29 giugno 2010

PRESIDIO PRO ACCESSI LIBERI AL MARE

organizzato dal Centrosinistra unito di Ardea

PD – IDV – SEL – PSI - PRC


Domenica 27 giugno 2010, il Centrosinistra unito di Ardea ha organizzato un pacifico presidio sul lungomare locale scegliendo come luogo simbolico l’inizio di Viale Lazio.
Lo scopo di questa manifestazione è stato quello di porre all’attenzione pubblica la mancata osservazione da parte dei Consorzi privati dell’ordinanza del Sindaco mirata alla rimozione dei cancelli e delle sbarre che di fatto limitano la libera circolazione e l’accesso dei cittadini verso il mare.
Vogliamo ricordare, infatti, che le nuove norme regionali garantiscono il diritto al libero accesso alle spiagge e alla balneazione, così come stabilito dalle norme nazionali. Il testo relativo al “Regolamento di disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative” recita come segue (art. 3 comma 2): “ ai sensi dell’art.1, comma 251, della legge 27/12/2006 n. 296, ai titolari delle concessioni di aree demaniali marittime finalizzate all’uso turistico-ricreative è fatto obbligo di garantire il libero e gratuito accesso e transito attraverso l’area ricompresa nella concessione, al solo fine di raggiungimento della battigia per la libera fruizione degli specchi acquei antistanti l’area stessa da parte dell’utenza”.
Ci auguriamo di non avere l’ennesima conferma di vivere in un territorio dove tutti si sentono autorizzati a disattendere disposizioni di legge di ogni ordine e grado a discapito degli onesti.
Ci aspettiamo fermezza da parte delle competenti autorità nel far rispettare i vigenti regolamenti soprattutto per tutelare gli utenti del mare in caso di emergenza sanitaria in quanto gli operatori del 118 hanno più volte lamentato la presenza di sbarre e cancelli nelle aree consortili presenti sul lungomare di Tor San Lorenzo che ne hanno rallentato gli interventi.
Confermiamo la concreta e costante presenza su tutto il territorio comunale a tutela dei diritti dei cittadini.

PD – IDV – SEL – PSI – PRC
Ardea

LA CONDANNA A DELL'UTRI GETTA OMBRE


Anche la Corte d’Appello, dopo il tribunale di Palermo, ribadisce la condanna di Marcello dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. L’amico della prima ora di Silvio Berlusconi, collega in affari, in tutti gli affari: quelli di Fininvest e quelli di Forza Italia - perché anche questi ultimi, per Berlusconi, sono stati sempre e solo affari - è un sostenitore della mafia. Questo dicono oggi i giudici della Corte d’Appello di Palermo. E ancora una volta un’ombra lunga e buia, un brivido lungo le schiene degli italiani si avverte legittimo. Marcello dell’Utri, nell’universo berlusconiano, non è una persona qualunque. E’ l’uomo che ha dato vita ai primi circoli di Forza Italia, è la persona che con Berlusconi ha condiviso tutto, dall’ascesa economica alle relazioni politiche, per finire con la nascita del partito di Forza Italia. La condanna in Appello a Marcello dell’Utri è, in sostanza, la condanna ad un sistema di relazioni, ad un impianto di contiguità tra politica affari e mafia di una certa Sicilia, della quale attraverso Marcello dell’Utri lo stesso Berlusconi, volente o nolente, è stato coinvolto. A questo punto ancora più di prima resta l’esigenza di fare luce sui tanti episodi oscuri e ancora irrisolti della storia italiana. In particolare su quella stagione delle bombe della mafia: dalla strage di via dei Georgofili a Firenze, nel maggio del 93, all’attentato a Maurizio Costanzo, che, come ripetono da anni tanti pentiti, sarebbero state strumento e mezzo per creare in Italia un nuovo equilibrio politico, per l’ascesa di nuovi protagonisti sulla scena politica italiana. Oggi, più che mai, si pone la necessità di fare chiarezza su quella sorta di testamento morale lasciato da Paolo Borsellino. Nell’ultima intervista concessa ad una televisione francese, disse che le indagini per tarpare le ali ai vertici di Cosa Nostra si stavano spostando dalla Sicilia a quel sistema di relazioni che la mafia aveva intessuto con una certa imprenditoria milanese. In quella stessa intervista, Borsellino, nel ricordare il ruolo del famoso stalliere Mangano, rinviava alla figura di Berlusconi e di Mediaset. L’Italia non può più essere il paese dei misteri irrisolti, il paese delle ombre, dei poteri occulti. Deve a pieno titolo diventare una grande democrazia occidentale, trasparente, una casa di cristallo. La sentenza dell’Utri potrebbe essere il primo passo verso una nuova stagione di verità non più celate.

di Massimo Donati IDV

25 giugno 2010

CONVOCATO CONSIGLIO COMUNALE 1° LUGLIO

Il Presidente Policarpo Volante ha convocato il Consiglio Comunale per 1° luglio 2010 alle ore 10 presso il Centro Sociale Anziani "Caduti di Nassiriya" (via dei Tassi, 18/b - Tor San Lorenzo, Ardea) per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1) Approvazione verbali seduta precedente;
2) Comunicazioni del Sindaco - documento della Conferenza dei Sindaci inerente la Programmazione Sanitaria Regionale;
3) Mozioni, interpellanze, interrogazioni;
4) Comunicazioni in ordine alla mozione consiliare del 15/06/2010;
5) Delibera di Giunta Comunale n. 38 del 16/04/2010 avente ad oggetto "Variazione bilancio di previsione al bilancio pluriennale 2010-2012, alla relazione revisionale e programmatica - Ratifica;
6) Approvazione Regolamento Comunale sul diritto di accesso ai documenti amministrativi;
7) Presa d'atto delle proposte pervenute in adesione al bando pubblico per l'Edilizia Economica e Popolare (L.167/62);
8) Modifiche ed integrazioni del Regolamento di Polizia Mortuaria;
9) Adozione del "Piano Particolareggiato di recupero ai sensi della Legge Regionale Lazio n. 28/80 come modificata dalla L.R. n. 76/85, della zona B/8 (completamento) del vigente Piano Regolatore Generale" denominata "Rio Verde" e zone limitrofe;
10) Commissioni Consiliari - Determinazioni.

