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Per concludere questa splendida esperienza di mobilitazione politica che mi ha portato a conoscere molte persone e molte realtà nuove, venerdì 26 marzo sarò lieto di incontrare amici e sostenitori in occasione della chiusura della mia Campagna Elettorale. L’appuntamento è alle ore 17.30, presso il Teatro Sala Umberto a via della Mercede n° 50, Roma. Vi aspetto.
Ringrazio tutti gli amici e i sostenitori che la sera del 16 marzo hanno partecipato all’incontro di presentazione del mio programma. C’erano più di mille persone. Molte le ho viste per la prima volta, e di questo sono davvero molto felice perché è il segnale che l’attenzione per il Partito dell’Italia dei Valori è alta e vitale. Come capolista per le Regionali del Lazio sono quindi consapevole di avere una grande responsabilità che ogni giorno di più si trasforma in entusiasmo per la realizzazione di un grande sogno. L’ho ribadito proprio l’altra sera anche alla presenza del Presidente Antonio Di Pietro, che ha voluto portarmi il suo incoraggiamento e lo dirò ancora nelle prossime occasioni pubbliche, perché questa mia campagna elettorale si rafforza via via al contatto diretto con persone come voi. Grazie a tutti!
Caro Sindaco, con la situazione di maggioranza bulgara che si ritrova in Consiglio Comunale, dove l’opposizione è praticamente inesistente, ci si aspetterebbe che lei non debba temere un confronto aperto, costruttivo e corretto con le opposizioni, anzi che lo ricerchi nell’interesse di tutta la cittadinanza.
Ma così non è, molte sono state le nostre richieste di incontro su temi specifici ed innumerevoli i nostri solleciti a dare ai cittadini risposte pubbliche e puntuali sui problemi riportati; mai nessun incontro concesso e raramente qualche lacunoso comunicato di grande genericità in risposta polemica alle nostre posizioni.
Due ultimi esempi:
abbiamo denunciato il grave problema della iniquità del sistema delle tariffe idriche applicate nel nostro Comune; enorme divario rispetto a tutti i comuni della provincia di Roma a cominciare da Pomezia (l’acqua ormai ci costa più del vino). Abbiamo chiesto una pubblica presa di posizione da parte sua Sindaco, magari per dire che ci sbagliamo; silenzio assoluto ……
abbiamo espresse gravi perplessità sul bando di gara per l’assegnazione, a società privata esterna, del servizio per “L’ACCERTAMENTO E IL RECUPERO DELL’EVASIONE…. “; abbiamo motivato puntualmente tali perplessità ed evidenziato i possibili gravi rischi per il Comune. Per tutta risposta, invece di chiamarci a discutere nel merito per meglio analizzare la situazione, con un comunicato ufficiale lei ci dice che non abbiamo capito di cosa si tratta.
Bene, visto che siamo un poco ingenui e le nostre denunce sono prive di fondamento la invitiamo e sfidiamo ad organizzare un pubblico incontro, magari dopo le elezioni regionali perché non vogliamo strumentalizzare elettoralmente la situazione, per dare ai cittadini risposte chiare su una serie di temi quali:
Usi Civici, Terreni Comunali, Tariffe Idriche, Accertamento e Riscossione Tributi, Illuminazione Pubblica e quant’altro sia di interesse generale.
Certi che questa volta vorrà dare un segnale di trasparenza e ripristinare un corretto rapporto con le opposizioni, restiamo in fiduciosa attesa di concreta risposta.
SEL, PD, PRC, PSI, IDV, VERDI
AVVISO
KIT X RACCOLTA DIFFERENZIATA
SABATO 13 E
DOMENICA 14 MARZO
dalle ore 9 alle 12,30
al RIST. “AL CENTRO”
Via Campo Selva 7
Il Comitato di Quartiere affiancherà la Soc. L’IGIENE URBANA nella distribuzione del “kit” gratuito di sacchetti biodegradabili per la raccolta dell’umido e dei relativi contenitori a chi ancora ne è sprovvisto.
Sarà anche possibile avere delucidazioni su come differenziare e sul nuovo servizio.
Ardea 10 marzo 2010 IL DIRETTIVO DEL CDQ
Da notizie che trapelano dagli uffici comunali sembra che la ditta incaricata
non abbia ancora presentato il certificato antimafia. Altre indiscrezioni
dicono che il realtivo certificato sia pervenuto e non sia del tutto conforme
alle leggi vigenti.
Abbiamo cercato ulteriori conferme e notizie in merito, ma al massimo abbiamo
ottenuto un no-comment. Sarebbe utile che il Sindaco dia spiegazioni in merito
rassicurando i cittadini ed in particolare il Comitato di Quartiere che
potrebbe trovarsi in situazioni di evidente imbarazzo.
