15 novembre 2012

O con il pd o con la rivolta.


L' Europa è oramai uno continente autoritario a ideologia liberista nel quale ogni forma di contestazione al comando finanziario viene schiacciata con la repressione feroce della polizia. Nulla è più come prima, lo si capisce anche guardando alla Spagna dove al crescere della protesta e della sua organizzazione aumenta la repressione. Del resto se si pensa a come le classi dominanti gestiranno l'attuazione del rigore di bilancio per i prossimi venti anni, l'immaginazione non troiva spazio.
Ieri ero in piazza con gli studenti, sono stato con loro fino alla fine, cioè fino a quando siamo riusciti a scappare dalla morsa di Viale Trastevere dove la polizia ci aveva di fatto rinchiusi. Non è la prima volta che la polizia manganella i “book block”, ma questa volta la carica è stata lunghissima, profonda e continua. Quella carica della polizia è la metafora di questo paese, chi vuol protestare sotto i palazzi del potere deve essere spinto all'esterno, la sua voce non si deve sentire, la sua rabbia non può essere accolta. Non c'è mediazione, la democrazia viene separata dagli interessi del capitalismo. Ironia della sorte, ieri vicino a quella piazza del Popolo irraggiungibile per gli studenti, si svolgeva l'incontro semi segreto del gruppo Bildeberg con la presenza di molti politici italiani. Le classi dominanti, responsabili della crisi vengono insomma ben accolte e ascoltate, mentre chi la  crisi la subisce è spinto ai margini.  Mentre scrivo questo articolo sento in TV l'ultimo discorso di Mario Draghi, annuncia che i governi dovranno dimostrare ai mercati di essere credibili e dovranno farlo per un lungo periodo con l'attuazione del patto fiscale ( Fiscal Compact). Un messaggio chiaro, su cui quanti pensano che con Bersani premier si apriranno spazi per le classi popolari, dovrebbero riflettere. Gli studenti questo discorso lo hanno capito molto di più di quanto si pensi, perchè sanno cosa li aspetta.  A differenza delle altre volte infatti la composizione sociale di questa manifestazione segnala delle novità: studenti medi più numerosi degli universitari, ed una presenza consistente dei figli della periferia romana che hanno manifestato una maggiore radicalità. “One solution, revolution!”, gridavano, uno slogan questo che non mi capitava di sentire da parecchio nei cortei. Mi ha colpito molto la determinazione e la radicalità di questi ragazzi. Se a Ostia la mobilitazione in queste settimane è stata più consistente del centro metropolitano qualcosa vorrà pur dire. Forse vuol dire che siamo dentro ad un nuovo movimento di contestazione all'Austerity. I giovani delle periferie dei Pigs, ci hanno detto che dentro la gerarchizzazione del lavoro in Europa, loro non vogliono essere il bacino di forza lavoro disciplinato a bassi salari, ci dicono che non vogliono fare la fine delle loro madri e padri, disoccupati e precari a vita. Questo movimento va nella direzione opposta a quello che abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, e non vede ( giustamente ) nessun Governo amico, tanto più se questo è fatto con gli amici di quelli che oggi sostengono Monti e firmano una carta d'intenti che prevede il rispetto e l'obbedienza ai diktat della Merkel, mi riferisco ad esempio ai Fantastici 5. Ieri a Pomigliano un cartellone dei centri sociali lanciava un chiarissimo messaggio a chi pensa di dire parole di sinistra per andare a destra, “O con il PD o con la rivolta”. Ognuno scelga da che parte stare.

13 novembre 2012

CONSIGLIO COMUNALE 14 NOVEMBRE



Il Presidente Massimiliano Giordani convoca la seduta del Consiglio comunale per il giorno 14 novembre alle ore 17,00 presso la Pineta dei Liberti (Ardea - Tor San Lorenzo) per la trattazione del seguente Ordine del Giorno:

1 Approvazione verbale sedute precedenti

2 Comunicazioni del Sindaco

3 Mozioni Interrogazioni Interpellanze

4 Discussione Mozione presentata in data 19/10/2012

5 Consiglio comunale del 28/09/2012 - Mozione su contratto per attività di accertamento e liquidazione tributi comunali. Provvedimenti.

