14 ottobre 2012
11 ottobre 2012
PASQUINO ARDEATINO: scorretto il comportamento dei consiglieri comunali
Molti,
ansiosi cittadini, hanno voluto assistere ai lavori del Consiglio
Comunale, e in molti si sono innervositi per il ritardo con il quale gli
illustri eletti si presentavano all'appuntamento.
L’ex-Presidente Policarpo Violante si è scusato con loro.
Avrebbe
però dovuto anche informarli che al teatrino del Consiglio Comunale di
Ardea è prassi consolidata iniziare lo show in TERZA CONVOCAZIONE,
ovvero UN'ORA DOPO LA SECONDA!!
Siamo al mare: inutile aspettarsi aria di Monti!
Pasquino Ardeatino
10 ottobre 2012
07 ottobre 2012
Incendio doloso nella notte ad Ardea: nel mirino l'ufficio tecnico comunale
Le fiamme aggrediscono l’ufficio demanio marittimo, uso civico, ufficio
abusivismo edilizio sezione demolizione coatte, ufficio cimiteriale. Ma i
faldoni delle pratiche andate distrutte erano già stati fotocopiati
dalla Guardia di Finanza
da Il Faro on line - Notte di fuoco e di paura ad Ardea. Un incendio doloso ha devastato l’ufficio tecnico comunale. L’allarme è scattato attorno alle 23.00 circa. Incendiato l’ufficio demanio marittimo, uso civico, ufficio abusivismo edilizio sezione demolizione coatte, ufficio cimiteriale. Ingenti i danni. Per il momento tutta la palazzina è stata dichiarata inagibile; poi, passata la nottata, un nuovo sopralluogo da parte del dirigente dell’area tecnica Arch. Antonello Rocca sarà utile per decidere quale parte potrà essere accessibile ai dipendenti e al pubblico.
Risparmiato dalle fiamme l’ufficio condono edilizio. L’incendio potrebbe aver provocato danni al solaio del primo piano soltanto nella parte in cui è stato più intenso, ma è tutto da verificare. Gli uffici interessati dal fuoco sono situati al piano terra con finestre che affacciano sul piazzale in un lato coperto. I primi a giungere sul posto sono stati il comandante della tenenza Antonio Landi con il maresciallo Domenico Caputo e due carabinieri; a seguire i vigili del fuoco di Pomezia e il capitano Aldo Secci della municipale.
Non è la prima volta ad Ardea che si verificano incendi dolosi, in passato fu dato alle fiamme un noto ristorante del lungomare, una rivendita di materiali edili, sale giochi, auto di giornalisti scomodi. Certo è che stavolta, forse più di altre, il rogo sembra veramente "ad orologeria": l’ufficio demanio ed uso civico, imnfatti, avevano in corso accertamenti della Guardia di Finanza.
L'inchiesta sul rogo è stata affidata ai carabinieri della locale tenenza che stanno indagando a tutto campo. Ardea resta sempre più un paese dove la delinquenza sta prendendo piede. L'ufficio tecnico, peraltro. da un po' di tempo è sempre più oggetto di missive anonime e di indagini da parte della Procura di Velletri. Il responsabile del settore demanio ed uso civico, non dispera - nonostante le pratiche siano in parte bruciate o annerite dal fumo - che possano essere ricostruite, oltre al fatto che gli stessi investigatori delle Fiamme Gialle durante i loro accessi avevano fotocopiato ogni documento. Il vero danno è che se l’ufficio tecnico venisse dichiarato agibile si fermerebbe l’incasso primario per il Comune essendo questo l’ufficio che produce il maggior gettito di entrate.
Lo stabile è stato sottoposto a sequestro giudiziario. La vigilanza è stata affidata alla Polizia Municipale che sta svolgendo i turni di guardia.
L’incendio avviene in un momento di crisi politica nel quale la maggioranza è diventata minoranza, e mercoledì si potrebbe verificare che non ci siano i voti sufficienti per approvare il bilancio. C'è anche chi ha ipotizzato che questo incendio possa essere un "diversivo" per distogliere l'attenzione dalle vicende politiche.