BERLUSCONI PEGGIO DI LIPPI


Tempi difficili per il governo degli indagati. Non gliene va bene una ultimamente. Certo non è per colpa del fato avverso o del destino cinico e baro, ma dell’arroganza, dell’incompetenza, della demagogia e di tante altre cose…Iniziamo dall’ultimo scandaloso caso. Quello del neo ministro Aldo Brancher. Questo signore è sotto processo per appropriazione indebita nel caso Antonveneta. Appena nominato ministro, come noi avevamo ampiamente previsto, ha pensato bene di avvalersi del legittimo impedimento per sfuggire alla giustizia. Non è che ci voless Tempi difficili per il governo degli indagati. Non gliene va bene una ultimamente. Certo non è per colpa del fato avverso o del destino cinico e baro, ma dell’arroganza, dell’incompetenza, della demagogia e di tante altre cose…Iniziamo dall’ultimo scandaloso caso. Quello del neo ministro Aldo Brancher. Questo signore è sotto processo per appropriazione indebita nel caso Antonveneta. Appena nominato ministro, come noi avevamo ampiamente previsto, ha pensato bene di avvalersi del legittimo impedimento per sfuggire alla giustizia. Non è che ci volesse la maga Circe o l’oracolo di Delfi per capirlo, ma forse qualcuno ha pensato che non sarebbero arrivati ad essere così sfacciati. Ormai per sfuggire alla legge in Italia ci sono solo due modi: darsi alla latitanza o farsi nominare ministri da Berlusconi. Che in fatto di giustizia è piuttosto comprensivo…A causa di Brancher, nominato ministro per il federalismo, i rapporti tra Pdl e Lega hanno subito un netto peggioramento. Bossi ha detto che l’unico ministro per il federalismo è lui. L’Umberto ha ragione, ma un ministero bisognava inventarlo per permettere a Brancher di avvalersi del legittimo impedimento. Tanto paga Pantalone. Capitolo federalismo: bastasse un ministero. I tagli contenuti nella manovra si son o abbattuti come una mannaia sui progetti di ammodernamento dello Stato, checché ne dica Tremonti. Infatti i governatori hanno proprio ieri minacciato di restituire allo Stato le proprie competenze, che rischiano di non poter più assolvere per mancanza di moneta. I governatori non sono certo tutti di centrosinistra, anzi. Questo significa che c’è una crisi politica in atto nel centrodestra, un corto circuito istituzionale tra regioni e governo centrale e che i cittadini pagheranno il dazio. Più tasse e meno servizi. I soldi per asili, sanità, trasporti e tante altre cose, d’altronde, da qualche parte bisognerà pure trovarli. A meno che non si voglia chiudere l’Italia causa Tremonti. E la Lega, che ci aveva abituato a toni esasperati, che fa? Niente. Nonostante il federalismo rischi di saltare, nonostante la politica sulla sicurezza sia fallimentare (la Consulta dopo il reato di clandestinità ha bocciato anche le ronde), nonostante i governatori siano in mutande. Quanto bisognerà aspettare per vedere in piazza con lavoratori e pensionati anche i governatori in stile Full Monty? Di fronte alla totale disfatta anche un uomo considerato da molti poco simpatico ed arrogante come Lippi ha sentito il dovere di fare un totale mea culpa. Di certo un simile sussulto di dignità e di stile non troveranno mai alloggio dalle parte di Palazzo Grazioli.e la maga Circe o l’oracolo di Delfi per capirlo, ma forse qualcuno ha pensato che non sarebbero arrivati ad essere così sfacciati. Ormai per sfuggire alla legge in Italia ci sono solo due modi: darsi alla latitanza o farsi nominare ministri da Berlusconi. Che in fatto di giustizia è piuttosto comprensivo…A causa di Brancher, nominato ministro per il federalismo, i rapporti tra Pdl e Lega hanno subito un netto peggioramento. Bossi ha detto che l’unico ministro per il federalismo è lui. L’Umberto ha ragione, ma un ministero bisognava inventarlo per permettere a Brancher di avvalersi del legittimo impedimento. Tanto paga Pantalone. Capitolo federalismo: bastasse un ministero. I tagli contenuti nella manovra si son o abbattuti come una mannaia sui progetti di ammodernamento dello Stato, checché ne dica Tremonti. Infatti i governatori hanno proprio ieri minacciato di restituire allo Stato le proprie competenze, che rischiano di non poter più assolvere per mancanza di moneta. I governatori non sono certo tutti di centrosinistra, anzi. Questo significa che c’è una crisi politica in atto nel centrodestra, un corto circuito istituzionale tra regioni e governo centrale e che i cittadini pagheranno il dazio. Più tasse e meno servizi. I soldi per asili, sanità, trasporti e tante altre cose, d’altronde, da qualche parte bisognerà pure trovarli. A meno che non si voglia chiudere l’Italia causa Tremonti. E la Lega, che ci aveva abituato a toni esasperati, che fa? Niente. Nonostante il federalismo rischi di saltare, nonostante la politica sulla sicurezza sia fallimentare (la Consulta dopo il reato di clandestinità ha bocciato anche le ronde), nonostante i governatori siano in mutande. Quanto bisognerà aspettare per vedere in piazza con lavoratori e pensionati anche i governatori in stile Full Monty? Di fronte alla totale disfatta anche un uomo considerato da molti poco simpatico ed arrogante come Lippi ha sentito il dovere di fare un totale mea culpa. Di certo un simile sussulto di dignità e di stile non troveranno mai alloggio dalle parte di Palazzo Grazioli.
di Massimo Donati

VIA I CANCELLI SUL MARE


DOMENICA 27 giugno ore 10.00, il PRC, circolo di ardea, insieme a tutte le forze della sinistra SeL-PSI-IDV-PD si troveranno davanti al consorzio di viale Lazio, per sottolineare la mancata attuazione dell'ordinanza del sindaco Eufemi, in merito all'apertura dei cancelli a mare, dei consorzi sul litorale.
Il sito è ovviamente simbolico, per chiedere al sindaco chi si è occupato del controllo e l'esecuzione relativa all'ordinanza.

PRC circolo ardea

VIVA ARDEA COMMERCIALE



Siamo stanchi di leggere iniziative futili e degne del tg4 sugli annunci degli assessori del sindaco Eufemi, Riempirsi di orgoglio nel comunicare l'attuazione della fidelity-card, è quantomeno paradossale,. Vantare un virtuale centro commerciale (?), per fidelizzare i clienti!
Prendiamo atto che la cittadinanza ha ben altri problemi?
E poi quale sarebbe questo centro, se la via principale del paese di tor san lorenzo, non è neanche dotato di marciapiede?
Pur volendo intraprendere una passeggiata, ci si dovrebbe armare di buoni occhiali da vista e giubbino fosforescente, perchè si rischia di essere travolti da una macchina ogni passo! Possiamo avere un semaforo, o qualcosa che indica che ci si sta immettendo in un centro abitato?
Una amministrazione che non ha chiaro quale siano le effettive necessità di una città: acqua, gas, strade, e sociale.
Apprendere dai giornali locali, comunicati tanto sensazionalistici quanto inutili, ci fa inorridire, quando pensiamo che le difficoltà econimiche attanagliano un numero tanto alto di cittadini. Noi vorremmo leggere di una città che accoglie i più deboli, che si organizza per il sostegno alle famiglie, che si occupa dei quartieri e non solo sotto campagna elettorale, che sottoscrive reti sociali e magari investe nel turismo, (grande risorsa del territorio), oppure crea occupazione giovanile con iniziative estive.
Invece la grande rivoluzione partorisce carte, carte di ogni tipo, per "fidelizzare" i clienti...ma quali clienti?
La cittadinanza media di queste parti riesce a malapena a fare la spesa nei discount locali, prendetene atto, una volta per tutte!
Eufemi dimettiti, ma prima di farlo dacci conto di quanto ci è costata questa nuova manovra economica!
carta, circuito, pubblicità,...se l'intento è quello di risollevare l'economia locale, beh...non è assecondando le classi sociali più elevate che puo' funzionare!
Piuttosto avresti dovuto tener fede al tuo bel libretto celebrativo..(per altro stampato e distribuito coi soldi dei contribuenti), le spiagge attrezzate? il rifacimento litorale? centri diurni per ragazzi disabili? ippoterapia o piscina?
Concentrando gli acquisti si accumulano favolosi regali..a noi ne basta uno....

barbara tamanti
PRC circolo ardea

24 giugno 2010

ASSESSORE O.......... MARINAIO ?


