05 maggio 2011

DECRETO SVILUPPO, IL GOVERNO SVENDE LE SPIAGGE ITALIANE

“Le spiagge italiane, saranno nostre”. Renato Papagni, potente presidente dell’Assobalneari (l’associazione dei gestori dei bagni legata a Confindustria) l’aveva detto oltre un anno fa in un’intervista contenuta in uno speciale di Report: “Diventeremo proprietari delle spiagge per un secolo grazie al diritto di superficie”.

Detto fatto, è esattamente quello che succederà grazie all’articolo 5 del decreto sullo Sviluppo approvato oggi in Consiglio dei ministri. “Per incrementare l’efficienza del sistema turistico italiano… è introdotto un diritto di superficie avente durata di novanta anni… sulle aree già occupate lungo le coste da edificazioni esistenti, aventi qualunque destinazione d’uso”.

Con queste righe le nostre spiagge vengono di fatto “vendute” ai titolari degli stabilimenti balneari per quasi un secolo. Poi se ne riparlerà. Uno stratagemma sul filo dell’incostituzionalità. Il diritto di superficie è infatti un diritto molto simile alla proprietà privata mentre le spiagge fanno parte del demanio necessario, ossia quella parte del territorio nazionale che non può essere venduta per restare a disposizione di tutti.

“Non hanno più nessun limite. E’ uno schifo” protesta Angelo Bonelli, leader dei Verdi. “Per ingannare la direttiva UE e accontentare la lobby dei balneari svendono il nostro territorio, una cosa inconcepibile in qualsiasi altro Paese del mondo”.

E’ questo infatti lo stratagemma previsto dal ministro Tremonti per accontentare i potenti sindacati dei balneari italiani, terrorizzati dall’applicazione della direttiva europea sulla libera concorrenza, L’Italia è infatti sotto procedura di infrazione comunitaria perché non applica la direttiva Bolkestein ossia l’obbligo di fare aste pubbliche per assegnare le concessioni demaniali, così come succede in tutta Europa. Tutti possono partecipare e chi offre di più si prende la concessione che, alla scadenza, viene rimessa all’asta, permettendo allo stato di realizzare guadagni proporzionati agli incassi delle attività oltre ad un salutare rinnovo tra i gestori.

Realtà completamente sconosciuta in Italia dove per decenni le concessioni sono state rinnovate automaticamente sempre agli stessi titolari in cambio di canoni ridicoli che accomunano l’Italia dal Nord al Sud. Partendo da Mondello, la bellissima spiaggia di Palermo dove una sola società, l’Immobiliare Italo Belga, controlla quasi tutto l’arenile dal 1911, un secolo esatto. 36mila metri quadri di golfo, sette milioni di euro di incassi e un canone che, nel 2010 era di 45mila euro, senza aver mai partecipato ad un’asta. O come un ristorante sulla spiaggia del litorale romano, che paga 430 euro al mese mentre il suo concorrente, dall’altra parte della strada, quindi senza nemmeno il panorama delle onde, dovendo contrattare con il mercato reale, sborsa un affitto di 12mila euro al mese. Il famoso Twiga, in Toscana, ha ricavi per 4 milioni di euro e paga 14 mila euro di canone. Il Tibidabo, lo stabilimento del presidente dell’Assobalneari Renato Papagni, nel 2010 versava al un canone di 5 mila euro al mese per 20mila metri quadri di spiaggia con 500 cabine affittate ad oltre 3000 euro a stagione. Affittandone due si è già coperto il canone e ne restano altre 498. Ma non basta, su quel pezzo di spiaggia, sempre incluso nel canone, hanno costruito anche un ristorante, un centro benessere, una piscina coperta, un bar e una boutique. Tutte strutture che, con la normativa vigente, sarebbero dovute passare allo stato italiano allo scadere della concessione, mentre con la nuova normativa resterebbero al titolare per un bel po’ di generazioni, il tutto alla faccia dello spirito della normativa europea.

