"Per noi ci sono due elementi irrinunciabili: la responsabilita' tra i
contraenti del patto e l'apertura a forze moderate", Bersani nella
replica finale all'assemblea del Pd rincara la dose sui temi che mettono
in difficoltà Vendola e gira il coltello nella piaga di SEL. Ovvero la
questione del programma e la questione delle alleanze. Il segretario del
PD parla di "credibilita" delle alleanze per esorcizzare l'Unione di
Prodi. Ancora nella memoria di Bersani e' rimasto uno scenario che e'
stellarmente lontano da oggi "arrivammo a 13 partiti - dice Bersani -
oggi c'e' il Pd" e per questo la "cessione di sovranita' con la
decisione a maggioranza nei gruppi parlamentari, e' un punto fermo".
Bersani deve dimostrare al resto del mondo - cioè ai mercati e
speculatori - che è in grado di tenere salda una futura maggioranza di
Governo, che dovrà fare politiche impopolari, e che per fare questo
deve chiudere ogni frizione possibile fin dall'inizio.
Se queste
dichiarazioni saranno confermate dai fatti, si tratta di una sorta di
commissariamento dei partiti dell'alleanza progressista. SEL e PSI
diverrebbero in parlamento una sorta di satelliti del Pd. Con questo
schema infatti il partito di maggioranza potrà sviluppare senza grossi
problemi le "controriforme" che impongono i trattati europei a colpi di
voto in una sorta di "gruppone parlamentare congiunto" piegando ogni
resistenza. Ma non è finita, perchè questo schema servirà per aprire di
nuovo la partita con l'UDC che in risposta alza la posta sulle elezioni
regionali del Lazio. Il secondo punto che Bersani ha affermato infatti
"e' il principio di apertura ai moderati dell'alleanza: noi costruiamo
il campo progressista ma siamo aperti a forze moderate e europeiste" ha
detto. Parole queste che hanno fatto spellare le mani a Beppe
Fioroni che nel suo intervento di oggi si era detto "preoccupato"
proprio su questo aspetto. Oggi Bersani ha vinto una partita di non poco
conto, è uscito rafforzato dal voto dell'assemblea ed ha una
legittimazione politica unitaria. Ciò vuol dire che quando il
segretatario del PD nei prossimi giorni s'incontrerà per discutere di
programma e carta d'intenti con Vendola e Nencini lo farà avendo
rapporti di forza infinitamente favorevoli rispetto agli alleati.
Bersani inoltre non può permettersi troppe sbavature a sinistra dato che
Renzi lo incalza da destra e dovrà per forza tenere il punto fermo. Il
meccanismo delle primarie che doveva sparigliare da sinistra il PD sta
finendo per inglobare SEL su di un programma che alla fine della fiera
sarà in continuità con i punti fissati nella lettera di Mario Draghi e
poi di fatto ratificati nel Fiscal Compact e nel vincolo di bilancio in
costituz
06 ottobre 2012
NO ALL'INCENERITORE DI ALBANO
Condividiamo il comunicato stampa
del Comitato No Inceneritore di Albano.
Tema
caldo ai Castelli Romani e ad Albano ancor di più, dove di
differenziata non se ne vede l'ombra. Dura ormai da oltre 5 anni la
guerra dei NOINC contro la discarica e il progetto d'incenerimento di
Roncigliano. Tante battaglie combattute sul territorio e per il
territorio.
Di
iniziative atte al coinvolgimento di tutti i cittadini, non solo di
Albano, se ne contano ormai a dozzine: sit-in in ogni dove, comune,
provincia regione ma soprattutto in discarica, manifestazioni,
cortei, assemblee pubbliche, con sempre un solo ed unico obiettivo:
chiusura e bonifica della discarica di Roncigliano e stop alla
costruzione del Cancrovalorizzatore più grande d'Europa.