11 novembre 2012

D'Alema smaschera il vero volto del Pd: "Noi non siamo da meno di Monti nel rigore e nel rispetto degli impegni europei"

Altro che tattica e tatticismi. D'Alema svela il bluff del Pd in una intervista rilasciata al quotidiano 'Il Messaggero'. «Se Bersani sarà il candidato premier» del centrosinistra e vince le elezioni spetterà a lui formare l'esecutivo, eventualmente cercando «un patto con i moderati per allargare la maggioranza». In un altro passaggio l'affermazione più importante, quella che riguarda il programma e che fa capire bene quale futuro ci attende se il centrosinistra governerà il Paese. «Noi non siamo da meno di Monti nel rigore e nel rispetto degli impegni europei», dice D'Alema, che ricorda: «Il giorno in cui si è insediato a Monti dissi: ti auguro di avvicinarti alle nostre performance. Non ce l'ha fatta anche per colpa della crisi».
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano Vendola e tutti quelli che corteggiano-sostengono il leader Bersani. Se tutto andrà secondo pronostico, ne vedremo delle belle...

06 novembre 2012

Liste arancioni, parte la campagna

"Cambiare si può". 70 firme lanciano un appello che chiede una presenza al voto che sia fuori dalla morsa tra Grillo e centrosinistra, fra ritiro nell'astensione e adesione all'agenda Monti. Le prime iniziative
Un'operazione «complicata ma necessaria, che deve essere messa in campo subito», prima che l'elettore progressivo, sfinito o imbufalito, si rassegni a scegliere tra «Monti e Monti, cioè tra i tecnocratici puri e i partiti che vorrebbero sostituire i tecnici senza segnare una netta discontinuità con la loro agenda, come propone la carta d'intenti della coalizione Pd-Sel-Psi; o votare il Movimento 5 stelle; o ritirarsi nell'astensione».

Di liste arancioni si parla da mesi. Ma, stavolta - giurano gli organizzatori - si parte sul serio. Ieri è stato presentato l'appello «Cambiare si può! Noi ci stiamo», promotori e primi firmatari i sociologi Luciano Gallino e Marco Revelli, e l'ex magistrato Livio Pepino (ora a capo delle Edizioni Abele di don Ciotti). Seguiti da una distesa di nomi dell'associazionismo (come don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera), intellettuali e giuristi (Paul Ginsborg, Tonino Perna, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei), amministratori (anche della Val Susa), artisti e scrittori (Moni Ovadia, Massimo Carlotto, Sabina Guzzanti, Gianmaria Testa), delegati sindacali (come Antonio Di Luca, uno dei lavoratori di Pomigliano discriminati da Marchionne), giornalisti (Oliviero Beha, Gabriele Polo), e don Gallo, Haidi Giuliani, Riccardo Petrella, Guido Viale.
Stavolta, giurano, non è solo di un appello: è una concretissima «campagna» che porterà, un passo alla volta ma ormai di corsa, ad un'iniziativa il primo dicembre, dopo le primarie ma - non a caso - prima del ballottaggio: come per dire che ci sarà una «presenza arancione» nel 2013 chiunque vinca ai gazebo, qualunque legge elettorale venga apparecchiata. Che pure non è variabile irrilevante ai fini dell'organizzazione e quindi del rapporto - lista o coalizione - con i partiti come Prc e Idv. Intanto «i fatti richiedono un'iniziativa politica nuova e intransigente», dice l'appello (lo pubblichiamo per esteso a pag.14), «per non restare muti» e «rompere con la logica paralizzante delle compatibilità», «non la raccolta dei cocci di esperienze fallite, dei vecchi ceti politici, delle sigle di partito, della protesta populista» e che porti «alla costituzione di un polo alternativo agli attuali schieramenti, con uno sbocco immediato anche a livello elettorale» che convochi le migliaia di persone mobilitate «dalla pace ai referendum, movimenti, associazioni, singoli, amministratori di piccole e grandi città, lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, studenti, insegnanti, intellettuali, pensionati, migranti in un progetto di rinnovamento». Parte delle firme provengono da Alba (alleanza lavoro benicomuni ambiente), ma stavolta «siamo ancora più ambiziosi», spiega Pepino: c'è un mondo che si sgretola e noi vogliamo far partire una palla di neve». Per far partire la valanga, sottinteso. Arriveranno nuove «pesanti» adesioni. Si guarda naturalmente anche a De Magistris, che intanto ieri ha battuto non uno ma molti colpi, intervistato un po' ovunque. Ha annunciato per dicembre il lancio di un «movimento arancione» che a tutta l'aria di convergere con l'appello dei 70 - sull'Huffington Post ha ipotizzato il nome «Partigiani» - per «mettere insieme quello che i partiti contro il sistema e quello che coloro che stanno fuori dai partiti hanno fatto di buono in questi anni». Forse ci sarà anche Di Pietro, a cui ha espresso solidarietà umana. E se ci fossero anche Landini e Ingroia «sarebbe da stappare una bottiglia di champagne».

