Ancora non trova soluzione il contenzioso per la realizzazione e messa in sicurezza di via Pavia.
Risale al 1995 la convenzione con la Regione Lazio per la realizzazione di alcune strade del territorio tra cui via Pavia, una storia infinita che vede l'Amministrazione Comunale impantanarsi in un contezioso che non trova fine.
Un gioco di scatole cinesi ed un pressapochismo amministrativo che neanche Eufemi il "moralizzatore" è riuscito a sanare. Il Sindaco della legalità e della trasparenza dal 2004 ad oggi non è riuscito a pianificare nessuna opera pubblica se non con l'emergenza, ricorrendo spesso a procedure poco trasparenti. Intanto i residenti di via Pavia da anni affrontano una situazione di degrado ambientale e sono costretti a percorsi da rally per entrare ed uscire dalle abitazioni, per non parlare di scuolabus, mezzi pubblici, ecc. Eppure via Pavia è una strada classificata comunale, ma rimane da anni un cantiere a cielo aperto, senza peraltro essere messa in sicurezza. Le promesse di Eufemi si sono spesso scontrate con l'inconsistenza ed il menefreghismo della stessa sua compagine di centro destra impegnata in liti interne di potere ed in speculazioni di appalti milionari che producono danni ai piccoli imprenditori e cittadini.
Quanto ancora dovranno apettare i cittadini per avere una strada provvista di servizi così come prevedeva il progetto originario?
Il responsabile Italia Dei Valori di Ardea
Alberto Delli Colli
08 novembre 2007
07 novembre 2007
SBLOCCO PER UNA SOLA LICENZA EDILIZIA
Lo scorso 20 ottobre dal Comune di Ardea era arrivata una nota per un incontro con i costruttori e l'amministrazione... «Saranno vagliate tutte le proposte avanzate dai costruttori e dai tecnici e poi portate all'approvazione del consiglio comunale». Una dichiarazione che aveva calmato gli animi dopo le numerose contestazioni dei costruttori, tra le quali far marciare lentamente alcune betoniere sulla Via Laurentina, provocando notevoli disagi al traffico, all'altezza dell'ufficio tecnico di Rio Verde.
Qualcosa non deve aver funzionato, visto che l'approvazione in consiglio comunale non c'è stata per l'unica licenza edilizia rilasciata. Una licenza che soddisfa i "desiderata" dei grandi imprenditori del cemento invece che soddisfare le richieste dei "piccoli costruttori" che avevano protestato davanti all'ufficio tecnico.
L'ex consigliere comunale del PRC Valtere Roviglioni, rappresentante locale dell'associazione Caponnetto, ha dichiarato: «Da più parti mi è arrivata conferma alla notizia che l'amministrazione comunale avrebbe rilasciato una concessione edilizia per diverse migliaia di metri cubi sul lungomare, in un'area nei pressi del confine tra Ardea e Pomezia. Si tratta di un atto gravissimo, che manifesta la vicinanza di certi politici di AN e Forza Italia ai grandi costruttori locali.
Non si capisce come sia stato possibile che l'ufficio tecnico, dopo mesi di voluta inattività, abbia ricominciato a rilasciare licenze edilizie partendo da una lottizzazione così vasta. Sono tanti i dubbi che sorgono davanti a questo atto: non ci sono vincoli paesaggistici in quell'area? E soprattutto, l'atteso ampliamento del depuratore coprirà la sua capienza con questi nuovi appartamenti, arrecando disagi a chi attende da anni la nuova condotta di depurazione».
C'era veramente bisogno di un ulteriore scempio edilizio a meno di cento metri dal mare, in una zona dove non sono presenti le fogne, le strade non sono state completate e quelle che ci sono sembrano delle mulattiere?
05 novembre 2007
CHI HA PAURA DEL WI-FI?
Un messaggio inserito nelle "Opinioni dei cittadini" paventa i pericoli derivanti da una improbabile proliferazione di ripetitori Wi-Fi per la copertura delle zone di Ardea mancanti del tradizionale servizio ADSL. L'argomento è interessante sotto molti punti di vista poiché oltre a parlare dell'offerta di una soluzione alla cronica mancanza di servizi, non ultimo la connessione veloce ADSL, solleva timori derivanti dalla non conformità rispetto alle leggi vigenti e che tali ripetitori possano rappresentare una fonte di inquinamento elettromagnetico.
