorio che passa". Il signor Salvatore incalzò: "Eh, perché questa volta, per esempio, la Tad non l'hanno fatta. Non l'hanno fatta, non è stata fatta". La dottoressa non si scompose: "Vabbè, dico, Tad in ogni caso non succede niente. Lo può anche fare". Qualche tempo dopo, i carabinieri sequestrarono la cartella del signor Salvatore D. alla Latteri e verificarono che dal 27 luglio al 25 settembre 2009 aveva fatto sei "accessi" in day service, per la chemioterapia: in quattro sedute non era stato somministrato il disintossicante.
Il giorno dopo, il dottore Vincenzo Scaletta informò la collega Valerio: "Ci dobbiamo vedere perché ti dobbiamo dire una cosa, del paziente I., che ha avuto una reazione allergica violenta". La dottoressa non perse tempo: "Sto passando". Ma Scaletta pretese un incontro riservato fuori dalla clinica. Anche questo caso è stato esaminato dai Nas: per ben quattro cicli di chemioterapia in day service non era stato somministrato il disintossicante Tad 600 al paziente I.
Drammatica la telefonata dell'1 ottobre 2009. Scaletta chiama la Valerio: "Senti - le dice - io vorrei che tu andassi a parlare con... perché oggi si sono sentiti male tutti". La dottoressa risponde: "Ma non gli hai fatto più il Tad, a nessuno?". Scaletta spiega: "No, il Tad gli ho fatto io alla signora C... ora dico, tu ci vai a parlare perché io non sono più propenso a ricoverare pazienti che fanno la.... in day service". Scaletta sembrava entrato in crisi, risparmiare sulla pelle dei pazienti non è davvero una bella cosa. Disse: "Così non si può vivere, anche per una questione di coscienza nei riguardi dei signori".
Durante le indagini, in un caso, la Procura è stata addirittura costretta a intervenire alla clinica Latteri, per evitare conseguenze drammatiche per un paziente a cui non sarebbe stata somministrata albumina.
Il 4 agosto 2009, i carabinieri intercettarono la dottoressa Federica Latteri mentre diceva al telefono a Maria Teresa Latteri: "(...) Siccome per dire questa sta facendo albumina, io non gli faccio altri 10 giorni di albumina che si spendono un putiferio di soldi a matula". La dottoressa Maria Teresa disse: "Nooo, infatti... ". E quasi per trovare una giustificazione, aggiunse: "Loro sperano che muoia". "Loro", i parenti del malato di tumore. Federica Latteri osservò: "Io magari ci scrivo in cartella che loro rifiutano di fare qualsiasi procedura e la terapia". La sua interlocutrice tagliò corto: "Di questo non ti preoccupare assolutamente".
Ma il giorno dopo arrivò un'ispezione in clinica, inviata dal pm. I vertici della Latteri si insospettirono. "Sono arrivati per le cartelle e poi si sono indirizzati per questa", disse Maria Teresa Latteri, e la microspia registrò. "Beh, allora sanno tutto", esclamò un avvocato che i carabinieri non sono ancora riusciti a identificare. Qualche ora dopo, la Latteri esclamò: "Io al telefono non parlerò più di nulla".