Si mormora che sia costata, tra opere primarie e accessorie (forse anche la consulenza del mago che con la palla legge il futuro), ben 120.000 Euro... E non aggiungiamo altro!
LA PALLA NON GIRA... DAI DAI DAI DAGLI UN SPINTA!
La palla situata sulla rotatoria di Rio Verde non ne vuol sapere di girare, nonostante le consultazioni tra i tecnici comunali più volte riuniti, il grande macigno di granito è li immobile, quasi a sfidare gli addetti che dopo tutti i tentativi, presi dallo sconforto, sembra abbiano chiamato a consulto un noto mago che con le palle ci legge anche il futuro.
Sembra che il mago abbia diagniosticato uno stato di abbattimento conseguente alle molte polemiche sul costo e sull'opportunità dell'opera, la palla si è sentita offesa e denigrata ed è entrata in uno stato di depressione.
Il mago ha suggerito una cura, così tutte le mattine prima di aprire l'ufficio tecnico, un impiegato è stato incaricato di accarezzarla e motivarla dandogli una spintarellla: la cura ha avuto i suoi effetti.
Da qualche mattina, sotto lo sguardo degli automobilisti incuriositi, un impiegato comunale da una "pacca" sulla palla ed essa comincia a girare...
04 febbraio 2009
NON CI RESTA CHE RIDERE?
Italcogim: gas o agenzia immobiliare
Ancora una notizia che oseremmo definire molto "folkloristica", se non fossimo ormai abituati alle stravaganze amministrative del Comune di Ardea, ci indigneremo, ma ormai non ci resta che piangere, o forse... E' meglio ridere!
Da un po' di giorni sui i muri di Ardea si leggono dei manifesti che annunciano l'apertura di due uffici della concessionaria per il gas Italcogim. Fin qui nulla di strano, la particolarità invece salta agli occhi quando si legge che gli uffici sono "ospitati" presso una nota Agenzia Immobiliare del posto.
Sarà un servizio in più per chi acquista la casa e stipula il contratto del gas?
Ma ve lo immaginate se a Roma l'Italgas o l'Acea e magari anche l'AMA aprissero uffici in locali dove gia sono presenti Agenzie Immobiliari o Assicurative?
Vendesi bilocale... il contratto per il Gas lo offriamo noi. Vendesi porzione di bifamiliare, il primo anno di Nettezza Urbana te lo paghiamo noi, Cedesi villini a schiera, il consumo idrico per la terza persona è a carico nostro.
E' possibile che tra qualche anno potremmo assistere a queste nuove offerte, ma saranno esclusive di solo alcune agenzie o il Comune convenzionerà le immobiliari?
Scherzi a parte, questo è l'ennesimo scivolone di un'amministrazione che non ha più autorevolezza nei confronti di chi gestisce servizi primari, aziende alle quali non riesce nemmeno ad imporre delle sedi riconoscibili.
L'impareggiabile Eufemi non si rende conto che ormai siamo al ridicolo e continua a far ridere i cittadini.
Speriamo in una fragorosa risata che lo rispedisca a Nettuno!
Alberto Delli Colli
IDV ARDEA
Ancora una notizia che oseremmo definire molto "folkloristica", se non fossimo ormai abituati alle stravaganze amministrative del Comune di Ardea, ci indigneremo, ma ormai non ci resta che piangere, o forse... E' meglio ridere!
Da un po' di giorni sui i muri di Ardea si leggono dei manifesti che annunciano l'apertura di due uffici della concessionaria per il gas Italcogim. Fin qui nulla di strano, la particolarità invece salta agli occhi quando si legge che gli uffici sono "ospitati" presso una nota Agenzia Immobiliare del posto.
Sarà un servizio in più per chi acquista la casa e stipula il contratto del gas?
Ma ve lo immaginate se a Roma l'Italgas o l'Acea e magari anche l'AMA aprissero uffici in locali dove gia sono presenti Agenzie Immobiliari o Assicurative?
Vendesi bilocale... il contratto per il Gas lo offriamo noi. Vendesi porzione di bifamiliare, il primo anno di Nettezza Urbana te lo paghiamo noi, Cedesi villini a schiera, il consumo idrico per la terza persona è a carico nostro.
E' possibile che tra qualche anno potremmo assistere a queste nuove offerte, ma saranno esclusive di solo alcune agenzie o il Comune convenzionerà le immobiliari?
Scherzi a parte, questo è l'ennesimo scivolone di un'amministrazione che non ha più autorevolezza nei confronti di chi gestisce servizi primari, aziende alle quali non riesce nemmeno ad imporre delle sedi riconoscibili.
L'impareggiabile Eufemi non si rende conto che ormai siamo al ridicolo e continua a far ridere i cittadini.
Speriamo in una fragorosa risata che lo rispedisca a Nettuno!
Alberto Delli Colli
IDV ARDEA
MENSE E PANINI: IL PUNTO DI VISTA
DEL GENITORE PRIMA CHE DEL POLITICO
A causa di un problema nella piattaforma del fornitore di servizi è temponeamente impossibile accedere alla consultazione dell'area "Opinioni dei cittadini" e pertanto proponiamo di seguito uno scambio di opinioni tra una mamma, visitatrice affezionata di questo sito, e l'ex-consigliere comunale del PRC Valtere Roviglioni.
Non appena nuovamente raggiungibile la sezione "Opinioni dei cittadini" ospiterà i medesimi contenuti di questa pagina.
il panino: parte seconda
LA STORIA INFINITA!
MENSE SCOLASTICHE: SI CAMBIA ANCORA
E' di oggi (30.01.09) la notizia trapelata dagli uffici comunali che il dirigente ai servizi sociali ha revocato la ditta incaricata per il servizio di mensa scolastica.