In merito alla possibilità che gli access point possano essere considerati fonti di inquinamento elettromagnetico, vale la pena sottolineare che con un access point è possibile coprire con banda larga fino a una distanza di 300 metri teorici se non vi è alcuna barriera in linea d'aria. In presenza di muri, alberi o altre barriere il segnale decade a 150 metri. Tuttavia, con l'installazione di antenne multiple direzionali la copertura sale a 1 km.
Impiegando una tecnica di diffusione e ripetizione del segnale denominata HiperLan è possibile riuscire a coprire in teoria distanze fino a 20 Km, ma bisogna sottolineare che la tecnologia HiperLan impiega access point che trasmettono con una potenza di decimi di watt (un valore paragonabile a quello emesso dall'antenna del proprio telefonino) e quindi difficilmente possono essere considerate come fonti di inquinamento elettromagnetico. Con una serie di rilanci successivi che mettono in serie un certo numero di antenne HiperLan si coprono fino a 20 km teorici e 11 effettivi.
Vale a questo punto precisare che l'impiego di "access point" - oppure hotspots - ovvero apparati trasmittenti wi-fi per il collegamento di postazioni, può avvenire praticamente senza alcuna autorizzazione all'interno di fondi privati (il proprio giardino, la propria abitazione, il proprio ufficio). Se invece si intende diffondere il segnale per divenire fornitori pubblici di connettività, esistono delle regole che riportiamo di seguito.
Ulteriore evoluzione del Wi-Fi è il WiMAX, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo. Il WiMAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande "non licenziate" (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. La copertura senza fili di WiMAX si misura in km quadrati, mentre la copertura Wi-Fi viene misurata in decine di metri quadrati. Per questa ragione con le stazioni-base WiMAX si intende riuscire a coprire intere aree metropolitane (una stazione base WiMAX dovrebbe essere in grado di fornire connessioni Internet ad alta velocità verso abitazioni e aziende per un raggio di circa 50 km).
In merito alla possibilità che gli access point possano essere considerati fonti di inquinamento elettromagnetico, vale la pena sottolineare che con un access point è possibile coprire con banda larga fino a una distanza di 300 metri teorici se non vi è alcuna barriera in linea d'aria. In presenza di muri, alberi o altre barriere il segnale decade a 150 metri. Tuttavia, con l'installazione di antenne multiple direzionali la copertura sale a 1 km.
Impiegando una tecnica di diffusione e ripetizione del segnale denominata HiperLan è possibile riuscire a coprire in teoria distanze fino a 20 Km, ma bisogna sottolineare che la tecnologia HiperLan impiega access point che trasmettono con una potenza di decimi di watt (un valore paragonabile a quello emesso dall'antenna del proprio telefonino) e quindi difficilmente possono essere considerate come fonti di inquinamento elettromagnetico. Con una serie di rilanci successivi che mettono in serie un certo numero di antenne HiperLan si coprono fino a 20 km teorici e 11 effettivi.
Vale a questo punto precisare che l'impiego di "access point" - oppure hotspots - ovvero apparati trasmittenti wi-fi per il collegamento di postazioni, può avvenire praticamente senza alcuna autorizzazione all'interno di fondi privati (il proprio giardino, la propria abitazione, il proprio ufficio). Se invece si intende diffondere il segnale per divenire fornitori pubblici di connettività, esistono delle regole che riportiamo di seguito.
- L'azienda che voglia erogare servizi di connettività wi-fi in luogo non confinato deve presentare i seguenti documenti per ottenere la necessaria autorizzazione:
- autorizzazione generale per l'offerta al pubblico dell'accesso radio LAN alla rete ed ai servizi di telecomunicazioni ai sensi del decreto 28 maggio 2003 così come modificato dal Decreto 4 ottobre 2005
- Per il Wi-Fi ad uso pubblico bisognerà attenersi al decreto ministeriale del 16 Agosto 2005 per ciò che riguarda le misure da adottare per contrastare il terrorismo internazionale e per ciò che riguarda la licenza da richiedere al questore.