Luigi Centore
da Il Faro on line - Notte di fuoco e di paura ad Ardea. Un incendio doloso ha devastato l’ufficio tecnico comunale. L’allarme è scattato attorno alle 23.00 circa. Incendiato l’ufficio demanio marittimo, uso civico, ufficio abusivismo edilizio sezione demolizione coatte, ufficio cimiteriale. Ingenti i danni. Per il momento tutta la palazzina è stata dichiarata inagibile; poi, passata la nottata, un nuovo sopralluogo da parte del dirigente dell’area tecnica Arch. Antonello Rocca sarà utile per decidere quale parte potrà essere accessibile ai dipendenti e al pubblico.
Risparmiato dalle fiamme l’ufficio condono edilizio. L’incendio potrebbe aver provocato danni al solaio del primo piano soltanto nella parte in cui è stato più intenso, ma è tutto da verificare. Gli uffici interessati dal fuoco sono situati al piano terra con finestre che affacciano sul piazzale in un lato coperto. I primi a giungere sul posto sono stati il comandante della tenenza Antonio Landi con il maresciallo Domenico Caputo e due carabinieri; a seguire i vigili del fuoco di Pomezia e il capitano Aldo Secci della municipale.
Non è la prima volta ad Ardea che si verificano incendi dolosi, in passato fu dato alle fiamme un noto ristorante del lungomare, una rivendita di materiali edili, sale giochi, auto di giornalisti scomodi. Certo è che stavolta, forse più di altre, il rogo sembra veramente "ad orologeria": l’ufficio demanio ed uso civico, imnfatti, avevano in corso accertamenti della Guardia di Finanza.
L'inchiesta sul rogo è stata affidata ai carabinieri della locale tenenza che stanno indagando a tutto campo. Ardea resta sempre più un paese dove la delinquenza sta prendendo piede. L'ufficio tecnico, peraltro. da un po' di tempo è sempre più oggetto di missive anonime e di indagini da parte della Procura di Velletri. Il responsabile del settore demanio ed uso civico, non dispera - nonostante le pratiche siano in parte bruciate o annerite dal fumo - che possano essere ricostruite, oltre al fatto che gli stessi investigatori delle Fiamme Gialle durante i loro accessi avevano fotocopiato ogni documento. Il vero danno è che se l’ufficio tecnico venisse dichiarato agibile si fermerebbe l’incasso primario per il Comune essendo questo l’ufficio che produce il maggior gettito di entrate.
Lo stabile è stato sottoposto a sequestro giudiziario. La vigilanza è stata affidata alla Polizia Municipale che sta svolgendo i turni di guardia.
L’incendio avviene in un momento di crisi politica nel quale la maggioranza è diventata minoranza, e mercoledì si potrebbe verificare che non ci siano i voti sufficienti per approvare il bilancio. C'è anche chi ha ipotizzato che questo incendio possa essere un "diversivo" per distogliere l'attenzione dalle vicende politiche.
Luigi Centore
Bersani gela Vendola : patto di obbedienza e cessione di sovranità di SEL al PD
"Per noi ci sono due elementi irrinunciabili: la responsabilita' tra i
contraenti del patto e l'apertura a forze moderate", Bersani nella
replica finale all'assemblea del Pd rincara la dose sui temi che mettono
in difficoltà Vendola e gira il coltello nella piaga di SEL. Ovvero la
questione del programma e la questione delle alleanze. Il segretario del
PD parla di "credibilita" delle alleanze per esorcizzare l'Unione di
Prodi. Ancora nella memoria di Bersani e' rimasto uno scenario che e'
stellarmente lontano da oggi "arrivammo a 13 partiti - dice Bersani -
oggi c'e' il Pd" e per questo la "cessione di sovranita' con la
decisione a maggioranza nei gruppi parlamentari, e' un punto fermo".