ASSESSORE o .... MARINAIO ??


Come ricorderete nel corso dell’incontro con i cittadini della Nuova Florida tenutosi il 27 febbraio scorso al Ristorante “Al centro”, l’Assessore Nicola Petricca aveva pubblicamente annunciato che verso fine Maggio sarebbe tornato sul territorio per un confronto con gli utenti e con il gestore del servizio, per valutare congiuntamente i primi risultati, per ascoltare ed esaminare i problemi ancora aperti ed individuarne le possibili soluzioni.


Avendogli noi prestato la nostra migliore collaborazione in occasione dell’inizio della raccolta differenziata nel nostro quartiere, e considerato che di problemi aperti (nonostante le dichiarazioni da lui fatte nel corso di una sua recente conferenza stampa) ce ne sono, eccome!, con lettera protocollata il 14 maggio scorso abbiamo ritenuto utile e necessario ricordargli la promessa fattavi pubblicamente.


Non avendo ricevuto una risposta, il 7/6/2010 gli abbiamo inviato una e-mail, risollecitando questo incontro.



A tutt’oggi l’Assessore Petricca non ha mantenuto la sua promessa, il che ancora una volta dimostra quanto poco questa Amministrazione sia affidabile,

e quanto poco rispetto abbia nei confronti

dei cittadini-utenti-contribuenti!!



Comitato di Quartiere Nuova Florida

Ardea, 18 giugno 2010 Il Direttivo

ISOLA ECOLOGICA AD ARDEA ( ? )


Davvero interessanti ed illuminanti le precisazioni apparse il 15 corrente sul sito del nostro Comune circa il sequestro della FANTOMATICA ”Isola Ecologica” di Ardea!


E’ singolare che con dette precisazioni lo scarico di ingombranti di varia natura e di calcinacci (tipologia di rifiuti che normalmente ogni comunità produce, non smaltibili attraverso la normale raccolta organizzata) “ARBITRARIAMENTE” effettuato da cittadini esasperati in un luogo che da anni viene loro detto essere quello individuato per ospitare un’Isola Ecologica venga oggi spudoratamente definito come “atto incivile”.


Particolarmente singolare, in quanto è la stessa Amministrazione – RESPONSABILE PER LA GESTIONE E LA SOLUZIONE DI QUESTO TIPO DI PROBLEMI – che pare voler ignorare che E’ SOLO A CAUSA DEI PROPRI, ORMAI EVIDENTI MENEFREGHISMO ED INCAPACITA’, se Ardea non ha ancora un luogo ove poterlo fare “CIVILMENTE”!!


Singolare poi quando nello stesso comunicato si nega la mancanza di requisiti ed autorizzazioni (e allora perché detta area non era già stata aperta per la destinazione prevista??) il che contrasta con la successiva notizia che “l’Ufficio Ambiente sta proseguendo l’iter per arrivare all’apertura...”!!


Cari concittadini

NON VI PREOCCUPATE!!


è stato presentato in Provincia un nuovo progetto, accolto positivamente, che prevede non soltanto la messa in sicurezza dell’area attuale, ma anche l’ampliamento dell’area stessa. Questi lavori saranno finanziati dalla Provincia di Roma per un importo di circa 200.000 euro che avremo a disposizione non appena la Regione sblocca i fondi Fas” (sic) !! ovvero:


GRAZIE PER AVER ATTESO SOLO 4 ANNI PER L’APERTURA DELL’ISOLA ECOLOGICA.

ORA PERO’ CONSERVATE TRANQUILLAMENTE I RIFIUTI A CASA VOSTRA PER ALTRI 4!!


Ardea, 18 giugno 2010 Comitato di Quartiere Nuova Florida

Il Direttivo

IL CDQ NUOVA FLORIDA INTERROGA IL SINDACO

Al Sindaco di Ardea, Carlo Eufemi

Oggetto: SCUOLA SUPERIORE: DUE QUESITI AL SINDACO.

PRIMO QUESITO:

Alla nostra lettera del 20 aprile 2010, nella quale Le contestavamo la mancanza di impegno della Sua Amministrazione nel perseguire la realizzazione di questa importante opera, Lei ci rispondeva assicurando che:

,,,Resta da definire l’atto di permuta relativamente alla cessione dell’area per la costruzione della scuola alla Provincia di Roma in cambio della cessione al Comune di Ardea dell’edificio di via Crispi, definiti i rispettivi valori e compensazioni. E’ da diverso tempo che l’Amministrazione sta definendo questi parametri con la Provincia e il tutto è in fase di avanzata definizione e ritengo che nel primo Consiglio Comunale utile possa essere portato all’approvazione l’atto definitivo.,,,”


Perché l’argomento non è stato posto all’Ordine del Giorno del Consiglio previsto per il 15 giugno 2010??

SECONDO QUESITO:

Visto come il Governo Centrale ha emanato il D. L. 31 maggio 2010, n. 78 per la stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, che al Titolo I, Capo I, Art. 1.1 lo stesso recita:

Le autorizzazioni di spesa i cui stanziamenti annuali non risultano impegnati sulla base delle risultanze del Rendiconto generale dello Stato relativo agli anni 2007, 2008 e 2009 sono definanziate. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro il 30 settembre 2010 sono individuate per ciascun Ministero le autorizzazioni di spesa da definanziare e le relative disponibilità esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Le disponibilità individuate sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo ammortamento dei titoli Stato”.

non crede vi sia il rischio che la Provincia possa deliberare in pari modo, e destinare i fondi a suo tempo stanziati per questa Scuola ad altri usi??

La responsabilità di una eventuale perdita di questi fondi sarebbe (è ??!!) solo tutta Sua e della Sua Amministrazione!!

Comitato di Quartiere Nuova Florida

Il Direttivo

Ardea, 18 giugno 2010

EUFEMI DIMETTITI


Circolo di Ardea

Eufemi dimettiti

Oltre al degrado socio-economico ci ha condotti a quello politico e morale


Siamo giunti oramai ad un punto di non ritorno. L’amministrazione comunale condotta dal sindaco Carlo Eufemi ha trascinato, negli ultimi anni, la città di Ardea in un profondo baratro pieno di fango fatto di inchieste, indagini sul malaffare, denunce e avvisi di garanzia dando un’immagine distorta di tutta la cittadinanza che ogni mattina con dignità si alza per andare a lavorare onestamente.