- All. A al Decreto 28 maggio 2003;
- Certificato d'Iscrizione alla C.C.I.A.A. con Nulla osta antimafia, riferito al rappresentante legale;
- Certificato del Casellario Giudiziale del rappresentante legale o autocertificazione con relativa fotocopia di un documento di riconoscimento;
- Allegato 9 al Codice delle Comunicazioni Elettroniche per l'autorizzazione in qualità di ISP.
- Nel caso di una pre-esistente autorizzazione per la fornitura di connettività wireless in luoghi confinati, per estendere la fornitura di connettività wireless ai luoghi non confinati, ai sensi del decreto 4.10.05, è sufficiente informarne il suddetto ufficio inviando una dichiarazione con racc. A/R
- Un'associazione senza fini di lucro non può fornire connettività wireless al pubblico perché impossibilitata a iscriversi alla Camera di Commercio. Al contrario può utilizzare detta connettività nei locali dell'associazione esclusivamente ad uso dei propri soci senza necessità di richiedere un'autorizzazione generale.
Ulteriore evoluzione del Wi-Fi è il WiMAX, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo. Il WiMAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande "non licenziate" (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. La copertura senza fili di WiMAX si misura in km quadrati, mentre la copertura Wi-Fi viene misurata in decine di metri quadrati. Per questa ragione con le stazioni-base WiMAX si intende riuscire a coprire intere aree metropolitane (una stazione base WiMAX dovrebbe essere in grado di fornire connessioni Internet ad alta velocità verso abitazioni e aziende per un raggio di circa 50 km).
02 novembre 2007
TURBOGAS: DIVENTA OPERATIVO IL TAVOLO PER APRILIA
"Per la prima volta la Rete dei Cittadini contro la Turbogas di Aprilia ha avuto la possibilità di sollevare le perplessità sui dati posti a base di tutto il procedimento autorizzativo della Turbogas di Aprilia in una sede istituzionale e che riconosce il valore di questo percorso".
Così la delegazione dei cittadini commenta la prima riunione operativa del Tavolo per Aprilia, e segnatamente del gruppo di lavoro per l'accesso agli atti amministrativi.
"Abbiamo teso ad analizzare i dati relativi agli aspetti urbanistici e di salute pubblica, in particolare facendo emergere, grazie alla presenza dell'Ing. Pietro Scardala, il fatto che l'area interessata dal progetto sia densamente popolata e profondamente diversa da come viene descritta da Sorgenia nei suoi progetti. Ci sono migliaia di abitanti che nei progetti non vengono mai menzionati; ma esistono.
Parimenti abbiamo evidenziato che i dati del proponente relativi all'incidenza di morte per tumori nella nostra zona era furbescamente più bassa rispetto ai dati ufficiali dell'ASP Lazio.
Questo perché abbiamo voluto raccogliere la disponibilità esplicitamente dichiarata dal Presidente della Regione Piero Marrazzo nella sua recente visita ad Aprilia, di fare chiarezza sul procedimento e sui dati che hanno portato le autorità competenti ad autorizzare questo progetto.
Auspichiamo che se emergeranno da questo lavoro di accesso agli atti, fatti che confermano le nostre preoccupazioni questi costituiscano la base per una presa di posizione forte e determinata della Regione Lazio, come garantito dal suo Presidente. Perché se si dimostrasse, come noi pensiamo, che l'istruttoria si è fondata su dati sbagliati o che fino ad oggi ci appaiono tali, le istituzioni che hanno il dovere di far rispettare i diritti dei cittadini, non potranno rimanere inerti.
Essere finalmente entrati nel merito delle perplessità e delle preoccupazioni che i cittadini da sempre pongono, e di poterlo fare in una sede istituzionale così importante come l'assessorato regionale all'Ambiente e cooperazione tra i popoli costituisce
un risultato importante e che apre una nuova fase di questa vertenza.