Ad ora non ci è dato sapere i motivi di tale atto.
E' ora che Eufemi faccia chiarezza definitivamente di questo andazzo di "stop and go" sulla pelle degli alunni che lunedi troveranno cambiamenti e probabilmente disservizi nel cambio di gestione.
La seguenza di cambi può generare una serie di contenziosi che Ardea non può più permettersi.
Valtere Roviglioni - PRC Ardea
E' strano che non le sia giunta voce delle proteste che noi mamme abbiamo inscenato a seguito delle scarse condizioni igieniche e qualitative del servizio mensa a partire dal rientro a scuola dei nostri figli dopo le vacanze di natale. E' presumibile che queste non siano bastate per decidere la revoca dell'incarico, ma è pacifico che l'unico modo per assicurare un pasto discreto ai nostri bambini era quello di far mangiare loro un panino. Niente di nuovo! Quello che mi meraviglia è la sua totale "ignoranza" del fatto, visto che ho avuto modo di apprezzare più volte, su questo sito , la sua sensibilità sulle tematiche che riguardano i nostri figli e non solo.
Anna Sibio
MENSE e PANINI
Cara Anna,
la mia nota sulle mense scolastiche: "si cambia ancora" è stata dettata dalla preoccupazione che un ulteriore cambio potesse creare ancora più disservizi ai bambini, inoltre è vero che in alcuni plessi i genitori si stanno mobilitando per una cattiva gestione del servizio a cui dovrebbe rispondere ed intervenire il comune ed il Sindaco, ma la questione va inquadrata anche dal punto di vista amministrativo.
Comunque la ringrazio per questa sollecitazione polemica, le risponderò da genitore e non da uomo impegnato politicamente e socialmente da 20 anni su questo territorio.
E' dal 1989 che seguo le vicende della scuola. Su questo sito le basterà cliccare nella sezione ricerca e troverà una infinita documentazione. Di pochi giorni fa una lettera di alcune mamme "ardiesi" che mi invitavano a non interessarmi del problema in quanto mio figlio non frequenta le scuole di Ardea. Credo sia giunto il momento di replicare sapendo di rappresentare migliaia di genitori che sono costretti al pendolarismo scolare dei loro figli.
Mio figlio ha frequentato il nido fuori dal comune a pagamento in quanto molte strutture a mio modo di vedere non garantivano i requisiti minimi: non potevo certo affidare mio figlio ad una struttura, magari realizzata ai bordi di un fosso, abusiva e senza permessi, gestita - guarda caso - da parenti, amici e famigliari di consiglieri comunali.
Giunto alla materna è finito in una lunga lista di attesa che poteva scavalcare solo con una segnalazione dell'assessore o politico di turno. Evidentemente chi ritiene la scuola un diritto evita disgustosi compromessi e quindi si rivolge altrove. Alle elementari, scuola dell'obbligo, finalmente avrebbe dovuto trovare un posto nelle scuole di Ardea, ma inventarono le scuole "garage" di via Pratica di Mare, con il fosso (ora ricoperto) che celava una vera e propria discarica di liquami a cielo aperto.
Quando ero consigliere comunale e mi recavo presso i plessi scolastici trovavo sempre un "ostruzionismo" di maestre e bidelle preoccupate di non far passare lo "straniero", mentre per altri "consiglieri Ardiesi", libero accesso e tappeto rosso.
Qualche anno fa in compagnia di un assessore e di un impiegato comunale mi recai presso la scuola di Pian di Frasso per visionare dei lavori; al mio arrivo, una maestra invei solo contro di me, reo di andare nella scuola a disturbare le lezioni e strumentalizzare i bambini. La visita terminò con il transennamento di una parte del giardino retrostante perché il cornicione del locale servizi era pericolante.
Non è cambiato molto da allora: quel plesso scolastico andrebbe chiuso per tutta una serie di motivi di sicurezza e di agibilità. Ad esempio, in un'aula costruita successivamente al primo blocco (in tutta la struttura è evidente la sovrapposizione degli stili di costruzione con l'aggiungersi dei nuovi spazi ricavati alla meglio), sotto un banco dove siedono i bambini c'è un pozzetto con una pompa che dovrebbe distribuire acqua.
Tornando al servizio di mensa scolastica, non le sarà sfuggito come il Comune abbia impostato singolarmente la gara d'appalto; già il 15 di Agosto del 2008 ne denunciai limiti e contraddizioni, puntualmete confermate in Consiglio Comunale dal Sindaco e da esponenti della stessa maggioranza.
Mi chiedo perchè non si torni al servizio gestito direttamente dal comune o comunque tramite un centro cottura comunale da poter essere affidato in gestione. Tra aggiudicazioni e revoche corriamo il grosso rischio di aprire dei contenziosi (che provi a immaginare chi pagherà...) e forse di non trovare più ditte disponibili a fornire questo servizio. Come lei dovrebbe sapere, quando una gara è aggiudicata è difficilissimo revocarla ed in questi anni su un problema così delicato come quello delle mense scolastiche la politica avrebbe dovuto quanto meno essere neutrale. Cosa che invece non è stata.
Quando si assegna una gara, a meno di gravissime inadempienze è difficilissimo revocarla, infatti vedrà che nonostante le proteste dei genitori la ditta continuerà il servizio fino alla fine del mandato.
Forse mi sono troppo dilungato, ma è evidente che c'è un abisso culturale che va ribaltato, tra chi vive in questo territorio ed è considerato un ospite (nemmeno tanto gradito) costretto a digerire la negazione dei diritti, e chi si sente padrone della cosa pubblica e se ne frega della scuola e della cultura, anzi la usa ai propri fini come merce di scambio; ed in questo gioco delle parti, complice la confusione imperante, noi che ci battiamo per una inversione di tendenza finiamo poi per polemizzare inutilmente.