E dire che al rocambolesco termine del primo governo i propositi di non ripetere gli stessi errori di quel fallimento erano eccellenti: legalità, trasparenza, stabilità e compattezza di nuovi amministratori non legati ai vecchi sistemi. Ebbene dal maggio 2007, momento della rielezione, stiamo assistendo allo sgretolamento di ogni obiettivo prefissato. La legalità e la trasparenza sono naufragate con grandi questioni, quasi tutte “attenzionate” dal Tribunale di Velletri, legate ai Trasporti, al Cimitero, alla Mensa Scolastica, alla Lottizzazione Puccini, ai Palazzoni della N. Florida, all’Isola Ecologica di via Pavia, alle Occupazioni Abusive di immigrati “non regolari” che affliggono le zone delle Salzare e della N. California, alle Feste Popolari e alle mancate tutele nei Contenziosi come il “caso SPE”. La stabilità e la compattezza di governo sono morte sin dall’inizio amministrativo avendo raggiunto la vittoria elettorale con una parte del centrosinistra che, noncurante di tradire i propri elettori, si è affiancata al centrodestra contribuendo ad una maggioranza “bulgara” che di fatto ha squilibrato la compagine governativa portando in tre anni al cambio quasi totale di tutti gli assessori in giunta, tanto da avere due gruppi della PDL contrapposti che ha condotto al pietoso fallimento dell’ultimo Consiglio Comunale, del 15 giugno u.s., ove le delibere di Giunta vengo disconosciute dalla maggioranza “del momento”! E che dire dell’avvilente fenomeno di “transumanza” che vede lo spostamento verso la maggioranza di consiglieri eletti nella coalizione avversaria? Pensate che il sindaco ha definito queste “ammucchiate” come un fenomeno di “pacificazione popolare”!

Chiediamo di avere rispetto per tutti i cittadini e di smettere di offendere le pubbliche intelligenze pensando di poter continuare a governare con continui rimpasti in nome della “pacificazione popolare”.

Ardea non merita di continuare a vivere nell’incertezza socio-economica per mancanza di interventi programmati e strutturali che abbiano l’obiettivo di tutelare le famiglie in difficoltà. L’amministrazione ha il dovere di servire il cittadino in tutti i settori (servizi, scuole, sostegno ai diversamente abili, presidi sanitari, tutela igienico-ambientale). E’ necessaria una immediata e concreta riqualificazione del litorale, fatta di non solo proclami e buone intenzioni, affinchè sia linfa vitale per economia e commercio.

Innanzi alle ultime bufere giudiziarie e alle incontestabili situazioni suesposte che hanno portato il degrado anche nella politica e nella morale, il Primo Cittadino dovrebbe compiere l’unico vero gesto di grande responsabilità nel rispetto della Città e dei suoi abitanti: presentare irrevocabili dimissioni sollevandoci da ancora due lunghi anni di agonia e immobilismo.

Ardea non merita di subire ancora.

Il Partito Democratico conferma che il lavoro responsabile di formazione e costituzione di una nuova classe dirigente di alto profilo attenta e competente continua.

Perché un’Ardea alternativa è possibile.

Ardea, 20 giugno 2010

UFFICIO STAMPA

PARTITO DEMOCRATICO

Circolo di Ardea


23 giugno 2010

A STI LUCANI !


La Fiom vince le elezioni per le Rsu alla Fiat Sata di Melfi

Alle elezioni per le Rsu dello stabilimento Fiat Sata di Melfi la Fiom ha registrato un grande successo, diventando il primo sindacato dello stabilimento, quando alle elezioni precedenti era il terzo. Questo risultato è dovuto a una fortissima avanzata nel voto tra gli operai, dove la Fiom cresce di quasi il 5%, giungendo al 30%. Nel voto complessivo, tenendo conto che la Fiom non ha presentato candidature nelle liste degli impiegati, la Fiom raggiunge il 27%.

Questo eccezionale risultato è un chiaro riconoscimento all’impegno della Fiom a tutela dei diritti dei lavoratori a Melfi come a Pomigliano. È un incentivo a continuare sulla strada intrapresa.

Fiom nazionale


Roma, 17 giugno 2010

Pomigliano. Il sì del ricatto e della paura non sfonda. Il no degli operai intorno al 40%


di Giuliano Pennacchio

Alle 21 chiusi i seggi. Hanno votato, secondo gli ultimi dati aggiornati, 4.584 lavoratori su 4.821 aventi diritto, pari al 94%. Viene data per scontata l'affermazione del "sì" in un referendum truffa in cui di fatto i lavoratori si dovevano esprimere sulla possibilità di continuare a lavorare o diventare disoccupati. Si tratta ora di vedere quale saranno le percentuali, visto che l'ad Marchionne vuole un trionfo assoluto per dar seguito all'accordo sottoscritto da Film Uilm e Ugl.

A quasi due ore dalla chiusurea dei seggi, ancora non ci sono dati indicativi sulle possibili percentuali. Pare che la conta sia iniziata a partire dal seggio in cui hanno votato gli impiegati e da quello distaccato di Nola. All'uscita dalla fabbrica dichiarazioni contrastanti di lavoratori su come avevano votato, tutte segnate comunque dal pesante clima di ricatto, dalla paura di perdere il posto di lavoro. Qualcuno che ha votato si dice che lo ha fatto per disperazione. Attesa per i risultati anche da parte dei lavoratori degli stabilimenti Fiat di Torino Mirafiori, Melfi, Termini Imerese e della ex Alfa Romeo di Arese.

Il primo dato di una certa consistenza arriva verso la mezzanotte: dopo lo scrutinio di 1400 schede il 70% aveva espresso il si e il 30% il no. Questo dato faceva esultare il ministro del welfare Maurizio Sacconi, secondo cui "Da oggi il paese è più moderno, un fatto storico paragonabile al referendum sulla scala mobile". " A questo - dice il ministro - il 'Lingotto' non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare gli investimenti in un contesto di pace sociale".
Dura la presa di posizione del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che ancor prima delle apertura delle urne dichiarava che si trattava di "una consultazione illegittima nella quale la libera volontà dei lavoratori viene coartata e distorta". "Il quesito stesso della consultazione - proseguiva Landini - è evidentemente privo di validità. Non si può domandare alle persone se vogliono lavorare o no, quando le condizioni di lavoro sono in deroga ai contratti e alle leggi e in contrasto con i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Un quesito di questo genere è quindi assolutamente privo di validità morale e legale." Cose che per il ministro Sacconi sono come acqua fresca.Lo scrutinio procede con grande lentezza e si prevedono ancora alcune ore prima di avere i dati definitivi.
I risultati arrivano con il contagocce ed i dati reali vengono mascherati con il risultato del seggio degli impiegati che fa gridare al plebiscito ed esultare il ministro Sacconi. La realtà è diversa. Non c’è plebiscito. Marchione non sfonda stando al risultato parziale del voto. Quando mancano poco più di 900 schede ancora da scrutinare i sì si attestano attorno al 68,8% mentre i no attorno al 31,2%. Se si guarda al solo voto degli operai i no salgono al 42%. Queste percentuali dovrebbero rimanere pressoché invariate quando siamo verso la conclusione dello scrutinio


Di seguito la cronaca di una giornata drammatica vissuta a Pomigliano dalle migliaia di lavoratori.

POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI) - Per il referendum, oggi stop alla cassa integrazione, benché la produzione sia ferma. Il Giambattista Vico aprirà le porte alle 5.200 tute blu per un giorno di Wcm, "World class manufacturing", formazione modello Toyota. Contemporaneamente si vota. Dieci le urne aperte dalle 8 alle 21, per tre turni, nella sala un tempo adibita al pagamento degli stipendi. I circa 310 lavoratori di Nola, Polo della logistica, voteranno dalle 12 alle 14 e dalle 14 alle 16. La commissione elettorale, formata da dieci delegati (due per organizzazione, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Slai-Cobas), ha convalidato le 5.200 schede. Ci saranno trenta scrutinatori per turno. Lo spoglio, a cui assisteranno i segretari territoriali e regionali dei sindacati, inizierà subito dopo e già intorno alle 23 ci sarà il risultato.