RETE CITTADINI NO TURBOGAS DI APRILIA
Così la delegazione dei cittadini commenta la prima riunione operativa del Tavolo per Aprilia, e segnatamente del gruppo di lavoro per l'accesso agli atti amministrativi.
"Abbiamo teso ad analizzare i dati relativi agli aspetti urbanistici e di salute pubblica, in particolare facendo emergere, grazie alla presenza dell'Ing. Pietro Scardala, il fatto che l'area interessata dal progetto sia densamente popolata e profondamente diversa da come viene descritta da Sorgenia nei suoi progetti. Ci sono migliaia di abitanti che nei progetti non vengono mai menzionati; ma esistono.
Parimenti abbiamo evidenziato che i dati del proponente relativi all'incidenza di morte per tumori nella nostra zona era furbescamente più bassa rispetto ai dati ufficiali dell'ASP Lazio.
Questo perché abbiamo voluto raccogliere la disponibilità esplicitamente dichiarata dal Presidente della Regione Piero Marrazzo nella sua recente visita ad Aprilia, di fare chiarezza sul procedimento e sui dati che hanno portato le autorità competenti ad autorizzare questo progetto.
Auspichiamo che se emergeranno da questo lavoro di accesso agli atti, fatti che confermano le nostre preoccupazioni questi costituiscano la base per una presa di posizione forte e determinata della Regione Lazio, come garantito dal suo Presidente. Perché se si dimostrasse, come noi pensiamo, che l'istruttoria si è fondata su dati sbagliati o che fino ad oggi ci appaiono tali, le istituzioni che hanno il dovere di far rispettare i diritti dei cittadini, non potranno rimanere inerti.
Essere finalmente entrati nel merito delle perplessità e delle preoccupazioni che i cittadini da sempre pongono, e di poterlo fare in una sede istituzionale così importante come l'assessorato regionale all'Ambiente e cooperazione tra i popoli costituisce
un risultato importante e che apre una nuova fase di questa vertenza.
RETE CITTADINI NO TURBOGAS DI APRILIA
PETIZIONE POPOLARE
Parte Domenica 4 novembre da Montagnano una petizione popolare rivolta al sindaco Mattei di Albano per la chiusura o la sistemazione della discarica di Roncigliano.
Fermo restando che gli abitanti di Montagnano hanno tutto il diritto di vivere respirando un'aria sana e salubre e non i miasmi della discarica, vale la pena ricordare loro che buona parte dei sindaci del circondario, tra i quali lo stesso Mattei ed Eufemi, hanno sottoscitto un accordo che intende risolvere il problema della discarica con la costruzione di un inceneritore a ridosso della medesima.
Temiamo che la petizione possa dare nuovo impulso a tale scellerata intenzione che finirebbe con il creare un mostro peggiore della discarica a causa della diffusione in aria di altri tipi di miasmi, ma soprattutto delle temutissime polveri sottili.
Il governo ci costringe a cambiare la macchina per limitare la produzione di polveri sottili da 10 micron (PM10), ma non si cura delle polveri sottili emesse da impianti come centrali turbogas ed inceneritori, da 2,5 micron (PM2,5), molto più pericolose perché penetrano direttamente nei tessuti in pochi secondi e si legano alle molecole del DNA creando mutazioni genetiche dagli effetti disastrosi e imprevedibili...
Ribadendo il nostro timore, confermiamo che comunque l'iniziativa della petizione popolare merita tutto il rispetto e l'attenzione dovuta al problema che solleva e pertanto invitiamo chi fosse interessato a sottoscriverla, approfondire l'argomento, conoscere i punti di sottoscrizione ed altri particolari, a consultare il messaggio"Petizione popolare" nella sezione "Opinioni dei cittadini".
Fermo restando che gli abitanti di Montagnano hanno tutto il diritto di vivere respirando un'aria sana e salubre e non i miasmi della discarica, vale la pena ricordare loro che buona parte dei sindaci del circondario, tra i quali lo stesso Mattei ed Eufemi, hanno sottoscitto un accordo che intende risolvere il problema della discarica con la costruzione di un inceneritore a ridosso della medesima.