“Sono beni dello stato, proprietà di tutti, oltretutto frutto della brutale cementificazione del litorale, che oggi vengono regalati ai titolari degli stabilimenti” continua Angelo Bonelli. “E con questa normativa la cementificazione selvaggia degli arenili conoscerà una nuova stagione di splendore”

Questo mentre nel resto d’Europa si va nella direzione opposta. In Spagna, a Formentera, ad esempio, le concessioni vengono rinnovate ogni quattro anni, sempre con il sistema delle aste pubbliche e senza che nessuno si lamenti. In Francia è sacro il principio del demanio pubblico e le concessioni per gli stabilimenti balneari vengono concesse per un massimo del 20% della superficie del litorale mentre il Conservatoire du Litoral, ente sotto controllo pubblico, si occupa di riacquistare per lo stato i tratti di spiaggia di proprietà privata. In Italia, invece, a Forte dei Marmi, sui cinque chilometri di frontemare, non ce n’è uno di spiaggia pubblica, relegata ai confini del territorio comunale. E se provi a sederti davanti ad uno stabilimento immediatamente arriva il solerte bagnino e ti caccia via condannandoti ad un movimento perpetuo sulla battigia.

E’ questo il contesto in cui arriva oggi il nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri che prevede una drastica semplificazione nelle autorizzazioni per realizzare nuovi porti e la creazione di distretti turistico-alberghieri con zone “a burocrazia zero”, viatico per i nuovi giganteschi investimenti che, ad esempio, nella zona di Roma, dovrebbero coinvolgere il nuovo porto e il rifacimento del fronte mare di Ostia. Il tutto in nome di una liberalizzazione dalle pastoie della pubblica amministrazione tra cui, come sembra chiaro, ci sono anche le concessioni demaniali marittime. Esattamente come aveva promesso un anno fa il presidente di Assobalneari che chiudeva l’intervista dicendo: “non dovremo più andare a bandi, il bene diventa nostro, ritornando a ricalcare quello che era il primo progetto del ministro Tremonti, che insomma, qualcuno disse ‘si vendono le spiagge”. Se non era andata bene la prima volta perché non riprovarci?

di Emilio Casalini
da il Fatto Quotidiano

Patate, carote, verdura fresca... comprate signori, comprate... Il Governo nomina sottosegretari i 'responsabili' e gli ex Fli


Non sono riusciti a farlo a Pasqua, quando i parlamentari 'camaleonti' che hanno salvato la maggioranza si aspettavano l'uovo da Berlusconi. Ma alla fine il 'meritato' regalo è arrivato comunque. Oggi sono stati nominati nove nuovi sottosegretari dal Governo. Roberto Rosso va all'Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario e Antonio Gentile all'Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Giampiero Catone all'Ambiente.

04 maggio 2011

CdQ Castagnola-Castagnetta


Ardea: Scuole e gioventù abbandonati dall’amministrazione



Nicola Pisani (Presidente CdQ):” Che amarezza constatare la completa assenza di una politica da padri di famiglia, l’insensibilità verso le scuole e i nostri figli da parte degli amministratori è opprimente.”

Ardea – da rappresentante del territorio non posso tacere gli obrobri che questo Comune continua a perpetrare nei confronti della gioventù e delle strutture scolastiche locali. Vivo attivamente con la famiglia il nostro territorio e insieme a tanti altri genitori subiamo ogni giorno le carenze di strutture sportive, scolastiche e la non regolare manutenzione di quel poco che c’è.

Il centro sportivo “Mazzucchi” è ridotto ai minimi termini con i nostri ragazzi costretti a giocare sulla pozzolana e a respirare quintali di polvere ad ogni partita o allenamento. I dettagli dei contorni è meglio non trattarli in quanto al limite dell’agibilità sotto ogni punto di vista. L’unico elemento di dignità è il grande spirito di collaborazione di poche persone che cercano di trasmettere un’educazione sportiva in condizioni estreme.

Sulle scuole oramai le problematiche sono croniche e il disinteresse palpabile. Anche quest’anno un centinaio di bimbi non potranno frequentare le scuole materne, al solo circolo didattico di Ardea 1, per mancanza di aule. Che commenti vogliamo fare? Che dire dei lavori eseguiti durante i passati mesi invernali in località S.Antonio – via Laurentina, che hanno dato sicuramente benefici in termini di parcheggio e viabilità, che vedono però un cantiere consegnato ai cittadini in condizioni disastrose, senza asfalto, con tombini aperti e impianti elettrici pericolosamente alla portata di tutti? Il degrado e l’incuria anche nei buoni intenti è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Perché? Per quale motivo non viene portata a regime nessuna opera che riguarda la vita e l’educazione dei nostri figli?

Neppure l’erba dei giardinetti adiacenti l’asilo viene curata! E’ così difficile programmare almeno gli interventi di ordinaria manutenzione? Valgono così poco i nostri figli?

