31 agosto 2011

ARDEA - PARTITO DEMOCRATICO SFIDUCIA IL SEGRETARIO E SI AVVIA AL COMMISSARIAMENTO DEL CIRCOLO


Dopo molti mesi di paralisi del Partito Democratico di Ardea le cose iniziano a cambiare; il direttivo, convocato in data 29-8-2011, ha votato a larga maggioranza (19 su 30 membri) la sfiducia al segretario Peppino Sarrecchia. Come ribadito da molti interventi, non si tratta di un accanimento personale nei confronti di Sarrecchia, il quale resta un esponente di rilievo del nostro partito, ma si tratta della presa d’atto di una realtà che vedeva il soggetto più grande della opposizione senza una linea politica, senza una rotta stabilita, immobile e alle prese con le solite beghe interne che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze dei cittadini. Per la sfiducia, regolarmente certificata dalla massiccia presenza dell’esecutivo provinciale del PD, è stata determinante la decisione dei sette membri di direttivo appartenenti al gruppo dei giovani del PD, i quali con il presente documento intendono chiarire le ragioni di tale scelta, e soprattutto le prospettive future del Partito Democratico Ardeatino. Il nostro intento, dichiarato già al congresso dell’autunno scorso, era ed è quello di prescindere dai personalismi e creare una squadra che compatta focalizzasse e affrontasse, assieme ai cittadini, i problemi che investono la nostra comunità, e che l’attuale amministrazione in 5 anni di governo non è stata in grado di affrontare. Il nostro punto fermo è il centro-sinistra, quindi ci siamo adoperati per stoppare il nascente progetto che vedeva il PD alleato con FLI e presunte liste civiche; progetto che qualche autorevole esponente del PD voleva in maniera subdola percorrere, rompendo ogni possibilità di accordo con i partiti di centro-sinistra. Fatto questo il Partito ha iniziato il percorso che, in accordo con tutto il cartello di centro-sinistra, avrebbe portato alla individuazione del candidato a Sindaco; iniziano i guai e il Segretario allora in carica, invece di avvicinare le parti in competizione, diventa il primo supporter di una squadra, portando così lo scontro ad una situazione di durezza inaudita. Per cui abbiamo ritenuto essenziale il passaggio della sfiducia. Che fare ora? Il gruppo dei giovani del PD in primis propone di non sostituire il segretario con un altro segretario, ma di dar vita ad un coordinamento ristretto che veda coinvolte tutte le anime del partito, con la supervisione del livello provinciale del PD, in grado di elaborare un programma serio, credibile, e di iniziare il confronto con i cittadini. In secondo luogo, ci teniamo a precisare che noi non stiamo ne con una fazione che con l’altra ma stiamo con il PD e con i cittadini stanchi del malgoverno della destra, per cui ogni nostra azione avrà come unica guida la logica politica, che vogliamo torni ad essere predominante nel Partito. Terzo, si deve necessariamente iniziare ad uscire dalle sedi di partito e convincere i cittadini che è forte la presenza di una compagine, che senza alcun tentennamento, è alternativa alla casta che oggi sgoverna Ardea; si deve in parole povere, iniziare una battaglia senza quartiere a coloro i quali hanno impedito lo sviluppo socio-economico-culturale del nostro paese. Per tale scopo, ci proponiamo noi di creare un punto di riferimento sia telematico, ci riferiamo al profilo fecebook dei Giovani Democratici, sia fisico, attraverso assemblee ed iniziative pubbliche, nelle quali chiederemo ai cittadini di esporci dal loro punto di vista le problematiche che quotidianamente li investono, dando vita ad una grande campagna di ascolto, per poi elaborare una proposta vera. Ad oggi in campo c’è la candidatura dell’attuale consigliere del PD Antonino Abate, condivisa dalla stragrande maggioranza dei partiti del centro-sinistra e da una cospicua parte del PD; è compito del Partito verificare la capacità espansiva di questa candidatura a partire dai membri del PD che non la condivido e chiedono di fare le primarie, perché se il Partito è unito vince altrimenti fallisce. Auspichiamo quindi una discussione aperta senza dictat e senza veti nella consapevolezza dei numeri, ma nel rispetto delle idee di tutti. In sostanza non crediamo che dalla sfiducia di Sarrecchia derivi una nuova maggioranza ed una nuova opposizione, ma un partito che insieme affronta i nodi cruciali della fase che ci apprestiamo ad intraprendere. Questo è il nostro obiettivo, forse troppo ambizioso, ma l’unità vera del partito è oggi una questione di sopravvivenza di un centro-sinistra che da troppi anni è ormai spettatore non pagante della scena politica Ardeatina.

I referenti del gruppi dei Giovani Democratici

Enrico Cacciotti

Alessandro Mari


DIVIDERE PER UNIRE, SFIDUCIARE PER AFFERMARSI

Se questo è il viatico dei giovani democratici di Ardea per presentare un Partito Democratico all'altezza di reggere il confronto elettorale prossimo che riunisca il centro sinistra e si presenti al territorio come forza di governo, non c'e' che dire.......meglio chiedere asilo politico alla Somalia.

La storia si ripete come in un film già visto, si procede per " strappi " senza cercare un reale consenso evitando vecchi errori che tengono il centro sinistra fuori dal governo della città da più di 15 anni.

Se il Partito Democratico a pochi mesi dalle elezioni sfiducia il segretario e si divide in varie componenti, una armata contro l'altra, come pensa di coinvolgere tutto il centro sinistra nella prossima tornata elettorale ?

Misteri di Ardea, malafede o pressappochismo ?

Certo che se anche i giovani entrano nell'agone e si comportano come gli olds, c'e' poco da stare allegri. Il Centro Sinistra si avvia all'ennesima sconfitta ?

il Webmaster

Comunicato PRC-FdS gruppo regionale Lazio poliche sociali


DALLA SCUOLA AL LAVORO.

La manovra finanziaria,si arricchisce via via di articoli sempre più pressanti insopportabilmente i volti a penalizzare le categorie svantaggiate, In particolare i cittadini con disabilità, sembrano rappresentare un bersaglio prescelto di attacchi sia sul piano economico, ma a questo punto ideologico. Ha il sapore di una e vera e propria persecuzione, se consideriamo che con i tagli alla scuola, si infierisce sul diritto all’integrazione degli alunni con disabilità, rendendo la loro accoglienza sempre più disagiata, con gli accertamenti spietati e severi al diritto all’assegno di invalidità, con la sospensione in alcuni casi della percentuale di invalidità, e la conseguenza di un evidente riduzione di riconoscimento dell’insegnante di sostegno a scuola, fino ad arrivare alla esplicita manipolazione dl diritto al lavoro, con la revisione del modo di assunzione da parte delle aziende per i lavoratori disabili. Art. 9 della manovra,di cui chiediamo la soppressione in quanto rischia di smantellare la legge 68/99 sull’inserimento lavorativo delle persone con invalidità, creando una sorta di zone confinate dei lavoratori invalidi .

Da un recente sondaggio, si è visto infatti che con l’avanzare dell’età, è sempre più difficoltoso l’inserimento sociale delle persone con disabilità fino ad arrivare all’età adulta in cui una percentuale notevole resta chiuso a casa a carico esclusivo della famiglia, con pochissime situazioni lavorative.

Le ovvie conseguenze, sono a spese oltre che del cittadini con disabilità, anche degli operatori di settore, messi in precarizzazione , ma soprattutto delle famiglie che dovranno sopperire oltre che moralmente anche sempre di più economicamente, ricorrendo ad esempio a terapie riabilitative in forma privata.

Anche per queste ragioni saremo alla manifestazione del 6 Settembre a Roma contro la manovra finanziaria, proposta dalla CGIL, con la nostra indignazione ma soprattutto con le nostre proposte relative al sociale.

Chiediamo il ripristino dei fondi per l’autosufficienza, catastroficamente ridotti, una mappatura accurata dei comuni nel Lazio che hanno ratificato la convenzione Onu sui diritti del disabile, cui l’Italia ha aderito nel 2009, come prima firmataria, e quali tra questi ha trasformato realmente in pratica la firma all’adesione.

Chiediamo che sia rispettata e sostenuta la legge 104/92 che ci sembra realmente a rischio da una politica sempre più razzista, e non ci stupirebbe a questo punto una proposta di revisione.

Chiediamo inoltre che vengano reperiti fondi per il sociale, da settori, quali l’evasione fiscale, destinando una percentuale al sociale, o dalla riduzione dei stipendi dei politici,

Un paese che insulta i suoi cittadini più deboli, mettendoli in condizione di difendersi, non è un paese civile, e noi continuiamo a dire no!