Temiamo che la petizione possa dare nuovo impulso a tale scellerata intenzione che finirebbe con il creare un mostro peggiore della discarica a causa della diffusione in aria di altri tipi di miasmi, ma soprattutto delle temutissime polveri sottili.
Il governo ci costringe a cambiare la macchina per limitare la produzione di polveri sottili da 10 micron (PM10), ma non si cura delle polveri sottili emesse da impianti come centrali turbogas ed inceneritori, da 2,5 micron (PM2,5), molto più pericolose perché penetrano direttamente nei tessuti in pochi secondi e si legano alle molecole del DNA creando mutazioni genetiche dagli effetti disastrosi e imprevedibili...
Ribadendo il nostro timore, confermiamo che comunque l'iniziativa della petizione popolare merita tutto il rispetto e l'attenzione dovuta al problema che solleva e pertanto invitiamo chi fosse interessato a sottoscriverla, approfondire l'argomento, conoscere i punti di sottoscrizione ed altri particolari, a consultare il messaggio"Petizione popolare" nella sezione "Opinioni dei cittadini".
01 novembre 2007
PATIO AL MERITO!...
Per dovere di cronaca e per far comprendere agli ignari cittadini di Ardea di cosa si parla, l'ex ristorante "Il Patio" testimonia una delle pagine più buie della storia di Ardea, ma quando se ne parla sembra che tutti vogliano dimenticarsene o far finta di nulla.
La vera storia è che il proprietario di tale immobile venne fatto oggetto di pressioni per gestire la sua attività che sfociarono in una serie di quelle che oggi vengono definite "intercettazioni ambientali". Il risultato fu l'arresto (in manette coperte da un soprabito - come testimoniarono i giornali dell'epoca) dell'allora sindaco Bruno Cimadon, prelevato nell'esercizio delle sue funzioni dagli agenti di polizia proprio nel palazzo comunale di Via Garibaldi...
L'immobile che ospitava il ristorante "Il Patio" venne sequestrato e il proprietario abbandonò la zona interrompendo la propria attività proprio in seguito ai fatti appena citati.
Tutti sembrano averlo dimenticato, dalla cosiddetta opposizione al sindaco Eufemi, che vede il Cimadon - finito in manette - capogruppo di uno dei maggiori partiti della sua maggioranza!
COMUNICATO STAMPA
Ardea 1 novembre 2007 - Il Sindaco Eufemi annuncia con enfasi la proposta approvata dalla Giunta comunale di iniziare la procedura per l'acquisizione del Patio di Piazzale della Nuova California dando merito innanzi tutto a se stesso e poi alle Associazioni culturali ed ai Comitati di quartiere. A questo punto forse è opportuno ricordare al sindaco che dimentica o che fa finta di dimenticare che sin dal 1997 il sottoscritto come consigliere di Nova Ardea prima e SDI poi propose i necessari emendamenti ai bilanci del Comune per lo stanziamento dei fondi occorrenti per l'acquisizione dell'ex ristorante Patio. Tale emendamento fu approvato dal Consiglio comunale soltanto nel 2001 e i relativi fondi rimasero iscritti nei bilanci fino a quando non si insediò la precedente amministrazione Eufemi. Omettere anche il riferimento a quella opposizione che per prima e sola e contro la volontà della maggioranza che, sia nel 1998 sia nel 1999, bocciarono gli emendamenti è un modo di fare politica del tutto propria del centrodestra. Ci auguriamo soltanto che, almeno in questa occasione, alle intenzioni seguano i fatti perché Eufemi che ha il culto dell'annuncio ci ha abituato a continui proclami quotidiani che vengono poi disattesi nei fatti.
Franco Lo Reto Portavoce dello SDI-Unità Socialista
La vera storia è che il proprietario di tale immobile venne fatto oggetto di pressioni per gestire la sua attività che sfociarono in una serie di quelle che oggi vengono definite "intercettazioni ambientali". Il risultato fu l'arresto (in manette coperte da un soprabito - come testimoniarono i giornali dell'epoca) dell'allora sindaco Bruno Cimadon, prelevato nell'esercizio delle sue funzioni dagli agenti di polizia proprio nel palazzo comunale di Via Garibaldi...
