Il comunicato riporta testualmente: «La situazione politica locale e la necessità di unire tutto il centrosinistra in vista del prossimo appuntamento elettorale per il ballottaggio di domenica 10 giugno prossimo pongono la proposta del Partito Democratico come momento di sintesi fondamentale per tornare, come centro sinistra, alla guida del Comune di Ardea».
31 maggio 2007
NASCE IL COMITATO PROMOTORE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI ARDEA
Il comunicato riporta testualmente: «La situazione politica locale e la necessità di unire tutto il centrosinistra in vista del prossimo appuntamento elettorale per il ballottaggio di domenica 10 giugno prossimo pongono la proposta del Partito Democratico come momento di sintesi fondamentale per tornare, come centro sinistra, alla guida del Comune di Ardea».
30 maggio 2007
ANCORA COMMENTI SUL DOPO (NON) VOTO...
Continua il dibattito nell'area "Opinioni dei cittadini" sul risultato disastroso ottenuto dalle coalizioni di centro sinistra nella prima tornata elettorale.
Uno scambio di opinioni e vedute da considerare con la massima attenzione da chi si ritiene "di sinistra"...
Uno scambio di opinioni e vedute da considerare con la massima attenzione da chi si ritiene "di sinistra"...
SALTA L'INCONTRO DEI "NO TURBOGAS" CON IL SINDACO DI APRILIA
Nostro malgrado e con profondo rammarico abbiamo preso atto, nel corso del pomeriggio, del forfait del sindaco Calogero Santangelo al vertice che la Rete Cittadini noturbogas di Aprilia ha chiesto diversi giorni fa, per l'esattezza lo scorso 17 maggio. Il sindaco di Aprilia, infatti, ha dovuto disdire e posticipare a data da destinarsi l'incontro a causa di sopraggiunti altri impegni istituzionali.
Siamo costernati perché il vertice di domani era da considerarsi un passaggio fondamentale, tali e tante sono le questioni tuttora aperte sulle quali discutere in merito alla mobilitazione contro l'impianto autorizzato a Campo di Carne.
Ci auguriamo che la decisione del sindaco sia unicamente legata ad impegni assunti e non sia invece frutto di un cambio in corsa del clima nei palazzi dell'amministrazione rispetto alle istanze espresse dal movimento, nonché dalla cittadinanza mobilitata. Restiamo pertanto in attesa di una nuova repentina convocazione da parte del capo dell'amministrazione, anche in vista della prossima manifestazione del 10 giugno e dell'avvicinarsi dell'udienza del Tar Lazio il 19 luglio.
Rete Cittadina NO turbogas Aprilia
Siamo costernati perché il vertice di domani era da considerarsi un passaggio fondamentale, tali e tante sono le questioni tuttora aperte sulle quali discutere in merito alla mobilitazione contro l'impianto autorizzato a Campo di Carne.
Ci auguriamo che la decisione del sindaco sia unicamente legata ad impegni assunti e non sia invece frutto di un cambio in corsa del clima nei palazzi dell'amministrazione rispetto alle istanze espresse dal movimento, nonché dalla cittadinanza mobilitata. Restiamo pertanto in attesa di una nuova repentina convocazione da parte del capo dell'amministrazione, anche in vista della prossima manifestazione del 10 giugno e dell'avvicinarsi dell'udienza del Tar Lazio il 19 luglio.
Rete Cittadina NO turbogas Aprilia
29 maggio 2007
LE LOGICHE DI UN (NON) VOTO
Nell'area "Opinioni dei cittadini" spuntano i primi messaggi di riflessione sull'esito del voto.
Dalla raccolta delle più strampalate motivazioni, del tipo «...ho mia figlia da sistemare e visto come fanno loro li ho votati. Perché questi, prima di accomodarsi al tavolo vanno in cucina a vedere cosa e quanto hanno preparato...» all'amara riflessione derivante dall'aver dovuto inghiottire l'ennesimo rospo, al tentativo di far comprendere per l'ennesima volta il disperato tentativo della ricerca di unificazione di un centro-sinistra ormai largamente distante dalle istanze dei cittadini puliti, onesti e disposti anche a "turarsi il naso" per cercare di far sorgere il sole del rinnovamento anche ad Ardea...
Dopo il deludente risultato (in tutti i sensi) è inevitabile riflettere su una serie di fatti:
Un paio di note a margine.