Barbara Tamanti

Resp. Politiche sociali Lazio PRC-FdS


27 agosto 2011

B PALACE ENNESIMO SEQUESTRO. FALCONIO : COMMERCIO AD ARDEA COME FAR WEST


Dopo l’operazione di questa mattina da parte della polizia municipale che ha portato alla seconda chiusura per disposizione dell’ufficio commercio dell’attività gestita da Antonio Falconio, il gestore del B. Palace, che a fine luglio denunciò abusi delle attività commerciali sul lungomare degli Ardeatini e di Tor San Lorenzo, sentito ha dichiarato:

Al di là della posizione giuridica del B. Palace che sarà valutata nelle sedi giurisdizionali competenti, ciò che fa scandalo , è l’assiduo controllo che ho subito nel mio esercizio commerciale. Quanti controlli ha subito? Si pensi che dal mese di giugno corrente anno ad oggi ho subito una decina di accessi da parte della polizia municipale, inviati a far rispettare le ordinanze ed i controlli ordinati dal Dott. Mazzone e dal Dott. Bardi, rispettivamente dirigente e funzionario dell’ufficio commercio.

Cosa non capisce di questi controlli? Ciò che non comprendo è come mai per oltre trenta anni, le attività commerciali operanti sul Lungomare degli Ardeatini, alcune delle quali gestite da consiglieri comunali in carica, non sono state ancora oggetto di ordinanze di chiusura da parte degli uffici preposti, stante la palese contrarietà dell’esercizio commerciale alle norme igienicosanitarie, ambientali, urbanistiche e demaniali. Tale situazione non è più tollerabile e non si comprende come il funzionario Bardi e quelli dell’ufficio tecnico urbanistico, demanio ed ambiente, non siano intervenuti prima? Cosa l’ha spinto a segnalare tali irregolarità? A questo punto stante il mio sacrosanto dovere di difendere prima di ogni cosa la mia famiglia, l’attività commerciale che gestisco dall’anno 2000, nel legittimo possesso dei locali. Cosa pensa di fare per il futuro? Ho dato mandato ai miei legali dello studio Fiorini – Falco, di denunciare alla Procura della Repubblica di Velletri ed alla Tenenza dei Carabinieri di Ardea, tutti i responsabili delle su esposte azioni omissive, e/o degli abusi d’ufficio perpetrati sul territorio di Ardea.

Chi ritiene gli sia stato di conforto in questa triste storia?

Un ringraziamento sentito al sindaco di Ardea il quale in un recente comunicato stampa ha sostenuto che i controlli sono stati effettuati tutti gli anni. Evidentemente parlava dei comuni limitrofi di Anzio e Nettuno. Anche su questo nelle dovute sedi dovrà renderne conto”. Ecce Ardea, viene da chiedersi, vogliamo guardare ad Ardea come il comune della più estrema liberalizzazione in fatto di conduzione di esercizi commerciali, dove le regole sono un ostacolo da abbattere o da raggirare? Dove il connubio, regola urbanistica, commerciale ed ambientale diventa impalpabile cosi da rendere l’ingiusto equo è tollerato? Si può vivere in un mercato cosi? Tra chi rispetta le regole e chi no? Ciò che accade ad Ardea dimostra che l’attività commerciale è drogata, il profitto nasce dall’illiceità a scapito di chi vuole restare nel lecito essendoci perché subisce ingiustizia quotidiana perpetrata dai concorrenti che esercitano le attività commerciali illecitamente. Allora occorre avere il coraggio di dire: ad Ardea si può! Si può aprire senza agibilità i negozi, si può condurre l’esercizio commerciale senza allaccio a pubblica fognatura o con un impianto di smaltimento a norma, si può anche esercitare in strutture abusive che non hanno ancora ottenuto il permesso a costruire in sanatoria. Quello che è davvero scandaloso è che tutto ciò viene vissuto nella più gretta omertà. Da fastidio anche agli stessi commercianti parlarne ed intanto di anno in anno si assiste al degrado delle attività commerciali nel comune di Ardea. In particolare il degrado del litorale è davanti agli occhi di tutti ma non meno devastante è il degrado commerciale nell’entroterra del comune. Insomma Ardea è un far West, dove la regola viene mal sopportata ma a questo c’è una spiegazione semplice e chiara. Le regole nascono per disciplinare un qualcosa ma soprattutto sono frutto di un comune sentire, una regola è giusta quando è sentita come tale da tutti. Ad Ardea poiché le regole sono vissute come imposizioni, legami all’agire, in quanto, tutto è stato lasciato senza una idea programmatica di sviluppo sociale economico, commerciale, ambientale ed urbanistico, si sente questa mancanza di programmazione come una pressione intollerabile e castrante. L’assenza degli amministratori ha reso Ardea una trincea quotidiana tra illeciti da nascondere ed ingiustizie da subire, il rispetto della regola permette una economia sana, il non rispetto impedisce una libera concorrenza, dando adito ad un profitto ingiusto che opprime. Allora se tutto ciò è vero, se e vero che il litorale di Ardea in gran parte vive nella illiceità o perche in si è intervenuti con controlli efficaci prima di questo Agosto? Perché l’esposto di un commerciante ha permesso solo ora di scoperchiare la pentola della vergogna? Perche si è tollerato per anni ciò: cui prodest?

24 agosto 2011

ARDEA - LUCA FANCO : AL COMUNE O SEI PARENTE O AMICO O NON LAVORI


Mi ero ripromesso di non trasmettere più atti di verifica sull'operato di Amministratori del Comune di Ardea all'Autorità Giudiziaria con la richiesta però di operare nella trasparenza, legalità e nell'esclusivo interesse dei cittadini di Ardea e del loro territorio. Questo purtroppo non stà accadendo e non posso continuare a sopportare che alcuni Politici NULLAFACENTI e NULLATENENTI che hanno sperperato il piccolo patrimonio lasciato in eredità dai genitori, costruito con una vita di sacrifici e privazioni, con ignoranza, arroganza, presunzione, e ricatti di ogni genere e natura, cercano di amministrare il Comune di Ardea con gli stessi criteri e si accingono con prossime torbide operazioni urbanistiche allo scempio del territorio prefiggendosi esclusivamente interessi personali. Sono pronto a scendere nuovamente "in guerra" usando tutti i mezzi che la legge consente come Consigliere comunale, a difesa e tutela degli interessi comuni dei cittadini di Ardea e del loro territorio contro gli interessi e le speculazioni urbanistiche dei singoli politici che hanno dimostrato di essere incapaci a gestire anche il proprio bilancio famigliare. Onorerò fino in fondo il mio compito che i cittadini di Ardea con passione, coraggio e tanta credibilità mi hanno assegnato eleggendomi Consigliere comunale di Ardea; chiedo al Sindaco Carlo Eufemi di fare altrettanto, reagire con solerzia, energia e determinazione e non permettere a taluni personaggi di compiere atti devastanti. In allegato Vi invio l'esposto dove si cerca di colpire e di far colpire ripetutamente tre dipendenti firmatari già di un contratto di lavoro, selezionati da una cooperativa di lavoro, persone oneste, volenterose, capaci ed anche laureate che hanno l'unica colpa di non essere amici o parenti dei Politici di Ardea.



Al Presidente della Commissione Trasparenza

Del Comune di Ardea

Consigliere comunale Franco Marcucci


Al Comando Guardia di Finanza

Via Cavour, 37

00040 Pomezia (RM)


Al Comando Carabinieri

Via Vittorio Veneto, 42

00044 Frascati (RM)


Alla Procura della Repubblica

Via Aldo Moro, 1/a

00049 Velletri (RM)


Alla Corte dei Conti

Sezione del controllo sugli Enti

Via A. Baiamonti, 25

00195 Roma




Oggetto: contratto di somministrazione lavoro stipulati con decorrenza 08/08/2011 in relazione a n. 2 unità di categoria B3 profilo professionale amministrativo e n. 1 unità di categoria B3 profilo professionale tecnico con la Lavoro Doc S.P.A. Via L. Manara n. 5 -00040-Pomezia (RM) e contratto precedente.


Con la presente, il sottoscritto Luca Fanco, Consigliere comunale di Ardea, chiede alle S.S.L.L. in indirizzo, ognuna per le proprie competenze, di eseguire verifiche e controlli sulle reali motivazioni che hanno indotto l’Assessore Paolo Dei Santi a sottoscrivere la missiva protocollo 260 del 09/08/2011 e il Consigliere comunale Massimiliano Giordani ad interessarsi di procedure che per legge non competono ai politici.