L'immobile che ospitava il ristorante "Il Patio" venne sequestrato e il proprietario abbandonò la zona interrompendo la propria attività proprio in seguito ai fatti appena citati.
Tutti sembrano averlo dimenticato, dalla cosiddetta opposizione al sindaco Eufemi, che vede il Cimadon - finito in manette - capogruppo di uno dei maggiori partiti della sua maggioranza!
COMUNICATO STAMPA
Ardea 1 novembre 2007 - Il Sindaco Eufemi annuncia con enfasi la proposta approvata dalla Giunta comunale di iniziare la procedura per l'acquisizione del Patio di Piazzale della Nuova California dando merito innanzi tutto a se stesso e poi alle Associazioni culturali ed ai Comitati di quartiere. A questo punto forse è opportuno ricordare al sindaco che dimentica o che fa finta di dimenticare che sin dal 1997 il sottoscritto come consigliere di Nova Ardea prima e SDI poi propose i necessari emendamenti ai bilanci del Comune per lo stanziamento dei fondi occorrenti per l'acquisizione dell'ex ristorante Patio. Tale emendamento fu approvato dal Consiglio comunale soltanto nel 2001 e i relativi fondi rimasero iscritti nei bilanci fino a quando non si insediò la precedente amministrazione Eufemi. Omettere anche il riferimento a quella opposizione che per prima e sola e contro la volontà della maggioranza che, sia nel 1998 sia nel 1999, bocciarono gli emendamenti è un modo di fare politica del tutto propria del centrodestra. Ci auguriamo soltanto che, almeno in questa occasione, alle intenzioni seguano i fatti perché Eufemi che ha il culto dell'annuncio ci ha abituato a continui proclami quotidiani che vengono poi disattesi nei fatti.
Franco Lo Reto Portavoce dello SDI-Unità Socialista
28 ottobre 2007
A VOLTE RITORNANO...
Per i meno informati, la gestione da parte del dirigente Coluzzi, avvenuta nell'anno scolastico 2004/05 è stata oggetto di numerose segnalazioni all'Ufficio Scolastico Provinciale di Roma e all'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio fino all'ottenimento di un'ispezione ministeriale richiesta da numerosi genitori e singoli docenti «per gravi e reiterati episodi verificatisi nei confronti di alunni, insegnanti, genitori e membri del Consiglio di Istituto ad opera dello stesso Dirigente Scolastico».
Questo è quanto si legge in un esposto che numerosi genitori stanno facendo circolare e firmare per essere inviato oltre che agli Uffici Scolastici Provinciale e Regionale, anche direttamente al Ministro della Pubblica Istruzione on. Giuseppe Fioroni.
Nell'esposto si chiede - per il migiore andamento e la serenità dell'attività educativa - «di tenere conto dell'incompatibilità ambientale così clamorosamente emersa ad Ardea nell'anno scolastico 2004/05, destinando negli anni a venire il prof. Coluzzi ad altre sedi più idonee».
Tanto per rinfrescare la memoria, il dirigente Coluzzi tenne nascosto per oltre una settimana, probabilmente anche con l'avallo di esponenti della giunta comunale, il gravissimo episodio di ingestione da parte di una maestra di acido, contenuto in una bottiglietta di acqua minerale, nel corso del pasto nella succursale "non gararge" materna ed elementare di Via Pratica di Mare.
Sempre Coluzzi, come si legge nell'esposto, si accanì con il personale docente, giungendo a chiederne il trasferimento e considerandolo "sgradito" «semplicemente per aver segnalato, in base alla legge 626, inadempienze e illegalità del Comune di Ardea in relazione alle pressanti necessità dell'Istituzione scolastica, o per la loro attività sindacale e civile».
Sarà un caso, ma il nome del dirigente Coluzzi sembra essere legato a quello del preside/sindaco Eufemi. Immancabilmente con l'elezione dell'uno si affaccia all'orizzonte anche l'altro con risultati ingiustamente penalizzanti per le già scarsissime e fatiscenti strutture scolastiche di Ardea, città che vanta l'1,2% di laureati, record negativo nazionale!