Il 29 e 30 settembre, l'ennesima iniziativa, ancora una volta in discarica, a ridosso del VII invaso, ultimo nato. Tra i vigneti dei Castelli Romani è andato in scena il IV discamping, con la partecipazione attiva di numerosi cittadini di zona e non solo. Neanche le avverse condizioni meteo hanno impedito lo svolgersi delle attività: cena, pranzo e dibattiti, sotto quei vitigni, da poco privati del loro frutto, che gridano vendetta ad ogni alba e ad ogni tramonto davanti al terrapieno impropriamente e illegalmente costruito e annesso alla discarica.
Il 29 e 30 settembre, l'ennesima iniziativa, ancora una volta in discarica, a ridosso del VII invaso, ultimo nato. Tra i vigneti dei Castelli Romani è andato in scena il IV discamping, con la partecipazione attiva di numerosi cittadini di zona e non solo. Neanche le avverse condizioni meteo hanno impedito lo svolgersi delle attività: cena, pranzo e dibattiti, sotto quei vitigni, da poco privati del loro frutto, che gridano vendetta ad ogni alba e ad ogni tramonto davanti al terrapieno impropriamente e illegalmente costruito e annesso alla discarica.
Il
Movimento 5 stelle di Albano, insieme ai Meetup di Ardea e
Ciampino/Morena, hanno anch'essi preso parte attivamente
all'iniziativa, ovvero adoperandosi nella messa in moto di una
raccolta differenziata estemporanea! Muniti di guanti e relative
istruzioni hanno fatto sì che a fine campeggio di indifferenziato
risultasse solamente un sacchetto da 50 L, tra l'altro solo
parzialmente pieno ... praticamente nulla rispetto al numero di
persone presenti dal sabato mattina.
Una compostiera per l'organico, realizzata sul posto che ha da subito iniziato a "digerire" il conferito, 3 punti di raccolta , per separare PLASTICA, VETRO, ALLUMINIO E CARTA, un accurato controllo affinché niente finisse nel contenitore sbagliato: tutto per dimostrare che l'alternativa alle discariche e agli inceneritori è possibile e fattibile nell'immediato.
Una compostiera per l'organico, realizzata sul posto che ha da subito iniziato a "digerire" il conferito, 3 punti di raccolta , per separare PLASTICA, VETRO, ALLUMINIO E CARTA, un accurato controllo affinché niente finisse nel contenitore sbagliato: tutto per dimostrare che l'alternativa alle discariche e agli inceneritori è possibile e fattibile nell'immediato.
La
materia prima-seconda prodotta è così suddivisa:
- ¼ di mc d'organico
- 9 sacchi da 100 L cad. di materiale plastico
- 4 sacchi da 80 L cad. di vetro
- 1,5 mc di cartone e carta
- 1 sacco da 50 L di alluminio
- ¼ di mc d'organico
- 9 sacchi da 100 L cad. di materiale plastico
- 4 sacchi da 80 L cad. di vetro
- 1,5 mc di cartone e carta
- 1 sacco da 50 L di alluminio
Tutto
il materiale, pari a 80 KG circa - vetro escluso (inserito nelle
apposite campane!) - è stato conferito presso un'azienda di
Cancelliera - contattata nei giorni precedenti - che provvederà ora
al reinserimento dei materiali, tramite gli appositi consorzi di
riciclo, all'interno della catena produttiva. L'azienda ha
riconosciuto anche un compenso economico di 5€ come rimborso per il
conferimento dei materiali. Con relativa fattura.
No
all'inceneritore di Albano, No al VII invaso (ed annesso terrapieno)
di Roncigliano, Sì a raccolta differenziata porta a porta associata
a riduzione , riuso e riciclo dei rifiuti solidi urbani!!
intervento di pasquino ardeatino
Dal Faroonline:
"Crisi,
pronti a raccogliere tutte le proposte e le offerte da parte degli
artigiani e commercianti ma anche di professionisti che volessero
aderire alla nostra idea", così si racconta il Nuovo CdQ Nuova Florida di Ardea.
Bene. Cominciamo. Premettiamo che la Nuova Floridia
non è altro che un quartiere, una parte della cittadina di Ardea, e che
quindi la visione non si deve limitare ad una parte, ma sarebbe meglio
si rivolgesse per un tale progetto al TUTTO.
