07 settembre 2011

GAZEBO IDV SABATO 10 / 9 / 2011 LARGO UDINE DALLE ORE 10,00 ALLE 13,00 " VIENI A FIRMARE "

Indignati a favore della patrimoniale


Il crcolo di rifondazione comunista di Ardea, promuove una iniziativa di lancio e presentazione della petizione firme a favore della patrimoniale.

Presso circolo locale il 10 Settembre alle ore 17.00, ci sarà un dibattito “proponiamo una politica economica rovesciata”

Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro.
Lotta all'evasione fiscale, facendo pagare per intero le tasse a chi ha usato lo scudo
fiscale
Dimezzare le spese militari. Basta con la guerra in Afghanistan e in Libia
Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager
Le aziende che delocalizzano devono restituire i finanziamenti pubblici
Bloccare le grandi opere inutili come la TAV e il Ponte sullo
Stretto e usare quelle risorse per un grande piano di sviluppo delle energie
alternative e di riassetto idrogeologico del territorio

Al dibattito interverranno i rappresentanti del partito della rifondazione comunista.

Sarà nostro gradito ospite Mario Dattilo, maestro di fotografia, con una mostra di immagini sul disagio sociale nelle città italiane, e bellissimi scatti sulla natura locale.

Seguirà cena sociale con sottoscrizione

I cittadini che sono interessati a conoscere le proposta e firmare per la petizione sono invitati a partecipare.

La mostra fotografica rimarrà allestita anche nella giornata di Domenica 11 Settembre.


Vle San Lorenzo Ardea n° 46

10 Settembre ore 17.00

PRC circolo Ardea



04 settembre 2011

ARDEA - LO RETO : IL PATIO era un casolare simbolo della citta', Eufemi ci lascia un parellelepipedo di cemento


Il Patio era un casolare, un po’ il simbolo delle radici di Tor San Lorenzo. Oggi al suo posto troneggia, chiatto e anonimo, un grigio edificio. Cambiano i tempi e anche i simboli: ieri un edificio ‘pensato’, con archi e piani differenziati, oggi un parallelepipedo di cemento. Il Dna di un luogo che un tempo era il ‘buen ritiro’ di professionisti e funzionari pubblici è stato geneticamente modificato e le premesse di un borgo che voleva svilupparsi con una discreta e sobria eleganza sono state ignorate.

L’abbiamo sognata per anni, la Piazza del Patio come avrebbe potuto accoglierci, noi cittadini, con spazi destinati alla creatività e alla socialità collettiva, alla cultura e allo spettacolo. Noi, ingenui contribuenti, vagheggiavamo di poter partecipare alla crescita di un luogo pubblico in cui ritrovarci per visitare mostre o socializzare. Attendevamo di poter fruire di un luogo che avesse un’anima e oggi transitiamo davanti ad un cumulo di ferro e calce che al massimo promanerà l’odore di detersivo ed esporrà offerte speciali ‘compritrepaghidue’.

Nella lotta tra ‘il meglio per tutti’ e ‘la cupidigia di pochi’ ha vinto, di nuovo, quest’ultima. I benefici economici andranno a favore ‘dei pochi’, gli svantaggi li pagheremo tutti perché la desertificazione del territorio va di pari passo con quella del vivere civile. Il cemento, ancora e solo il cemento nonostante la crisi e le case invendute, è l’unico orizzonte di tanta ignoranza e cafonaggine.

I socialisti alla fine degli anni 2000 proposero ed ottennero l’iscrizione in bilancio dei fondi necessari per l’acquisizione del Patio, e nel 2004 l’allora neoeletto sindaco Eufemi - in un comizio proprio davanti al Patio - promise solennemente che l’edificio, ristrutturato, sarebbe diventato di proprietà della città. Subito dopo quei fondi scomparvero dal bilancio. Noi continuammo a chiederne notizia e il Sindaco continuò a promettere. Ora sappiamo che fine ha fatto la promessa. Una nota positiva c’è: l’epoca Eufemi volge al termine e il suo lascito a Tor San Lorenzo, a differenza delle Piramidi dei Faraoni, sarà soltanto…. un parallelepipedo!

