01 febbraio 2010

IL COMUNE SI DIMENTICA DI ALLACCIARE IL GAS...........




SCUOLE DI VIA VERONA TUTTI AL FREDDO

Ancora un episodio di malgoverno. Questa volta, manco a dirlo chi ne fa le spese sono gli alunni di via Verona. Un edificio scolastico ancora in costruzione innaugurato dal Sindaco in pompa magna.
Possibile che dopo un anno dall'apertura ancora i lavori non siano terminati.  Il luogo si presenta come un cantiere aperto e presumibilmente senza un collaudo finale la società concessionaria non ha proceduto ad allacciare il gas. Il freddo di questi giorni ha messo alle corde una nuova struttuta non ancora terminata. Le stufette elettriche solo in parte hanno mitigato il clima, ma non sono servite ad evitare il congelamento dei tubi dell'acqua. Speriamo che Eufemi si svegli ed impartisca le dovute istruzioni per tranquillizzare i genitori che vanno a lavorare sapendo che i loro figli vivono in ambienti sani.

Valtere Roviglioni IDV Ardea

PROGRAMMA INCONTRI DI FEBBRAIO


"MANZU', L'ARTE E IL TERRITORIO"

Proseguono gli appuntamenti a tema al Museo Manzù, con
SCULTURA ITALIANA DEL NOVECENTO
a cura della Dottoressa Marcella Cossu,
Venerdì 26, alle ore 17,30.

"L'ARTE DELLA MEMORIA"
a cura di Giosuè Auletta e Michele Zuccarello
Venerdì 5 - 19 e 26, alle ore 18,30.

L'ALBERO d'ACQUA: il bacino idrografico dell'Incastro".
Geomitologia del fiume sacro di Ardea.

"MUSEI DI TERRITORIO"
a cura di Giosuè Auletta e Marcella Cossu
Venerdì 12, ore 17,30,
"La collezione permanente T.Gismondi" di Anagni.e

Mercoledì 23, ore 18,00, "Museo Nazionale Preistorico Etnografico L.Pigorini"

Per Domenica 14 febbraio 2010, San Valentino:
"AMANTI AL MANZU'": visita guidata e proiezioni
ore 10 ed ore 16.

MAGIA E CRISI

IN TRENTAMILA OGNI GIORNO DAL MAGO PER SCONFIGGERE LA MALASORTE

Roma, 31 gen. - (Adnkronos) -E' overdose da mago. Sono infatti 30 mila gli italiani che ogni giorno sentono la necessità di consultare un mago o un astrologo. Lo rileva una ricerca presentata dall'Osservatorio Antiplagio e da European Consumers al Centro Russia Ecumenica, diretto dal sacerdote giornalista don Sergio Mercanzin. Lo studio consente anche di stabilire una hit parade delle città più colpite. La Lombardia è al primo posto con 2500 maghi e 180 mila vittime per un volume di affari da 90 milioni di euro. I meno creduloni sono i valdostani, dove si segnalano 30 maghi e duemila vittime per un milione di euro di affari e i molisani: qui si contano 100 maghi e 7 mila vittime (5 milioni di euro il volume di affari). Saranno pure proverbialmente tirchi i genovesi, ma nella regione è magomania: ci sono 400 operatori dell'occulto e le vittime sono 30 mila per affari da 15 milioni di euro. Per fare fronte a questa situazione, 'Telefono Antiplagio' fondato nel 1994 per contrastare le truffe di maghi e sette e chiuso nel 2008, sara' nuovamente in prima linea con uno sportello di European Consumers che ricevera' le segnalazioni da tutta Italia e le inoltrera' a varie Autorita' (Ministero dell'Interno, Agcom, Antitrust). Evasione fiscale presunta: 95%