1. Come prima cosa intervenite subito (se ne avete la capacità, la forza, l’autorevolezza e...l’appoggio politico) con urgenza
affinché in Consiglio Comunale non passi una SCIAGURATA e CRETINA
PROPOSTA di istituzione di una TASSA DI SOGGIORNO per Ardea (a fronte di
introiti di poche migliaia di Euro, si scoraggia un già asfittico
settore turistico).
2. Date
forza ed appoggio al progetto di ricostruzione del Castello di Ardea,
pretendendo però che lo stesso preveda spazi per ospitare “botteghe
artigiane”nello stesso.
Dal Faroonline:
"Crisi,
pronti a raccogliere tutte le proposte e le offerte da parte degli
artigiani e commercianti ma anche di professionisti che volessero
aderire alla nostra idea", così si racconta il Nuovo CdQ Nuova Florida di Ardea.
Bene. Cominciamo. Premettiamo che la Nuova Floridia
non è altro che un quartiere, una parte della cittadina di Ardea, e che
quindi la visione non si deve limitare ad una parte, ma sarebbe meglio
si rivolgesse per un tale progetto al TUTTO.
1. Come prima cosa intervenite subito (se ne avete la capacità, la forza, l’autorevolezza e...l’appoggio politico) con urgenza
affinché in Consiglio Comunale non passi una SCIAGURATA e CRETINA
PROPOSTA di istituzione di una TASSA DI SOGGIORNO per Ardea (a fronte di
introiti di poche migliaia di Euro, si scoraggia un già asfittico
settore turistico).
2. Date
forza ed appoggio al progetto di ricostruzione del Castello di Ardea,
pretendendo però che lo stesso preveda spazi per ospitare “botteghe
artigiane”nello stesso.
3. Invitate
successivamente con “bandi” piccoli operatori (se locali meglio) del
settore (ciabattini e costruttori di scarpe su misura, sartorie e
camiciai, norcini, caseari e produttori di conserve,
pasticceri/panettieri, ceramisti/pittori/scultori, produttori di
miele/marmellate artigianali, vivaisti ed artisti di composizioni
floreali, artisti della lavorazione del legno, della pietra o di
metalli, ecc.) a richiedere ed occupare tali spazi per offrire al pubblico i loro prodotti artigianali .
4. Pretendete all’Amministrazione Comunale di operare – avvalendosi anche
dei diversi esperti locali, da sempre denigrati ed ignorati – la
valorizzazione, la documentazione, la pubblicizzazione e promozione delle
incommensurabili ricchezze archeologiche, storiche paesaggistiche e
museali di Ardea (A proposito, che fine ha fatto la raccolta il “Museo
Archeologico” di Ardea?)
5. Fate istituire un organo di controllo e garanzia sulle qualità delle strutture ricettive del territorio
(alberghi, pensioni, ristoranti, bed and breakfast, affittacamere),
nonché dei servizi offerti dalle strutture balneari stagionali. Esiste
la possibilità di incrementarle e migliorarle?
6. Avvalendosi
di esperti del settore preparate poi – concordandovi con gli operatori
locali -dei “pacchetti turistici” per singoli, gruppi, circoli,
istituzioni sociali, culturali ed accademiche, ecc per visite e
soggiorni di qualche notte in questa località che se - strutturata come
sopra indicato - potrebbe diventare di grande interesse turistico.
Questa,
in sintonia con le Istituzioni locali, è la falsariga sulla quale
dovete operare, se volete davvero il bene della collettività, la
creazione ed il mantenimento di posti di lavoro per i nostri giovani,
Tutto
il resto è solo una onesta dichiarazione di buone intenzioni, ma,
purtroppo, e come al solito, un mucchio di vani propositi ed
inconcludenti chiacchere.
Il vostro
Pasquino Ardeatino
3. Invitate
successivamente con “bandi” piccoli operatori (se locali meglio) del
settore (ciabattini e costruttori di scarpe su misura, sartorie e
camiciai, norcini, caseari e produttori di conserve,
pasticceri/panettieri, ceramisti/pittori/scultori, produttori di
miele/marmellate artigianali, vivaisti ed artisti di composizioni
floreali, artisti della lavorazione del legno, della pietra o di
metalli, ecc.) a richiedere ed occupare tali spazi per offrire al pubblico i loro prodotti artigianali .