Con affetto
Valtere Roviglioni
Non appena nuovamente raggiungibile la sezione "Opinioni dei cittadini" ospiterà i medesimi contenuti di questa pagina.
il panino: parte seconda
LA STORIA INFINITA!
MENSE SCOLASTICHE: SI CAMBIA ANCORA
E' di oggi (30.01.09) la notizia trapelata dagli uffici comunali che il dirigente ai servizi sociali ha revocato la ditta incaricata per il servizio di mensa scolastica.
Ad ora non ci è dato sapere i motivi di tale atto.
E' ora che Eufemi faccia chiarezza definitivamente di questo andazzo di "stop and go" sulla pelle degli alunni che lunedi troveranno cambiamenti e probabilmente disservizi nel cambio di gestione.
La seguenza di cambi può generare una serie di contenziosi che Ardea non può più permettersi.
Valtere Roviglioni - PRC Ardea
E' strano che non le sia giunta voce delle proteste che noi mamme abbiamo inscenato a seguito delle scarse condizioni igieniche e qualitative del servizio mensa a partire dal rientro a scuola dei nostri figli dopo le vacanze di natale. E' presumibile che queste non siano bastate per decidere la revoca dell'incarico, ma è pacifico che l'unico modo per assicurare un pasto discreto ai nostri bambini era quello di far mangiare loro un panino. Niente di nuovo! Quello che mi meraviglia è la sua totale "ignoranza" del fatto, visto che ho avuto modo di apprezzare più volte, su questo sito , la sua sensibilità sulle tematiche che riguardano i nostri figli e non solo.
Anna Sibio
MENSE e PANINI
Cara Anna,
la mia nota sulle mense scolastiche: "si cambia ancora" è stata dettata dalla preoccupazione che un ulteriore cambio potesse creare ancora più disservizi ai bambini, inoltre è vero che in alcuni plessi i genitori si stanno mobilitando per una cattiva gestione del servizio a cui dovrebbe rispondere ed intervenire il comune ed il Sindaco, ma la questione va inquadrata anche dal punto di vista amministrativo.
Comunque la ringrazio per questa sollecitazione polemica, le risponderò da genitore e non da uomo impegnato politicamente e socialmente da 20 anni su questo territorio.
E' dal 1989 che seguo le vicende della scuola. Su questo sito le basterà cliccare nella sezione ricerca e troverà una infinita documentazione. Di pochi giorni fa una lettera di alcune mamme "ardiesi" che mi invitavano a non interessarmi del problema in quanto mio figlio non frequenta le scuole di Ardea. Credo sia giunto il momento di replicare sapendo di rappresentare migliaia di genitori che sono costretti al pendolarismo scolare dei loro figli.
Mio figlio ha frequentato il nido fuori dal comune a pagamento in quanto molte strutture a mio modo di vedere non garantivano i requisiti minimi: non potevo certo affidare mio figlio ad una struttura, magari realizzata ai bordi di un fosso, abusiva e senza permessi, gestita - guarda caso - da parenti, amici e famigliari di consiglieri comunali.
Giunto alla materna è finito in una lunga lista di attesa che poteva scavalcare solo con una segnalazione dell'assessore o politico di turno. Evidentemente chi ritiene la scuola un diritto evita disgustosi compromessi e quindi si rivolge altrove. Alle elementari, scuola dell'obbligo, finalmente avrebbe dovuto trovare un posto nelle scuole di Ardea, ma inventarono le scuole "garage" di via Pratica di Mare, con il fosso (ora ricoperto) che celava una vera e propria discarica di liquami a cielo aperto.
Quando ero consigliere comunale e mi recavo presso i plessi scolastici trovavo sempre un "ostruzionismo" di maestre e bidelle preoccupate di non far passare lo "straniero", mentre per altri "consiglieri Ardiesi", libero accesso e tappeto rosso.
Qualche anno fa in compagnia di un assessore e di un impiegato comunale mi recai presso la scuola di Pian di Frasso per visionare dei lavori; al mio arrivo, una maestra invei solo contro di me, reo di andare nella scuola a disturbare le lezioni e strumentalizzare i bambini. La visita terminò con il transennamento di una parte del giardino retrostante perché il cornicione del locale servizi era pericolante.
Non è cambiato molto da allora: quel plesso scolastico andrebbe chiuso per tutta una serie di motivi di sicurezza e di agibilità. Ad esempio, in un'aula costruita successivamente al primo blocco (in tutta la struttura è evidente la sovrapposizione degli stili di costruzione con l'aggiungersi dei nuovi spazi ricavati alla meglio), sotto un banco dove siedono i bambini c'è un pozzetto con una pompa che dovrebbe distribuire acqua.
Tornando al servizio di mensa scolastica, non le sarà sfuggito come il Comune abbia impostato singolarmente la gara d'appalto; già il 15 di Agosto del 2008 ne denunciai limiti e contraddizioni, puntualmete confermate in Consiglio Comunale dal Sindaco e da esponenti della stessa maggioranza.
Mi chiedo perchè non si torni al servizio gestito direttamente dal comune o comunque tramite un centro cottura comunale da poter essere affidato in gestione. Tra aggiudicazioni e revoche corriamo il grosso rischio di aprire dei contenziosi (che provi a immaginare chi pagherà...) e forse di non trovare più ditte disponibili a fornire questo servizio. Come lei dovrebbe sapere, quando una gara è aggiudicata è difficilissimo revocarla ed in questi anni su un problema così delicato come quello delle mense scolastiche la politica avrebbe dovuto quanto meno essere neutrale. Cosa che invece non è stata.