Bersani deve dimostrare al resto del mondo - cioè ai mercati e
speculatori - che è in grado di tenere salda una futura maggioranza di
Governo, che dovrà fare politiche impopolari, e che per fare questo
deve chiudere ogni frizione possibile fin dall'inizio.
Se queste dichiarazioni saranno confermate dai fatti, si tratta di una sorta di commissariamento dei partiti dell'alleanza progressista. SEL e PSI diverrebbero in parlamento una sorta di satelliti del Pd. Con questo schema infatti il partito di maggioranza potrà sviluppare senza grossi problemi le "controriforme" che impongono i trattati europei a colpi di voto in una sorta di "gruppone parlamentare congiunto" piegando ogni resistenza. Ma non è finita, perchè questo schema servirà per aprire di nuovo la partita con l'UDC che in risposta alza la posta sulle elezioni regionali del Lazio. Il secondo punto che Bersani ha affermato infatti "e' il principio di apertura ai moderati dell'alleanza: noi costruiamo il campo progressista ma siamo aperti a forze moderate e europeiste" ha detto. Parole queste che hanno fatto spellare le mani a Beppe Fioroni che nel suo intervento di oggi si era detto "preoccupato" proprio su questo aspetto. Oggi Bersani ha vinto una partita di non poco conto, è uscito rafforzato dal voto dell'assemblea ed ha una legittimazione politica unitaria. Ciò vuol dire che quando il segretatario del PD nei prossimi giorni s'incontrerà per discutere di programma e carta d'intenti con Vendola e Nencini lo farà avendo rapporti di forza infinitamente favorevoli rispetto agli alleati. Bersani inoltre non può permettersi troppe sbavature a sinistra dato che Renzi lo incalza da destra e dovrà per forza tenere il punto fermo. Il meccanismo delle primarie che doveva sparigliare da sinistra il PD sta finendo per inglobare SEL su di un programma che alla fine della fiera sarà in continuità con i punti fissati nella lettera di Mario Draghi e poi di fatto ratificati nel Fiscal Compact e nel vincolo di bilancio in costituz
Se queste dichiarazioni saranno confermate dai fatti, si tratta di una sorta di commissariamento dei partiti dell'alleanza progressista. SEL e PSI diverrebbero in parlamento una sorta di satelliti del Pd. Con questo schema infatti il partito di maggioranza potrà sviluppare senza grossi problemi le "controriforme" che impongono i trattati europei a colpi di voto in una sorta di "gruppone parlamentare congiunto" piegando ogni resistenza. Ma non è finita, perchè questo schema servirà per aprire di nuovo la partita con l'UDC che in risposta alza la posta sulle elezioni regionali del Lazio. Il secondo punto che Bersani ha affermato infatti "e' il principio di apertura ai moderati dell'alleanza: noi costruiamo il campo progressista ma siamo aperti a forze moderate e europeiste" ha detto. Parole queste che hanno fatto spellare le mani a Beppe Fioroni che nel suo intervento di oggi si era detto "preoccupato" proprio su questo aspetto. Oggi Bersani ha vinto una partita di non poco conto, è uscito rafforzato dal voto dell'assemblea ed ha una legittimazione politica unitaria. Ciò vuol dire che quando il segretatario del PD nei prossimi giorni s'incontrerà per discutere di programma e carta d'intenti con Vendola e Nencini lo farà avendo rapporti di forza infinitamente favorevoli rispetto agli alleati. Bersani inoltre non può permettersi troppe sbavature a sinistra dato che Renzi lo incalza da destra e dovrà per forza tenere il punto fermo. Il meccanismo delle primarie che doveva sparigliare da sinistra il PD sta finendo per inglobare SEL su di un programma che alla fine della fiera sarà in continuità con i punti fissati nella lettera di Mario Draghi e poi di fatto ratificati nel Fiscal Compact e nel vincolo di bilancio in costituz
06 ottobre 2012
NO ALL'INCENERITORE DI ALBANO
Condividiamo il comunicato stampa
del Comitato No Inceneritore di Albano.