27 ottobre 2007
DOVE STIAMO ANDANDO?
Non certo verso un nuovo mondo possibile

A quasi tre anni dall'insediamento della Giunta Regionale di Centro-Sinistra, siamo costretti a registrare eventi inauditi. Da un lato si costruiscono nuove autostrade che sfregiano il territorio, dall'altro si vuole privatizzare il COTRAL e si sopprimono fermate ferroviarie utilizzate da decine di migliaia di pendolari come ad esempio sulla tratta Roma-Velletri le fermate di S.Eurosia, S. Gennaro, Cancelliera, Casabianca.
E' il caso di chiedersi proprio dove stiamo andando? La risposta è nei fatti! Stiamo ancora andando a rinforzare un modello di sviluppo assassino basato sull'uso dell'automobile e sulla svendita delle aziende pubbliche di servizio.
Abbiamo la sicurezza che la Giunta Regionale voglia rispondere a chi protesta che la decisione di vendere ai privati il COTRAL è stata deliberata dal consiglio di amministrazione di questa azienda e non dalla Giunta Regionale. E' come nascondersi dietro un dito perché il consiglio di amministrazione è stato nominato dalla Regione e, in nessun caso, può avere agito esclusivamente di propria iniziativa, senza sentire i livelli istituzionali. Inoltre ci chiediamo perché neppure gli uomini che fanno riferimento a Rifondazione Comunista in quel consiglio di amministrazione abbiano avuto il coraggio di votare contro? Ci riferiamo, ad esempio al dott. Ricevuto che non ha affatto votato e che in un convegno a Grottaferrata (il 19.10.2007) sui trasporti, ha dichiarato che a suo parere il servizio ferroviario regionale è sottoutilizzato dai cittadini.
Ma dove vivono costoro? Lo sa il dott. Ricevuto che le linee ferroviarie sono per lo più a binario unico? Lo sa che non c'è stato alcun incremento di questo servizio? Lo sa che i lavoratori pendolari sono sottoposti a stress di ogni tipo (ritardi, sporcizia, treni rotti…) e viaggiare è un vero inferno?
La politica continua ad essere quella della gomma privata, all'altare della quale sacrifichiamo le ultime bellezze naturalistiche di questa Regione. Perché non dovremmo essere arrabbiati con i partiti di sinistra che continuano a sostenere queste politiche identiche a quelle della destra, trovando anche il coraggio di vantare progetti come l'autostrada Roma-Latina o la bretella Cisterna-Valmontone. Abbiamo già denunciato il grave ritardo nelle politiche per incentivare la raccolta differenziata, oggi siamo di fronte alla decisione di costruire 8 inceneritori nel Lazio. Uno di essi dovrà essere realizzato ad Albano Laziale, rischio che sembrava sventato e che invece è sempre più incombente perché addirittura avallato dai sindaci che con i loro scriteriati strumenti urbanistici e con i loro patti territoriali condivisi da Provincia e Regione stanno da tempo martoriando il territorio impoverendolo irreversibilmente. Perché le Giunte Provinciale e Regionale non sono state capaci di annullare i patti territoriali? Perché approvano Piani Regolatori che ampliano la cementificazione? Perché i partiti della sinistra vogliono votare a favore del PTGP, Piano Territoriale Generale Provinciale, presentato dall'assessore Colaceci che sancisce il sacco del territorio della Provincia di Roma? A cosa servono i convegni schizofrenici sulla tutela ambientale se poi non si traducono in politiche reali?
Picchiorosso chiede a tutti di realizzare una fiaccolata di protesta alla fine di novembre sulle tematiche ambientali e invita quanti leggono a far pervenire l'adesione a mov.picchiorosso@libero.it. Si propone l'itinerario lungo la via Appia da Genzano ad Albano. Ai responsabili di movimenti, Associazioni e forze politiche che vogliano aderire è fatta preghiera di contattare Picchiorosso per organizzare una riunione preventiva a preparazione dell'evento.