4. Pretendete all’Amministrazione Comunale di operare – avvalendosi anche
dei diversi esperti locali, da sempre denigrati ed ignorati – la
valorizzazione, la documentazione, la pubblicizzazione e promozione delle
incommensurabili ricchezze archeologiche, storiche paesaggistiche e
museali di Ardea (A proposito, che fine ha fatto la raccolta il “Museo
Archeologico” di Ardea?)
5. Fate istituire un organo di controllo e garanzia sulle qualità delle strutture ricettive del territorio
(alberghi, pensioni, ristoranti, bed and breakfast, affittacamere),
nonché dei servizi offerti dalle strutture balneari stagionali. Esiste
la possibilità di incrementarle e migliorarle?
6. Avvalendosi
di esperti del settore preparate poi – concordandovi con gli operatori
locali -dei “pacchetti turistici” per singoli, gruppi, circoli,
istituzioni sociali, culturali ed accademiche, ecc per visite e
soggiorni di qualche notte in questa località che se - strutturata come
sopra indicato - potrebbe diventare di grande interesse turistico.
Questa,
in sintonia con le Istituzioni locali, è la falsariga sulla quale
dovete operare, se volete davvero il bene della collettività, la
creazione ed il mantenimento di posti di lavoro per i nostri giovani,
Tutto
il resto è solo una onesta dichiarazione di buone intenzioni, ma,
purtroppo, e come al solito, un mucchio di vani propositi ed
inconcludenti chiacchere.
Il vostro
Pasquino Ardeatino
05 ottobre 2012
Zingaretti, Roma, il Pd e il fattore Tafazzi
Le alchimie del partito nel Lazio, con Zingaretti dirottato alla
Pisana dopo che da mesi stava tessendo la tela per Roma. È l’ennesimo
autogol politicista di un centrosinistra che non impara mai le lezioni
del passato.
Perché? Non c’è altro da chiedersi di fronte all’ennesimo (sic)
autogol del Pd. Un desiderio tafazziano e masochista che
contraddistingue ormai il Dna e la storia di questo partito.
La scelta di dirottare Zingaretti – manco fosse un pacco celere – dalla candidatura a sindaco di Roma a quella di presidente di Regione sa proprio di film già visto. Le candidature scelte col pallottoliere, col manuale Cencelli, senza pensare un secondo a ciò che conterebbe davvero: l’opportunità e il disegno politico che si vorrebbe perseguire, l’idea di città e di Paese che ai cittadini si vorrebbe trasmettere.
Ricapitolando velocemente, il tafazzismo del Pd è ormai roba da libri di storia. Appena s’annusa la vittoria, il Pd scappa. Perché la voglia di spremersi le meningi dopo ogni rovinosa sconfitta su temi enormi tipo “la crisi della sinistra” è sempre troppo forte. Ma non è questione di crisi della sinistra: è la solita incapacità di lettura di ciò che il proprio popolo chiede.
A livello nazionale, per dire, il centrodestra è ormai in mille pezzi, Monti – a parole – dice di volersi tirare indietro e il centrosinistra cosa fa? Intraprende una faida interna, l’ennesima: una guerra civile tra Renzi e Bersani che sabato si paleserà in un’assemblea in cui sono previsti morti e feriti. Ottimo. Intanto la crisi morde sempre i soliti ormai da quattro anni, il Pil non cresce, disoccupazione e precarietà invece sì. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è tornato quello degli anni ’80, e finirà che in molti rimpiangeranno il Caf.