Invito tutti gli amministratori a verificare di persona quanto appena scritto oppure a simulare di essere un cittadino padre di famiglia di Ardea almeno per una settimana.

Nicola Pisani

(Presidente CdQ Castagnola-Castagnetta)

SPERANDIO SI GIUSTIFICA


Come di solito avviene dopo un Consiglio che non produce gli effetti voluti, e cioè che si votino i punti all’ordine del giorno posti dal Presidente, si parla di difficoltà della maggioranza o di diatribe all’interno del consiglio, tra consiglieri. Questo ormai appare consueto, comune a tutti i Consigli Comunali.

Forse sarebbe bene riformare gli enti locali o trovare forme che garantiscano la liceità delle delibere portate in Consiglio e che queste poi vengano votate o bocciate obbligatoriamente, e non come avviene spesso, ritirate. Le delibere possono essere ritirate per diversi motivi, però nel nostro Consiglio Comunale di Ardea solitamente si ritirano perché la delibera non è passata nella commissione. Tale procedura, tra l'altro, non sarebbe vincolante, perché le commissioni sono solo consultive: tutti i consiglieri, una volta posti gli argomenti da dibattere in Consiglio devono o meglio possono consultare le delibere e farsi chiarire gli aspetti tecnici, poi hanno il diritto di votare il punto o di non votarlo. Le commissioni, così come poste dalla legge negli enti locali, servono a poco, e secondo me dovrebbero essere redigenti e non solo consultive. Però se un Consiglio Comunale si dà la regola che tutte le delibere passino nelle commissioni consiliari come è giusto che sia, prima di metterle all’ordine del giorno, la conferenza dei capigruppo, insieme al Presidente del Consiglio, dovrebbe se non altro verificare se questo passaggio in commissione (ora determinante) sia avvenuto.

L’altro aspetto è che se le commissioni non raggiungono il numero legale non possono considerarsi aperte, cioè valide, così i vari presidenti non possono adempire la regola, che in questo Comune è fondamentale per la votazione degli atti, di aver fatto conoscere ai commissari le delibere consiliari. Le decisioni prese nell’ultimo Consiglio sono da considerarsi inidonee al principio o allo spirito di avere una delibera che sia formalmente e sostanzialmente pronta a produrre i suoi effetti nel più breve tempo possibile, ma è vero anche che non possono essere inserite delibere che non hanno avuto un passaggio in una commissione valida.

E' così che sono nate contrapposizioni diverse tra chi poneva il fondamento della regola delle commissioni e chi invece proponeva, in virtù della materia prettamente fondata su una questione sociale, di concludere la fase della votazione e perciò dell’approvazione.

Ora la questione politica tra opposizione e maggioranza, secondo me, è solo di opportunità, e giustamente la minoranza ha accolto con favore la richiesta di approvazione mentre altrettanto correttamente il Presidente del Consiglio ha posto il ritiro per una questione di equilibrio ed imparzialità.

Così il Consiglio termina su un punto a me non chiaro sui debiti fuori bilancio. Devo precisare che, continuando ad acquisire esperienza politica ed invecchiando, sono sempre più incline al mio giudizio ma anche a rispettare quello degli altri, perciò credo che, ricevendo maggiori informazioni chiarificatrici, io sarei pronto a votare. Credo che, i debiti, un ente non dovrebbe produrli per almeno due motivi: il primo perché indeboliamo le nostre imprese che lavorano e poi non vengono pagate, il secondo perché quando si formano così tanti debiti significa che non c’è una buona gestione, anche se per precisione devo dire che questi debiti, almeno per la maggior parte, arrivano da lontano.

Concludo chiarendo che il consigliere Sperandio non pensa minimamente al futuro Sindaco di Ardea, anzi crede che queste questioni siano oggi solo destabilizzanti, visto che abbiamo un Sindaco in carica e che il sua mandato scadrà tra un anno.

Oggi dobbiamo spendere tutte le nostre energie per ottemperare al programma che l’Amministrazione in tutte le sue componenti intende realizzare, e non credo che i capigruppo della PDL e degli altri partiti di maggioranza siano contrari a questo progetto.