Picchiorosso movimento per l'ambiente, via dei Laghi 24 00040 Nemi (Roma)
Comunicato del 24. ottobre 2007

A quasi tre anni dall'insediamento della Giunta Regionale di Centro-Sinistra, siamo costretti a registrare eventi inauditi. Da un lato si costruiscono nuove autostrade che sfregiano il territorio, dall'altro si vuole privatizzare il COTRAL e si sopprimono fermate ferroviarie utilizzate da decine di migliaia di pendolari come ad esempio sulla tratta Roma-Velletri le fermate di S.Eurosia, S. Gennaro, Cancelliera, Casabianca.
E' il caso di chiedersi proprio dove stiamo andando? La risposta è nei fatti! Stiamo ancora andando a rinforzare un modello di sviluppo assassino basato sull'uso dell'automobile e sulla svendita delle aziende pubbliche di servizio.
Abbiamo la sicurezza che la Giunta Regionale voglia rispondere a chi protesta che la decisione di vendere ai privati il COTRAL è stata deliberata dal consiglio di amministrazione di questa azienda e non dalla Giunta Regionale. E' come nascondersi dietro un dito perché il consiglio di amministrazione è stato nominato dalla Regione e, in nessun caso, può avere agito esclusivamente di propria iniziativa, senza sentire i livelli istituzionali. Inoltre ci chiediamo perché neppure gli uomini che fanno riferimento a Rifondazione Comunista in quel consiglio di amministrazione abbiano avuto il coraggio di votare contro? Ci riferiamo, ad esempio al dott. Ricevuto che non ha affatto votato e che in un convegno a Grottaferrata (il 19.10.2007) sui trasporti, ha dichiarato che a suo parere il servizio ferroviario regionale è sottoutilizzato dai cittadini.
Ma dove vivono costoro? Lo sa il dott. Ricevuto che le linee ferroviarie sono per lo più a binario unico? Lo sa che non c'è stato alcun incremento di questo servizio? Lo sa che i lavoratori pendolari sono sottoposti a stress di ogni tipo (ritardi, sporcizia, treni rotti…) e viaggiare è un vero inferno?
La politica continua ad essere quella della gomma privata, all'altare della quale sacrifichiamo le ultime bellezze naturalistiche di questa Regione. Perché non dovremmo essere arrabbiati con i partiti di sinistra che continuano a sostenere queste politiche identiche a quelle della destra, trovando anche il coraggio di vantare progetti come l'autostrada Roma-Latina o la bretella Cisterna-Valmontone. Abbiamo già denunciato il grave ritardo nelle politiche per incentivare la raccolta differenziata, oggi siamo di fronte alla decisione di costruire 8 inceneritori nel Lazio. Uno di essi dovrà essere realizzato ad Albano Laziale, rischio che sembrava sventato e che invece è sempre più incombente perché addirittura avallato dai sindaci che con i loro scriteriati strumenti urbanistici e con i loro patti territoriali condivisi da Provincia e Regione stanno da tempo martoriando il territorio impoverendolo irreversibilmente. Perché le Giunte Provinciale e Regionale non sono state capaci di annullare i patti territoriali? Perché approvano Piani Regolatori che ampliano la cementificazione? Perché i partiti della sinistra vogliono votare a favore del PTGP, Piano Territoriale Generale Provinciale, presentato dall'assessore Colaceci che sancisce il sacco del territorio della Provincia di Roma? A cosa servono i convegni schizofrenici sulla tutela ambientale se poi non si traducono in politiche reali?
Picchiorosso chiede a tutti di realizzare una fiaccolata di protesta alla fine di novembre sulle tematiche ambientali e invita quanti leggono a far pervenire l'adesione a mov.picchiorosso@libero.it. Si propone l'itinerario lungo la via Appia da Genzano ad Albano. Ai responsabili di movimenti, Associazioni e forze politiche che vogliano aderire è fatta preghiera di contattare Picchiorosso per organizzare una riunione preventiva a preparazione dell'evento.
Picchiorosso movimento per l'ambiente, via dei Laghi 24 00040 Nemi (Roma)
Comunicato del 24. ottobre 2007
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