Quando si assegna una gara, a meno di gravissime inadempienze è difficilissimo revocarla, infatti vedrà che nonostante le proteste dei genitori la ditta continuerà il servizio fino alla fine del mandato.
Forse mi sono troppo dilungato, ma è evidente che c'è un abisso culturale che va ribaltato, tra chi vive in questo territorio ed è considerato un ospite (nemmeno tanto gradito) costretto a digerire la negazione dei diritti, e chi si sente padrone della cosa pubblica e se ne frega della scuola e della cultura, anzi la usa ai propri fini come merce di scambio; ed in questo gioco delle parti, complice la confusione imperante, noi che ci battiamo per una inversione di tendenza finiamo poi per polemizzare inutilmente.
Con affetto
Valtere Roviglioni
03 febbraio 2009
NETTUNO: IL TERZO SETTORE PROPONE L'INTERCULTURA E L'AGGREGAZIONE
Le Associazioni del Terzo Settore di Anzio e Nettuno, a seguito della recente aggressione ad un cittadino indiano, hanno preparato un documento che è stato letto pubblicamente durante il Consiglio Comunale del 03/02/09. Il documento ha raccolto l'adesione dei rappresentanti delle Istituzioni ed in particolar modo del Senatore Candido De Angelis che lo ha pubblicamente apprezzato e simbolicamente sottoscritto.
Il documento letto e sottoscritto durante l'Assemblea del Coordinamento del Terzo Settore del 02/02/09 verrà nei prossimi giorni girato a tutte le realtà dell'associazionismo locale con richiesta di sottoscrizione.
Monica Di Noto
Portavoce Coordinamento Terzo Settore Anzio e Nettuno
DOCUMENTO APPROVATO DALLE ASSOCIAZIONI DEL TERZO SETTORE
NELL'ASSEMBLEA DEL COORDINAMENTO DEL 02/02/2009
L'aggressione al cittadino indiano avvenuta la notte scorsa a Nettuno è un episodio gravissimo che non può né deve essere sottovalutato.
Dimostrare disprezzo verso la vita e la dignità delle fasce deboli e più indifese (donne, stranieri, anziani, bambini, persone in difficoltà, ecc.) rappresenta la spia di un malessere profondo della nostra società.
Un malessere che non può essere oggetto d'interventi saltuari o dettati dall'emergenza e dall'emozione, peraltro giustificata, sollevata dal caso del momento.
Avvertiamo l'esigenza che ognuno di noi, nell'ambito della propria realtà quotidiana, e, per ogni livello rappresentativo di responsabilità sociale e/o istituzionale, si debba occupare e "preoccupare" in maniera incisiva di quello che sta già avvenendo nel nostro territorio e di quello che potrebbe ulteriormente accadere, magari ancor più grave e sconvolgente.
Dobbiamo reagire a tutto questo in maniera concreta e dobbiamo pretendere delle azioni efficaci.
Le associazioni del terzo settore, nel condannare il gravissimo gesto, intendono respingere fermamente la tentazione di sminuire e ridimensionare l'avvenimento e chiedono pertanto al consiglio comunale di riaffermare la condanna da parte delle istituzioni verso ogni forma di violenza e razzismo.
Occorre avviare un grande lavoro comune che coinvolga tutte le realtà associative e il mondo della scuola, per promuovere una vera cultura del rispetto dei diritti dell'uomo, creando momenti aggregativi di tipo sociale e culturale.
All'interno di questi momenti sarà essenziale sottolineare l'importanza ed il valore dell'intercultura, dell'incontro e dello scambio, cioè, con genti di altri costumi e tradizioni al fine di creare un clima di vera accoglienza nel quale i cittadini migranti possano vedere realizzate le loro aspirazioni ad una effettiva integrazione.
Occorre, poi, dare risposte ai bisogni primari delle fasce deboli della nostra società in materia di servizi sociali e culturali.
Le associazioni del terzo settore chiedono al mondo delle istituzioni ed a questo consiglio comunale di realizzare quanto prima in questo territorio luoghi di aggregazione giovanili, strutture per l'accoglienza per persone in difficoltà, strutture ludico-ricreative per l'infanzia e l'adolescenza, cinema, teatri, biblioteche, spazi per l'associazionismo.
In questo ambito sarà importante recepire l'istanza delle comunità straniere e delle associazioni d'intercultura per sollecitare le istituzioni provinciali e regionali all'avvio delle consulte distrettuali per l'immigrazione e la costituzione, in ambito locale, di un tavolo istituzionale al fine di affrontare le tematiche della discriminazione razziale e dell'integrazione dei cittadini stranieri.
Solo così si costruirà quel clima di rispetto della diversità che può rappresentare il vero argine all'esplodere di ogni forma di violenza e intolleranza.
ACLI circolo di Anzio
ASIRU onlus
Ass Aquadolce
Ass CittàinComune
Ass Culturale La dolce vita
Ass Intarsi
Ass interculturale Pontum
Ass interculturale Soweto
Legambiente circolo Le Rondini
LIDU
Centro di Accoglienza Don Orione
Coop La coccinella
Coop Massimiliano Kolbe
Sahaja Yoga
Anzio, 02/02/09
NETTUNO: NESSUNO PUÒ CHIAMARSI FUORI?!
I fatti di Nettuno, ovvero il barbaro episodio consumato da tre balordi ai danni di un immigrato indiano, che a tutti i costi non si vuol far passare per atto xenofobo, squarcia il velo su una situazione esplosiva. La dichiarazione rilasciata dal sindaco di Ardea Carlo Eufemi, residente a Nettuno, suona come un'ipocrita esibizione di buone intenzioni che di fatto non trova a supporto alcuna azione reale svolta per contenere, offrire, un'alternativa valida ad un fenomeno, che sia noia, o razzismo, è sempre più preoccupante.