Franco Lo Reto – Portavoce del PSI di Ardea



03 settembre 2011

PD ARDEA COMUNICATO STAMPA


In data 29 Agosto su convocazione del Segretario Provinciale è stata approvata in modo ambiguo e con evidenze anti statuarie, e priva di documentazione agli atti, una mozione di sfiducia nei miei confronti. Il dibattito ha evidenziato, in gran parte degli interventi la correttezza e la democraticità nonché la grande mole di iniziative programmate e svolte con molto successo già a partire dalla ex segretaria del P.D. Natascia Giovannetti che con forte dedizione ad esse si era dedicata. Il partito quindi è cresciuto, operando in modo assoluto nel rispetto dello statuto, del codice etico, e nell' aver condiviso con i partiti del centro sinistra un lungo percorso per realizzare, finalmente una compagine unita e vincente.

Dopo aver rinunciato alla mia candidatura alla carica di sindaco, anche in quanto già impegnato come segretario, ho proposto ai partiti della coalizione del centro sinistra un solo nominativo nella figura del consigliere Abate Antonino, ma riservandomi la possibilità di rivedere la questione in caso di evidenti problematiche in merito al nominativo fatto.

Nella riunione fatta con il centro sinistra non c'è stata totale convergenza su tale nome da parte dell' I.D.V. che chiaramente ha ipotizzato la proponibilità di un loro giovane candidato.

Inoltre all'interno del partito e nella base degli iscritti e simpatizzanti sono emerse chiare forme di opposizione verso questa nomina.

Come un buon padre di famiglia ho cercato di far capire all'interno del Partito il mio punto di vista in merito perché:


  1. La coalizione non era unita sul nome

  2. Il partito si sarebbe diviso

  3. Gli iscritti ed elettori ci avrebbero abbandonato

  4. Verrebbe determinato una situazione già vista più volte

  5. La sconfitta era cosa certa


Non potevo quindi accettare che tutto andasse a rotoli a causa del solito morbo della cosi detta “CANDIDITE” che latente sempre nei soliti personaggi rispunta regolarmente in ogni campagna elettorale.

Quindi ho pensato di evitare ciò con l'unico sistema che potesse far confrontare non solo i soliti ambiziosi indicando la strada delle PRIMARIE.


Il partito ne aveva fatto un suo fondamento e molti di noi hanno creduto a questo grande cambiamento epocale.


  • Vadano avanti i meritevoli

  • Via le imposizioni di casta

  • Via le manovre di bottega


Ho deliberato quindi in tal senso ritenendo più importante la volontà dei cittadini che dei membri di direttivo che di fatto si erano ormai allineati a sostegno della candidatura del consigliere Abate.

Ho letto il comunicato stampa di Enrico Cacciotti ed Alessandro Mari, membri di direttivo. Essi dichiarano di essersi adoperati per stoppare il nascente progetto che vedeva il P.D. alleato con il F.L.I. e le liste civiche ed additando a qualche non dichiarato autorevole esponente del P.D. la volontà subdola di percorrere tale strada.

I giovani sono certamente un grande valore che dobbiamo difendere e sostenere.

Ma la politica ha bisogno anche delle grandi esperienze e capacità, capisco l'ardore e la voglia di riscatto, la condivido e spero di trovarci insieme ad affrontare un percorso comune, ma soprattutto un fine comune.

Il percorso era già in gran parte avviato, il fine anche e consisteva nell'organizzare tutte le forze volte a contrastare il malgoverno della amministrazione di centro – destra operato principalmente nelle due ultime consigliature.

Per fare questo bisogna cercare tutti i consensi al fine di affrontare questa giusta crociata di liberazione.

I cittadini vogliono vedere la coalizione unità, un progetto credibile e fattibile senza false promesse o ingannevoli aspettative ma grande consapevolezza e necessità di affrontare insieme la rinascita della nostra comunità, ormai infettata non solo da politici incapaci ma da orde di delinquenti e affaristi.

Facciamo scegliere alla gente, aprendosi alla loro volontà.

Se questo non sarà, credo che gli elettori bocceranno il deleterio progetto del P.D. di estrometterli da ogni diritto di partecipazione dettato e normato dallo statuto che li aveva invogliati a scegliere questo partito piuttosto che un' altro.