LETTERA APERTA ALL'ESECUTIVO NAZIONALE I.D.V.



Dopo le vicende che hanno coinvolto e travolto l’IDV nella Regione Lazio, dopo la puntata del programma Report  trasmessa domenica 28/10/2012, il mio istinto ha tentato di convincermi alle dimissioni dalle cariche che ricopro a livello provinciale e comunale.
Moltissime sono state le telefonate di amici, tesserati, simpatizzanti e colleghi di partito,sconcertati e disillusi dall’apparente crollo di quei principi celebrati e proclamati dal movimento che avevano scelto di sostenere e votare: trasparenza, legalità ed onestà.
L’impegno e la disponibilità profusi dal sottoscritto e dai militanti che sul territorio hanno contribuito alla crescita dei consensi,forti  delle proprie convinzioni perché fondate su principi onesti e onorevoli, è stato notevole:
una crescita da 0,75% a 9%  pur non essendo rappresentati in Consiglio Comunale;
nel nostro comune (Ardea) e nella provincia di Roma ci siamo distinti per numero di firme raccolte nei vari referendum e nelle diverse proposte promosse dal movimento,impegnando il nostro tempo anche nei Sabato e Domenica allestendo perfino 2 gazebo in diverse località del Comune.
Oggi,alla luce di tutto, ritengo che sarebbe sbagliato “abbandonare questa nave”, che resta a mio avviso ancora carica di tanto buon senso,di partecipazione e di onestà;
qualche “pseudo comandante” ha condotto male la rotta e la nave ha speronato uno scoglio: il danno è ingente, ma la nave non è affondata.
Credo e spero nella possibilità di riparare una dolorosa falla che altro non è che
una disonorevole violazione dei principi sopra citati;
 sostengo altresì fermamente che i “colpevoli” debbano assumersene le responsabilità morali,con tutto l’elettorato e con chi,in modo onesto e trasparente, ha contribuito nel percorso finora intrapreso.
Sono pienamente convinto che l’unico modo possibile e  giusto di RIPARTIRE è innanzitutto promuovere nuovi Congressi Nazionali, Regionali, Provinciali, e Comunali in cui,attraverso l’inserimento di quelle norme democratiche(prima fra tutte l’impossibilità di ottenere doppi incarichi,regola finora ben lontana dal modus operandi del movimento)permetta finalmente il coinvolgimento,in questa “crociera”,di chi ha contribuito alla crescita ed al risultato ottenuto prima di queste vicende.
Da troppo tempo le Alte dirigenze hanno espresso assoluto favore nella volontà di dare spazio ai giovani militanti capaci e meritevoli,nonché nella necessaria e giusta apertura del partito alla società civile ed onesta;
 nella stessa misura però,ho visto dar spazio a “new entry” (fino al giorno prima militanti e fonti di significativi consensi elettorali in altri partiti)assegnando loro incarichi spesso a  discapito dei  molti capaci,disponibili,meritevoli..
Per molti anni ho assistito negli incontri di Vasto a dibattiti in cui l’intenzione e  il progetto di togliere il nome di un possessore su un simbolo di tutti(e che tutti sentivano proprio) riscuoteva un plauso copioso ma troppo presto relegato in un misterioso e stagno dimenticatoio.
Proporrei a tutta la gente onesta di unirsi e ripristinare la “rotta di questa nave” partendo dalla “stiva” (gli enti locali), cosi sottovalutata eppure cosi importante,perché è la parte che “custodisce lungo il percorso ciò che si vuole trasbordare  in ogni porto e diffondere nella coscienza cittadina: i VALORI;
ma quando dico “proporrei” e non “propongo”,esprimo un “condizionale” ormai quasi di rigore,in questo partito.
E già,perché dopo le dichiarate intenzioni del Presidente di “trasformare” IDV,
ho capito che piuttosto che restituire dignità ad un partito affidandone le sorti a chi ha con onestà mentale “lottato” per trasmetterne e diffonderne i principi,si preferisce STRAVOLGERLO.
Probabilmente IDV ,spazzato via da un nuovo MOVIMENTONE capitanato da nomi altisonanti,si avvarrà di figure ben lontane dalla gente che come noi ha davvero preferito le voci della strada da cui raccogliere appelli,suggerimenti,umiliazione sociale e stanchezza civile.
Io personalmente non rinuncerò, ne rinnegherò valori e  principi che ho sempre sentito miei e che ho avuto l’opportunità di esprimere con ed in un partito che per questo sentivo MIO. E certamente non rinuncerò a portare avanti una battaglia che,mi auguro,troverà ancora appoggio,espressione e collaborazione di chi,come me vuole “riportare in vita” una struttura politica che si è sempre dichiarata pronta a tutelare i DIRITTI degli ONESTI.
Vedo ancora “la nave” Italia dei Valori attraccare nei porti(piazze)tra le categorie in difficoltà,seguire rotte “contro(corruzione)corrente”,sempre pronta a “crociate” in nome dell’onesta  e della trasparenza.
Ed è in virtù di questo che attendo,con speranza, un gesto di coerenza e buon senso da parte di tutti i consiglieri regionali indagati nelle Regioni inquisite: le dimissione immediate.
A tutti gli altri: non abbandoniamo la nave!
Alberto Delli Colli