Lo sfondo razziale sembra essere stato accantonato, ma sappiamo bene che la destra estrema è un fenomeno ben conosciuto nel nostro territorio che trova adepti e sfrutta le debolezze di giovani inconsapevoli come il minorenne di Colle Romito arrestato per il grave fatto. E non dimentichiamo che non più di un anno addietro proprio nel territorio a Sud di Roma, del quale facciamo parte, venne costituita "Rifondazione fascista", un gruppo della destra più estrema e radicale che conta diversi iscritti.
Anche il corteo, organizzato dalla comunità indiana di Anzio e Nettuno, dal PRC, dai DS e dall'Associazione Soweto per esprimere solidarietà e sdegno, ha avuto dei momenti di tensione. Al passaggio dei manifestanti un gruppo di estremisti di destra ha iniziato ad insultare gli extra-comunitari presenti urlando frasi del tipo "Bruciateli tutti!", e solo l'intervento delle forze dell'ordine che si è interposto è riuscito ad evitare il peggio.
E' questo lo sfondo dove si è consumata la vicenda. E' questo l'ambiente nel quale è maturata "l'azione eclatante" come viene proposta dalla stampa nazionale, al termine della quale i tre hanno inviato anche SMS ai loro conoscenti con una riga in romanesco: "Gli amo fatto la festa!"
Di seguito la dichiarazione "tutta mani avanti" rilasciata agli organi di informazione dal sindaco di Ardea che si appella agli enti superiori dello Stato nel nome di una legalità della quale si è fatto portabandiera, ma che non è capace di garantire nemmeno negli aspetti più semplici della vita amministrativa di questo comune e, di seguito, quella della segretaria del locale Circolo del PRC
Il Webmaster
La dichiarazione del sindaco
E' vergognoso e inqualificabile ciò che successo a Nettuno, anche per opera di un ragazzo residente ad Ardea. E' la conferma che nessuno può chiamarsi fuori e tutti dobbiamo fare qualcosa perché non vengano travolti i valori fondanti della società democratica: tolleranza, rispetto di sè e dell'altro, solidarietà, regole e doveri.
Il territorio litoraneo a sud di Roma è una polveriera, caratterizzato da una crescita demografica abnorme di provenienza sia italiana sia straniera che inevitabilmente genera problemi di convivenza e di integrazione.
Occorrono politiche di accoglienza e di inclusione sociale e contemporaneamente azioni per il rispetto delle regole e della legge, più presidi sociali e più forze dell'ordine e condanne esemplari per chi si macchia di reati così ignobili.
Mi auguro che le antenne orientate su questo territorio in tale circostanza consentano di aprire finalmente un tavolo tra enti locali e enti superiori per individuare le ricette e le soluzioni giuste.
Nettuno: che non sia solo l'inizio
Il PRC di Ardea si associa ovviamente allo sdegno sull'aggressione di Nettuno ai danni di un extracomunitario. Riteniamo lo sbando sociale e culturale dei giovani del nostro quartiere il sintomo più allarmante di questa vicenda.
La trascuratezza dell'amministrazione sfocia anche in disarmanti fatti di cronaca, dalla mente di un'adolescente può scaturire l'assurdo quando questo è vittima di una totale indifferenza. Basta passare per via California (Tor San Lorenzo), dove su un muro in bella vista è apparsa una scritta esattamente il 25 Aprile di tre anni fa: "morte ai partigiani" (oppure svastiche con la scritta "Juden raus!").
Sorvoleremo sull'evidente incoscienza della storia, e sul fatto che nessuno vi ha posto attenzione o ha provveduto a cancellare.
Ci saremmo aspettati però in questo caso una presa di posizione da parte del sindaco, due parole spese per denunciare la situazione in cui versano i nostri ragazzi, ai quali è negato qualsiasi punto di aggregazione, o iniziative rivolte a loro.
E' proprio da loro che il circolo di Rifondazione vuole ripartire, invitando nella nostra sede di Tor San Lorenzo, tutti i ragazzi del quartiere che vogliono partecipare, per discutere insieme ed esprimere liberamente ognuno i propri disagi e le proprie aspettative.
Spesso il mondo degli adulti non è in grado di comprendere, ma siamo certi delle loro capacità e determinazione, basta dare loro le opportunità, questo ci saremmo aspettati!
Ma anche questa volta la delusione lascia spazio ad una certezza su ciò che vorremmo vedere: la partecipazione e la fusione tra il mondo saggio dei grandi e quello inconsapevole degli adolescenti.
Barbara Tamanti
Segr. PRC - Circolo di Ardea
Lo sfondo razziale sembra essere stato accantonato, ma sappiamo bene che la destra estrema è un fenomeno ben conosciuto nel nostro territorio che trova adepti e sfrutta le debolezze di giovani inconsapevoli come il minorenne di Colle Romito arrestato per il grave fatto. E non dimentichiamo che non più di un anno addietro proprio nel territorio a Sud di Roma, del quale facciamo parte, venne costituita "Rifondazione fascista", un gruppo della destra più estrema e radicale che conta diversi iscritti.
Anche il corteo, organizzato dalla comunità indiana di Anzio e Nettuno, dal PRC, dai DS e dall'Associazione Soweto per esprimere solidarietà e sdegno, ha avuto dei momenti di tensione. Al passaggio dei manifestanti un gruppo di estremisti di destra ha iniziato ad insultare gli extra-comunitari presenti urlando frasi del tipo "Bruciateli tutti!", e solo l'intervento delle forze dell'ordine che si è interposto è riuscito ad evitare il peggio.