Tema
caldo ai Castelli Romani e ad Albano ancor di più, dove di
differenziata non se ne vede l'ombra. Dura ormai da oltre 5 anni la
guerra dei NOINC contro la discarica e il progetto d'incenerimento di
Roncigliano. Tante battaglie combattute sul territorio e per il
territorio.
Di
iniziative atte al coinvolgimento di tutti i cittadini, non solo di
Albano, se ne contano ormai a dozzine: sit-in in ogni dove, comune,
provincia regione ma soprattutto in discarica, manifestazioni,
cortei, assemblee pubbliche, con sempre un solo ed unico obiettivo:
chiusura e bonifica della discarica di Roncigliano e stop alla
costruzione del Cancrovalorizzatore più grande d'Europa.
Il 29 e 30 settembre, l'ennesima iniziativa, ancora una volta in discarica, a ridosso del VII invaso, ultimo nato. Tra i vigneti dei Castelli Romani è andato in scena il IV discamping, con la partecipazione attiva di numerosi cittadini di zona e non solo. Neanche le avverse condizioni meteo hanno impedito lo svolgersi delle attività: cena, pranzo e dibattiti, sotto quei vitigni, da poco privati del loro frutto, che gridano vendetta ad ogni alba e ad ogni tramonto davanti al terrapieno impropriamente e illegalmente costruito e annesso alla discarica.
Il 29 e 30 settembre, l'ennesima iniziativa, ancora una volta in discarica, a ridosso del VII invaso, ultimo nato. Tra i vigneti dei Castelli Romani è andato in scena il IV discamping, con la partecipazione attiva di numerosi cittadini di zona e non solo. Neanche le avverse condizioni meteo hanno impedito lo svolgersi delle attività: cena, pranzo e dibattiti, sotto quei vitigni, da poco privati del loro frutto, che gridano vendetta ad ogni alba e ad ogni tramonto davanti al terrapieno impropriamente e illegalmente costruito e annesso alla discarica.
Il
Movimento 5 stelle di Albano, insieme ai Meetup di Ardea e
Ciampino/Morena, hanno anch'essi preso parte attivamente
all'iniziativa, ovvero adoperandosi nella messa in moto di una
raccolta differenziata estemporanea! Muniti di guanti e relative
istruzioni hanno fatto sì che a fine campeggio di indifferenziato
risultasse solamente un sacchetto da 50 L, tra l'altro solo
parzialmente pieno ... praticamente nulla rispetto al numero di
persone presenti dal sabato mattina.
Una compostiera per l'organico, realizzata sul posto che ha da subito iniziato a "digerire" il conferito, 3 punti di raccolta , per separare PLASTICA, VETRO, ALLUMINIO E CARTA, un accurato controllo affinché niente finisse nel contenitore sbagliato: tutto per dimostrare che l'alternativa alle discariche e agli inceneritori è possibile e fattibile nell'immediato.
Una compostiera per l'organico, realizzata sul posto che ha da subito iniziato a "digerire" il conferito, 3 punti di raccolta , per separare PLASTICA, VETRO, ALLUMINIO E CARTA, un accurato controllo affinché niente finisse nel contenitore sbagliato: tutto per dimostrare che l'alternativa alle discariche e agli inceneritori è possibile e fattibile nell'immediato.
La
materia prima-seconda prodotta è così suddivisa:
- ¼ di mc d'organico
- 9 sacchi da 100 L cad. di materiale plastico
- 4 sacchi da 80 L cad. di vetro
- 1,5 mc di cartone e carta
- 1 sacco da 50 L di alluminio
- ¼ di mc d'organico
- 9 sacchi da 100 L cad. di materiale plastico
- 4 sacchi da 80 L cad. di vetro
- 1,5 mc di cartone e carta
- 1 sacco da 50 L di alluminio
Tutto
il materiale, pari a 80 KG circa - vetro escluso (inserito nelle
apposite campane!) - è stato conferito presso un'azienda di
Cancelliera - contattata nei giorni precedenti - che provvederà ora
al reinserimento dei materiali, tramite gli appositi consorzi di
riciclo, all'interno della catena produttiva. L'azienda ha
riconosciuto anche un compenso economico di 5€ come rimborso per il
conferimento dei materiali. Con relativa fattura.