Aspettando una parola chiarificatrice da parte del Capo dell'Amministrazione
invito tutti i cittadini a vigilare ed il Comitato di Quartiere Nuova Florida a
pretendere chiarezza e trasparenza.
Valtere Roviglioni IDV
ROMA - Fervono gli ultimi preparativi per le manifestazioni che si terranno su tutto il territorio nazionale sabato 13 marzo per contestare il cosiddetto decreto "salva-liste". A Roma, uno degli appuntamenti più importanti, vedrà popolo viola, società civile e partiti politici incontrarsi dalle 14 nella storica Piazza del Popolo, dove sarà allestito un palco per gli interventi.
Anche senza calcolare le spiegazioni balbettate dall’ormai leggendario Milioni, sull’argomento si erano cimentati in molti. Nell’ordine, Vincenzo Piso, coordinatore del Pdl Lazio, Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl nazionale, Alfredo Pallone, il vice di Piso, l’avvocato Grazia Volo, chiamata in soccorso. Ma niente. Nessuno è riuscito laddove Berlusconi ha deciso, a dieci giorni dal fattaccio, di cimentarsi in prima persona. Missione: spiegare che se gli elettori del Pdl a Roma non troveranno il simbolo del loro partito sulla scheda elettorale «nessuna responsabilità è riconducibile ai nostri dirigenti a cui è stato impedito di presentare le liste».
Un’impresa titanica se anche il Giornale il 28 febbraio titolava: «Un partito di matti. La mancata presentazione della lista in tempo utile è il grottesco risultato degli equilibrismi per accontentare gli ex Fi e An». Altro che forza dei fatti. Ci vuole Berlusconi che dica: «Questa è la verità perché la dico io». Con tanto di attacchi ai radicali. E alla giudice, Anna Argento, già denunciata per «abuso d’ufficio». «Ai nostri delegati ha detto persino che per lei tutte le liste sono uguali», dice disgustato il premier. «Ma se nemmeno sapevo che erano del Pdl», replica lei: «Sono solo intervenuta a spiegare che ormai dovevano essere considerati in ritardo e non potevano rimettersi in fila con gli altri come se niente fosse, ma non ho mai impedito loro di consegnare alcunché», spiega tornando sul passaggio decisivo.
LA SCENA MADRE Per fotografare bene la scena bisogna fare un passo indietro. Giorgio Polesi, l’altro mancato-presentatore della lista Pdl, è in fila. Gerardo De Rosa, presentatore della lista del Psi, lo vede che maneggia i documenti contenuti nella famosa scatola. E si mette a riprenderlo con il telefonino. Nel frattempo arriva Milioni (di cui non a caso nella ricostruzione del premier non si cita l’orario di ingresso al tribunale) con altri documenti sotto braccio. Ai carabinieri viene fatto notare che sta succedendo qualcosa di irregolare. È in quel momento che Milioni e Polesi si allontano, abbandonando la scatola davanti alla stanza 23. Quando tornano trovano il Psi Di Tommaso e il radicale Sabatinelli stesi in terra: «Ma il passaggio non era impedito». È la «gazzarra» che Anna Argento e il suo collega Durante intervengono a sedare. Nella ricostruzione di Berlusconi quest’ultimo avrebbe assicurato al prefetto di Roma che «tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso». «Mi sembra difficile che possa aver detto così», osserva Anna Argento: «Avrà detto: si può fare ricorso».
Comunque, cosa stesse realmente accadendo sabato 27 febbraio in quei minuti decisivi lo racconta ancora l’esito del secondo tentativo. Quando Polesi e Milioni, l’8 marzo, scortati dal quartier generale del Pdl romano, ritornano in tribunale per presentare la lista in virtù del decreto Berlusconi. La scatola abbandonata nel corridoio l’hanno custodita i carabinieri: dentro ci sono le firme raccolte per presentare la lista. Mancano invece i documenti che Milioni stava portando, fuori tempo massimo, al suo collega in fila. Compreso l’atto principale. Quando Polesi entra in tribunale il 27 febbraio dunque non sono ancora le 12 ma la «documentazione è incompleta», come ha annotato Anna Argento bocciando per la seconda volta la lista presentata in virtù del decreto. «Avevo chiesto di essere esonerata, è stato il presidente del tribunale a chiedermi con un atto formale di andare avanti, confermando il mio operato», spiega che lei che, pur «amareggiata», assicura di aver fatto come sempre il suo lavoro «secondo coscienza». Non importa, il Giornale di famiglia l’ha già ritratta come «toga rossa». Berlusconi pure. Lei si dice «serena»: «Però certo non mi farò prendere a calci restando inerme», medita la querela.