Nello specifico, si chiede, di verificare se possono esserci state interferenze e/o pressioni di varia entità e natura, da parte di politici per far decretare la sospensione lavorativa nel Comune di Ardea di tre dipendenti, se si per quale fine, sulla legalità delle procedure adottate e sulla correttezza degli atti sottoscritti, se con tale sospensione sono stati lasciati scoperti alcuni uffici comunali perché gli altri dipendenti erano andati in ferie e se quindi si può configurare il reato di interruzione di pubblico servizio, se ci sono stati politici che si sono lamentati delle assunzioni dal Sindaco e se è stato riferito che si procedeva a sospendere e/o annullare il contratto firmato, se i politici coinvolti sono molteplici e si può ravvisare il reato di associazione, se è già programmato che seguirà a questo atto di sospensione temporanea un secondo atto definitivo motivato con la mancanza di copertura finanziaria, se nel precedente contratto di lavoro, con un numero maggiore di dipendenti, non sia intervenuta la politica a far assumere gli amici ed i parenti invece di assumere i più meritevoli configurando il reato di voto di scambio.

Con l’occasione, distintamente saluto.


Alla presente si allegano numero sette allegati dove si può facilmente verificare quanto sopra esposto, vi prego di prestare particolare attenzione all’allegato numero uno, tre e quattro.


Ardea lì 23 Agosto 2011-08-22 Il Consigliere comunale di Ardea

Rag. Luca Fanco

NUOVA CALIFORNIA - SPUNTA UNA NUOVA ANTENNA DI TELEFONIA MOBILE


A Tor San Lorenzo le antenne di telefonia mobile crescono come funghi. Ancora una nuova antenna alla Nuova California, per di più a pochi metri da un campeggio. Sembra non aver più fine questa proliferazione di impianti il cui notevole numero concentrato in una piccola zona potrebbe avere conseguenze dannose sulla salute dei cittadini. In questi giorni, infatti, sono iniziati i lavori da parte della Ericsson telecomunicazioni SpA per la realizzazione di un antenna per la telefonia mobile, in via Tanaro SNC all’incrocio con Via Dora Baltea, giusto permesso di costruire n.32/E/11 rilasciato dal Comune di Ardea il 28 giugno 2011. Chiediamo ad Eufemi, che si è particolarmente distinto durante il periodo che ha governato Ardea con scarsi risultati ma dal messaggio mediatico facile e che finalmente è giunto al suo capolinea:

  1. se il progetto ha riportato la prescritta autorizzazione della ASL di competenza e se è stato richiesto un parere da parte dell’ARPA Lazio?

  2. che fine ha fatto il piano comunale per la regolamentazione delle installazioni di tali antenne, redatto con notevoli costi a carico del comune e deliberato da tempo dal Consiglio comunale, per la cui approvazione la Regione Lazio sarebbe tuttora in attesa di alcuni chiarimenti immediatamente richiesti e nel caso i motivi di questo ritardo?

  3. Chi risponde dei notevoli danni economici che dovranno sopportare i vicini a causa del deprezzamento della loro proprietà?


Nelle more, pertanto, della definitiva approvazione del Piano delle antenne i socialisti invitano il sindaco e gli uffici competenti a far sospendere i lavori per la realizzazione di tale impianto e contestualmente di evitare di rilasciare ulteriori autorizzazioni.


Franco Lo Reto – Portavoce del Partito Socialista Italiano ardeatino





23 agosto 2011

ALTROCONSUMO FALLIMENTO AIAZZONE EMMELUNGA


Fallimento Aiazzone ed Emmelunga: come procedere

Dopo il fallimento di Aiazzone ed Emmelunga è fallita anche Panmedia, la società in cui i due mobilifici erano confluiti. Ecco le lettere per chiedere l'adempimento e l’istanza di insinuazione al passivo.

Inviare una richiesta di adempimento e avere la sospensione del pagamento
Come avevamo consigliato precedentemente, il primo passo è quello di inviare una raccomandata a/r con la richiesta di adempimento alla consegna dei mobili, oltre al rimborso dei danni e di quanto eventualmente già pagato. Nella sezione delle lettere tipo potete trovare il modello da utilizzare per inoltrare questa richiesta. Dopo sarà possibile avere la sospensione del pagamento delle rate per coloro che non hanno mai ricevuto i mobili ed hanno pagato con un prestito. Inoltre Fiditalia, una delle finanziarie coinvolte, si è impegnata a restituire anche tutte le rate già pagate per tutti i casi in cui in cui sarà accertata la mancata consegna totale delle merci o la risoluzione del contratto di acquisto per inadempimento di Panmedia.

Presentare l'istanza di insinuazione al passivo
Chi, invece, ha acquistato e pagato (tutto o in parte) in contanti mobili mai consegnati o consegnati solo in parte potrà insinuarsi al passivo per cercare di recuperare qualcosa del proprio credito. C'è tempo fino al 20 settembre 2011 per depositare l'istanza di insinuazione al passivo (ecco il modello da usare), mediante una raccomandata A/R indirizzata alla cancelleria della sezione fallimenti del Tribunale Civile di Torino all'indirizzo

Tribunale Civile di Torino - sezione fallimenti
Via Vittorio Emanuele II, 130
10138 TORINO

Oltre alla richiesta, è opportuno allegare
- copia del contratto d’acquisto;
- copia della fattura e/o della ricevuta fiscale attestante il pagamento e/o di altro documento che provi il pagamento;

ALTROCONSUMO, CLASS ACTION CONTRO LA RAI


Class Action contro la Rai: violazione del contratto di servizio pubblico

Altroconsumo ha promosso un'Azione Collettiva Risarcitoria contro la tv di Stato. All'udienza dell'8 luglio si è tenuta la discussione davanti al Collegio e si attende ora la decisione sull'ammissibilità. Chiediamo in favore di chi ha pagato il canone per il 2010 un risarcimento di 500 euro per il danno causato dai comportamenti della Rai.
Aderite, più siamo più contiamo.
Aderisci anche tu alla nostra Class Action

Class Action Rai: siamo già in 52002

I motivi della Class Action
Nel corso del 2010, la Rai non ha rispettato gli obblighi di realizzare un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata assunti attraverso il Contratto di Servizio Pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.
Su questo si basa la class action che stiamo promuovendo contro Rai e sulla quale continuiamo a raccogliere adesioni.

In attesa della decisione sull'ammissibilità
Il 22 giugno si è finalmente tenuta di fronte al Tribunale di Roma la prima udienza. Contestualmente la Rai ha depositato un ricorso cautelare contro Altroconsumo chiedendo al Giudice che ci venga sostanzialmente impedito in questa fase di promuovere l’azione e di darne adeguata informazione ai cittadini abbonati Rai come te, cosa che francamente ci sembra assurda. Alla successiva udienza dell'8 luglio si è tenuta la discussione davanti al Collegio e si attende ora la decisione sull'ammissibilità.

Siamo già in tanti, aderisci anche tu alla Class Action telefonando al numero verde 800.131.889 o cliccando qui.

Solo quando il giudice - come auspichiamo - dichiarerà l’azione ammissibile, ti contatteremo per raccogliere la documentazione (la copia del bollettino di pagamento del canone Rai 2010) necessaria a confermare formalmente la tua adesione alla Class Action. L’adesione è gratuita e rimarrà sempre tale.

22 agosto 2011

Caro libri al 3%: spesa di 900 euro in prima media, oltre 1.100 per il primo superiore


Roma, 22 ago. (Adnkronos) - Nuovo anno scolastico quasi ai blocchi di partenza con una vigilia di avvio caratterizzata, come ogni anno, dall'aumento dei libri di testo. Un aumento medio che si attesta sul 3% circa rispetto all'anno scorso. A lanciare l'allarme l'Osservatorio nazionale di Federconsumatori che, come ogni anno, ha monitorato il costo dei materiali scolastici, che registrano un aumento medio pari al 2-3%.

In lieve calo sono i costi degli astucci pieni e degli zaini trolley, che hanno perso posizioni tra le preferenze dei ragazzi.

Mentre un capitolo a parte, va dedicato alle spese per i libri che anche quest'anno, nonostante le disposizioni ministeriali, sforeranno i tetti di spesa fissati. Le spese per tale voce (libri + dizionari), denuncia l'associazione, risultano, in media, pari a 481 euro, ovvero il 3% in più rispetto allo scorso anno (quando la spesa si attestava a 468 euro). A tali costi, inoltre, bisogna sommare le spese per i dizionari, pari a 150 euro per un dizionario di italiano e uno di una lingua straniera cui, per le scuole superiori, in genere bisogna aggiungere almeno un dizionario di un'ulteriore lingua straniera e uno di latino.