Il 27 maggio abbiamo assistito ad una scenetta, avvenuta proprio in uno dei seggi elettorali, che la dice lunga sulla distinzione di fatto esistente tra gli abitanti di Ardea. Una signora, su invito degli scrutinatori, si apprestava ad esibire tessera elettorale e documento, quando un'altra in coda alla precedente esordiva stizzita "sono forse trasparente?". Pur non avendo titolo ad avanzare pretese per la semplice progressione temporale della fila e nonostante la prima le avesse chiesto più volte scusa, la signora "trasparente" (molto probabilmente indigena) ha continuato ad accampare diritti che non aveva fino a quando, al limite della pazienza, la prima, dopo averle fatto notare che le aveva chiesto scusa e che, comunque, le aveva ceduto il passo, non è sbottata in un "Che paese di m@@da!"
Forse non era la cosa migliore da dire, ma chissà perché l'unica persona ad essersi risentita a questa affermazione è stato un signore (indigeno anche lui?) che si è poi scoperto essere il marito della signora "trasparente"... Non ci metteremmo la mano sul fuoco, ma probabilmente tutte le persone presenti, che sommessamente hanno poi confermato alla prima signora di essere stata accusata ingiustamente, hanno secondo noi pensato la stessa cosa di Ardea senza aver il coraggio di dirlo a voce alta...
Per ultimo, Ardea-online.org nei giorni 28 e 29 maggio ha raggiunto un nuovo record: 1.418 visitatori unici - 483 diversi visitatori il 28 maggio e ben 935 diversi visitatori il 29 maggio fino alle 23:30. Forse non è importante, ma ci tenevamo a farvelo sapere...
Dalla raccolta delle più strampalate motivazioni, del tipo «...ho mia figlia da sistemare e visto come fanno loro li ho votati. Perché questi, prima di accomodarsi al tavolo vanno in cucina a vedere cosa e quanto hanno preparato...» all'amara riflessione derivante dall'aver dovuto inghiottire l'ennesimo rospo, al tentativo di far comprendere per l'ennesima volta il disperato tentativo della ricerca di unificazione di un centro-sinistra ormai largamente distante dalle istanze dei cittadini puliti, onesti e disposti anche a "turarsi il naso" per cercare di far sorgere il sole del rinnovamento anche ad Ardea...
Dopo il deludente risultato (in tutti i sensi) è inevitabile riflettere su una serie di fatti:
- la scarsa affluenza dell'elettorato alle urne - il 65,79% degli aventi diritto, ovvero 20.307 votanti su 30.866 elettori - denota il sempre maggiore disinteresse per una classe politica ritenuta ormai inadeguata, insufficiente, vecchia e soprattutto non espressione di alcun bisogno collettivo diverso da quello dei propri interessi (economici, finanziari, di mera affermazione personale, ecc.)
- la penalizzazione dei partiti, come Rifondazione Comunista, che pur di contrastare i poteri dei "soliti noti" non hanno esitato a schierarsi dalla parte del candidato ritenuto "meno peggio" pur di ottenere una visibilità ed una forza maggiore all'interno del consiglio comunale; l'elettorato non è stato in grado di apprezzare la ventata di rinnovamento consistente nel far uscire il partito da un'opposizione inutile e sterile nel tentativo di soddisfare esigenze reali della popolazione che non hanno certo una caratterizzazione politica (fogne, scuole, acqua potabile, ecc.)
- la conferma di logiche tribali nella scelta e nell'assegnazione dei voti ai candidati a conferma che la popolazione autoctona non ha alcuna intenzione di vedersi togliere privilegi (storture) acquisiti per generazioni a favore di una qualità di vita superiore anche e soprattutto dei "nuovi arrivati", che comprando immobili ad Ardea si sono ritrovati a vivere in condizioni disastrose e pagano pesantemente il costo sociale dell'assenza di servizi. Anche a costo di creare due diversi centro-sinistra espressione di "due diversi campanili": uno di collina e l'altro di mare...
Un paio di note a margine.
Il 27 maggio abbiamo assistito ad una scenetta, avvenuta proprio in uno dei seggi elettorali, che la dice lunga sulla distinzione di fatto esistente tra gli abitanti di Ardea. Una signora, su invito degli scrutinatori, si apprestava ad esibire tessera elettorale e documento, quando un'altra in coda alla precedente esordiva stizzita "sono forse trasparente?". Pur non avendo titolo ad avanzare pretese per la semplice progressione temporale della fila e nonostante la prima le avesse chiesto più volte scusa, la signora "trasparente" (molto probabilmente indigena) ha continuato ad accampare diritti che non aveva fino a quando, al limite della pazienza, la prima, dopo averle fatto notare che le aveva chiesto scusa e che, comunque, le aveva ceduto il passo, non è sbottata in un "Che paese di m@@da!"
Forse non era la cosa migliore da dire, ma chissà perché l'unica persona ad essersi risentita a questa affermazione è stato un signore (indigeno anche lui?) che si è poi scoperto essere il marito della signora "trasparente"... Non ci metteremmo la mano sul fuoco, ma probabilmente tutte le persone presenti, che sommessamente hanno poi confermato alla prima signora di essere stata accusata ingiustamente, hanno secondo noi pensato la stessa cosa di Ardea senza aver il coraggio di dirlo a voce alta...