No
all'inceneritore di Albano, No al VII invaso (ed annesso terrapieno)
di Roncigliano, Sì a raccolta differenziata porta a porta associata
a riduzione , riuso e riciclo dei rifiuti solidi urbani!!
intervento di pasquino ardeatino
Dal Faroonline:
"Crisi,
pronti a raccogliere tutte le proposte e le offerte da parte degli
artigiani e commercianti ma anche di professionisti che volessero
aderire alla nostra idea", così si racconta il Nuovo CdQ Nuova Florida di Ardea.
Bene. Cominciamo. Premettiamo che la Nuova Floridia
non è altro che un quartiere, una parte della cittadina di Ardea, e che
quindi la visione non si deve limitare ad una parte, ma sarebbe meglio
si rivolgesse per un tale progetto al TUTTO.
1. Come prima cosa intervenite subito (se ne avete la capacità, la forza, l’autorevolezza e...l’appoggio politico) con urgenza
affinché in Consiglio Comunale non passi una SCIAGURATA e CRETINA
PROPOSTA di istituzione di una TASSA DI SOGGIORNO per Ardea (a fronte di
introiti di poche migliaia di Euro, si scoraggia un già asfittico
settore turistico).
2. Date
forza ed appoggio al progetto di ricostruzione del Castello di Ardea,
pretendendo però che lo stesso preveda spazi per ospitare “botteghe
artigiane”nello stesso.
Dal Faroonline:
"Crisi,
pronti a raccogliere tutte le proposte e le offerte da parte degli
artigiani e commercianti ma anche di professionisti che volessero
aderire alla nostra idea", così si racconta il Nuovo CdQ Nuova Florida di Ardea.
Bene. Cominciamo. Premettiamo che la Nuova Floridia
non è altro che un quartiere, una parte della cittadina di Ardea, e che
quindi la visione non si deve limitare ad una parte, ma sarebbe meglio
si rivolgesse per un tale progetto al TUTTO.
1. Come prima cosa intervenite subito (se ne avete la capacità, la forza, l’autorevolezza e...l’appoggio politico) con urgenza
affinché in Consiglio Comunale non passi una SCIAGURATA e CRETINA
PROPOSTA di istituzione di una TASSA DI SOGGIORNO per Ardea (a fronte di
introiti di poche migliaia di Euro, si scoraggia un già asfittico
settore turistico).
2. Date
forza ed appoggio al progetto di ricostruzione del Castello di Ardea,
pretendendo però che lo stesso preveda spazi per ospitare “botteghe
artigiane”nello stesso.
3. Invitate
successivamente con “bandi” piccoli operatori (se locali meglio) del
settore (ciabattini e costruttori di scarpe su misura, sartorie e
camiciai, norcini, caseari e produttori di conserve,
pasticceri/panettieri, ceramisti/pittori/scultori, produttori di
miele/marmellate artigianali, vivaisti ed artisti di composizioni
floreali, artisti della lavorazione del legno, della pietra o di
metalli, ecc.) a richiedere ed occupare tali spazi per offrire al pubblico i loro prodotti artigianali .
4. Pretendete all’Amministrazione Comunale di operare – avvalendosi anche
dei diversi esperti locali, da sempre denigrati ed ignorati – la
valorizzazione, la documentazione, la pubblicizzazione e promozione delle
incommensurabili ricchezze archeologiche, storiche paesaggistiche e
museali di Ardea (A proposito, che fine ha fatto la raccolta il “Museo
Archeologico” di Ardea?)