E' questo lo sfondo dove si è consumata la vicenda. E' questo l'ambiente nel quale è maturata "l'azione eclatante" come viene proposta dalla stampa nazionale, al termine della quale i tre hanno inviato anche SMS ai loro conoscenti con una riga in romanesco: "Gli amo fatto la festa!"
Di seguito la dichiarazione "tutta mani avanti" rilasciata agli organi di informazione dal sindaco di Ardea che si appella agli enti superiori dello Stato nel nome di una legalità della quale si è fatto portabandiera, ma che non è capace di garantire nemmeno negli aspetti più semplici della vita amministrativa di questo comune e, di seguito, quella della segretaria del locale Circolo del PRC
Il Webmaster
La dichiarazione del sindaco
E' vergognoso e inqualificabile ciò che successo a Nettuno, anche per opera di un ragazzo residente ad Ardea. E' la conferma che nessuno può chiamarsi fuori e tutti dobbiamo fare qualcosa perché non vengano travolti i valori fondanti della società democratica: tolleranza, rispetto di sè e dell'altro, solidarietà, regole e doveri.
Il territorio litoraneo a sud di Roma è una polveriera, caratterizzato da una crescita demografica abnorme di provenienza sia italiana sia straniera che inevitabilmente genera problemi di convivenza e di integrazione.
Occorrono politiche di accoglienza e di inclusione sociale e contemporaneamente azioni per il rispetto delle regole e della legge, più presidi sociali e più forze dell'ordine e condanne esemplari per chi si macchia di reati così ignobili.
Mi auguro che le antenne orientate su questo territorio in tale circostanza consentano di aprire finalmente un tavolo tra enti locali e enti superiori per individuare le ricette e le soluzioni giuste.
Nettuno: che non sia solo l'inizio
Il PRC di Ardea si associa ovviamente allo sdegno sull'aggressione di Nettuno ai danni di un extracomunitario. Riteniamo lo sbando sociale e culturale dei giovani del nostro quartiere il sintomo più allarmante di questa vicenda.
La trascuratezza dell'amministrazione sfocia anche in disarmanti fatti di cronaca, dalla mente di un'adolescente può scaturire l'assurdo quando questo è vittima di una totale indifferenza. Basta passare per via California (Tor San Lorenzo), dove su un muro in bella vista è apparsa una scritta esattamente il 25 Aprile di tre anni fa: "morte ai partigiani" (oppure svastiche con la scritta "Juden raus!").
Sorvoleremo sull'evidente incoscienza della storia, e sul fatto che nessuno vi ha posto attenzione o ha provveduto a cancellare.
Ci saremmo aspettati però in questo caso una presa di posizione da parte del sindaco, due parole spese per denunciare la situazione in cui versano i nostri ragazzi, ai quali è negato qualsiasi punto di aggregazione, o iniziative rivolte a loro.
E' proprio da loro che il circolo di Rifondazione vuole ripartire, invitando nella nostra sede di Tor San Lorenzo, tutti i ragazzi del quartiere che vogliono partecipare, per discutere insieme ed esprimere liberamente ognuno i propri disagi e le proprie aspettative.
Spesso il mondo degli adulti non è in grado di comprendere, ma siamo certi delle loro capacità e determinazione, basta dare loro le opportunità, questo ci saremmo aspettati!
Ma anche questa volta la delusione lascia spazio ad una certezza su ciò che vorremmo vedere: la partecipazione e la fusione tra il mondo saggio dei grandi e quello inconsapevole degli adolescenti.
Barbara Tamanti
Segr. PRC - Circolo di Ardea
TURBOGAS: INCONTRO CON L'AVVOCATO RANIERI
Questo pomeriggio (per chi legge: ieri, 02/02/09), una delegazione della Rete noturbogas presieduta da Rita Leli ha incontrato l'avvocato Ranieri (WWF Italia) per ripercorrere insieme tutti i principali passaggi dell'iter autorizzativo conclusosi con l'autorizzazione ministeriale unica concessa a Sorgenia SpA, le attività svolte in questa prima fase di avvio dei lavori (come ad esempio la realizzazione della strada di accesso al cantiere), nonché gli approfondimenti emersi nel corso della seduta conclusiva del tavolo regionale di concertazione.
Fin dalla prima analisi, sono emersi diversi spunti di riflessione che possono portare a nuove azioni legali, in quanto sono stati confermati gran parte dei sospetti denunciati dalla Rete noturbogas di Aprilia in merito a mancate o superficiali verifiche del progetto in sede di istruttoria pubblica; valutazioni non esaustive da parte delle istituzioni coinvolte; comportamento poco chiaro da parte di chi avrebbe dovuto e deve vigilare sulla corretta applicazione delle verifiche necessarie.
Tra gli elementi approfonditi ci sono le risultanze delle verifiche svolte nel corso del tavolo regionale di concertazione che avrebbero dovute essere maggiormente prese in considerazione dalle istituzioni ma che tutt'oggi non risultano essere state approfondite. Per questo, nei prossimi giorni insieme all'avvocato Ranieri si valuteranno gli atti legali che la Rete presenterà per denunciare tutti questi sopraggiunti vizi procedurali, che potrebbero avere un risvolto sia penale, sia amministrativo.
Nel frattempo, ad oltre tre mesi dalla chiusura del tavolo regionale di concertazione (chiuso il 15 ottobre del 2008), il presidente della Regione Piero Marrazzo non ha ancora emesso la lettera di incarico all'Ufficio VIA del Settore Urbanistica della Regione Lazio per approfondire le (tante) risultanze emerse dagli approfondimenti (sia sull'iter amministrativo, sia sulla campagna di monitoraggio dell'aria). Oltre tre mesi in cui il governatore Marrazzo non ha avviato quelle verifiche che aveva annunciato in sede di chiusura di tavolo regionale, mentre Sorgenia ha avviato lavori, peraltro posti sotto sequestro.