Nella fabbrica si avverte un clima pesante. I capi girano nello stabilimento ed invitano i lavoratori a votare sì. Nei punti ristoro viene trasmesso un dvd che manda in onda uno spot sulle ragioni del voto, con l’indicazione del sì. A Pomigliano è stata segnalata la presenza di Mauro Boreggio, capo del personale, arrivato da Torino, che darebbe direttamente indicazione ai dirigenti FIAT di come agire in queste ore.
Le”voci” dello stabilimento dicono che c'era aria da caserma, ai limiti dell'intimidazione secondo la Fiom. Un delegato riferisce: "Ci segnalano che a chi dice che voterà no, viene mostrato un tabulato con un elenco di nomi: questo poi lo passiamo all'azienda". Oppure, altra pressione: "Se i sì al referendum saranno al di sotto del 90 per cento, per la Fiat scatta il piano C". "Un ricatto scandaloso", commenta Massimo Brancato, numero uno della Fiom napoletana, che all'assemblea dei delegati nella sede della Cgil, con l'europarlamentare De Magistris, Idv, che ha detto "porterò il caso Pomigliano in Europa", ha portato l'abbraccio di Pietro Ingrao.
Andrea Amendola, della segreteria provinciale di Napoli della FIOM – CGIL, riferisce che è stato chiesto ai presidenti dei seggi di far lasciare fuori dalle cabine i telefonini. Vi era il rischio fondato che le schede venissero fotografate per certificare la volontà del voto.

Il sindacato dei metalmeccanici della CGIL, inoltre, ha convocato a Pomigliano d’Arco un’Assemblea nazionale per il lavoro, per i diritti, per la democrazia. All’Assemblea, che si terrà giovedì 1° luglio 2010, parteciperanno le delegate e i delegati del gruppo Fiat, dei grandi gruppi industriali metalmeccanici e delle aziende metalmeccaniche del Mezzogiorno.

Nella giornata di oggi, va aggiunto, si sono registrate in tutta Italia proteste dei lavoratori contro l'accordo di Pomigliano d'Arco. I dipendenti dell'ex Alfa Romeo di Arese (Milano) hanno bloccato stamani la portineria sud-ovest dello stabilimento; alla Piaggio di Pontedera dalle 9 alle 11 si è scioperato per solidarietà. Ieri, invece, anche alle Meccaniche di Mirafiori c'è stata un'ora di sciopero, con adesione al 50% delle maestranze.

Per le 24 di questa sera si prevedono la conclusione dello scrutinio delle schede ed i risultati del referendum.

22 giugno 2010

EUFEMISMO AD ARDEA : I CITTADINI CONTANO I DANNI...


Se fossimo in un tribunale,per stabilire le responsabilità di chi ha causato o permesso lo stato complessivo in cui attualmente versano Ardea e i suoi abitanti,potremmo puntare un dito sulle Amministrazioni locali e le incaute aspettative della popolazione di Ardea.

Oggi,dopo anni di speranza in una strutturazione di un decoroso tessuto civico divenuto ormai complesso per inadempienze amministrative,riscontriamo nel nostro territorio,una realtà quotidianamente derubata della propria legittima dignità.

Nello specifico,dal 2007,il degrado della qualità della vita degli abitanti ha raggiunto livelli inaccettabili,;

condizione prodotta da scelte e conduzioni di un’Amministrazione locale che si è distinta per una gestione scellerata fatta di sconvolgimenti giudiziari,riprovevoli speculazioni,totale disinteresse per un omogeneo e paritetico rispetto dei diritti dei cittadini.

Oggi leggiamo,in un comunicato stampa del Comune di Ardea,che la giunta decide per un avviso pubblico (dicasi “manifestazione di interesse”)in merito al progetto di realizzazione di un porto turistico,ad Ardea.

UN PORTO TURISTICO??!!

E’ QUESTA LA PRIORITA’ DEL NOSTRO TERRITORIO?!

Ad Ardea,dove ancora oggi la assoluta deficienza di interventi di urbanizzazione nega a molti cittadini le necessità primarie,con una rete fognaria praticamente inesistente e l’inesistenza di un servizio pubblico di fornitura di acqua potabile?

La nostra città(perché ormai con quasi 46.000 abitanti,di città si tratta) paga quotidianamente con i propri morti e feriti sulle strade,il prezzo delle menzogne e delle favole di questa Amministrazione che si impegnò a lavorare per la messa in sicurezza di una rete viaria priva di un regolare e necessario sistema di illuminazione,dove il manto stradale gravemente dissestato raramente e incompetentemente viene ripristinato senza un organo di controllo che effettui verifiche su metodi e risultati delle messe in opera.

Ardea è il Territorio dell’indecenza anche nei confronti di chi muore: i defunti vengono tenuti,anche per lunghi periodi “in sospeso” presso la camera mortuaria per indisponibilità di posti; e l’acquisto di un loculo si può effettuare soltanto presso chi,preventivamente e al solo scopo speculativo ne ha acquistati in precedenza dall’impresa costruttrice; al momento il progetto di costruzione di nuovi loculi è stata bloccata da un intervento investigativo delle Autorità competenti,con la notifica di un avviso di garanzia all’ex Assessore all’Ambiente.

Ardea è il Territorio maltrattato dalla propria Amministrazione che ignora e specula illegalmente anche sull’emergenza abitativa;

Ardea è il Territorio che non ha diritto ad una quotidiana “tranquillità”,costretto a vivere,assistere e subire(nonostante il disperato impegno delle insufficienti risorse delle Forze dell’ordine)il pericolo della convivenza con malavita organizzata e criminalità più o meno locale.

Ardea è il Territorio SABOTATO dall’Amministrazione Locale nelle primarie necessità e assolutamente mortificato e avvilito dalla distanza di un sogno impossibile anche sulle necessità secondarie,come scuole,strutture culturali,sportive,sociali e sanitarie.

Siamo la provincia dalla quale i giovani intenderanno “fuggire”,dove le famiglie si rammaricano di vivere,dove gli anziani restano solo uno strumento occasionale per fare quella politica locale che li dimentica a conclusione delle tornate elettorali.

Viviamo la provincia che non ha spazio per il Turismo,perché non ci sono soldi,ne trasparenza,ne onestà ne impegni alla quale tener fede,in virtù del rispetto al quale OGNI SINGOLO RESIDENTE ha diritto.

Un’Amministrazione faziosa,disonesta e connivente con l’illegalità,che aumenta,giorno dopo giorno,la profondità del baratro in cui NOI,ABITANTI di Ardea stiamo precipitando.

Noi,responsabili di un “incauto affidamento” delle sorti di questa provincia possiamo soltanto prendere coscienza e cominciare a lavorare,in considerazione dei danni subiti e di quello che,irrimediabilmente ancora potrebbe succedere,gridarci a vicenda che è ORA DI RIALZARE LA TESTA.

Cominciamo col chiedere a gran voce le dimissioni del primo responsabile e principale promotore di questo tracollo: Eufemi,Sindaco di Ardea soltanto “sulla carta”.