Nazareno Sperandio

LUIGI CENTORE COMMENTA

Nazareno Sperandio commenta l’ultimo consiglio comunale che certo non ha brillato per professionalità e interesse verso i cittadini. Sperandio in una nota molto critica ma leale, spiega le motivazioni che hanno portato allo scioglimento della seduta consiliare per mancanza di numero legale. Sperandio spiega il perché non condivi il formarsi dei debiti fuori bilancio, oltre che precisare che per il momento non si deve pensare al futuro sindaco visto che attualmente ce ne è uno valido quale Carlo Eufemi. Le precisazioni sul trascurare il totosindaco sembrerebbero nate dal fatto che da più parti si fa sempre più insistente in quello che resta del gruppo dell’ex vicesindaco Renzo Morini il quale in più occasioni parla come se già fosse sindaco. Per qualcuno forse si sente sindaco per diritto di usu capione. Sperandio sembra far trasparire l’appoggio alla teoria di quanti ritengono che il futuro sindaco debba essere uno che non ha amministrato Ardea fin da quando aveva i pantaloni corti.

Attualmente la politica di Ardea è in fermento. In consiglieri stando a quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale appaiono tutti contro tutti e soprattutto contro il sindaco.

Luigi Centore

ROVIGLIONI: IL TEATRINO DEI SOLITI NOTI

Sperandio tenta una puerile giustificazione confondendo questioni tecniche e poco compresibili ai cittadini come il funzionamento delle commissioni con l'azione politico amministrativa. Da mesi ormai c'e' una maggioranza che non governa, pensa solo ad aggiustare licenze edilizie per i soliti Consiglieri Comunali geometri, assunzioni di parenti e conoscenti in vista della prossima tornata elettorale. Ad un anno dalle elezioni è scattato il mercato del consenso, la ricerca di un nuovo candidato sindaco per il centro destra. Il commento di Centore avvolara l'ipotesi che Ardea subirà l'ennesimo scempio nella disputa, una lunga agonia pagata a caro prezzo dai cittadini mentre la macchina amministrativa si va impantanando ogni giorno di più.
La presenza costante negli anni dei soliti uomini che hanno retto le redini del comune passando da un incarico all'altro, da un partito all'altro da uno schieramento all'altro, senza mai pagare pegno per il loro operato, li rende arroganti, prepotenti, impuniti.
Come è gia stato detto " ogni popolo ha il governo che si merita "
" ognuno è artefice del proprio destino " .............

Valtere Roviglioni


DUE LETTERE DEL CDQ NUOVA FLORIDA

Al Sindaco Carlo Eufemi, Ardea

Oggetto: COSTITUZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA

DEL CONSIGLIO COMUNALE.



Dalla Delibera di Giunta n. 22 del 12 aprile 2011 che si riferisce alla costituzione del suddetto nuovo organo, con stupore apprendiamo l’assoluta necessità ed urgenza di supportare l’attività del Presidente del Consiglio nel corso dell’ultimo anno di mandato di codesta Amministrazione tramite l’assunzione di TRE collaboratori amministrativi....




LE CHIEDIAMO:


ma se è stato possibile reperire risorse per il finanziamento di assunzioni, perché quelle stesse risorse non sono state invece utilizzate per un miglioramento dei servizi alla popolazione, quali quelli da noi più volte richiesti e sollecitati (e sicuramente più proficui e graditi alla cittadinanza), ad esempio:



L’APERTURA DEGLI UFFICI ANAGRAFE E TRIBUTI

IL SABATO MATTINA ??



La ringraziamo anticipatamente per una Sua cortese risposta al riguardo, e porgiamo distinti saluti.


Comitato di Quartiere Nuova Florida

Il Direttivo

Ardea, 3 maggio 2011

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Al Sindaco Carlo Eufemi

All’Assessore Nicola Petricca

Al Comandante Polizia Urbana

Comune di Ardea

Oggetto: ECOCENTRO (ISOLA ECOLOGICA)

Sono trascorsi quasi CINQUE ANNI (peraltro ricchi di assicurazioni, annunci, promesse) dalla decisione consiliare di dotare la città di Ardea di Isole Ecologiche.

A fronte delle problematiche insorte (ed ancora non risolte?) i Comitati di Quartiere prima - e codesta Amministrazione poi - per alleviare la situazione hanno introdotto le cosidette “Giornate Ecologiche” per consentire ai cittadini di conferire gratuitamente alcune tipologie dei loro rifiuti ingombranti.

In molti, per liberarsene, si avvalgono invece dei numerosi camioncini e furgoni che setacciano giornalmente (ed in particolare nei fini settimana) le nostre vie per ritirare “ferro, metalli, calcinacci, svuotare cantine...”ecc.