5. Fate istituire un organo di controllo e garanzia sulle qualità delle strutture ricettive del territorio
(alberghi, pensioni, ristoranti, bed and breakfast, affittacamere),
nonché dei servizi offerti dalle strutture balneari stagionali. Esiste
la possibilità di incrementarle e migliorarle?
6. Avvalendosi
di esperti del settore preparate poi – concordandovi con gli operatori
locali -dei “pacchetti turistici” per singoli, gruppi, circoli,
istituzioni sociali, culturali ed accademiche, ecc per visite e
soggiorni di qualche notte in questa località che se - strutturata come
sopra indicato - potrebbe diventare di grande interesse turistico.
Questa,
in sintonia con le Istituzioni locali, è la falsariga sulla quale
dovete operare, se volete davvero il bene della collettività, la
creazione ed il mantenimento di posti di lavoro per i nostri giovani,
Tutto
il resto è solo una onesta dichiarazione di buone intenzioni, ma,
purtroppo, e come al solito, un mucchio di vani propositi ed
inconcludenti chiacchere.
Il vostro
Pasquino Ardeatino
3. Invitate
successivamente con “bandi” piccoli operatori (se locali meglio) del
settore (ciabattini e costruttori di scarpe su misura, sartorie e
camiciai, norcini, caseari e produttori di conserve,
pasticceri/panettieri, ceramisti/pittori/scultori, produttori di
miele/marmellate artigianali, vivaisti ed artisti di composizioni
floreali, artisti della lavorazione del legno, della pietra o di
metalli, ecc.) a richiedere ed occupare tali spazi per offrire al pubblico i loro prodotti artigianali .
4. Pretendete all’Amministrazione Comunale di operare – avvalendosi anche
dei diversi esperti locali, da sempre denigrati ed ignorati – la
valorizzazione, la documentazione, la pubblicizzazione e promozione delle
incommensurabili ricchezze archeologiche, storiche paesaggistiche e
museali di Ardea (A proposito, che fine ha fatto la raccolta il “Museo
Archeologico” di Ardea?)
5. Fate istituire un organo di controllo e garanzia sulle qualità delle strutture ricettive del territorio
(alberghi, pensioni, ristoranti, bed and breakfast, affittacamere),
nonché dei servizi offerti dalle strutture balneari stagionali. Esiste
la possibilità di incrementarle e migliorarle?
6. Avvalendosi
di esperti del settore preparate poi – concordandovi con gli operatori
locali -dei “pacchetti turistici” per singoli, gruppi, circoli,
istituzioni sociali, culturali ed accademiche, ecc per visite e
soggiorni di qualche notte in questa località che se - strutturata come
sopra indicato - potrebbe diventare di grande interesse turistico.
Questa,
in sintonia con le Istituzioni locali, è la falsariga sulla quale
dovete operare, se volete davvero il bene della collettività, la
creazione ed il mantenimento di posti di lavoro per i nostri giovani,
Tutto
il resto è solo una onesta dichiarazione di buone intenzioni, ma,
purtroppo, e come al solito, un mucchio di vani propositi ed
inconcludenti chiacchere.
Il vostro
Pasquino Ardeatino
05 ottobre 2012
Zingaretti, Roma, il Pd e il fattore Tafazzi
Le alchimie del partito nel Lazio, con Zingaretti dirottato alla
Pisana dopo che da mesi stava tessendo la tela per Roma. È l’ennesimo
autogol politicista di un centrosinistra che non impara mai le lezioni
del passato.
Perché? Non c’è altro da chiedersi di fronte all’ennesimo (sic)
autogol del Pd. Un desiderio tafazziano e masochista che
contraddistingue ormai il Dna e la storia di questo partito.
La scelta di dirottare Zingaretti – manco fosse un pacco celere – dalla candidatura a sindaco di Roma a quella di presidente di Regione sa proprio di film già visto. Le candidature scelte col pallottoliere, col manuale Cencelli, senza pensare un secondo a ciò che conterebbe davvero: l’opportunità e il disegno politico che si vorrebbe perseguire, l’idea di città e di Paese che ai cittadini si vorrebbe trasmettere.