IL RINNOVAMENTO E' COMUNQUE INIZIATO, CENTINAIA DI CITTADINI SONO A FAVORE DEL RINNOVAMENTO ED ESSO SI ATTUERA' NELLA FORMA PIU' DEMOCRATICA.

IO SONO CON LORO

Sarrecchia Peppino



02 settembre 2011

Loro dilettanti, noi allo sbaraglio

di Romina Velchi (Liberazione del 1 settembre 2011)

Niente da fare. Anche stavolta un buco (è il caso di dirlo) nell’acqua. Una delle (pochissime) novità uscite dal vertice di Arcore - quello dato per «decisivo»; quello nel quale sarebbero stati sciolti tutti i nodi sulla manovra e che aveva fatto gridare «vittoria» ai giornali filogovernativi - è morta nella culla. Anzi, ancora un po’ e scendeva in sciopero pure la Uil: il colmo, dopo tutti gli sforzi messi in campo per spaccare i sindacati. Inevitabile, perciò, il dietrofront e magari Tremonti se la ride pure, lui che su queste pseudo-modifiche non ci ha voluto mettere il timbro (che se la veda Sacconi...). E dire che la trovata (quella su naja e anni di studio) è uscita dal cappello dei leader massimi, cioè Berlusconi e Bossi di pirsona pirsonalmente, come direbbe il Catarella di Montalbano. Scherzavano? Volevano vedere l’effetto che fa?
Solo che c’è davvero poco da ridere. Da un governo sostenuto dalla maggioranza più ampia di sempre siamo finiti al «carta vince, carta perde», cioè quel giochino con cui imbroglioni di mezza tacca fregano i poveri cristi. Ora c’è l’aumento dell’Iva, un attimo dopo non c’è più; si toccano le pensioni, anzi no; via il contributo di solidarietà, contrordine; meno tasse, anzi di più e via così.
Piccolo cabotaggio. Il tentativo, ormai patetico, di restare a galla, di tirare a campare. E pazienza se, in questo sforzo, ministri ed esponenti politici di spicco sono costretti a continue giravolte e a smentire se stessi. Non era Alfano, segretario del Pdl, che l’altro giorno giurava che dal confronto interno sulla manovra sarebbe uscito un governo più forte? Non era la Padania che l’altro ieri titolava «Passa la linea della Lega»? E quale sarebbe questa linea? Quella di Bossi, che ad Arcore dà il via alla norma sulle pensioni o quella di Calderoli che a Roma fa fare marcia indietro a Sacconi sulla norma medesima? Boh. Nessuna traccia, al contrario, di misure di semplice buon senso e di immediata comprensione come far pagare un po’ di più a chi ha di più (ci è arrivato persino Sarkozy); tantomeno di proposte per far tornare a crescere la nostra sgangherata economia, unica concreta possibilità per risanare il bilancio.
Fino a ieri ci hanno raccontato che questa manovra è urgente (infatti, hanno fatto un decreto) e che serve a rimettere a posto i conti italiani per salvare il paese dai cattivi speculatori. E loro che fanno? Giocano alle tre carte, litigano, si fanno i dispetti a vicenda. Così il tempo passa; i saldi vanno a ramengo (pare che adesso manchino all’appello sette miliardi); e magari si scoprirà che serve una manovra-ter (o quater, fate voi). Roba da far venire i brividi.
Dilettanti? Sì, solo che allo sbaraglio finisce che ci andiamo noi. A questo punto viene voglia di pregarli di non fare niente.