Alberto Delli Colli
Italia Dei Valori Ardea

21 giugno 2010

NO COMMENT - «Caro Bersani basta con la parola 'compagno'...»


Caro segretario basta con il «compagni e compagne» e con le Feste de l’Unità. La richiesta a Pier Luigi Bersani arriva da cinque giovani dirigenti romani e pugliesi, quelli che «ex» non sono, che al riguardo gli hanno scritto una lettera, cogliendo un sentimento che è anche di qualche «ex» .

Caro segretario, scrivono Luca Candiano, Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Mariano Ceci, «abbiamo l’età del Pd e vorremmo che anche la nostra tradizione politica fosse quella del Pd. Ti scriviamo perché vorremmo renderti cosciente del nostro disagio di fronte a parole e comportamenti che guardano in maniera ingiustificatamente romantica al passato. Vogliamo parlarti di come questo nostro disagio, di fronte a una nostalgia che acceca la nostra prospettiva del partito e del paese, si stia trasformando in delusione e di come questa delusione ci stia colpendo ai fianchi».

Per loro, spiegano, i «compagni» sono quelli di scuola, ragion per cui chiedono di essere chiamati «democratici». A Bersani chiedono anche di indicare una strada «giusta», e una tradizione «nuova» a cui in quanto «nativi» del Pd hanno diritto e lui «in quanto segretario del Pd il dovere di darci». Idem sentire Stefano Ceccanti, Gero Grassi e Francesco Merlo, a cui non è proprio andato giù quel «compagni e compagne» pronunciato da Gifuni e Bersani.
Fonte L'Unita'

PRC; SIT IN DAVANTI ALLA BORSA DI MILANO, FERRERO; QUI CI SONO PIU' LADRI CHE A SAN VITTORE


«Questa manovra è uno schifo, perchè attacca i lavoratori, i pensionati e lo stato sociale invece di tassare i grandi patrimoni e le rendite finanziarie e tagliare le spese militari»: così il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero che ha manifestato davanti agli ingressi della Borsa in piazza Affari a Milano per il lancio della campagna 'O la Borsa o la Vità. «Qui ci sono più ladri che a San Vittore», ha detto Ferrero indicando Palazzo Mezzanotte. «La crisi economica è cominciata dalle speculazioni finanziarie, ma il governo, per la legge del cane non mangia cane, se la prende invece con i lavoratori e i pensionati. Noi chiediamo invece il contrasto alle speculazioni, un fisco più giusto, un piano per il lavoro e l'ambiente, il contrasto alla precarietà, il blocco dei tagli a università e scuole e un'economia di pace con il taglio delle spese militari come la missione in Afghanistan o i 15 miliardi di euro per i caccia F35».

18 giugno 2010

UN INUTILE MINISTERO PER L'ATTUAZIONE DEL FEDERALISMO


Aldo Brancher

Aldo Brancher è il nuovo ministro per l’Attuazione del Federalismo del Governo Berlusconi. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Di tutto ha bisogno questo Paese tranne che di un nuovo inutile ministero, per di più sul federalismo, che un giorno si e l’altro pure questo governo rinnega nei fatti. Ci vengono a parlare di federalismo ma poi ogni loro atto o iniziativa va nella direzione opposta. Ogni giorno lo rinnegano però si inventano il ministero ad hoc. Questa, a casa mia, si chiama presa per i fondelli. In Parlamento, abbiamo appena finito una discussione fasulla sul codice delle autonomie degli enti locali, un provvedimento fondamentale, a detta del governo, per la grande rivoluzione federalista. In realtà, il Codice delle autonomie va nella direzione opposta del federalismo, perché toglie competenze a comuni, province e regioni e dei tanto strombazzati tagli che avrebbe portato con sé ne è rimasto solo uno: un taglio ai tagli, cioè hanno deciso di non tagliare nulla. Per non parlare poi del provvedimento sul federalismo fiscale che abbiamo approvato in Parlamento più di un anno fa ma che ormai è vittima della sindrome del gambero, un passo avanti e tre indietro. A quanto detto prima, si aggiunga il triste capitolo dei finanziamenti per le grandi infrastrutture delle regioni del Nord, sospesi dal governo da più di un anno, quelle stesse regioni dove la Lega fa proseliti ma che in realtà ricevono solo sonore prese in giro da Berlusconi e Tremonti. Si riempiono la bocca di tagli agli sprechi e ai costi della politica e poi vanno ad inventarsi un nuovo ministero “barzelletta”, con un ministro designato di cui poi vi dirò, che comporterà inevitabilmente costi per decine di milioni di euro, tra personale, uffici, strutture, ecc.. Sulla crisi dormono il sonno dei giusti. Però poi sono bravissimi a moltiplicare le poltrone della politica. A chi serve questa ennesima poltrona? Agli italiani o a Berlusconi per tenersi buona la Lega, quella che urla Roma ladrona al Nord, ma che a Roma sta benissimo? Siamo alla solita pagliacciata. Ma ciliegina sulla torta è il profilo del nuovo ministro, Aldo Brancher, colui che, a quanto si legge nei libri di Marco Travaglio e Peter Gomez, è passato dalla prima alla seconda Repubblica attraverso le aule dei tribunali. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte. E veniamo alle opere e ai giorni di Brancher degli ultimi anni secondo il Corsera di oggi: indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta e tre mesi nell’ambito dell’inchiesta su finanza e riciclaggio. Ce ne è abbastanza per cominciare a chiederne le dimissioni da domani.

17 giugno 2010

SORPRESA, E' TORNATO CARLO MARX


Riparte la lotta operaia lungo la catena di montaggio che ormai unisce l'est all'ovest. I metalmeccanici cinesi strappano alla Foxconn e all'Honda concessioni importanti verso la creazione di uno statuto dei lavoratori che i nostri operai invece stanno per perdere. Le stesse forze che applaudono alla vittoria cinese in occidente, incitano gli italiani a rinunciare ai privilegi conquistati in decenni di lotte. Ecco l'ultimo atto canaglia dell'economia globalizzata, e per conciliare questi atteggiamenti incompatibili non si esita a suggerire di cambiare la Costituzione. Peccato che questa contraddizione sia irrisolvibile con i tagli alla Costituzione o ai costi di produzione. Non si illudano politici e alcuni industriali: la crisi è sistemica, e se non viene risolta da entrambi i fattori dell'equazione produttiva: capitale e lavoro, tra dieci anni il nostro capitalismo potrebbe non esistere più. I destini degli industriali e degli operai occidentali sono tornati a incrociarsi.

Per vent'anni la formula della globalizzazione è stata: taglio dei tassi d'interesse e delocalizzazione, un'equazione che ha evitato al capitalismo, quello vero, non il suo avatar finanziario, di confrontarsi con il suo nemico numero uno: la caduta tendenziale del saggio di profitto. Marx ne parla a lungo, ma anche Smith e Ricardo accennano a questo virus che si rafforza con il dilagare della produzione meccanizzata. Meno lavoro umano si utilizza nella produzione, meno grasso sarà il profitto; l'uomo e la sua intelligenza hanno un valore aggiunto superiore alla macchina.