Come segnala la ricerca, c'è molta reticenza a denunciare la frequentazione dell'occulto: solo cinque cittadini su 100 sporgono querela, il 95% sono denunce anonime. In pratica, stando alla classifica, i più accaniti frequentatori di maghi sono al nord (42%); al centro si registra una percentuale del 27%, al sud del 18%. Un 13% sulle isole. Lo studio ha tracciato anche l'identikit dei frequentatori dell'occulto. Si tratta soprattutto di adulti con un età media sui 35 anni. Un 56% sono donne, il restante 44% uomini. Tra i clienti anche minorenni. Tra 5 e 10 anni, 9%. Tra 11 e 14, 31%. Tra 15 e 17, 60%. Titolo di studio: 31% licenza elementare, 36% licenza media, 33% diploma e/o laurea.
Perché ci si rivolge al mago? Un 29%, dice la ricerca, dichiara che lo fa "per ottenere risultati pratici". Curiosità, ignoranza, noia è la ragione addotta dal 28%. Solitudine 20%. Paura del futuro 10%. Gusto del proibito 7%. Stato di necessità (come la depressione) 6%. La ricerca ha stilato anche la top ten delle province con il più alto numero di maghi e astrologi. In pole position c'è Roma, a seguire Milano, Napoli, Torino e Palermo. Incasso annuo di maghi e/o astrologi: 6 miliardi di euro.
da http://www.controlacrisi.org/

31 gennaio 2010

COMMISSARIATA LA PDL DI ARDEA


chi di avviso di garazia ferisce, di avviso di garanzia perisce.

In seguito alle vicende giudiziarie che vedono coinvolti noti personaggi della PDL di Ardea, il Partito del Cavaliere è intervenuto per fare chiarezza nel caos che regna nell'amministrazione Eufemi, dopo i numerosi avvisi di garanzia destinati a consiglieri e assessori, tra cui il Coordinatore ed il Capogruppo PDL in consiglio comunale.
I bene informati ci dicono di una riunione con un noto Senatore che chiedeva un passo indietro ed una ridistribuzione degli incarichi, sembra che per l'occasione da Roma abbiano compreso la situazione, troppi trasfughi dal PD oltrettutto coinvolti, mentre altri Piddiellini lasciati fuori da Eufemi scalpitano per entrare in maggioranza con le elezioni regionali alle porte. In quella sede alcuni consiglieri PDL molto vicini ai neo arruolati PD avrebbero addirittura osato protestare contro il Cavaliere << se l'esempio viene dall'alto, anche Berlusconi dovrebbe dimettersi perchè indagato >>. Il Senatore inviato da Roma non ha gradito l'insubordinanzione, " l'immunità vale solo per il " Capo ", avrebbe gridato sbattendo la porta.
Tempi duri per Eufemi combattuto nel dubbio amletico: allontanare gli ex PD dalla maggioranza e cooptare i neo " destri " o disubbidire al partito romano ormai stanco delle pasquinate del Sindaco sempre più sbilanciato a favore dei trasfughi, tanto che nel giro romano si dice che Eufemi siede sulle ginocchia dei
" rossi "
Nei prossimi giorni l'ardua sentenza.

Valtere Roviglioni IDV Ardea

29 gennaio 2010

CONVOCATO CONSIGLIO COMUNALE

                                                                                                      

O.D.G. CONSIGLIO COMUNALE 10 FEBBRAIO 2010


Il Presidente del Consiglio Comunale Policarpo Volante ha convocato per il giorno 10 febbraio 2010 alle ore 10 la seduta del Consiglio Comunale presso il Centro Sociale Anziani “Caduti di Nassiriya” di Tor San Lorenzo (Ardea, via dei Tassi n.18/b) per la trattazione del seguente ordine del giorno:
1)Dichiarazioni del Sindaco
2)Approvazione verbali sedute precedenti
3)Mozioni, interrogazioni, interpellanze
4)Rettifica e adeguamento tariffe di monetizzazione L.21/09 “Piano Casa”
5)Approvazione indagine geologica nuclei abusivi e Banditella Alta