Dicevamo di Zingaretti. Oggi ufficializzerà la propria candidatura alla Regione, dopo che per mesi e mesi si era adoperato (e bene) per presentarsi a Roma, come sfidante di Gianni Alemanno. Figurarsi, «era tutto uno scherzo» per dirla alla Bertinotti-Guzzanti. Il fratello di Montalbano aveva scaldato i motori: buon presidente di Provincia, da mesi si era tirato fuori dalle diatribe nazionali occupandosi solo della Capitale. Ragionando sul come “liberarla” dalla giunta Alemanno. Chiudendo un’era, durata fin troppo tempo, contrassegnata da Parentopoli, fascistumi riciclati e ripuliti, conti in rosso, metro inaugurate e già mal funzionanti, gaffe a ripetizione. Una città stuprata. Dalla destra più affamata della storia repubblicana. I sondaggi davano strafavorito Zingaretti, il “camerata” Gianni ipotizzava persino il ritiro per paura di una vittoria schiacciante dell’avversario. E invece eccolo lì, entra in campo col piedino bello caldo il fattore Tafazzi: perché essere coerenti coi propri cittadini?, meglio il sano politichese e il cambio repentino. Allora ragazzi, facciamo così: Nicola, tu vai alla Regione. A Roma ci piazziamo un bel tecnico-cattolico calato dall’alto (direttamente dal regno dei cieli) come Riccardi e la cacio e pepe è servita. Il quale, assai più serio e metodico di Alemanno, farà le cose per bene: privatizzazioni di beni pubblici e frequentazioni assidue con l’Oltretevere. Rapporti di buon vicinato, anzi una bella joint venture Stato Pontificio style.
In Rete si ironizza sul possibile candidato a Roma nel caso Riccardi rifiutasse. Potrebbe essere un volto nuovo come Francesco Rutelli, così finalmente l’Api darà un senso alla propria esistenza. O magari l’evergreen Emma Bonino, che anche lei è la sempreverde delle candidature planetarie. O Walter Veltroni!, che tanto poi in Africa non c’è più andato.
La morale della favola è che il tramortito Alemanno da oggi tramortito lo è un po’ di meno. E sembra di assistere di nuovo alle scellerate decisioni del 2008, con Veltroni che molla Roma per puntare a Palazzo Chigi e per compensare chissà quali equilibri a noi esseri umani imperscrutabili viene candidato Rutelli, al momento bollito da circa undici anni. Finì con due disastrose sconfitte, ovviamente.
Poi chissà, forse un giorno il Pd capirà che Roma – ma anche il Lazio, ma anche l’Italia – è una cosa seria, non un parcheggio, non una casella, non una pietra di scambio per assetti futuri, non un cimitero degli elefanti.
La scelta di dirottare Zingaretti – manco fosse un pacco celere – dalla candidatura a sindaco di Roma a quella di presidente di Regione sa proprio di film già visto. Le candidature scelte col pallottoliere, col manuale Cencelli, senza pensare un secondo a ciò che conterebbe davvero: l’opportunità e il disegno politico che si vorrebbe perseguire, l’idea di città e di Paese che ai cittadini si vorrebbe trasmettere.
Ricapitolando velocemente, il tafazzismo del Pd è ormai roba da libri di storia. Appena s’annusa la vittoria, il Pd scappa. Perché la voglia di spremersi le meningi dopo ogni rovinosa sconfitta su temi enormi tipo “la crisi della sinistra” è sempre troppo forte. Ma non è questione di crisi della sinistra: è la solita incapacità di lettura di ciò che il proprio popolo chiede.
A livello nazionale, per dire, il centrodestra è ormai in mille pezzi, Monti – a parole – dice di volersi tirare indietro e il centrosinistra cosa fa? Intraprende una faida interna, l’ennesima: una guerra civile tra Renzi e Bersani che sabato si paleserà in un’assemblea in cui sono previsti morti e feriti. Ottimo. Intanto la crisi morde sempre i soliti ormai da quattro anni, il Pil non cresce, disoccupazione e precarietà invece sì. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è tornato quello degli anni ’80, e finirà che in molti rimpiangeranno il Caf.