Gli asiatici lo sanno bene, noi ce ne siamo dimenticati. La Honda e la Foxconn si piegano ai voleri degli operai cinesi invece che rimpiazzarli con nuove tecnologie o delocalizzare la produzione in Vietnam perché il valore aggiunto della manodopera cinese è ancora imbattibile. Per produrre autovetture ed ipod di prima qualità ci vuole, per dirla alla Adam Smith, la mano "magica" dell'operaio specializzato.

La disputa tra capitale e lavoro alla Fiat è solo l'anteprima di ciò che ci aspetta nei prossimi anni se non ci decidiamo a risolvere il problema della caduta tendenziale del saggio di profitto. Con i tassi d'interesse ormai a zero l'unico modo per contrastarla è tagliare il costo del lavoro, già ridotto all'osso. Delocalizzare in Cina o in Asia non è più così conveniente, ce lo confermano gli scioperi a Shenzhen, si rischia di ritrovarsi con le stesse dispute dall'altra parte del mondo. È vero, ci sono sempre i Paesi dell'ex est europeo: Polonia, Serbia, Slovacchia dove un operaio guadagna ancora 350 euro al mese e dove la vita è quasi tanto cara quanto a casa nostra. Questa la minaccia della dirigenza Fiat: chiudiamo Pomigliano e ce ne andiamo tutti in Polonia, la Panda invece che nel mediterraneo la facciamo a due passi dal Baltico.

Il discorso non fa una piega, peccato che non si sia preso minimamente in considerazione il mercato di sbocco. Ecco l'altro grande ostacolo del capitalismo: il mercato di sbocco, un volano industriale che bisogna conquistarsi con crescente difficoltà. Quello cinese si chiama mercato interno: un miliardo e 300 milioni di operai. Anche in Italia un tempo si chiamava nello stesso modo. Negli anni del miracolo economico la Fiat produceva utilitarie che poi vendeva a quella classe media ed operaia che l'aiutava a produrle.

Il capitalismo, ricordiamolo, prende il nome dal capitale, ma altro non è che il prodotto del rapporto tra questo e il lavoro: l'uno senza l'altro non possono esistere. Se togliamo la fabbrica agli operai italiani e paghiamo 350 euro a quelli slovacchi, la moderna utilitaria chi la comprerà? È una domanda che tutti gli industriali dovrebbero porsi. E prima di guardare oltralpe, facciamo due conti con la concorrenza. La Fiat non è la Toyota che da vent'anni produce macchine ibride, non è neppure la cinese Grenley che si è comprata la Volvo. Non ha né il prodotto, né i muscoli per competere a livello internazionale con i vecchi e nuovi giganti dell'auto. E, ahimé, questo discorso vale un po' per tutta la nostra industria che negli ultimi anni ha perso lustro e fatica a sostenere la concorrenza agguerrita degli asiatici.

La grande sfida della seconda fase della globalizzazione si chiama mercato nazionale, come difendere capitale e lavoro in un'economia mondiale tendenzialmente canaglia? L'Italia non è la Germania, terzo esportatore al mondo, ma è un Paese dove c'è ancora voglia di lavorare, dove la classe media e quella operaia sono più povere che vent'anni fa, dove un insegnante di liceo guadagna 1200 euro al mese. C'è spazio quindi per la crescita economica, ma per averla bisogna che la torta venga divisa più equamente, le briciole non bastano più. Se non lo facciamo, nessuno mangerà più: l'ha predetto due secoli fa Carlo Marx.

Loretta Napoleoni
Fonte: www.unita.it

16 giugno 2010

QUESTO E' IL GOVERNO DELLE BUFALE,DELLE BALLE SPAZIALI


La Carta delle autonomie locali. Così l’hanno chiamata. Doveva servire a riorganizzare, razionalizzare, semplificare e coordinare le competenze e i livelli dei vari enti locali che in Italia sono una marea: comuni, province, regioni, comunità montane, circoscrizioni, bacini imbriferi e chi più ne ha ne metta. Non sono riusciti a fare niente di tutto questo. Eppure in campagna elettorale lo avevamo promesso in lungo e in largo. Quello che, insieme al federalismo fiscale, doveva essere la riforma delle riforme che avrebbe cambiato per sempre la vita degli italiani, è stato ridotto in un patetico spezzatino. La Carta delle autonomie locali ed il federalismo fiscale erano stati annunciati in pompa magna come due binari che avrebbero corso paralleli. Sono diventati come quelli di una vecchia canzone, tristi e solitari. Il governo e la maggioranza hanno partorito il topolino delle autonomie e del federalismo. Non hanno avuto il coraggio di tagliare nulla, non hanno avuto il coraggio di incidere davvero. Hanno avuto solo il coraggio di lasciare tutto come è. Nei vari rimaneggiamenti e passaggi di commissione, la Carta delle Autonomie è stata ridotta in brandelli e privata del cuore e della sostanza della materia. E’ sparita la soppressione delle province, è sparito l’accorpamento delle prefetture, è sparita la semplificazione dei livelli di competenze tra regioni, province e comuni. E’ sparita la riorganizzazione e la riduzione delle migliaia di centri di spesa che succhiano le casse statali, senza di contro fare nulla per favorire o agevolare la vita dei cittadini. Non è stata fatta una sola modifica che possa dirsi sostanziale o dirimente. Tutti i livelli di competenza e, soprattutto, i centri di spesa rimarranno così come sono. Tutti gli enti locali, comunità, bacini, circoscrizioni, municipi, comunità e compagnia bella continueranno a fare le stesse cose di sempre, cioè niente, continueranno a sovrapporsi l’uno con l’altro e, soprattutto, continueranno a spendere allegramente il denaro pubblico. La Carta delle Autonomie locali così come il governo e la maggioranza l’hanno partorita crea le basi per il fallimento del Federalismo che pure Italia dei Valori aveva votato convintamente. Sarà il mercato delle vacche e a pagare saranno sempre i cittadini. Ma una cosa deve essere chiara a tutti: questo è il governo delle bufale, delle balle spaziali, delle rivoluzioni copernicane annunciate e poi puntualmente mancate.
di Massimo Donati

ANCORA UN FLOP DEL CONSIGLIO COMUNALE


Come avevamo anticipato le contraddizioni in seno alla maggioranza sono esplose per l'ennesima volta nel Consiglio Comunale del 15 /6. Argomento del contendere, la solita “ polpetta avvelenata “ lasciata marcire per anni e che puntualmente viene riscaldata e ripresentata quando i soliti personaggi che allora la confezionarono tornano in auge nell'amministrazione comunale. I palazzoni della Nuova Florida, gli scheletrici manufatti datati anni 80 che le amministrazioni di centro destra non hanno saputo risolvere rimarranno ancora li. Monumento alla incapacità ed al degrado al quale questa classe politica ci
ormai abituato. Un Consiglio Comunale, senza la presenza del Sindaco impegnato altrove per motivi professionali , i maligni ritengono che annusata l'imboscata il primo cittadino si sia defilato, si è sciolto per mancanza di numero legale. Alla chetichella tra tirate di giacchette, cellulari infuocati ed espliciti richiami a continuare la seduta i “ RAPPRESENTANTI DEL POPOLO “ ( sic ! ) si sono dileguati lasciando gli scranni vuoti tra gli inviti pressanti di alcuni dirigenti che sollecitavano l'approvazione di una variazione di bilancio per poter attuare alcuni interventi, non ultimo il completamento dell'iter per la definita approvazione da parte della Regione Lazio dei Piani per i nuclei abusivi, già approvati dal consiglio Comunale nel 2004.