Un immobilismo questo che la Rete noturbogas ritiene clamoroso, che di fatto paralizza l'organizzazione del Consiglio regionale ad hoc sul caso Aprilia, in quanto tutte le forze politiche stanno attendendo quegli atti consequenziali del Tavolo per Aprilia, promessi ma mai portati in essere, al fine di avviare le consultazioni sulla mozione da presentare in Consiglio. Un immobilismo che ha portato all'annullamento dell'incontro previsto per questo mercoledì tra la Rete ed i capigruppo regionali per decidere le strategia da seguire in Consiglio Regionale.
La Rete Cittadini Contro la Turbogas di Aprilia, per effetto delle ultime novità inerenti la vertenza, invita la cittadinanza a partecipare all'assemblea pubblica organizzata domenica 8 febbraio 2009 alle ore 10.30 in Piazza Roma ad Aprilia.
LA RETE CITTADINI NO ALLA TURBOGAS DI APRILIA
Fin dalla prima analisi, sono emersi diversi spunti di riflessione che possono portare a nuove azioni legali, in quanto sono stati confermati gran parte dei sospetti denunciati dalla Rete noturbogas di Aprilia in merito a mancate o superficiali verifiche del progetto in sede di istruttoria pubblica; valutazioni non esaustive da parte delle istituzioni coinvolte; comportamento poco chiaro da parte di chi avrebbe dovuto e deve vigilare sulla corretta applicazione delle verifiche necessarie.
Tra gli elementi approfonditi ci sono le risultanze delle verifiche svolte nel corso del tavolo regionale di concertazione che avrebbero dovute essere maggiormente prese in considerazione dalle istituzioni ma che tutt'oggi non risultano essere state approfondite. Per questo, nei prossimi giorni insieme all'avvocato Ranieri si valuteranno gli atti legali che la Rete presenterà per denunciare tutti questi sopraggiunti vizi procedurali, che potrebbero avere un risvolto sia penale, sia amministrativo.
Nel frattempo, ad oltre tre mesi dalla chiusura del tavolo regionale di concertazione (chiuso il 15 ottobre del 2008), il presidente della Regione Piero Marrazzo non ha ancora emesso la lettera di incarico all'Ufficio VIA del Settore Urbanistica della Regione Lazio per approfondire le (tante) risultanze emerse dagli approfondimenti (sia sull'iter amministrativo, sia sulla campagna di monitoraggio dell'aria). Oltre tre mesi in cui il governatore Marrazzo non ha avviato quelle verifiche che aveva annunciato in sede di chiusura di tavolo regionale, mentre Sorgenia ha avviato lavori, peraltro posti sotto sequestro.
Un immobilismo questo che la Rete noturbogas ritiene clamoroso, che di fatto paralizza l'organizzazione del Consiglio regionale ad hoc sul caso Aprilia, in quanto tutte le forze politiche stanno attendendo quegli atti consequenziali del Tavolo per Aprilia, promessi ma mai portati in essere, al fine di avviare le consultazioni sulla mozione da presentare in Consiglio. Un immobilismo che ha portato all'annullamento dell'incontro previsto per questo mercoledì tra la Rete ed i capigruppo regionali per decidere le strategia da seguire in Consiglio Regionale.
La Rete Cittadini Contro la Turbogas di Aprilia, per effetto delle ultime novità inerenti la vertenza, invita la cittadinanza a partecipare all'assemblea pubblica organizzata domenica 8 febbraio 2009 alle ore 10.30 in Piazza Roma ad Aprilia.
LA RETE CITTADINI NO ALLA TURBOGAS DI APRILIA
02 febbraio 2009
NETTUNO: LA GCIL ESPRIME SOLIDARIETA'
AL GIOVANE AGGREDITO IERI
CAPPUCCI: "NON SONO PIU' TOLLERABILI GESTI RAZZISTI E XENOFOBI, SIA CHE SIANO GENERATI DA CREDENZE POLITICHE, CHE DA 'NOIA'"
Dichiarazione del Segretario Generale della Cgil Pomezia-Castelli, Giuseppe Cappucci.
La CGIL CdLT Pomezia-Castelli esprime la più viva condanna per l'assurda aggressione avvenuta presso la stazione ferroviaria di Nettuno ai danni di un migrante di nazionalità indiana.
E' evidente che questo episodio riflette un cllima di odio e di violenza che da troppo tempo imperversa nel nostro Paese nei confronti dei "diversi", degli "altri", verso cui si scatenano i più bassi istinti umani. I migranti che vivono nel nostro territorio sono costretti a subire le offese più gravi, sfruttati come schiavi nei lavori agricoli, senza nessuna tutela nei cantieri, bersaglio di pregiudizi e ingiustizie in altri luoghi di lavoro.
I diritti umani vengono azzerati e dimenticati con troppa facilità nei confronti di coloro che non hanno il nostro stesso colore o, semplicemente, la nostra stessa nazionalità.
I fatti di Nettuno devono far riflettere tutti per la facilità con la quale si pretende di cancellare con il fuoco la presenza indesiderata dello "straniero"..., anche e soprattutto nel caso in cui in questo atroce gesto non si identifichi la matrice politica, ma piuttosto la 'noia' degli aggressori (ndw: due di Nettuno ed un terzo, minorenne, di Ardea), come sembra emergere dalle prime dichiarazioni.
Pensare di poter giocare e disporre delle vita di un immigrato come passatempo è indice di un malessere sociale e culturale profondo, che purtroppo è cresciuto in questi anni, legato alla crisi economica, sì, ma anche ad una preoccupante crisi dei valori.