Per esempio, quindi, uno studente di prima media spenderà mediamente 435 euro (285 euro libri + 150 euro dizionari) + 461 euro per il corredo scolastico e i ricambi durante l'intero anno, per un totale di 896 euro.

Decisamente peggio va per gli studenti delle scuole superiori di secondo grado: un ragazzo di primo liceo ad esempio spenderà 728,60 euro (423 euro di libri + 305,60 euro per 4 dizionari) + 461 euro, per un totale di ben 1.189,60 euro.

Per questo, sottolinea Federconsumatori, chiediamo al Ministero di avviare controlli sullo sforamento dei tetti di spesa, nonché misure concrete che consentano alle famiglie di risparmiare: incentivando l'editoria elettronica o, quantomeno, rendendo disponibili in rete gli aggiornamenti per le nuove edizioni, senza obbligare l'alunno ad acquistare necessariamente un testo nuovo; ampliando i prestiti dei testi da parte delle scuole, specialmente per gli alunni meno abbienti; disponendo seri controlli relativamente alle cosiddette ''nuove edizioni'', che spesso non apportano modifiche sostanziali, ma sono funzionali solo a far acquistare agli alunni i testi nuovi.

L'associazione propone quindi alcuni consigli per risparmiare, soprattutto per quanto riguarda il 'corredo' scolastico. Si può spendere anche il 20-30% in meno, ricorda Federconsumatori, approfittando delle promozioni che vengono messe in campo in questo periodo: dai kit scuola (zaino, astuccio e diario) a partire da 29 euro, all'opportunità di ottenere degli sconti ''rottamando'' lo zaino dell'anno precedente. La raccomandazione: confrontare con attenzione i prezzi applicati nei diversi punti vendita.

Anche sui libri è possibile risparmiare: acquistando i testi presso i numerosi mercatini dell'usato, che dilagano anche su internet (facendo attenzione, però, alla questione delle edizioni aggiornate), o approfittando delle promozioni messe in campo da librerie, punti vendita e ipermercati che, ad esempio, offrono buoni sconto anche del 20% e un dizionario in omaggio.

21 agosto 2011

D’Alema all’Asinara: niente operai solo barca a vela…


Noi, come tanti, crediamo che questo governo non sia in grado di arginare la crisi, lo dicemmo un anno fa quando la situazione era diversa e lo ripetiamo ora. La manovra apporta sostanziali, inaccettabili modifiche ai diritti dei lavoratori con l’introduzione della “libertà di licenziare” (già, è il popolo delle libertà), e l’annullamento del TFR. Elementi che assieme al “porcellum sindacale” (definizione di Luca Telese) fanno intravedere un futuro ben poco roseo per i nostri lavoratori.

Se il governo dei lavoratori se ne frega (7 mesi senza ministro allo sviluppo a provarlo) e i sindacati fanno il porcellum, l’opposizione che fa? Solo due giorni fa Massimo D’Alema sbarcava dalla sua barca a vela Ikarus sull’isola dell’Asinara, per passarvi il ferragosto ricevuto con tutti gli onori.

Poco tempo fa il carcere abbandonato dell’Asinara era ancora occupato dai nostri operai, quelli della Vinyls, un tempo celebri e poi dimenticati da tutti. E’ grazie alla loro “fama” se l’isola è poi potuta decollare come meta turistica, come dimostrato dalle visite record dello scorso anno.

Forse spiare le vacanze dei nostri politici è ingiusto. Forse. Però vedere un leader del PD, di quel partito che vorrebbe porsi come catalizzatore delle istanze dei lavoratori, in barca a vela sull’Asinara mentre dall’altro lato del mare, a pochi km, i lavoratori Vinyls aspettano ormai il fallimento… lascia l’amaro in bocca. E’ un’immagine di cattivo gusto, se non di profonda indifferenza, quella che ci viene in mente.

di Michele Azzu
(20 agosto 2011) –
Fonte: http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/08/20/dalema-allasinara-niente-operai-solo-barca-a-vela/

20 agosto 2011

Signori, è il capitalismo che ha fallito


di Paolo Ferrero (Liberazione del 20 agosto 2011)
Non c’è stato nessun rimbalzo. Ieri le borse non hanno recuperato il tonfo del giorno precedente. Si può fare una lunga disamina delle cause che hanno portato a questo: gli speculatori hanno paura della tobin Tax; visto che i titoli sintetici sono dei mostri ingestibili, che possono nascondere perdite enormi, i più furbi stanno togliendo le mani dalla tagliola e mettendo al sicuro il malloppo: oro e titoli di stato americani; il fatto che le economie sono rientrate in recessione e quindi ci si aspetta un periodo di vacche magre; molti titoli sono sopravvalutati e quindi la bolla speculativa si sta sgonfiando, ecc. Si può fare un lungo elenco dei motivi del disastro attuale - e i giornali lo fanno con dovizia di particolari - ma il risultato non cambia: dopo tre anni di crisi e 15.000 miliardi di dollari sprecati dagli stati per salvare le banche private, siamo punto e a capo in piena recessione. Non solo, gli stati si sono indebitati per salvare le banche e poi gli stessi finanzieri hanno abbondantemente speculato sui debiti sovrani, fregando altri soldi agli stati (pardon, ai cittadini) come stiamo verificato di persona. Oltre al danno la beffa. Non solo, come medici ubriachi gli esponenti dei poteri forti che siedono a capo dei governi - in particolare quelli europei - stanno continuando a dare al malato la medicina che l’ha portato in coma: tagli delle spese sociali e pareggio di bilancio inserito in Costituzione. Così la recessione è assicurata. La Merkel è stata così solerte a chiedere ed ottenere il taglio delle spese e il conseguente massacro sociale nei vari paesi europei che è riuscita nella mirabolante impresa di mandare la Germania in recessione: dove diavolo le vende le merci l’azienda tedesca se in Europa nessuno ha più i soldi per comprare? Il mitico Marchionne, che il Ministro Sacconi vuole trasformare nel patrono d’Italia, dopo aver usato a piene mani la speculazione nel far crescere il titolo di una azienda dedita non alla produzione di automobili ma alla distruzione dei diritti dei lavoratori e dei contratti nazionali di lavoro, si ritrova adesso con un pugno di mosche. Il fatto che nessuno dei nostri governanti vuole ammettere - e con loro nessun manager e nessun commentatore economico o politico - è uno e uno solo: si chiama fallimento del capitalismo. E’ il capitalismo neoliberista che ha fallito e il moribondo non è in grado di riprendersi. Non solo: continuando a somministrare la medicina neoliberista, il malato sta sempre peggio, mentre vengono demolite le fondamenta del vivere civile. Se il problema fosse un fatto privato degli speculatori e dei manager potremmo far finta di nulla. Invece questi delinquenti stanno applicando le loro assurde ricette ideologiche sulla nostra pelle, sulla pelle di milioni e milioni di persone. E così, i loro esperimenti portano le persone a non avere i servizi sociali, a doversi pagare le cure mediche, a non trovare un lavoro; la società si ripiega su se stessa, nella paura e nell’insicurezza. Per questo diciamo chiaramente che il problema si chiama capitalismo e che occorre cambiare cura: occorrono misure di tipo socialista a partire dalla ripresa della piena sovranità degli stati sulla moneta e sulla finanza. Il bivio è chiaro dinnanzi a noi: o gli stati sottomettono la moneta ed esercitano democraticamente la propria sovranità sul denaro demolendo i potentati finanziari costruiti in questi anni, oppure la finanza distruggerà le condizioni di vita sul pianeta producendo un pesante regresso della civiltà umana. Questo è il punto. Anche perché i poteri forti stanno portando allo sfacelo la società ma continuano ad avere il potere di farlo. Hanno i soldi per comprasi tutto: dalle università ai mezzi di comunicazione, al complesso degli operatori che concorrono a formare la pubblica opinione. Hanno i soldi per sfidare e piegare gli stati. O gli stati mettono la mordacchia al capitale finanziario o questo demolirà la società, realizzando l’utopia reazionaria della Thatcher che sosteneva per l’appunto che la società, semplicemente «non esiste». Per questo, va bene parlare di eurobond, di Tobin tax e così via. Rischiano però, oramai, di essere misure largamente insufficienti. Per rimanere alla metafora medica, non basta un’aspirina quando il problema è il cancro. E’ necessario fare un salto di qualità, rapido e radicale. Occorre cambiare radicalmente il ruolo della Bce, sottoponendola al potere politico e obbligandola a battere moneta per finanziare la riconversione ambientale e sociale dell’economia e la piena occupazione. Occorre nazionalizzare le grandi banche e decidere democraticamente la gestione degli investimenti. Occorre rovesciare il trattamento fiscale del lavoro e della finanza: poche tasse sul lavoro e moltissime sulla finanza e sulle grandi ricchezze, a partire dalla patrimoniale. Le nostre proposte concrete e praticabili, a partire dalla patrimoniale, che dobbiamo fare per rendere tangibile e non fumosa la nostra proposta, debbono quindi avere questo respiro e questa portata: il capitalismo neoliberista è fallito, si tratta di impedirgli di continuare a fare danni e indicare con chiarezza la prospettiva verso cui muoversi: il socialismo del XXI secolo.