Per ultimo, Ardea-online.org nei giorni 28 e 29 maggio ha raggiunto un nuovo record: 1.418 visitatori unici - 483 diversi visitatori il 28 maggio e ben 935 diversi visitatori il 29 maggio fino alle 23:30. Forse non è importante, ma ci tenevamo a farvelo sapere...
LA RETE NO TURBOGAS INCONTRA IL SINDACO DI APRILIA
La Rete Cittadini No alla Turbogas di Aprilia incontrerà il sindaco Calogero Santangelo, presso il palazzo comunale del Comune di Aprilia, il prossimo 31 maggio.
Riteniamo importante che il capo dell'amministrazione abbia accolto il nostro invito ad un incontro formale durante il quale discutere di diverse tematiche inerenti all'iter realizzativo della centrale termoelettrica di Campo di Carne.
La Rete intende chiedere al primo cittadino notizie in merito al piano RIR (Rischio di Incidente Rilevante) e alla dichiarazione di compatibilità territoriale, come da specifica prescrizione del ministero dell'Interno allegata al decreto Bersani del 2 ottobre, in special modo dopo i presunti contatti che la società realizzatrice Sorgenia spa ha avuto con il Comune di Aprilia per "sollecitare" al sindaco la firma della dichiarazione, dalla quale dipenderebbe di fatto la cantierabilità stessa dell'impianto autorizzato.
Inoltre, è nostra volontà chiedere lo stato di lavori del piano di zonizzazione acustica, quindi i tempi previsti per la trasmissione, agli uffici competenti della Regione Lazio, dei documenti per la verifica dell'applicazione della normativa DIA (Dichiarazione di Inizio Lavori) ai lavori di recinzione del terreno, attualmente presidiato giorno e notte dai volontari della Rete, da parte del proprietario.
In ultima analisi, l'incontro con il sindaco Calogero Santangelo sarà anche l'occasione per conoscere lo stato attuale e gli sviluppi urbanistici del lotto di terreno interessato dal progetto della turbogas in seguito alla dichiarazione di messa in mora della società Lazio Appalti srl per la mancata firma del piano di lottizzazione che imponeva alla società stessa la concessione all'ente pubblico di parte del terreno da destinare a servizi (strade, ecc.)
Per questi ed altri motivi riteniamo che la presenza del sindaco Calogero Santangelo, e non di suoi delegati istituzionali, insieme ai tecnici competenti dei settori Urbanistica e Ambiente, sarà un requisito fondamentale per sedersi attorno ad un tavolo di dibattito, altrimenti formalmente inutile.
Ricordiamo altresì che è partita lo scorso week end l'esperienza della "TurboMobile", un'auto itinerante che attraverserà in questi giorni i quartieri apriliani, le piazze, le aree verdi, ma anche i comuni limitrofi, come Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia, Torvaianica, Pontinia. La TurboMobile ha lo scopo di promuovere la grande manifestazione di piazza e il nuovo corteo previsto per domenica 10 giugno.
Riteniamo importante che il capo dell'amministrazione abbia accolto il nostro invito ad un incontro formale durante il quale discutere di diverse tematiche inerenti all'iter realizzativo della centrale termoelettrica di Campo di Carne.
La Rete intende chiedere al primo cittadino notizie in merito al piano RIR (Rischio di Incidente Rilevante) e alla dichiarazione di compatibilità territoriale, come da specifica prescrizione del ministero dell'Interno allegata al decreto Bersani del 2 ottobre, in special modo dopo i presunti contatti che la società realizzatrice Sorgenia spa ha avuto con il Comune di Aprilia per "sollecitare" al sindaco la firma della dichiarazione, dalla quale dipenderebbe di fatto la cantierabilità stessa dell'impianto autorizzato.
Inoltre, è nostra volontà chiedere lo stato di lavori del piano di zonizzazione acustica, quindi i tempi previsti per la trasmissione, agli uffici competenti della Regione Lazio, dei documenti per la verifica dell'applicazione della normativa DIA (Dichiarazione di Inizio Lavori) ai lavori di recinzione del terreno, attualmente presidiato giorno e notte dai volontari della Rete, da parte del proprietario.
In ultima analisi, l'incontro con il sindaco Calogero Santangelo sarà anche l'occasione per conoscere lo stato attuale e gli sviluppi urbanistici del lotto di terreno interessato dal progetto della turbogas in seguito alla dichiarazione di messa in mora della società Lazio Appalti srl per la mancata firma del piano di lottizzazione che imponeva alla società stessa la concessione all'ente pubblico di parte del terreno da destinare a servizi (strade, ecc.)