05 novembre 2012

Ludovici: "L'emergenza? Era già tutto scritto" Un'interrogazione datata 20 agosto prefigurava i rischi poi tramutatisi in realtà



da Il Faro on line - Dopo gli allagamenti dei giorni scorsi arrivano i commenti del consigliere del Pd Stefano Ludovici il quale ci tiene a precisare che quanto è accaduto era stato preannunciato da una sua interrogazione presentata al protocollo generale il 20 agosto 2012. Ludovici scrive al sindaco ed all’allora assessore all’ambiente, oggi la
giunta non è in essere in quanto gli assessori sono stati tutti revocati: “Al sindaco del comune di Ardea Luca Di Fiori, all’assessore Ambiente Nicola Petricca Oggetto: Deflusso delle acque piovane. Interrogazione.  Rilevato che sempre più spesso le abbondanti precipitazioni meteoriche e le difficoltà di un regolare deflusso e contenimento delle acque piovane creano pericolo per l’incolumità delle persone.

Considerando che in molte situazioni i fossetti e i canali di raccolta e di smaltimento delle acque piovane hanno sezioni che sono state ridotte ad opera di privati senza aver chiesto e ottenuto autorizzazioni e nulla osta. Verificato lo stato di totale o parziale abbandono in cui si trovano molti fossi e canali della rete scolante del territorio comunale che comportano una conseguente difficoltà di deflusso delle acque ed aumento dei rischi di esondazione dei corsi d’acqua. Visto l’intervento effettuato sul fosso dell’incastro a cura della bonifica che ha  ristretto notevolmente l’alveo del canale accumulando terra sui lati dello stesso e così ostacolando il deflusso delle acque. Visto l’avvicinarsi dell’autunno e delle abbondanti piogge. Si chiede a questa amministrazione di attivare gli uffici preposti ambiente e vigili urbani di verificare quanto esposto  il consigliere comunale Stefano Ludovici”.

L’interrogazione ha centrato il problema lavori effettuati senza permessi lungo i fossi, recinzioni sull’argine dei fiumi che non consentono se non demoliti il passaggio agli escavatori della bonifica di Pratica di Mare. Forse si  fosse corso prima ai ripari la popolazione non avrebbe dovuto subire danni e sfollamenti e se non ci sono state vittime si deve alla prontezza dei soccorsi in primis le associazioni di protezione civile Airone e Nereo che si sono distinte in modo particolare non soltanto tutta la notte insieme alle squadre dei vigili del fuoco e carabinieri, ma hanno continuato a prestare soccorso anche durante tutto il giorno successivo riscuotendo il plauso dell’intera popolazione. Del resto lo stesso sindaco durante una sua ispezione il giorno dopo l’allagamento  nelle zone alluvionate ha avuto modo di constatare impedimenti in muratura tanto da fargli esclamare che non appena l’ufficio tecnico comunale riprenderà a funzionare verranno emesse ordinanze di demolizione lungo i fossi onde permettere alla bonifica di ripulirli.
Luigi Centore