Esprimiamo la nostra solidarietà all'uomo che ora è in ospedale con ustioni gravi sul corpo, con l'augurio che si riprenda, ma anche agli amici ed ai connazionali dell'uomo vittima dell'aggressione.
La CGIL parteciperà ad ogni iniziativa democratica atta a contrastare e respingere ogni cultura razzista e xenofoba e ogni tipo di pregiudizio ed ignoranza che minano gli stessi rapporti tra esseri umani.
Nettuno, 2 febbraio 2009
Ufficio Stampa Cgil Pomezia-Castelli
Francesca Marrucci
Dichiarazione del Segretario Generale della Cgil Pomezia-Castelli, Giuseppe Cappucci.
La CGIL CdLT Pomezia-Castelli esprime la più viva condanna per l'assurda aggressione avvenuta presso la stazione ferroviaria di Nettuno ai danni di un migrante di nazionalità indiana.
E' evidente che questo episodio riflette un cllima di odio e di violenza che da troppo tempo imperversa nel nostro Paese nei confronti dei "diversi", degli "altri", verso cui si scatenano i più bassi istinti umani. I migranti che vivono nel nostro territorio sono costretti a subire le offese più gravi, sfruttati come schiavi nei lavori agricoli, senza nessuna tutela nei cantieri, bersaglio di pregiudizi e ingiustizie in altri luoghi di lavoro.
I diritti umani vengono azzerati e dimenticati con troppa facilità nei confronti di coloro che non hanno il nostro stesso colore o, semplicemente, la nostra stessa nazionalità.
I fatti di Nettuno devono far riflettere tutti per la facilità con la quale si pretende di cancellare con il fuoco la presenza indesiderata dello "straniero"..., anche e soprattutto nel caso in cui in questo atroce gesto non si identifichi la matrice politica, ma piuttosto la 'noia' degli aggressori (ndw: due di Nettuno ed un terzo, minorenne, di Ardea), come sembra emergere dalle prime dichiarazioni.
Pensare di poter giocare e disporre delle vita di un immigrato come passatempo è indice di un malessere sociale e culturale profondo, che purtroppo è cresciuto in questi anni, legato alla crisi economica, sì, ma anche ad una preoccupante crisi dei valori.
Esprimiamo la nostra solidarietà all'uomo che ora è in ospedale con ustioni gravi sul corpo, con l'augurio che si riprenda, ma anche agli amici ed ai connazionali dell'uomo vittima dell'aggressione.
La CGIL parteciperà ad ogni iniziativa democratica atta a contrastare e respingere ogni cultura razzista e xenofoba e ogni tipo di pregiudizio ed ignoranza che minano gli stessi rapporti tra esseri umani.
Nettuno, 2 febbraio 2009
Ufficio Stampa Cgil Pomezia-Castelli
Francesca Marrucci
01 febbraio 2009
SULL'AGGRESSIONE DI NETTUNO!
COMUNICATO STAMPA
Apprendiamo con sdegno e grande preoccupazione dell'aggressione di matrice razzista subita da un giovane immigrato di nazionalità indiana nella stazione ferroviaria di Nettuno nelle prime ore del mattino.
Sempre più spesso assistiamo ad atti di inaudita violenza nei confronti di soggetti deboli ed emarginati, dettati dall'odio per il "diverso", identificato sempre più spesso come il capro espiatorio di un crescente disagio sociale che ha altre cause ed altre responsabilità.
Nel condannare in maniera decisa tale vile atto di violenza, al tempo stesso stigmatizziamo l'atteggiamento di quelle forze politiche che, per cinico tornaconto, assecondano le paure dei cittadini nei confronti del fenomeno dell'immigrazione anziché trovare soluzioni per favorire una civile convivenza. Condanniamo inoltre il clima di crescente intolleranza alimentato da alcuni organi di informazione che, sull'onda del giusto sdegno per gravi fatti di cronaca, tendono a generalizzare le responsabilità dei singoli a tutti gli immigrati.
Sinistra Democratica, attraverso la sua azione politica, è impegnata a costruire una società aperta ed accogliente e al tempo stesso in grado di garantire a tutti, cittadini e stranieri, il diritto ad una vita serena e dignitosa.
Pomezia, 1 febbraio 2009
Alba Rosa
Coordinatrice Area Litoranea
Sinistra Democratica
Apprendiamo con sdegno e grande preoccupazione dell'aggressione di matrice razzista subita da un giovane immigrato di nazionalità indiana nella stazione ferroviaria di Nettuno nelle prime ore del mattino.
Sempre più spesso assistiamo ad atti di inaudita violenza nei confronti di soggetti deboli ed emarginati, dettati dall'odio per il "diverso", identificato sempre più spesso come il capro espiatorio di un crescente disagio sociale che ha altre cause ed altre responsabilità.
Nel condannare in maniera decisa tale vile atto di violenza, al tempo stesso stigmatizziamo l'atteggiamento di quelle forze politiche che, per cinico tornaconto, assecondano le paure dei cittadini nei confronti del fenomeno dell'immigrazione anziché trovare soluzioni per favorire una civile convivenza. Condanniamo inoltre il clima di crescente intolleranza alimentato da alcuni organi di informazione che, sull'onda del giusto sdegno per gravi fatti di cronaca, tendono a generalizzare le responsabilità dei singoli a tutti gli immigrati.
Sinistra Democratica, attraverso la sua azione politica, è impegnata a costruire una società aperta ed accogliente e al tempo stesso in grado di garantire a tutti, cittadini e stranieri, il diritto ad una vita serena e dignitosa.
Pomezia, 1 febbraio 2009
Alba Rosa
Coordinatrice Area Litoranea
Sinistra Democratica
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