Per questi ed altri motivi riteniamo che la presenza del sindaco Calogero Santangelo, e non di suoi delegati istituzionali, insieme ai tecnici competenti dei settori Urbanistica e Ambiente, sarà un requisito fondamentale per sedersi attorno ad un tavolo di dibattito, altrimenti formalmente inutile.
Ricordiamo altresì che è partita lo scorso week end l'esperienza della "TurboMobile", un'auto itinerante che attraverserà in questi giorni i quartieri apriliani, le piazze, le aree verdi, ma anche i comuni limitrofi, come Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia, Torvaianica, Pontinia. La TurboMobile ha lo scopo di promuovere la grande manifestazione di piazza e il nuovo corteo previsto per domenica 10 giugno.
28 maggio 2007
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2007 - ARDEA
Informazioni in tempo reale dal Ministero dell'Interno sono disponibili nella sezione Elezioni Comunali Ardea 2007.
Elezione sindaco dati provvisori alle ore 22:00 - Ufficio elettorale comunale
Sindaco e Consiglio Comunale di Ardea - link diretto al Ministero dell'Interno
Elezione sindaco dati provvisori alle ore 22:00 - Ufficio elettorale comunale
Sindaco e Consiglio Comunale di Ardea - link diretto al Ministero dell'Interno
G8 GENOVA 2001: LO STATO CONDANNATO!
MA NESSUNO SA NIENTE!
Condannata la polizia per il G8 di Genova 2001.
Notizie sommerse... Non una parola su giornali e Tv.
Liberamente tratto da "beppegrillo.meetup.com"
Segreto di Stato? A Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la Polizia al G8 del 2001. La censura da parte dei media è stata rigida ed assoluta: della sentenza di Genova non si doveva parlare. Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione. Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo ( sic) che non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la selvaggia repressione genovese -e la cortina di menzogne sollevata per coprirle - è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale. Si inizia a confermare in via processuale quello che chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato. Decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa? Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra, Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico, colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei pescecani rinchiusi nella città proibita, che si era riunito intorno alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre. Riporto nel sito l'articolo dell'eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?
L'articolo dell'edizione genovese di Repubblica del 29 aprile.
Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i manifestanti:
"Non furono iniziative isolate" G8, condannato il Ministero - Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali
"Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia"
di MASSIMO CALANDRI
La prima condanna nei confronti del Ministero dell'Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria. Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell'iniziativa isolata o dell'autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno - così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato. Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzavano in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!". Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c'erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - ma il punto è evidentemente un altro. «Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice, non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un'iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l'ordine pubblico gravemente messo in pericolo». Perché l'intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l'ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant'anni, di cui giustamente si sottolinea l'aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».
Notizie sommerse... Non una parola su giornali e Tv.
Liberamente tratto da "beppegrillo.meetup.com"
Segreto di Stato? A Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la Polizia al G8 del 2001. La censura da parte dei media è stata rigida ed assoluta: della sentenza di Genova non si doveva parlare. Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione. Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo ( sic) che non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la selvaggia repressione genovese -e la cortina di menzogne sollevata per coprirle - è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale. Si inizia a confermare in via processuale quello che chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato. Decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa? Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra, Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico, colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei pescecani rinchiusi nella città proibita, che si era riunito intorno alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre. Riporto nel sito l'articolo dell'eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?
L'articolo dell'edizione genovese di Repubblica del 29 aprile.
Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i manifestanti:
"Non furono iniziative isolate" G8, condannato il Ministero - Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali
"Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia"
di MASSIMO CALANDRI
La prima condanna nei confronti del Ministero dell'Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria. Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell'iniziativa isolata o dell'autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno - così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato. Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzavano in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!". Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c'erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - ma il punto è evidentemente un altro. «Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice, non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un'iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l'ordine pubblico gravemente messo in pericolo». Perché l'intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l'ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant'anni, di cui giustamente si sottolinea l'aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».
TURBOGAS: ASSEMBLEA PUBBLICA
Comunichiamo che la prossima Assemblea Pubblica della Rete dei Cittadini Contro la Turbogas è stata indetta per
Martedi, 29 Maggio alle ore 21:00
presso l'Ex-CRAL, in via delle Margherite (Aprilia)
Uno degli argomenti trattati sarà l'organizzazione della manifestazione del 10 Giugno!
Come sempre, siete tutti invitati a partecipare con le vostre idee e le vostre opinioni.
Rete Cittadina NO turbogas Aprilia
presso l'Ex-CRAL, in via delle Margherite (Aprilia)
Uno degli argomenti trattati sarà l'organizzazione della manifestazione del 10 Giugno!
Come sempre, siete tutti invitati a partecipare con le vostre idee e le vostre opinioni.
Rete Cittadina NO turbogas Aprilia
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