19 agosto 2011

Sacconi, vendetta socialista sui lavoratori


di LUCA TELESE

dal Fatto Quotidiano 19 / 8 /2011

E venne il giorno della riforma clandestina, la riforma di contrabbando, la libera licenziabilitá sognata ed invocata dai tanti Stranamore del liberismo italiano come la panacea di tutti i mali, finalmente imposta con un piccolo e miserabile golpe di ferragosto.
C’è qualcosa di grottesco e beffardo nel fatto che il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi abbia partorito questo prodigio di controriforma quasi in segreto, di soppiatto, con un apparato di codicilli infilati ad arte nella finanziaria “lacrime e sangue”, nascosti e quasi occultati, come certe procure estorte ai parenti con firma tremante sul letto di morte. Di tutta la sterminata collezione di prodigiosi rancori prodotta dal berlusconismo, quello degli ex socialisti alla Sacconi è il distillato più pericoloso, perché in buona fede. E il contrabbando, dunque, è l’unico strumento possibile per attuare la vendetta, la guerra contro i mulini a vento che gli ex sessantottini spretati del garofano pensano di essere chiamati a celebrare. Per gente come loro – Sacconi, Brunetta, la Boniver – una riforma così si sarebbe dovuta offrire al paese con una messa giuslavorista, un coro egemonico, una kultur kampf da celebrare nel punto massimo del consenso. Invece, a loro eterna vergogna, quando erano al massimo del consenso non hanno avuto il coraggio di sporcarsi le mani e di mettere in gioco i loro frivoli indici di popolarità. Così, dove la vanità ha fallito, ecco il colpo di coda del rancore.
I ragazzi che si vantarono di essere discepoli dei grandi giuslavoristi socialisti progressisti, dei Giugni e dei Brodolini, fanno a pezzi lo statuto dei lavoratori nel crepuscolo della ritirata e della sconfitta, come i gauleiter nazisti che provavano a smontare le fabbriche del nord. C’é un aneddoto che mi raccontó lo stesso Sacconi – persona peraltro squisita, sul piano personale – quello per cui, nella stagione dei golpe degli anni settanta lui e Brunetta una notte di paura si erano precipitosamente ritirati in una baita, temendo di essere arrestati nel corso di un colpo di stato. Ecco, quella allucinazione iperdemocratica di allora, si riverbera nell’allucinazione iperpadronale di oggi, nel regalino osceno alla Fiat, la legge ad aziendam gentilmente concessa, per evitare una condanna certa. Come allora Brunetta e Sacconi pensano di essere gli esecutori di una vendetta contro l’egemonia culturale degli odiati comunisti, contro i lavoratori e i precari che li hanno (giustamente) spernacchiati ovunque, e che loro hanno (giustamente) combattuto senza tregua, considerandoli al pari di nemici di classe.
Il sacconismo, che è per definizione in buona fede perché è l’ideologia del neocatecumeno, e del convertito zelante che deve farsi perdonare il suo passato, é molto peggio del berlusconismo cialtrone dei ladri, degli avvocaticchi, e dei pataccari di corte del cavaliere. È il frutto più ideologico della destra italiana. Ma proprio per questo è quello che negli ultimi giorni del Reich innescherà la rivolta sociale dei nuovi indignados italiani, che non ne vogliono sapere di farsi mettere sul lastrico nel tempo feroce della crisi.

17 agosto 2011

FINANZIARIA - MAURIZIO LANDINI: OCCUPEREMO TUTTE LE PIAZZE NELLE IMMEDIATE VICINANZE DEL PARLAMENTO

17 agosto 2011
Airaudo: “Sarà la guerra dei deboli”
fiom

dal Blog di LUCA TELESE

Pubblicato sul Fatto Quotidiano del 17/ 8 /2011

Su questa manovra diamo un giudizio articolato: in parte è iniqua. E in parte è sbagliata”. Sorride amarissimo Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom. Scherza con le coppie di giudizio dello slang sindacalese classico, solo per velare la rabbia che i dirigenti del sindacato metalmeccanico provano in queste ore: “La realtà che dobbiamo spiegare al Paese è ancora più drammatica. Questo governo ha approfittato di un provvedimento dettato dalla crisi per introdurre, di contrabbando, ma nemmeno troppo, la possibilità di licenziare”.

Scusi Airaudo perché parte da questo punto?
Perché le norme che Sacconi ha infilato nella finanziaria, quasi di soppiatto, non portano un solo euro nelle tasche dello Stato. Quindi la prima domanda da farsi è: perché finiscono nella manovra?
Perché?
Io credo che il governo voglia approfittare di un percorso che sul piano parlamentare potrebbe diventare blindato, per infilare un provvedimento a dir poco controverso, che in altro modo non sarebbe passato…
E poi?
E poi c’è il primo trucco: siccome il dibattito è catalizzato sugli aspetti finanziari sperano che l’opinione pubblica sia distratta da questi temi.
E voi che farete?
In primo luogo tutto quello che serve per ottenere l’effetto contrario. È ora che gli indignados italiani, quelli che lavorano e pagano sempre, facciano sentire la propria voce.
E da dove si comincia?
Maurizio Landini, chi parla e tutto il gruppo dirigente della Fiom, siamo convinti che la nostra organizzazione debba diventare il punto di riferimento della protesta, nel modo più antico e democratico che questo Paese conosce.
Ovvero?
Occuperemo in modo permanente, per tutti i giorni del dibattito parlamentare l’agorá. Ovvero le piazze che sono nelle immediate vicinanze del Parlamento…
Vi diranno che avete tentazioni golpiste?
È esattamente il contrario: in un momento grave per la storia del Paese, democrazia vuol dire che deputati e senatori della Repubblica discutano con la voce dei cittadini nelle orecchie.
Qual è la cosa più grave che denunciate?
La crisi, di fatto, viene usata per cambiare i rapporti di forza nella società a sfavore di chi lavora.
Cosa accade in concreto?
Si aggira l’articolo 18 e si scardina il contratto inserendo nella finanziaria la possibilità di derogare le leggi vigenti.
Risultato?
Sarà la guerra ai più deboli. Immaginate un’azienda in crisi che dice ai suoi dipendenti: o chiudiamo, oppure ci date la possibilità di licenziare alcuni vostri colleghi.
L’accordo sindacale del 28 giugno, che la Cgil ha firmato, e che voi state combattendo rende più facile questo scenario?
Io credo che il combinato disposto sia micidiale: se si fa l’accordo a maggioranza semplice non bisogna nemmeno votarlo. E con quell’accordo si scardinano i diritti.
Dicono che la possibilità di licenziare migliorerà il mercato del lavoro.
Purtroppo la possibilità esisteva già e si chiama stato di crisi e mobilità. Adesso si può creare un meccanismo ancora più perverso: si può chiedere ai dipendenti di licenziare i loro compagni di lavoro. Magari dicendo “salviamo solo quelli di Belluno, o solo gli italiani”. Ma questo andrebbe contro il principio anti-discriminatorio che è nella Costituzione… Nessuno ti licenzia perché sei donna o perché sei terrone. Usano sempre “giustificati motivi” ma ti licenziano proprio perché sei donna, perché sei negro, perché sei terrone. Adesso sarà più facile.
Ma i licenziamenti collettivi c’erano anche ora.
Sì, ma non erano discriminatori. La differenza è che grazie ai contratti abbiamo potuto garantire i più deboli, accompagnare con gli ammortizzatori molti che sarebbero rimasti in mezzo a una strada. Adesso resterà solo la strada.
Cambia qualcosa per la Camusso?
Io credo che non lei, ma gli altri sindacati sapessero. Ma adesso che sappiamo tutti, cosa preparavano, la Cgil debba riflettere sulla pericolosità di questa trappola.