Dopo il caos delle cartelle esattoriali pazze, arrivano gli ultimatum sui condoni: dieci giorni per presentare tutta la documentazione, pena il respingimento delle domande di sanatoria. I preavvisi arrivano dalla Gemma società del Comune di Roma, il cui Ufficio Condoni ieri ha dovuto affrontare l’isteria dei cittadini in fila, frastornati dall’esiguità dei tempi, dalle lunghe file di attesa e dall’importanza della posta in gioco: la propria casa. Lo raccontano bene alcuni giornali di oggi. Leggendoli, riflettevo sul tema delle politiche abitative: un capitolo complesso da gestire, da qualunque angolazione lo si osservi. Sicuramente il condono, seppure gestito con tempi e modalità civili, non è una soluzione. Oggi a Roma un edificio su quattro deriva da condoni, con forti ripercussioni sul tessuto urbanistico e il sistema della viabilità, tanto che uno degli obiettivi del Piano Casa approvato lo scorso luglio dalla Regione Lazio è stato quello di favorire le ristrutturazioni che migliorassero l’assetto del territorio circostante, attraverso un radicale snellimento delle procedure e dei costi amministrativi. Le norme stabilite dalla Regione aspettano ora l’applicazione da parte del Comune di Roma, che però non ha ancora messo in campo alcuna riduzione reale degli oneri concessori.
Di fronte a questo stallo da un lato, e di fronte alla fretta che il Comune richiede per la regolarizzazione dei condoni, mi chiedo dove sia finito il rispetto per i cittadini. Per stare dalla parte dei cittadini bisogna conoscerne le difficoltà reali. Per questo propongo di tornare a ragionare con la testa di chi vive le difficoltà quotidiane, specie in tempi di crisi economica.
Il mio impegno partirà quindi da una politica degli affitti che preveda un tetto massimo fissato per legge contro il fenomeno delle locazioni in nero a prezzi spropositati. Penso inoltre di dare maggior impulso all’housing sociale, prevedendo per le per le Ater la possibilità di acquistare immobili dimessi dagli Enti Pubblici e da privati anche attraverso l’adesione a fondi immobiliari agevolati. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione chiara e diretta, in modo che sia lasciato a tutti un tempo congruo per capire, valutare ed…agire senza diktat imperativi. Da paese civile insomma!
ROMA - L'ufficio circoscrizionale elettorale presso il tribunale di Roma non ha ammesso la lista provinciale del Pdl riconsegnata soltanto lunedì pomeriggio dai rappresentanti del Pdl di Roma. La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione, cominciata martedì mattina attorno alle 9 e terminata solo in serata.
La decisione dell'ufficio elettorale è stata notificata al presidente del XIX municipio Alfredo Milioni, quello del famoso “panino”, che è arrivato al tribunale accompagnato dall'onorevole Marco Marsilio e dal coordinatore romano del Pdl, Gianni Sammarco.
A questo punto le strade percorribili per il Pdl sono davvero poche.
Il partito del “predellino” sembra, infatti, intenzionato a presentare ricorso al Consiglio di Stato (forse già mercoledì domani) contro la decisione di lunedì del Tar del Lazio, che ha confermato l'esclusione dalle prossime elezioni regionali della ‘prima’ lista relativa alla provincia di Roma che era stata presentata al Tribunale.
Un’ultima opportunità per il Popolo della libertà del Lazio, di fatto auto-esclusosi dalla competizione elettorale.
E furibondo è il premier Silvio Berlusconi, dopo il pomeriggio di fremente attesa. L’intenzione, stando a fonti vicine al Cavaliere, sarebbe quella di lanciare a questo punto una campagna elettorale di fuoco, giocando sul guaio romano delle liste regionali e trasformandolo in una vera e propria arma elettorale contro il centrosinistra. per la sfida del Lazio. Chi ha partecipato nel pomeriggio alle riunioni di vertice del Pdl, racconta di un Berlusconi intenzionato ad abbandonare la strada dei ricorsi, rivelatasi un flop, per imboccare definitivamente quella del contrattacco politico.
Il Cavaliere con ogni probabilità si presenterà in conferenza stampa, già domani, per ‘spiegare agli italiani come è nato il caos delle liste’. Poi la strategia d’attacco, che prevedrebbe anche il ricorso alla piazza: allo studio c'è una maximanifestazione nazionale del Pdl, protagonisti i candidati-governatore (ma sembra difficile mettere insieme le agende di tutti).Da "DAZEBAO"
Domenica, 06 Aprile 2025 - 08:58:16 am |