Ardea, il 4 novembre si trasforma in una carnevalata


 Picchetti con militari per gioco, armi finte e ordini approssimativi. Non è così che si onorano i Caduti delle Forze Armate


da Il Faro on line - Mai prima d’ora una commemorazione istituzionale per rendere Onore ai Caduti di tutte le guerre, si era tramutata in carnevalata. Pochissimo il pubblico. Presenti piccole rappresentanze di militari delle caserme di zona, della capitaneria di porto di Fiumicino, della guardia di Finanza, ma soprattutto quelli dei carabinieri quarto corpo d’armata della Repubblica Italiana che come gli altri hanno combattuto gloriosamente su tutti i fronti ed in tutti i teatri di guerra del mondo per la grandezza dell’Italia e della democrazia.

Seguire un picchetto carnevalesco  con a capo un adepto che fungeva da portabandiera, un picchetto composto da bambini e adulti che vestiti mascherati giocano alla guerra finta, organizzati in maniera approssimativa nella sfilata che va dalla chiesa dove si è tenuta la cerimonia religiosa al monumento dei caduti di tutte le guerre per depositare dopo gli onori e l’appello degli stessi caduti la corona dall’oro. Nulla da dire sulla loro buona fede, sul loro voler evidentemente testimoniare vicinanza alle Forze Aarmate. Ma una commemorazione di chi h dato la vita per la Patria non è un gioco... Dietro c'è Sotira, Sangue, Morte. La vita di un popolo, che non può essere trattata come un videogames.

Davanti al monumento mentre due giovani agenti della polizia municipale deponevano una corona dall’oro, il carnevalesco “picchetto d’onore” al presentat’arm dato da uno di loro, presentavano le finte armi facendo scattare sugli attenti anche i militari veri. Mai fino ad oggi una commemorazione come quella del quattro novembre l’amministrazione comunale l’ha fatta cadere così in basso. Mai una cerimonia istituzionale non aveva visto la presenza di un qualche combattente dell’ultima guerra (e grazie a Dio ce ne sono ancora,  dei sopravvissuti nello scontro aereonavale di Capo Matapan dove persero la vita in tre minuti le perdite furono un aereosilurante,  3 incrociatori affondati (Fiume Pola e Zara, 2 cacciatorpediniere  affondati, 1 nave da battaglia danneggiata (Nave Trieste) 2.331 morti,[, 1.163 prigionieri tra cui il reduce della Nuova Florida) o militari che mostravano le vere e sudate decorazioni ricevute per aver partecipato a missioni in zone di guerra nei tanti paesi ove i reparti Italiani si sono fatti e continuano a farsi  Onore, non ultimo il triste teatro dell’Afghanistan che è costato all’Italia ben cinquantadue morti, e che dire di caduti di Nassirya o di quelli della guerra della prima e seconda guerra del Golfo (ad Ardea vive un alto ufficiale pluridecorato che ha preso parte alla prima guerra del Golfo, e che se pur catturato insieme al suo comandante ha mantenuto alto l’Onore dell’Italia) o di altre guerre come quella di Balcani. Nessuno dei militari presenti mostrava alcuna decorazione.

Sicuramente qualcuno dovrà delle spiegazioni, non sono escluse interrogazioni al Ministro della Difesa e spiegazioni ai vari Comandi generali. Inutile riportare i commenti dei pochi cittadini presenti che si sono tenuti tra l’altro lontani dal centro della cerimonia, una cerimonia alla quale forse al rientro dalla convalescenza il sindaco Luca Di Fiori vorrà porre rimedio. Per dovere di cronaca, va detto che era presente anche l'ex sindaco Eufemi, che al telefono ci ha solo detto "No comment, io sono venuto pr il rispetto delle istituzioni e di un paese che ho avuto l’onore di rappresentare come primo cittadino".
Luigi Centore