Poiché alcuni nostri iscritti osservano che a tutt’oggi nessun Ecocentro è ancora stato aperto sul nostro territorio, ci chiedono di informarci presso codesta Amministrazione in quale luogo i suddetti operatori sono stati autorizzati a smaltire i materiali così ritirati, in quanto vorrebbero anch’essi conferirvi direttamente i loro ingombranti, in momenti a loro comodi.

In attesa di ricevere l’informazione richiesta, anticipatamente Vi ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

Comitato di Quartiere Nuova Florida

Il Direttivo

Ardea, 3 maggio 2011

29 aprile 2011- ANCORA UNA GIORNATA DI VERGOGNA


Ancora un consiglio comunale inconcludente sospeso per mancanza del numero legale per l’assenza della maggioranza dei consiglieri ed addirittura di quella del sindaco.

Il risultato è stato che alcuni consiglieri ed il sindaco hanno disertato la seduta, hanno voluto evitare il confronto, ma ancor di più, non hanno voluto dare una risposta alle attese della gente.

Il colmo è addirittura che l’assenza, determinata dagli stessi consiglieri della maggioranza politica ardeatina, ci ha fatto assistere ad una lotta fratricida tra gli stessi elementi del centrodestra. Tutto ciò ribadito ed avvalorato anche da dichiarazioni successive inviate da taluni di loro ai media.

Diventa francamente difficile comprendere questi comportamenti alla luce di un minimo di sensibilità democratica, di rispetto delle persone e delle istituzioni, visto che la soluzione dei problemi di tutti gli abitanti, pare non interessi minimamente a questa maggioranza bulgara acquisita con spregiudicatezza dal sindaco e che, evidentemente, non è stato il collante che li ha messi insieme.

La considerazione amara è che tutto ciò rappresenta un imbarbarimento della vita pubblica e di un civile convivere che allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni, da principi di responsabilità e, quindi, dalla democrazia. Rappresenta un regredire assolutamente dannoso ed inconcepibile perché non consente di fare, né lascia fare, né risolve alcun problema. Sono questi metodi che evitano il confronto, evitano il dialogo, evitano l’informazione ed il coinvolgimento della popolazione e che favoriscono il qualunquismo ed il disinteresse e che riducono i cittadini ed il consiglio comunale in uno stato d’impotenza e di sudditanza ed allora ci si domanda, visto che questa maggioranza di centrodestra impedisce il soddisfacimento di bisogni essenziali e vitali, quale possa essere la strada per ottenerli.

Dinnanzi a tale interrogativo noi restiamo convinti che la rinascita di Ardea su basi finalmente di legalità, democraticità e rispetto dei cittadini possa avvenire soltanto attraverso un centrosinistra unito che si presenti compatto alla prossima scadenza elettorale e per la cui unione si è battuto e si batterà il PSI di Ardea.


Ardea 4 maggio 2011


01 maggio 2011

DOPO L'ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE, ENRICA TUMINO COMMENTA


      • Dopo l'ultimo consiglio comunale, sono tanti i commenti negativi sul comportamento dei componenti l'intera assise ed in particolare di quelli della maggioranza che dopo quattro mesi che non viene convocato un consiglio comunale, questi finisce nel peggiore dei modi, “rinviato a data da destinarsi per mancanza di numero legale” e proprio per l'assenza dei consiglieri di maggioranza . Per quanto accaduto, Enrica Tumino medico legale, attenta osservatrice della politica ardeatina, attiva sostenitrice del centro destra ove a differenza di altri ha sempre militato, ha inviato un commento nel gruppo “Mantieni la destra” su Facebook, commento che ha riscosso un notevole successo, condiviso da tanti. Purtroppo il suo pensiero è utopistico, se si continua a votare quanti hanno già per decenni mal amministrato Ardea facendolo apparire più che un paese alle porte della città eterna, un paese ai confini del terzo mondo. E qualcuno che per decenni ha partecipato al disastro politico amministrativo ardeatino cerca con gente nuova e facce pulite di riproporsi a sindaco. Enrica scrive:


      • "Enrica Tumino tre quarti dei consiglieri facenti parte l'assise del Comune di Ardea sono al 2°, 3° o 4° incarico. Alcuni di loro sono vere e proprie cariatidi del palazzo di via Garibaldi, lì esattamente da quei quaranta anni di Comune che Ardea ha da poco festeggiato. Alcuni hanno sperimentato tutte le opzioni possibili, in amministrazione comunale: sono stati consiglieri, assessori, vicesindaci e qualcuno pure sindaco. Alcuni (pochi) hanno già abbondantemente dimostrato la loro onorabilità. Altri, molto meno. Eppure vi ricordo che tutti, compresi i meno onorevoli, continuano ad essere incaricati dal voto dei cittadini, che evidentemente non capiscono che quella matita e quella scheda sono le loro armi per portare ad un cambiamento. Il console Appio Claudio Cieco, che non era un cretino, visto che durante la sua attività politica nell'antica Roma fece costruire nientepopodimeno che l'acquedotto, soleva dire che "quisque faber est fortunae suae". Io lo ripeto più maccheronicamente agli elettori di Ardea: ciascuno è artefice del proprio destino!!! P.S.: durante il suo periodo politico, Appio Claudio, superando le ostilità di chi si opponeva ad un cambiamento, riuscì ad introdurre nel senato romano uomini nuovi e figli di liberti. Che dite, vogliamo proporlo a sindaco, il prossimo anno?”

      • Luigi Centore

La maggioranza si sfalda e salta il Consiglio


I consiglieri del Pdl fanno mancare il numero legale e non vanno al voto punti importanti per la città


da Il Faro on line - Non si conclude il Consiglio comunale per mancanza di numero legale e viene tutto rinviato a data da destinarsi. E qualcuno lo ha definito il più turbolento dei Consigli della seconda era Eufemi. A fare la parte dal leone i consiglieri del Fli, Petrella e Magliacca collocati all'opposizione dopo che i consiglieri del Pdl, dell'Udc e della lista Eufemi li hanno cacciati dalla maggioranza togliendo loro l'assessore di riferimento. I componenti del Fli hanno esordito con alcune interrogazioni prendendo spunto da alcuni articoli apparsi su “Il Faro on line” e “Il Corriere della città”. Una riguardava la segnalazione pubblicizzata dall'Idv di una presunta difformità su una concessione edilizia rilasciata a una società di costruzione locale il cui progettista e direttore dei lavori è un consigliere di maggioranza. L'altra riguarda la disfunzione nell'ufficio condono per la mancanza di cancelleria segnalata dal movimento La Destra. Poi sono stati ritirati due punti dell'ordine del giorno: Il primo riguardava “l’approvazione del regolamento del distretto Socio-Sanitario RM/H34 sull'affidamento familiare”. “Capisco che il punto non è passato in commissione - ha spiegato Eufemi - ma si tratta del bene dei bambini e se siamo tutti d'accordo possiamo votarlo”. L'altro punto, invece, si riferiva al “Piano particellare per costruzione condotta acque chiare di via Nuoro”. Un ritiro che ritarderà la realizzazione della condotta che convoglia le acque piovane nel pubblico fosso. La seduta, purtroppo, ha dimostrato la non coesione dei componenti della maggioranza, in primis facendo mancare il numero legale. Inoltre si deve tener conto del discorso del consigliere Luca Di Fiori che ha ricordato come le Commissioni consiliari non vengano svolte per l’assenza dei consiglieri di maggioranza: “La Commissione urbanistica – afferma - è andata sistematicamente deserta”. Altro affondo lo ha dato al capogruppo della stessa Pdl: “Massimiliano Giordani – continua Di Fiori - non convoca le riunioni di maggioranza senza prima aver riunito quella dei consiglieri del Pdl. A mio avviso, si stanno gettando al vento quattro anni di duro lavoro”. Del resto, lo stesso sindaco Eufemi, tentando di convincere l’aula a votare il punto sul polo affido aveva fatto capire come il comportamento della sua maggioranza fosse “puerile e pretestuoso”. Altra dimostrazione di una maggioranza disgiunta, è stata messa in evidenza da un Gino Marcoccia sempre più in sintonia con i consiglieri del Fli e del Pd. Insomma, qualcosa non funziona. Del resto, lo stesso presidente del Consiglio aveva inserito all'ordine del giorno dei punti che poi è stato costretto a ritirare, così da far apparire una sinistra unita e una maggioranza frastagliata. Forse si sta guardando al futuro sindaco di Ardea nella figura dell'ex vicesindaco Renzo Morini sponsorizzato da Sperandio e dall'assessore Roberto Catozzi. Un'operazione che porterebbe a una frammentazione emorragica del Pdl simile a quella di Pomezia.
Luigi Centore