01 settembre 2011

Comunicato stampa PSI Ardea


Ardea 1 settembre 2011 - Alcuni mesi fa chiedemmo al sindaco ed all’assessore all’ambiente i motivi per i quali dinanzi all’entusiastico risultato della raccolta differenziata, da loro dichiarato, che aveva raggiunto il 40% non era diminuita la relativa tassa per il minor conferimento in discarica che ne doveva conseguire. Naturalmente ancora attendiamo risposta. Anzi secondo quanto dichiarato dalla Associazione SAAMSO saremmo debitori per gli avvenuti conferimenti per circa sei milioni di euro. Quindi i cittadini dovranno attendersi, a breve, non una diminuzione del carico tributario per lo scopo, bensì un aumento. Nel frattempo il servizio procede con tutte le sue problematiche aggravate dal fatto che gli appositi cassonetti stradali ai quali conferire il materiale non soggetto a raccolta differenziata sono fatiscenti, sporchi e addirittura inesistenti. Alla Nuova California per esempio sono stati eliminati tutti i cassonetti per la raccolta della carta e del cartone, e dinanzi ad una nostra domanda un operatore della società ha risposto che un apposito contenitore era situato nella zona del Samoa che dista da Tor San Lorenzo oltre due chilometri.

I socialisti ardeatini, ritenendo che tale situazione, incomprensibile ed ingiustificata, sia la causa dell’immancabile e non condivisibile abbandono sulla strada dei rifiuti, invitano il sindaco a dare disposizioni perché siano immediatamente ricollocati per le strade della Nuova California i contenitori per la raccolta della carta e dei cartoni o quanto meno autorizzare la raccolta porta a porta anche per tale genere di rifiuti. I socialisti ritengono altresì che, nelle more del riordino del servizio sia stabilito che nelle zone sprovviste di contenitori la TARSU sia corrisposta in misura ridotta in percentuale sulla tariffa ordinaria, a seconda della distanza del cassonetto dal luogo ove ha sede l’utenza.

Massimo Stoppo – Vice Segretario PSI Ardea



QUELLA DISTANZA INCOLMABILE TRA AMMINISTRAZIONE E CITTADINI


Un’Amministrazione,quella di Ardea,rimasta distante dalle VERE problematiche che gli abitanti di questo Comune sono costretti quotidianamente ad affrontare.

Le lamentele continue che raccolgo,le numerose petizioni sottoscritte sono il “termometro” che registra non solo i disagi quotidiani irrisolti,ma una sostanziale,costante incapacità di questa Amministrazione,a raccoglierne e coglierne le priorità.

Finisce cosi,nella solita bolla di sapone quello che l’Amministrazione,promotrice della legalità, aveva sbandierato come proprio “cavallo di battaglia” : gli abbattimenti sul lungo mare e l’apertura dei passaggi a mare nei consorzi abusivi;


ricordando ancora come chi gestisce questo Comune si è fatto “propugnatore della salute dell’ambiente” ci si sorprende come chi vive nelle vie adiacenti al depuratore gestito dall’Idrica, è costretto a respirare un’aria nauseabonda e a sopportare un rumore fastidioso nelle ore serali che l’impianto di depurazione produce e diffonde. Ma i cittadini non ci stanno e all’indifferenza della Direzione Comunale rispondono avviando una petizione che verrà inoltrata alle autorità regionali e provinciali competenti, nonché alla procura della Repubblica.


Appare fin troppo chiaro che in questo Comune si affrontano i disagi determinati dalla carenza di servizi primari e basilari;

ed è proprio per l’incredibile “disservizio postale” relativo alla consegna della posta i cittadini ricevono le bollette di gas, luce e telefono puntualmente scadute che li costringe a pagare una mora sulla bolletta successiva(e non vogliamo star qui a parlare degli auguri natalizi che pervengono a giugno …);

un disservizio quasi fisiologico in un’area di ormai oltre 12.000 abitanti ,come Nuova Florida che non dispone di un proprio Ufficio Postale con relativo Ufficio di Smistamento. Un servizio DOVUTO e Italia dei Valori di Ardea intende raccogliere la richiesta di aiuto dei cittadini,avviando una petizione al fine di poter disporre di un Ufficio Postale al più presto possibile.


All’Amministrazione ed in particolare al Sindaco richiamandoci ad un’intervista(*) rilasciata poco più di un anno fa,vogliamo dire: Ardea non è un territorio molto litigioso,ne tendente alla “polemica per la polemica”;

è semplicemente un territorio fatto di persone che,al contrario di quanto Lei sostiene (“..ognuno deve esprimere il suo punto di vista, senza necessariamente distruggere un’esperienza solo perché non ci si sente rappresentati da essa..” )hanno il DIRITTO di essere ascoltate, quanto rappresentate .