Ricapitolando velocemente, il tafazzismo del Pd è ormai roba da libri di storia. Appena s’annusa la vittoria, il Pd scappa. Perché la voglia di spremersi le meningi dopo ogni rovinosa sconfitta su temi enormi tipo “la crisi della sinistra” è sempre troppo forte. Ma non è questione di crisi della sinistra: è la solita incapacità di lettura di ciò che il proprio popolo chiede.
A livello nazionale, per dire, il centrodestra è ormai in mille pezzi, Monti – a parole – dice di volersi tirare indietro e il centrosinistra cosa fa? Intraprende una faida interna, l’ennesima: una guerra civile tra Renzi e Bersani che sabato si paleserà in un’assemblea in cui sono previsti morti e feriti. Ottimo. Intanto la crisi morde sempre i soliti ormai da quattro anni, il Pil non cresce, disoccupazione e precarietà invece sì. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è tornato quello degli anni ’80, e finirà che in molti rimpiangeranno il Caf.
Dicevamo di Zingaretti. Oggi ufficializzerà la propria candidatura alla Regione, dopo che per mesi e mesi si era adoperato (e bene) per presentarsi a Roma, come sfidante di Gianni Alemanno. Figurarsi, «era tutto uno scherzo» per dirla alla Bertinotti-Guzzanti. Il fratello di Montalbano aveva scaldato i motori: buon presidente di Provincia, da mesi si era tirato fuori dalle diatribe nazionali occupandosi solo della Capitale. Ragionando sul come “liberarla” dalla giunta Alemanno. Chiudendo un’era, durata fin troppo tempo, contrassegnata da Parentopoli, fascistumi riciclati e ripuliti, conti in rosso, metro inaugurate e già mal funzionanti, gaffe a ripetizione. Una città stuprata. Dalla destra più affamata della storia repubblicana. I sondaggi davano strafavorito Zingaretti, il “camerata” Gianni ipotizzava persino il ritiro per paura di una vittoria schiacciante dell’avversario. E invece eccolo lì, entra in campo col piedino bello caldo il fattore Tafazzi: perché essere coerenti coi propri cittadini?, meglio il sano politichese e il cambio repentino. Allora ragazzi, facciamo così: Nicola, tu vai alla Regione. A Roma ci piazziamo un bel tecnico-cattolico calato dall’alto (direttamente dal regno dei cieli) come Riccardi e la cacio e pepe è servita. Il quale, assai più serio e metodico di Alemanno, farà le cose per bene: privatizzazioni di beni pubblici e frequentazioni assidue con l’Oltretevere. Rapporti di buon vicinato, anzi una bella joint venture Stato Pontificio style.
In Rete si ironizza sul possibile candidato a Roma nel caso Riccardi rifiutasse. Potrebbe essere un volto nuovo come Francesco Rutelli, così finalmente l’Api darà un senso alla propria esistenza. O magari l’evergreen Emma Bonino, che anche lei è la sempreverde delle candidature planetarie. O Walter Veltroni!, che tanto poi in Africa non c’è più andato.
La morale della favola è che il tramortito Alemanno da oggi tramortito lo è un po’ di meno. E sembra di assistere di nuovo alle scellerate decisioni del 2008, con Veltroni che molla Roma per puntare a Palazzo Chigi e per compensare chissà quali equilibri a noi esseri umani imperscrutabili viene candidato Rutelli, al momento bollito da circa undici anni. Finì con due disastrose sconfitte, ovviamente.
Poi chissà, forse un giorno il Pd capirà che Roma – ma anche il Lazio, ma anche l’Italia – è una cosa seria, non un parcheggio, non una casella, non una pietra di scambio per assetti futuri, non un cimitero degli elefanti.