15 agosto 2011

BUON FERRAGOSTO



12 agosto 2011

AVETE ROTTO I COGLIONI, PAROLA DI BOSSI


Alternanza in giunta. Subito dopo le feste di ferragosto, alternanza in giunta: rassegnerà le dimissioni l’assessore ai servizi sociali Massimiliano Gobbi. Al suo posto entrerà il giovane rampollo di una delle più antiche famiglie della Nuova Florida. La new entry è laureato, guardia forestale in servizio a Rieti ed appartenente al gruppo del consigliere Riccardo Iotti. La sostituzione è già stata annunciata al sindaco. Le dimissioni avverranno prima della partenza per il viaggio di nozze dello stesso assessore Gobbi che, con gli auguri di tutti, si sposerà il 14 agosto. Il sindaco, comunque, non sembra convinto che una sostituzione in giunta, a pochi mesi dalle prossime elezioni, sia un’azione sensata. Questo per almeno due motivi: un simile atto potrebbe apparire una sorta di imposizione del proponente Riccardo Iotti, che fa parte del gruppo di maggioranza che vede in questo momento l’assise divisa al punto tale che il sindaco non ha partecipato, insieme al suo gruppo politico, alla votazione nell’ultimo consiglio comunale. Inoltre, se ci dovesse essere una sostituzione all’ufficio servizi sociali, anche se ben vista da molti cittadini e da tanti presidenti di associazioni Onlus che più volte hanno lamentato lacune e poco interesse nei loro confronti, dell’attuale titolare della delega, questo autorizzerebbe altri gruppi ad avanzare richieste di sostituzione di assessori, tra cui quello all’ambiente, referente in giunta di Luca Di Fiori, con un altro che potrebbe essere proposto dal nuovo gruppo della lista Eufemi, composta da Marcoccia e Marcucci e, perché no, anche dal gruppo dell’UDC, al quale si è unito il consigliere Alberto Montesi che spesso reclama un assessore. Attualmente l’assessore più precario resta quello all’ambiente. In questi giorni, sotto la cenere cova tanta brace, e non è escluso che lo stesso sindaco, sentendosi pressato, possa modificare la giunta assegnando al fedelissimo assessore Nicola Petricca la delega a vice sindaco e dimettersi lasciandolo a governare in sua vece nei venti giorni di tempo che la legge gli concede per un eventuale ripensamento, sperando siano sufficienti per riportare alla ragione politica i tanti scienziati di Ardea.

Luigi Centore


Sotto il sole di Agosto, mentre tutta Italia è un rifiorir di iniziative produttive, l'occupazione è ai massimi storici, la borsa tira, l'economia vola. Volano i Down John, si allineano gli Spread, i titoli volatili non rompo il minimo altrimenti andrebbero in short, Piazza Affari fa " affari " con gli eschimesi per la vendita di frigoriferi, lavatrici e gelati.

Gli Italiani sono tutti in vacanza, molti hanno scelto mete nei paesi esotici, altri si godono mare e montagna dei rinomati siti italiani. Anche gli operai della Fiat, come tutti i metalmeccanici, affollano le coste della Versilia e dell'Adriatico.

Ad Ardea si registra il tutto esaurito, dopo la riapertura dei cancelli e la riqualificazione della costa i commercianti della riviera abbracciano i Vu Cumpra. Segno che gli affari stanno andando bene per tutti. I villeggianti trovano accoglienza nelle strutture turistiche ristrutturate e messe a norma grazie ai fondi strutturali della Comunita Eonomica Europea prontamente richiesti e trasformati in progetti dall'Amministrazione Ardeatina.

Il governo non è andato in vacanza e si appresta a varare immediatamente un decreto legge che aumenta le pensioni, diminuisce l'orario di lavoro, aumenta salari e stipendi.

Dopo tutte queste buone nuove, ci arriva la notizia del rimpasto di giunta e delle dimissioni dell'Assessore Gobbi........E STI CA......

SE LO DICE UN MINISTRO.............AVETE ROTTO I COGLIONI ANDATEVENE A CASA.

il Webmaster

10 agosto 2011

CHIUSURA COMITATO DI QUARTIERE NUOVA FLORIDA, IL SINDACO EUFEMI: "UNA VOCE CHE SI SPEGNE E' SEMPRE UNA CATTIVA NOTIZIA"


CHIUSURA COMITATO DI QUARTIERE NUOVA FLORIDA, IL SINDACO EUFEMI: UNA VOCE CHE SI SPEGNE E' SEMPRE UNA CATTIVA NOTIZIA PER LA DEMOCRAZIA, MI AUGURO CHE LA DECISIONE NON SIA DEFINITIVA

"Ho chiamato il Presidente Rita Serino manifestando il mio dispiacere per la decisione assunta dal direttivo di chiudere l'associazione, una voce che si spegne è sempre una cattiva notizia per la democrazia". Così il Sindaco Carlo Eufemi ha commentato la notizia relativa alla chiusura del Comitato di quartiere "Nuova Florida". "Si sa - prosegue il primo cittadino - il Comitato di quartiere 'Nuova Florida' è sempre stato critico, a volte polemico con l'Amministrazione comunale, ma è stato sempre di pungolo positivo affinché ritardi e inefficienze fossero superati e soprattutto mai è venuto meno dal mettere al centro i bisogni e le esigenze dei cittadini. Ardea, è n oto, è una città nella quale la partecipazione è difficile e limitata, una realtà cresciuta in fretta con poche radici e poco orgoglio di appartenenza; per questo punti di riferimento e aggregazione come il Comitato di quartiere 'Nuova Florida' sono stati utili al territorio e possono continuare ad esserlo". "Capisco - continua - che possono prevalere stanchezza e delusione e non nascondo che questi sono sentimenti che affiorano, a volte, anche nel Sindaco. Mi auguro che la decisione non sia definitiva e che una voce critica che a superficiali osservatori può anche sembrare fastidiosa, continui ad esistere e a fare le pulci a tutto ciò che non va e che potrebbe andare meglio. Ringrazio - conclude Eufemi - Rita Serino e i suoi collaboratori per il disinteressato impegno profuso in questi anni".

Ardea, 10 agosto 2011

Ufficio Stampa Comune di Ardea
via G. Garibaldi, 5 - 00040 Ardea (RM) mail: uff.stampa@comune.ardea.rm.it tel: 06913800216

09 agosto 2011


Gentili colleghi,
in riferimento alla nota diffusa nella giornata odierna che fa riferimento
all'iscrizione al servizio del trasporto scolastico si precisa che i
manifesti e le comunicazioni alla cittadinanza sono affissi sul territorio
comunale di Ardea e Tor San Lorenzo e disponibili presso l'ufficio
competente di via Caratelli dal *1 luglio 2011*. La data del 12 agosto fa
riferimento al giorno di chiusura dell'Ufficio competente di via Caratelli che comunque riaprirà il 29 agosto 2011 e continuerà ad accettare le domande per
l'iscrizione al servizio del trasporto scolastico.

Ufficio Stampa Comune di Ardea

via G. Garibaldi, 5 - 00040 Ardea (RM)
mail: uff.stampa@comune.ardea.rm.it
tel: 06913800216


*In merito si allega la nota della società A.t.i Cilia Travel Srl - Aut. *
*Sotral Srl.*


Roma, 09/08/2011

Oggetto: Comunicazione rif. iscrizione Trasporto Scolastico a.s. 2011/2012

Con la presente siamo a comunicare che i manifesti e le comunicazioni in rif. iscrizioni al servizio di trasporto a.s. 2011/2012 sono affissi sul territorio di Ardea e Tor San Lorenzo sin dal 01 Luglio 2011.

Pertanto l’Ufficio competente sito in Via Rocco Caratelli – Ardea continuerà ad espletare il servizio di informazione utenti sino al 12 Agosto 2011 quale ultimo giorno di apertura.



TUTTI COLORO CHE ENTRO TALE DATA NON ABBIANO

ANCORA REGOLARIZZATO LA PROPRIA SITUAZIONE

E DEBBANO EFFETTUARE L’ ISCRIZIONE AL

SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO

POTRANNO FARLO A PARTIRE DAL GIORNO

29 AGOSTO 2011 , DATA DI RIAPERTURA

DELL’UFFICIO COMPETENTE


A.t.i Cilia Travel Srl - Aut.
Sotral Srl.


MA CHI COMANDA ARDEA, CHI DECIDE LA CHIUSURA DEGLI UFFICI ?

il Webmaster

BORSA, FERRERO (PRC): LE BORSE CROLLANO? SI TRATTA DI UN'OTTIMA NOTIZIA! ADESSO NAZIONALIZZARE LE BANCHE.