La popolazione di Ardea, non può contare sul Sindaco che in tanti anni di Amministrazione non ha mai (o raramente e solo per intercessione del DIFENSORE Civico della Regione Lazio)accettato richieste di incontri da parte dei partiti non rappresentati in Consiglio Comunale.


Ritengo,come esponente politico,che un Primo Cittadino debba cercare,mantenere e sostenere un filo diretto con i cittadini e le loro problematiche,cosi come con il resto dell’Amministrazione.



(*)intervista pubblicata on line da sullavia.wordpress.com il 08/06/2010



ALBERTO DELLI COLLI Italia dei Valori - Ardea

"Bersani non poteva non sapere cosa faceva il suo capo segreteria"


Parla il sindaco di Napoli De Magistris: "Gli affari Il limite dei due mandati? Troppo rigido. Ma non mi candiderò alle primarie del centrosinistra" di CONCITA DE GREGORIO

SINDACO De Magistris, esiste la "diversità etica" della sinistra?
"Storicamente è esistita. La sinistra più di ogni altra ha posto la questione morale come architrave dell'agire politico. Ultimamente la diversità etica è molto scemata".

Molto quanto?
"Assai. La politica si è persa nei palazzi e l'affarismo l'ha corrotta. Il sistema degli affari funziona allo stesso modo a destra e a sinistra".

Populismo. Demagogia. Antipolitica.
"Conosco bene il ritornello di autodifesa della casta. E' l'unico modo che è rimasto loro per preservare il loro potere: accusare chi non fa parte del loro gioco di antipolitica. Hanno una paura terribile di tutti coloro che non possono essere ricattati, provano a farlo e se non ci riescono tentano di gettare addosso la croce dell'antipolitica. Ma non c'è antipolitica nel Paese, c'è antipartitocrazia. Il sistema è ammalato gravemente e so quel che dico: il metodo è lo stesso ad ogni latitudine. Scambi fra pubblico e privato, mercato di consulenze, appalti, favori contro poltrone o credenziali. Poi non tutti lo adottano, certo. Come sempre la differenza la fanno le persone".

Esempi.
"Mi irrita la sorpresa che mostrano i leader di partito di fronte ai casi Bisignani, Penati e quant'altro. Penati era il capo della segreteria di Bersani. Bisignani l'uomo di fiducia di Gianni Letta a Palazzo Chigi. I leader sanno sempre benissimo quel che accade nel loro cerchio stretto. Sono stato ai vertici di un partito, ho trattato con i miei referenti in altre forze politiche, lo so. Del resto: sui casi di corruzione e concussione i partiti non sono mai arrivati per primi. Non ce n'è stato uno che abbia di sua iniziativa bonificato situazioni opache. E' stata la magistratura, sono stati i movimenti di cittadini a sollevare i casi".

Anche nell'Idv non sempre è andato tutto benissimo.
"Non sempre. Il reclutamento della classe dirigente è fondamentale e deve rispondere a criteri di chiarezza assoluta. Sono stato il primo a battermi per questo".

Una nuova classe dirigente. Pisapia suggerisce il limite tassativo di due mandati. E' d'accordo?
"Come principio di carattere generale sì, ma in politica le regole burocratiche non sempre funzionano. La questione morale non si risolve solo così. Avrebbe avuto senso stabilire il limite di due mandati per Enrico Berlinguer? Dopo di lui il Pd non ha più avuto un leader di quel calibro. Non è mettendo un limite temporale ai mandati che si fa emergere una generazione nuova ma coltivando in chi arriva alla politica i valori etici e morali di giustizia, libertà, trasparenza. Non cooptando persone simili e servili, gente che non faccia ombra a chi guida ma ingaggiando una gara fra talenti e progetti, valorizzando chi ha consenso e non emarginandolo. Non bisogna avere paura e scegliere le persone che sappiano fare una rivoluzione partendo dalla questione morale. Persone fuori dagli schemi, che sappiano connettersi col popolo e trovare un equilibrio fra istituzioni e movimenti civici".