La scelta di dirottare Zingaretti – manco fosse un pacco celere – dalla candidatura a sindaco di Roma a quella di presidente di Regione sa proprio di film già visto. Le candidature scelte col pallottoliere, col manuale Cencelli, senza pensare un secondo a ciò che conterebbe davvero: l’opportunità e il disegno politico che si vorrebbe perseguire, l’idea di città e di Paese che ai cittadini si vorrebbe trasmettere.
Ricapitolando velocemente, il tafazzismo del Pd è ormai roba da libri di storia. Appena s’annusa la vittoria, il Pd scappa. Perché la voglia di spremersi le meningi dopo ogni rovinosa sconfitta su temi enormi tipo “la crisi della sinistra” è sempre troppo forte. Ma non è questione di crisi della sinistra: è la solita incapacità di lettura di ciò che il proprio popolo chiede.
A livello nazionale, per dire, il centrodestra è ormai in mille pezzi, Monti – a parole – dice di volersi tirare indietro e il centrosinistra cosa fa? Intraprende una faida interna, l’ennesima: una guerra civile tra Renzi e Bersani che sabato si paleserà in un’assemblea in cui sono previsti morti e feriti. Ottimo. Intanto la crisi morde sempre i soliti ormai da quattro anni, il Pil non cresce, disoccupazione e precarietà invece sì. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è tornato quello degli anni ’80, e finirà che in molti rimpiangeranno il Caf.
Dicevamo di Zingaretti. Oggi ufficializzerà la propria candidatura alla Regione, dopo che per mesi e mesi si era adoperato (e bene) per presentarsi a Roma, come sfidante di Gianni Alemanno. Figurarsi, «era tutto uno scherzo» per dirla alla Bertinotti-Guzzanti. Il fratello di Montalbano aveva scaldato i motori: buon presidente di Provincia, da mesi si era tirato fuori dalle diatribe nazionali occupandosi solo della Capitale. Ragionando sul come “liberarla” dalla giunta Alemanno. Chiudendo un’era, durata fin troppo tempo, contrassegnata da Parentopoli, fascistumi riciclati e ripuliti, conti in rosso, metro inaugurate e già mal funzionanti, gaffe a ripetizione. Una città stuprata. Dalla destra più affamata della storia repubblicana. I sondaggi davano strafavorito Zingaretti, il “camerata” Gianni ipotizzava persino il ritiro per paura di una vittoria schiacciante dell’avversario. E invece eccolo lì, entra in campo col piedino bello caldo il fattore Tafazzi: perché essere coerenti coi propri cittadini?, meglio il sano politichese e il cambio repentino. Allora ragazzi, facciamo così: Nicola, tu vai alla Regione. A Roma ci piazziamo un bel tecnico-cattolico calato dall’alto (direttamente dal regno dei cieli) come Riccardi e la cacio e pepe è servita. Il quale, assai più serio e metodico di Alemanno, farà le cose per bene: privatizzazioni di beni pubblici e frequentazioni assidue con l’Oltretevere. Rapporti di buon vicinato, anzi una bella joint venture Stato Pontificio style.
In Rete si ironizza sul possibile candidato a Roma nel caso Riccardi rifiutasse. Potrebbe essere un volto nuovo come Francesco Rutelli, così finalmente l’Api darà un senso alla propria esistenza. O magari l’evergreen Emma Bonino, che anche lei è la sempreverde delle candidature planetarie. O Walter Veltroni!, che tanto poi in Africa non c’è più andato.
La morale della favola è che il tramortito Alemanno da oggi tramortito lo è un po’ di meno. E sembra di assistere di nuovo alle scellerate decisioni del 2008, con Veltroni che molla Roma per puntare a Palazzo Chigi e per compensare chissà quali equilibri a noi esseri umani imperscrutabili viene candidato Rutelli, al momento bollito da circa undici anni. Finì con due disastrose sconfitte, ovviamente.
Poi chissà, forse un giorno il Pd capirà che Roma – ma anche il Lazio, ma anche l’Italia – è una cosa seria, non un parcheggio, non una casella, non una pietra di scambio per assetti futuri, non un cimitero degli elefanti.
da controlacrisi.org
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