IL PARTITO DEMOCRATICO INCONTRA IL PARTITO SOCIALISTA





CIRCOLO DI ARDEA

                                                       
Ieri sera, 28 gennaio 2010, si è svolto il terzo incontro previsto dall’agenda appuntamenti della Segreteria del PD, Circolo di Ardea, con i Partiti del Centro Sinistra.
La delegazione del Partito Socialista Italiano, rappresentato tra gli altri dal Segretario della Sezione di Ardea, Beniamino Francese, è stato ricevuto dalla Segretaria Natascia Giovannetti e dalla Commissione politica del PD, per intraprendere un cammino comune che difenda i diritti violati dei cittadini e per spaccare il muro della maggioranza “bulgara” che amministra Ardea.
Il due Partiti hanno concordato su tre punti qualificanti di quest’agire comune:
1. Operatività: per dare un senso allo stare insieme sul territorio con iniziative concrete;
2. Prospettive politiche: per realizzare un programma comune;
3. Pari dignità dei Partiti del Centrosinistra.
La riunione si è conclusa, così come si era svolta, in un clima disteso e di ampia convergenza sulla indispensabilità del rinnovamento, della condivisione di ideali comuni, sulla volontà di creare un cartello condiviso di idee e impegno.
Ufficio stampa PD
Circolo di Ardea
Pisani - Russo

LAZIO. PD, DILETTANTI ALLO SBARAGLIO CON LA VOCAZIONE A PERDERE


Dilettanti allo sbaraglio. Non si offendano i dirigenti regolarmente eletti del Pd di Roma e del Lazio. Visto i loro comportamenti in questa tormentata marcia che porterà alle elezioni regionali, dovrebbero ringraziarci per non aver pronunciato male parole.
Per fortuna gli iscritti, che sono tanti, li ignorano, restano indifferenti di fronte alle loro beghe, quasi seguendo il dantesco “non ti curar di lor ma guarda e passa”, altri si incazzano, non li capiscono.
Hanno accolto Emma Bonino come meglio non potevano, si stanno mobilitando, fiutando che si può vincere, sbarrare la strada alla destra della Polverini che arriva fino ai neofascisti. Del resto lei da destra viene, ha diretto un sindacato corporativo che aveva cambiato nome ma era pur sempre un derivato dell’organizzazione missina, si gode l’amore quasi filiale, o meglio donnesco, di donna Almirante, ha il privilegio di vedersi salutare con il braccio teso, come ai tempi della buonanima, dicono le nuove camice nere.
Lei, come la Meloni, giovane ministro sostenuta da giovani per i quali la democrazia è un optional, non vede e non sente. E tira avanti. Nel caso ci pensa Ballarò a farla  apparire come una che difende i lavoratori, che a Berlusconi non le manda a dire, che vuol togliere ai ricchi per dare ai poveri, libera come non mai, anche se sui diritti civili è più a destra dei clericali più incalliti. Il Foglio, Libero, il Giornale, i cui scribacchini sono esperti in tiro al bersaglio, altro è il mestiere di giornalista, sparano a zero, calunniano, offendono Emma Bonino. Si aggiunge il Riformista che, in omaggio all’editore, un imperatore delle cliniche  private, mette sempre più in cattiva luce la candidata del centro sinistra. Che fare in questa situazione per un gruppo dirigente del più forte partito della coalizione, il Pd? La risposta, per persone di normale intelligenza, è una sola: pancia a terra a fare campagna elettorale. No, loro, i dilettanti allo sbaraglio, che fanno? Si sbranano, gli uni contro gli altri, bersaniani doc e dalemiani, franceschiniani, mariniani (di Marini e di Marino), veltroniani doc e meno doc, tradotti in sede territoriale sono un disastro.
Lo stesso Nicola Zingaretti che si è impegnato per risolvere il problema del candidato alla Regione quando il Pd era totalmente  imballato guarda allibito. Viene nominato un coordinatore del comitato elettorale. Si scatena il finimondo. Riunioni, incontri, inciuci, raccolta di firme per convocare organismi, assemblee. Addirittura si mettono in campo controcomitati. Ogni giorno ha la sua pena. C’è stato perfino un dirigente Pd romano, un “emergente”,  di quelli che due parole su tre richiamano la modernità, il partito aperto, il riformismo, segretario o presidente di un circolo storico che, per protesta contro la candidatura della Bonino, si è dimesso dall’incarico. Già che c’era si è dimesso anche da assessore del Municipio. Ma che c’entra Emma con un assessorato di un municipio? Dilettanti allo sbaraglio, appunto. Possono vincere e fanno di tutto per perdere. Qualcuno, i militanti, la base si diceva una volta, li fermi prima che sia troppo tardi.  Da "www.dazebao.org"