Parla di sé?
"Ma no, anche se quello che è avvenuto a Napoli a Cagliari a Milano è stata una vera rivoluzione, e vedo che anziché prendere ad esempio quel modello c'è una gran fretta di dimenticarlo e marginalizzarlo. Il Paese è pieno di persone di valore che fanno politica, o che la farebbero in condizioni di aver voce in capitolo. Il fermento che c'è attorno a noi è il contrario dell'antipolitica: le battaglie della Fiom, quelle delle donne e degli studenti sono politica. Non a caso i partiti ne sono rimasti fuori, o sono stati tenuti fuori dai movimenti. Bisogna portare quella forza nelle istituzioni. Scegliere da lì le persone: quelle capaci di mobilitare, di animare speranze e di tradurle in progetti".

Chi deve scegliere queste persone? Servirà un criterio.
"Certo. In primo luogo serve una nuova legge elettorale. Siccome sono certo che questo Parlamento non la farà dico che si deve firmare per il referendum. E' ovvio. A livello locale le primarie funzionano ma non devono essere un veicolo di lotta interna ai partiti. Bisogna che entrino in gara persone libere, competenti, indipendenti e che non siano ostacolate dai correntismi ma incoraggiate".

Stento a immaginarlo.
"Appunto. Ma è l'unica strada perché la politica torni in contatto con la realtà. Bisogna creare dei laboratori politici che facciano da pungolo ai partiti. La questione morale non la risolve la magistratura. E i partiti, oggi - spiace dirlo - non hanno la capacità di affrontarla".

Laboratori politici come?
"Bisogna riattivare il controllo democratico. Partire dal basso. A Napoli abbiamo creato l'assessorato ai Beni comuni e alla democrazia partecipativa. Era una città depressa dal malaffare e dalla corruzione, che oggi è assai più grave che nel '92. Oggi la corruzione è un sistema diffuso nel quale la criminalità è penetrata attraverso società quotate in borsa. Bisogna che i cittadini sentano di avere la forza di cambiare. Incoraggiare assemblee popolari su questioni specifiche, nei quartieri. E' lì che nascono i progetti, e le leadership. Bisogna prendere l'indignazione che c'è e allontanarla dall'antipolitica, trasformarla piuttosto in energia. Scegliere dalla base chi mandare in Parlamento, per esempio. Come lei sa sono sempre stato favorevole alla battaglia sulle primarie di collegio per selezionare deputati e senatori. Non altrettanto i vertici dei partiti, ci sarà una ragione".

Pensa che si vada al voto nel 2012, che ci sarà un governo tecnico o che questa maggioranza reggerà?
"Temo che si andrà a fine legislatura. Questo governo è in grande difficoltà ma ha paura di perdere le elezioni. Del resto il centrosinistra non è ancora pronto ad avanzare un'alternativa credibile a Berlusconi: né come modello, né come leadership. Andare a votare non conviene a nessuno".

Nel caso ci fossero si candiderebbe alle primarie del centrosinistra?
"Io no, voglio fare il sindaco. E' un compito magnifico. Ancora la mattina quando esco per strada non mi sembra vero. Voglio cambiare questa città, portare la domanda dei cittadini nelle istituzioni. E poi bisogna evitare personalismi in questo momento, è stato l'errore degli ultimi mesi di Vendola. Bisogna usare il tempo per formare una generazione competente e combattiva. Poi certo, mi piacerebbe partecipare a livello nazionale a questo processo".

A livello nazionale, da sindaco?
"Certo, è dalle amministrative e dai referendum che sono venuti i più importanti segnali di cambiamento. Vorrei contribuire a creare un movimento politico organizzato che sappia tenere insieme elementi della politica e dei movimenti".

Un nuovo partito?
"No, al contrario. Un movimento che affianchi i partiti nella via del risanamento. Un movimento popolare e politico. Un luogo dove le energie e le intelligenze si sentano rappresentate e non mortificate, anche quelle critiche. E non è solo una questione generazionale, di "rottamazione": la questione morale non è anagrafica. Il rinnovamento passa certo dalle donne e dai giovani, ma anche dagli uomini e dai vecchi a patto che rispondano alla domanda di bene comune. Che facciano politica per gli altri e non per sé, non per l'interesse della loro corrente o del partito".