"Le borse stanno crollando. Si tratta di un'ottima notizia perché i valori nominali della borsa sono totalmente gonfiati dalla speculazione finanziaria e non hanno più alcuna relazione con l’andamento dell’economia reale. Bene quindi che la borsa crolli e con essa si riduca la speculazione finanziaria, che è all’origine della drammatica crisi che sta colpendo milioni e milioni di famiglie. Il crollo della borsa, accanto ad una positiva riduzione della rendita finanziaria, determinerà anche una maggiore propensione ad investire in titoli di stato, cioè a finanziare il funzionamento dello stato, delle scuole, della sanità, etc. Il neoliberismo che ci ha portato a questa crisi drammatica sta andando a catafascio e questo è un bene. In questo contesto una misura necessaria e non rinviabile è la rinazionalizzazione delle grandi banche di interesse nazionale, perché il finanziamento dell’economia reale non può essere delegato ai desideri degli speculatori".

Paolo Ferrero,
segretario nazionale di Rifondazione Comunista

IMPOTENZA E RASSEGANZIONE : NULLA CAMBIERA'

Il 31 Luglio 2011, nel nostro quartiere, si è spento


UN FARO NEL BUIO”


Ne danno l’annuncio i componenti del Direttivo del Comitato di Quartiere Nuova Florida, che hanno deliberato la CHIUSURA DELLE ATTIVITA’ DEL COMITATO, formalizzando

le loro dimissioni collettive.


Espressione della “Società Civile”, il Comitato fu fondato nel 2003 come associazione apartitica e senza scopo di lucro. Aveva come scopo l’affermare ed il difendere il diritto dei residenti nel Quartiere ad ottenere dalle Amministrazioni in carica (locali, provinciali, regionali e statali; di centro, di destra o di sinistra) tutto quanto di loro spettanza a fronte delle tasse versate. Combattere lo spreco, la mala “Politica”, l’abuso, l’illegalità, l’imperizia, gli interessi di parte, erano i suoi obiettivi.


I componenti del Direttivo, cittadini come Voi, non cercavano cariche, prebende o vantaggi personali di sorta. Eletti dai soci, svolgevano la loro appassionata attività volontariamente, impegnando tempo, energie e molto spesso anche proprie risorse economiche, al fine del conseguimento degli obiettivi stabiliti dallo Statuto, nel solo ed esclusivo interesse dei residenti nel Quartiere!.


Ciò che chiedevano – e non l’hanno ottenuto, come è risultato in occasione delle ultime Assemblee – era una massiccia PARTECIPAZIONE ATTIVA dei cittadini. Di almeno una parte di tutti coloro che si lamentano per la mancanza di acqua, di gas, di fogne; delle strade disastrate e insicure, senza marciapiedi ed illuminazione; della mancanza di asili e di scuole superiori; che temono l’inquinamento elettromagnetico, dell’acqua e le conseguenze dell’esposizione al Radon; di quelli che reclamano sicurezza e servizi sanitari adeguati: che reclamano per disservizi postali e vorrebbero l’apertura di un Ufficio nel quartiere; che non sanno ove buttare gli inerti, gli sfalci ed i calcinacci perché manca l’isola ecologica; che vorrebbero spazi aperti, attrezzati e sicuri ove socializzare, e giardini curati ove portare i bimbi a giocare; che attendono centri sportivi pubblici e di aggregazione per i giovani; e così via...


Senza PARTECIPAZIONE muore la DEMOCRAZIA. Senza DEMOCRAZIA il Potente di turno ignorerà i Vostri lamenti, e


NULLA CAMBIERA’!!

Ardea, 31 luglio 2011 Il Direttivo dimissionario

08 agosto 2011

Non è uno scherzo ……………


Comunicato Stampa

Non è uno scherzo ……………

Oggi lunedì 8 agosto 2011 sul sito del Comune è stato pubblicato:AVVISO E DOMANDA ISCRIZIONE TRASPORTO SCOLASTICO 2011/2012”.

Sembrerebbe una cosa normale, ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico ci si prepara ad espletare le formalità necessarie per usufruire del servizio.

Il colpo geniale è però in agguato nel bando di avviso che riporta testualmente: ”I moduli precedentemente ritirati dagli utenti, dovranno essere riconsegnati solo ed esclusivamente presso l’Ufficio in via Rocco Caratelli n°6, Ardea entro e non oltre il 12 Agosto 2011 insieme al 1° bollettino pagato (sett. + ott.) e a n°2 foto (formato tessera) del bambino/a.


In pieno periodo di ferie si emette un bando, con scadenza a quattro giorni, per consentire alle famiglie di fare una richiesta di un servizio fondamentale !!!!!!!!!!!!


C’è poco da commentare se non affermare che siamo ormai al ridicolo e che ancora una volta si appalesano il pressapochismo ed i limiti di rispetto verso la cittadinanza di questa Amministrazione.


Sinistra Ecologia Libertà - Ardea

CARI POLITICI

Cari Politici,

Nel Consiglio Comunale di venerdì TONINO ABATE è intervenuto appassionatamente per difendere e tutelare gli interessi degli esercizi commerciali che rischiano la chiusura per la ormai nota questione degli scarichi fognari non a norma.

Non abbiamo però udito levarsi UNA SOLA VOCE a tutela della salute dei tantissimi cittadini di ogni età ai quali quel mare appartiene, e che hanno diritto a bagnarsi in acque pulite e non inquinate.

E' mai possibile che su questo territorio disgraziato siano sempre gli INTERESSI PRIVATI, il DANARO che meritino maggior tutela ed attenzione rispetto alla salute dei CITTADINI?

Sono questi i valori che gli abitanti di Ardea si attendono di veder difesi in ogni Sede oltre che in Consiglio Comunale? E' questa l'opposizione che gli elettori dovrebbero votare per un rinnovamento??

Una cosa è certa: NESSUNO degli esercenti in questione (in caso di effettiva forzata chiusura della propria attività) adirà l'Autorità Giudiziaria per intentare una causa di rivalsa nei confronti di chi, o di coloro che, al di là di chi era Sindaco all'epoca dei fatti, hanno firmato le loro autorizzazioni ,ben sapendo che non vi erano i presupposti per farlo!