Dicevamo di Zingaretti. Oggi ufficializzerà la propria candidatura alla Regione, dopo che per mesi e mesi si era adoperato (e bene) per presentarsi a Roma, come sfidante di Gianni Alemanno. Figurarsi, «era tutto uno scherzo» per dirla alla Bertinotti-Guzzanti. Il fratello di Montalbano aveva scaldato i motori: buon presidente di Provincia, da mesi si era tirato fuori dalle diatribe nazionali occupandosi solo della Capitale. Ragionando sul come “liberarla” dalla giunta Alemanno. Chiudendo un’era, durata fin troppo tempo, contrassegnata da Parentopoli, fascistumi riciclati e ripuliti, conti in rosso, metro inaugurate e già mal funzionanti, gaffe a ripetizione. Una città stuprata. Dalla destra più affamata della storia repubblicana. I sondaggi davano strafavorito Zingaretti, il “camerata” Gianni ipotizzava persino il ritiro per paura di una vittoria schiacciante dell’avversario. E invece eccolo lì, entra in campo col piedino bello caldo il fattore Tafazzi: perché essere coerenti coi propri cittadini?, meglio il sano politichese e il cambio repentino. Allora ragazzi, facciamo così: Nicola, tu vai alla Regione. A Roma ci piazziamo un bel tecnico-cattolico calato dall’alto (direttamente dal regno dei cieli) come Riccardi e la cacio e pepe è servita. Il quale, assai più serio e metodico di Alemanno, farà le cose per bene: privatizzazioni di beni pubblici e frequentazioni assidue con l’Oltretevere. Rapporti di buon vicinato, anzi una bella joint venture Stato Pontificio style.
In Rete si ironizza sul possibile candidato a Roma nel caso Riccardi rifiutasse. Potrebbe essere un volto nuovo come Francesco Rutelli, così finalmente l’Api darà un senso alla propria esistenza. O magari l’evergreen Emma Bonino, che anche lei è la sempreverde delle candidature planetarie. O Walter Veltroni!, che tanto poi in Africa non c’è più andato.
La morale della favola è che il tramortito Alemanno da oggi tramortito lo è un po’ di meno. E sembra di assistere di nuovo alle scellerate decisioni del 2008, con Veltroni che molla Roma per puntare a Palazzo Chigi e per compensare chissà quali equilibri a noi esseri umani imperscrutabili viene candidato Rutelli, al momento bollito da circa undici anni. Finì con due disastrose sconfitte, ovviamente.
Poi chissà, forse un giorno il Pd capirà che Roma – ma anche il Lazio, ma anche l’Italia – è una cosa seria, non un parcheggio, non una casella, non una pietra di scambio per assetti futuri, non un cimitero degli elefanti.
da controlacrisi.org
Ardea- convocato consiglio comunale
Il Presidente Massimiliano Giordani ha convocato il Consiglio Comunale
in seduta ordinaria in seconda convocazione per il giorno mercoledì 10
ottobre 2012 alle ore 10,00 presso la Pineta dei Liberti - Ardea -
Tor san Lorenzo , per la trattazione del seguente ordine del giorno:
Questi i punti all’ordine del giorno:
1 Approvazione programma triennale e piano annuale OO.PP.;
2 Propria delibera n. 15 del 28 marzo 2000: approvazione regolamento TOSAP – Modifica allegato;
3 Propria delibera n. 37 del 21 marzo 2008: adozione regolamento Imposta di pubblicità – Modifica – introduzione SCIA per le insegne di servizio;
4 Imposta Municipale Propria (IMU) – Approvazione Regolamento;
5 Imposta Municipale Propria (IMU) – Approvazione aliquote anno 2012;
6 Addizionale Comunale IRPEF – Modifica Aliquote ed adozione regolamento;
7 Imposta di soggiorno – Approvazione Regolamento;
8 Modifica diritti di segreteria per il rilascio autorizzazioni e nulla osta ambientali Area Tecnica – Servizio Ambiente;
9 Verifica della quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive terziarie che potranno essere cedute in proprietà o in diritto di superficie;
10 Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari;
11 Approvazione bilancio annuale di previsione per l’esercizio 2012-Relazione previsionale e programmatica triennio 2012-2014 – Bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014;
12 Approvazione schema di convenzione tra il Comune di Ardea e le scuole per l’infanzia paritarie “Ave Maria”, “Cardinal Pizzardo”, “Silvestro Maria Occhipinti” per l’anno scolastico 2012/2013;