28 gennaio 2010

ORNELLA, 84 ANNI, VITTIMA DELLE LEGGI FASCISTE


"Niente pensione, può andare a lavorare" 
di ALBERTO CUSTODERO
Ornella Pajalich, 84 anni, perseguitata lei e la sua famiglia dalle leggi antiebraiche fasciste, non ha diritto andare a lavorare" alla pensione di benemerenza che lo Stato riconosce alle vittime delle discriminazioni razziali del regime perché, per la Corte dei conti, può andare a lavorare. La sentenza shock (che contraddice una recentissima direttiva del ministero del Lavoro), depositata proprio nel giorno della Memoria, è la numero uno del 2010 della Prima Sezione di appello presieduta dal giudice Davide Morgante. La signora Pajalich aveva ottenuto l'assegno di benemerenza in primo grado in quanto il giudice contabile Agostino Basta aveva riconosciuto le discriminazioni subite da lei e, in particolare, dal padre Luigi, "doppio" perseguitato: come ebreo e come antifascista. Luigi Pajalich fu vittima delle leggi razziali e condannato per la sua attività politica contraria al fascismo. Lo dimostrano sentenze di condanne del Tribunale speciale, verbali delle questure fasciste e altri documenti prodotti durante la causa dalla figlia. Secondo il giudice Basta, il cittadino italiano di religione ebraica Luigi Pajalich aveva dunque diritto all'assegno di benemerenza come perseguitato razziale e come antifascista, benemerenza della quale alla sua morte  -  come previsto dalla normativa sulla reversibilità delle indennità previste per i perseguitati dal fascismo  -  beneficiò la figlia, anche lei  vittima delle leggi razziali. Ma alla sentenza di primo grado che riconosceva il sussidio alla famiglia Pajalich si è opposto, attraverso l'Avvocatura generale dello Stato, il ministro delle Finanze, che ha presentato ricorso in appello. E il secondo grado della giustizia contabile ha ribaltato la sentenza. "Poiché l'interessata non risulta sia stata riconosciuta inabile a proficuo lavoro dalle competenti Commissioni mediche", si legge nella motivazione della sentenza, "la Corte andare a lavorare" dei conti, Sezione prima giurisdizionale centrale, nega il diritto della signora Ornella Pajalich alla reversibilità dell'assegno vitalizio di benemerenza".
Niente vitalizio, a 84 anni si cerchi un lavoro. Si tratta di una sentenza destinata a fare discutere anche perché contraddice quanto riferito alla Camera, proprio alcuni giorni fa, da Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro, in risposta a un'interrogazione presentata dal deputato pdl Fiamma Nirenstein. "Come requisito per la concessione del vitalizio  -  riferisce il viceministro al Parlamento  -  per i soggetti di età superiore ai 65 anni è previsto unicamente un limite reddituale escludendosi quindi la sottoposizione a visita medica". "Ne risulta  -  spiega l'avvocato Rafael Levi, esperto di questa materia - che la prima sentenza di appello del 2010 crea un inquietante (e isolato) precedente. Ci chiediamo se c'era davvero bisogno di liquidare in una sola pagina un punto così sofferto e delicato (si tratta di assegni riparatori a coloro che furono perseguitati a causa di atti dello Stato, le leggi razziali e le persecuzioni, non certo di pensioni di guerra, che presuppongono il ben diverso adempimento di un dovere), cui hanno aderito decine di giudici di primo grado, confermato dalla stessa Camera dei deputati, senza almeno rimettere la questione alle Sezioni riunite". 

da www.repubblica.it