Pasquino Ardeatino

06 agosto 2011

REGIONE LAZIO - Piano casa: niente alloggi popolari per le famiglie


Devastante aggressione ai parchi, aree agricole e protette,

coste e zone montuose sotto tutela integrale

di Gualtiero Alunni

Con l’approvazione della legge regionale definita “piano casa”, si darà il via libera nel Lazio a una colata di cemento pari a 50 milioni di mc; si perderanno 1.500 ettari di parchi, 500 ettari di aree agricole, oltre 3.000 ettari di aree attualmente destinate a verde e servizi. Si danneggeranno le aree pregiate del territorio, le città storiche, le attività agricole. Si autorizzeranno 6000 condoni. Sarà possibile costruire nei parchi e in aree con vincolo paesistico. Il tutto senza prevedere aree per nuovi servizi pubblici, ma riducendone la dotazione che a Roma passerebbe da 18 mq per abitante, previsti per legge, ai 10 mq per abitante. Ci troviamo davanti alla solita indiscriminata politica di sostegno all’economia del mattone che favorisce i rapaci poteri forti della finanza e dei costruttori, a discapito del patrimonio culturale, dal paesaggio ai centri storici. Altro che piano casa per l’emergenza abitativa. Non si prevede alcun intervento per la costruzione di nuovi alloggi popolari o a canone concordato, non porterà nulla alle 60.000 famiglie iscritte alle graduatorie dei Comuni del Lazio e alle
3000 famiglie che ogni anno subiscono lo sfratto (80% per morosità) spesso con l’uso della forza pubblica. Con le scandalose deroghe a tutti i vincoli paesaggistici, il Piano se applicato, devasterà le aree verdi con vincolo paesistico a tutela integrale, portando pesanti cementificazioni all’interno dei parchi e delle riserve naturali. Inoltre, si applicherà non solo alle opere già realizzate, ma anche a quelle in fase di realizzazione, consentendo di modificare il progetto in corso d'opera aumentando ogni unità abitativa di 70 mq. Facendo due conti, dato che a Roma e provincia sono in costruzione duemila unità, si avrà un aumento totale di 140 mila mq di costruzioni, con una plusvalenza di 280 milioni di euro, che finiranno nelle tasche dei costruttori. Nelle aree di grande pregio storico-architettonico come Coppedè, Garbatella, Monteverde, Prati, si potranno ampliare e modificare edifici alterando e snaturando il progetto originale architettonico. Nel piano è anche prevista la demolizione e ricostruzione di casali costruiti dopo il 1930. Questo vuol dire che edifici storici saranno sostituiti da case ben più grandi, con il 35% di cubatura in più. Il nuovo Piano casa consentirà la cementificazione delle aree agricole attraverso l’ampliamento e la modifica di ville e seconde case che nulla hanno a che vedere con la normale attività agricola. Per quanto riguarda la periferia, si prevede la realizzazione di nuovi quartieri senza variante urbanistica con cambio da “non residenziale” a “residenziale” fino a 90mila mq per 550 abitanti senza urbanizzazione secondaria (scuole, parchi, servizi). Stessa modifica per le aree libere non edificate, con rilascio del permesso di costruire fino ad un massimo di 80mila mc. La cementificazione prevista è come un “fiume in piena”. Si prevede la costruzione di decine di porti turistici per un milione di mc nelle zone a tutela integrale. Un caso su tutti: il Porto di Tarquinia sul fiume Paglia in un’area a forte rischio idrogeologico che è esondato più volte. Inoltre, si mette in atto una vera e propria disarticolazione del litorale tirrenico: gli edifici situati nelle fasce di rispetto della costa saranno spostati in aree attigue con altissimi premi di cubatura. Ad esempio, da 50.000 mc esistenti si passerà a 125.000 mc. Stessa aggressione per la montagna, con la previsione dell'abbattimento di oltre 10.000 faggi secolari in area a tutela integrale SIC (sito di importanza comunitaria) del Monte Terminillo. Questo piano continua con la regolarizzazione degli impianti sportivi realizzati per i Mondiali di nuoto anche se realizzati in aree protette, riapre il condono edilizio nelle Zone di Protezione Speciale (Aree protette d’interesse comunitario) con migliaia di domande di condono ripescate in aree di grande pregio ambientale. Il Piano Casa è stato definito come incostituzionale dal ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan. La tutela ambientale essendo materia statale, le Regioni possono soltanto aumentare le tutele e non il contrario. Quindi, ancor prima della raccolta di firme per il referendum abrogativo, si dovrà fare ricorso alla Corte Costituzionale e contestualmente all'Unione Europea. Questa legge si delinea come un piano senza regole, un “sacco regionale”, che devasterà Roma e tutto il territorio laziale. Tutte le comunità e le amministrazioni locali sono chiamate a resistere e a lottare con il fine di contrastare un provvedimento dagli effetti catastrofici per la qualità della vita dei cittadini e per l’ambiente.
Roma, 05 Agosto 2011

IL PONTE DI DE PAOLIS


Si vanifica sempre più l’opera di ripristino della legalità per la quale il sindaco Carlo Eufemi ha impostato il suo mandato. A segnalare un’altra anomalia il consigliere di maggioranza Romolo De Paolis il quale scrive sullo stato di pericolo della passerella parallela al ponte del fiume incastro che attraversa il centro di Ardea sotto la rocca oltre che adiacente al Museo Manzù. De Paolis, sensibile ai problemi dei più deboli ed interessato soltanto al bene comune, tanto da aver preso l’iniziativa alla quale altrti consiglieri che meglio di lui conoscono la situazine non avevano segnalato, solo dopo la sua lettera per scrupolo di coscienza hanno vuluto apporre alla richiesta anche la propria firma. De Paolis, chiede ai responsabili di settore sindaco in testa, come mai si sia arrivati a chiudere una passerella che permette i cittadini di attraversare il fiume senza dover camminare sulla strada a rischio di essere investiti. De Paolis, fa notare come il transito sul fiume è in genere praticato da donne con carrozzino o bambini in braccio oltre a persone anziane che percorrendo ora la strada asfaltata sono a rischio investimento con le conseguenze che ne potrebbero derivare. Purtroppo va fatto notare come la passatoia sia stata chiusa per mancanza decennale di manutenzione, ancora una volta il pressappochismo e il poco o nulla interessamento di chi percependo pur percependo lauti non si attiva nelle manutenzioni. Va ricordato come il comune per le manutenzioni in genere spende oltre un milione di euro, la passatoia


De Paolis scrive: “al sindaco, all’assessore ai LL.PP. al comando della polizia municipale, al dirigente all’ambiente. Oggetto: Ponte in legno su Fosso dell’Incastro, Via Laurentina, ingresso Ardea

Da vari giorni è stato interdetto al passaggio pubblico pedonale, il ponte in legno adiacente il ponte in muratura di ingresso ad Ardea. Fermo restando la indubbia necessità di tutelare l’incolumità pubblica con l’intervento adottato, si ritiene altresì necessario intervenire con la stessa sollecitudine al ripristino della struttura di che trattassi, al fine di non creare altrettanti pericoli ai cittadini, che per esigenze proprie sono costretti ad avventurarsi sulla strada Laurentina, in mezzo al traffico veicolare pericolosissimo per la strettezza del ponte stesso e la mancanza di un spazio idoneo per la loro sicurezza. Per quanto sopra riportato, con la presente, si sollecitano le S.V. in indirizzo affinché venga intrapresa una urgente iniziativa di ulteriore verifica e di interventi mirati al ripristino del ponte in legno, tenuto conto anche dell’approssimarsi dell’apertura delle scuole. Nelle more di quanto sopra, si chiede una sorveglianza continua del tratto interessato da parte della polizia municipale, o in alternativa da parte di volontariato autorizzato ed abilitato. Riteniamo urgente l’evasione di tale segnalazione, per sollecitare la definitiva soluzione del problema e consentire ai cittadini un sicuro uso del viadotto in legno. Certi in un vostro sollecito riscontro alla presente restiamo in attesa in un cenno di rassicurazione in merito a quanto sopra segnalato. Ardea, 02.08.11


Il Consigliere comunale Romolo De Paolis.”


Alcuni cittadini della Nuova Florida, dopo aver letto il comunicato di De Paolis si sono subito attivati per costituire, l'associazione " TAGLIATE TUTTI I PONTI CON LA ROCCA ". Una vera mobilitazione popolare del popoloso quartiere che non potendo ottenere il distacco dal comune di Ardea, spera almeno in un ponte levatoio per marcare confini e culture.

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04 agosto 2011

ARDEA, IL MONDO ALLA ROVESCIA. FERME LE AUTO DELLA MUNICIPALE E C'E' CHI VUOLE RICANDIDARE EUFEMI PER LA TERZA VOLTA


Per mancanza di polizza assicurativa R.C.A ferme tutte le auto di servizio del comune di Ardea. Le polizza annuali scadute il 31.07.11 non sono state rinnovate in quanto ancora l’amministrazione non ha deciso a chi affidare l’appalto, intanto le auto sono ferme. Quello che è inaudito che sono ferme anche le auto della polizia municipale, tanto che una bellissima vigilessa, di elevato grado, durante una chiacchierata tra amici, sui ritardi dei controlli delle attività sul lungomare, ha esclamato: “dove vuoi che andiamo se non abbiamo neppure l’assicurazione per le auto?” Questa mattina infatti, dovendo effettuare un sopralluogo in un cantiere ritenuto abusivo, due giovani vigilesse si sono recate sul posto con l’auto privata del geometra comunale nominato ausiliari di polizia giudiziaria. La notizia della mancata assicurazione girava già da ieri, quando alcuni tecnici si sono rifiutati di prendere l’auto di servizio per recarsi nei cantieri aperti dal sindaco Eufemi. Attualmente le “Panda” del settore tecnico sostano nel parcheggio privato come pure quelle della polizia municipale. Un fatto inaudito, eclatante e vergognoso che vanifica sempre più gli sforzi di un sindaco come Carlo Eufemi che molti vorrebbero poterlo ricandidare per la terza volta. Fatto questo, che vede tutta la responsabilità della vigilanza del territorio ancor più affidata ai carabinieri della tenenza di Ardea e della caserma di Tor San Lorenzo, i cui comandanti non è escluso che presenteranno all’autorità Giudiziaria una denuncia per accertare il reato di interruzione di pubblico servizio, da addebitare ai responsabili. Ancora una volta il comune di Ardea deve finire sui giornali per l’incapacità di chi ci amministra, incapace di designare dirigenti o responsabili degli di questo nome. Purtroppo ancora una volta i carabinieri di Ardea già obesi di lavoro devono sopperire alle carenze di chi non permette soprattutto alle auto della polizia municipale di intervenire.
Luiigi Centore