13 Riconoscimento legittimità Debiti Fuori Bilancio;
14 Salvaguardia degli equilibri di bilancio”.
Questi i punti all’ordine del giorno:
1 Approvazione programma triennale e piano annuale OO.PP.;
2 Propria delibera n. 15 del 28 marzo 2000: approvazione regolamento TOSAP – Modifica allegato;
3 Propria delibera n. 37 del 21 marzo 2008: adozione regolamento Imposta di pubblicità – Modifica – introduzione SCIA per le insegne di servizio;
4 Imposta Municipale Propria (IMU) – Approvazione Regolamento;
5 Imposta Municipale Propria (IMU) – Approvazione aliquote anno 2012;
6 Addizionale Comunale IRPEF – Modifica Aliquote ed adozione regolamento;
7 Imposta di soggiorno – Approvazione Regolamento;
8 Modifica diritti di segreteria per il rilascio autorizzazioni e nulla osta ambientali Area Tecnica – Servizio Ambiente;
9 Verifica della quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive terziarie che potranno essere cedute in proprietà o in diritto di superficie;
10 Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari;
11 Approvazione bilancio annuale di previsione per l’esercizio 2012-Relazione previsionale e programmatica triennio 2012-2014 – Bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014;
12 Approvazione schema di convenzione tra il Comune di Ardea e le scuole per l’infanzia paritarie “Ave Maria”, “Cardinal Pizzardo”, “Silvestro Maria Occhipinti” per l’anno scolastico 2012/2013;
13 Riconoscimento legittimità Debiti Fuori Bilancio;
14 Salvaguardia degli equilibri di bilancio”.
03 ottobre 2012
Intascavano le tasse riscosse per i Comuni cinque arresti per la Tributi Italia Spa
Una società di riscossione con sede legale a Roma ma operativa a Chiavari, in Liguria, per anni ha riscosso tributi come l'Ici o la Tosap per conto di almeno 400 Comuni italiani. Solo che, invece di versare gli incassi nelle loro casse, li ha fatti sparire con artifici contabili ed altri sistemi, per un'appropriazione complessiva di oltre 100 milioni di euro. Sulla base questa ricostruzione, la Guardia di Finanza di Genova ha arrestato Giuseppe Saggese, l'amministratore di fatto della 'Tributi Italia spa', la concessionaria per la riscossione dei tributi. Quattro amministratori di società collegate sono stati raggiunti da provvedimenti che prevedono l'obbligo di dimora e altre quattro persone sono indagate a piede libero.
Le accuse vanno dal peculato alla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, fino all'omesso versamento di ritenute certificate e dell'Iva. La Guardia di finanza di Genova ha effettuato perquisizioni in diverse abitazioni nel Tigullio, in provincia di Piacenza e a Roma. Gli arresti sono stati eseguiti su ordine del Gip del Tribunale di Chiavari, Fabrizio Garofalo, che ha accolto le richieste di custodia cautelare avanzate dal pm Francesco Cozzi.
OItre a Saggese, 52 anni, gli accusati sono: Mario Ortori, 77 anni, amministratore di Tributi Italia dal 2000 al 2008; Paolo Vito Marti, 64 anni, amministratore dal luglio 2008 al gennaio 2009; Pasquale Froio, 56 anni, amministratore dal gennaio al maggio del 2009 e Paolo Lanzoni 59 anni, che ricoprì lo stesso incrico dal maggio del 2009 al luglio dello stesso anno; Patrizia Saggese, 43 anni, sorella di Giuseppe; Gianfranco Froio, 53 anni, amministratore della Gestor Spa dall'agosto al dicembre 2008; Anna Anglani, 65 anni, amministratore della Gestor Spa dall'ottobre del 2007 al gennaio del 2008; Giovanni Bucci, 56 anni, amministratore della Gestor Spa fino al giugno 2007; Pasquale Leobilla, 56 anni, amministratore della Gestor Spa dal giugno all'ottobre 2007.
Secondo l'accusa, gli indagati una volta incassate le somme (tolto quanto spettava loro per l'incarico ricevuto), anziché riversarle nelle casse dei Comuni le trattenevano sul conto della società. I fondi, poi, attraverso rapporti privi di effettive ragioni economiche con altre società riconducibili a Saggese, venivano distratte a beneficio di quest'ultimo. Le operazioni con imprese collegate, spesso documentate come consulenze o piani di riorganizzazione aziendale ed operazioni societarie di natura straordinaria, come aumenti di capitale e costituzione di nuove società, erano sempre funzionali, secondo l'accusa, a distrarre somme ingenti.
Saggese, dominus della maxi frode, avrebbe fatto prelievi giornalieri dai conti della società anche di 10.000 euro in denaro contante, utilizzando i soldi per acquistare autovetture di lusso, yacht ed aerei privati e pagare soggiorni in località prestigiose, feste mondane e concerti di musica. Molti dei circa mille dipendenti di Tributi Italia spa sono stati licenziati, moltri altri sono in cassa integrazione, mentre alcuni comuni sono arrivati sull'orlo del dissesto finanziario.
Tra i Comuni citati nell'ordinanza del gip figurano Villa Literno (Caserta), Scanzano Jonico (Matera), Castel Morrone (Caserta), Vibonati (Salerno), Caserta, Pomezia (Roma), Augusta (Siracusa), Frosinone, Capaci (Palermo), Priolo Gargallo (Siracusa), Trezzano sul Naviglio (Milano), Vercelli, Limbiate (Milano), San Michele Di Ganzaria (Catania). In questi casi Tributi non versava "entro i termini di scadenza fissati nelle convenzioni di concessione, alla tesoreria dello stesso Comune e trattenevano indebitamente l'ammontare delle riscossioni di dette entrate al netto dell'aggio e dei compensi spettanti al concessionario per i seguenti ammontari". A numerosi altri Comuni sono stati sottratti i tributi: tra questi Castelletto D'Orba (Alessandria), Ovada (Alessandria), Stezzano (Bergamo), Foggia, Benevento.
La Tributi Spa, a causa delle numerose denunce presentate da vari Comuni che le avevano revocato le concessioni per l'esazione tributaria, è entrata in stato d'insolvenza ed è stata quindi dichiarata fallita dal Tribunale di Roma. Molti dei circa mille dipendenti della società spa sono stati licenziati, moltri altri sono in cassa integrazione, mentre alcuni Comuni sono arrivati sull'orlo del dissesto finanziario.
da Repubblica.it
01 ottobre 2012
LUCA FANCO : IL SINDACO DI FIORI NON HA PIU' LA MAGGIORANZA
Ardea, sulla questione Aipa la maggioranza traballa
La maggioranza in equilibrio precario su Aipa. Nel Consiglio comunale del 28 settembre è stata infatti votata ed approvata, dopo circa 5 ore di accesa discussione, una mozione riguardante la società di accertamento tributario Aipa S.p.a. – che va a modificare una precedente delibera di affidamento del servizio – grazie ai soli voti dei consiglieri Luca Fanco, Alberto Montesi, Mauro Iacoangeli, Alessandro Quartuccio e di tutti i consiglieri di minoranza. I restanti consiglieri ed il Sindaco Di Fiori hanno invece deciso di astenersi.
Non è stato possibile votare nessun altro punto all’ordine del giorno. Questo perché, come spiega il consigliere Luca Fanco, a seguito della votazione su Aipa è stata richiesta la verifica del numero legale, il quale non è stato raggiunto a causa dell’assenza dei dieci consiglieri che precedentemente avevano votato a favore della mozione. Circostanza, questa, che ha spinto Fanco a dichiarare in un comunicato stampa che: “Il Sindaco Luca Di Fiori non ha più la maggioranza in Consiglio comunale”.
Con la mozione è stato modificato il precedente deliberato in questi punti: “Il Consiglio comunale delibera, in via di autotutela, la sospensione del contratto con Aipa S.p.a per un tempo massimo di trenta giorni al fine di accertare, attraverso il dirigente Dott. Cosimo Mazzone e ogni organo deputato, la legittimità degli atti e le eventuali modifiche del contratto da apportare in forza alla legge del decreto “Salva Italia” e le altre leggi vigenti in materia. Inoltre si richiede allo stesso dirigente di relazionare dettagliatamente sulle verifiche”.
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