Un atteggiamento irresponsabile che tende esclusivamente a riequilibrare poteri di rappresentanza interni, una estenuante trattativa di potere, un esasperato tatticismo che paralizza l'azione amministrativa finalizzata al rimescolamento di cariche politiche e dirigenziali.

Un gioco “ sporco “ che ha caratterizzato la gestione targata Eufemi, che invitiamo a dimettersi per dare ad Ardea una nuova classe politica, un modello nuovo di governo adeguato ai tempi.


IDV ARDEA
Alberto Delli Colli
Valtere Roviglioni

COMUNE DI ARDEA, IMPONENTE OPERAZIONE DEI CARABINIERI









E' in corso da questa mattina una imponente operazione dei Carabinieri presso il Comune di Ardea. L'attenzione delle forze dell'ordine è rivolta all'uffico tecnico comunale. Dalle prime indiscrezioni che trapelano sembra che l'attenzione degli investigatori sia rivolta all'ufficio ambiente con particolare " interessamento " all'appalto e gestione del Cimitero Comunale.
Cimitero Comunale che è finito più volte nelle mire investigative del Tribunale di Velletri.
Sembra che oltre alla " visita " presso gli uffici comunali le forze dell'ordine si siano recate anche nelle residenze di esponenti dell'amministrazione ardeatina.
Nelle prossime ore il quadro delle situazione sarà più delineato, non mancheremo di darne pubblico dominio.
il Webmaster

AGGIORNAMENTO: Continua l'operazione dei carabinieri con interrogatori di dipendenti comunali assessori e consiglieri. Le forze dell'ordine stanno mettendo sotto torchio i presunti responsabili per operazioni di vendite e scambi di loculi nel cimitero comunale. Sembra che l'operazione sia scaturita da una denuncia presentata dalla vecchia società appaltatrice. Un bubbone maleodorante che da anni si trascina senza soluzione, dove la Polizia Municipale è stata costretta ad intervenire per porre sotto sequestro un intero lotto di loculi. Un affare dove parentele e politica si mischiano ad appalti poco trasparenti e dalla dubbia legalità. Anche su queste vicende è probabile che si sia soffermato l'interesse degli inquirenti

14 giugno 2010

PER IL MARE NOSTRUM


IL MARE E' DI TUTTI E DEVE ESSERE GARANTITO IL LIBERO E GRATUITO ACCESSO!

La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito già dal 2001 che "Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia". Nel nostro Litorale, quello ardeatino, ci sono cancelli, sbarramenti, paletti, recinzioni che impediscono l'accesso al mare e, sulla base di quanto sopra, sono tutti illegali. Il sindaco ha ordinato, ha incontrato e ha rilasciato dichiarazioni sull’apertura delle sbarre ma, ora che la stagione estiva è arrivata tutto è come prima. E, chi ha letto sui giornali la notizia ci scrive : “ salve, vorrei ulteriori informazioni in merito all'apertura delle sbarre.
l'accesso verrà consentito solo a piedi o anche con auto? Perché per quanto riguarda il consorzio Tor San Lorenzo Lido, esiste una sbarra privata ma se non mi sbaglio fanno entrare a piedi. solo che la spiaggia dista circa un km. e non si sa dove lasciare la macchina. oltretutto se si vuol portare magari un ombrellone e una sdraio a piedi è piuttosto disagevole. Anche se ci sono i servizi balneari magari la gente si potrebbe scocciare, con grave danno del turismo. grazie mille della disponibilità”


IL MARE E' UN’IMPORTANTE RISORSA E DEVE ESSERE PIU’ CURATO E VALORIZZATO

Lo scorso anno in un comunicato stampa del 20 febbraio 2009 dichiaravamo “amministrazione ardeatina deve rendersi conto che non si può continuare con la politica dell'emergenza e del proclama e chiediamo che, in fase di riorganizzazione della gestione della raccolta dei rifiuti, le nostre spiagge, così come già si fa nella maggior parte delle spiagge italiane e del Mondo, soprattutto durante i periodi di piena balneazione, vengano fornite puntualmente di contenitori per la raccolta differenziata. Una tale politica non può che invogliare e sensibilizzare ospiti e cittadini a rispettare le regole di un vivere civile” E quest’anno, pur riconoscendo che le spiagge vengono pulite con regolarità, dobbiamo evidenziare che vi si trovano parecchi contenitori per i rifiuti ma tutti per l’indifferenziata e non capiamo perché chi vuol gettare bottiglie di plastica o di vetro, lattine o carta, deve portarsi i rifiuti a casa o gettarli nell’indifferenziata. Non sarebbe più logico mettere i due contenitori, uno per l’indifferenziata ed uno per vetro, plastica, lattine e carta che gli operatori facilmente potrebbero dividere?

Più differenziata vuol dire creazione di risorse e minor spesa per lo smaltimento dei rifiuti!


Il mare e le spiagge sono il nostro primario bene economico ed dobbiamo dare loro l’importanza che meritano salvaguardandole e valorizzandole.

Che futuro ci aspetta se le terre già coltivate sono state tutte occupate dalle costruzioni e il lungomare non viene curato come si dovrebbe?


Graziella Furini - portavoce dei Verdi di Ardea www.verdiardea.it -


HANNO IL CORAGGIO DI CHIAMARLA ISOLA ECOLOGICA







SEQUESTRATA L'ISOLA ECOLOGICA DI VIA PAVIA

DA NOTIZIE CHE TRAPELANO DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, SEMBRA CHE L'ISOLA ECOLOGICA DI VIA PAVIA SIA STATA POSTA SOTTO SEQUESTRO PER MANCANZA DI REQUISITI E DI AUTORIZZAZIONI.
CAMBIANO GLI ASSESSORI, MA I PROBLEMI RIMANGONO. LA STORIA SI RIPETE. A NULLA E' SERVITA L'ESPERIENZA DEL PRECEDENTE DI VIA S. ANTONIO. UN'ALTRO SEQUESTRO CON BEFFA PER I CITTADINI ED AGGRAVIO DI SPESE PER IL COMUNE.
AUSPICHIAMO CHE L'ASSESSORE ED IL SINDACO DIANO LE DOVUTE SPIEGAZIONI ALLA CITTADINANZA .

il webmaster

12 giugno 2010

CARO FIGLIO MIO... LETTERA DI UNA SCHIAVA MODERNA DELLA FABBRICA ITALIA


Noi siamo senza parole, e con il sangue agli occhi per quello che i padroni ci stanno facendo.

FIAT: POMIGLIANO; OPERAIA A FIGLIO, NON POTREMO PIÙ GIOCARE LETTERA APERTA DIPENDENTE, CON NUOVO PIANO SARÒ MODERNA SCHIAVA (ANSA) - POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI), 11 GIU - «Quando mi chiederai di portarti al parco a giocare, al mare o semplicemente a fare una passeggiata o a mangiare un gelato, dovrò dirti di 'nò, perchè il mio lavoro non me lo permetterà»: Anna Solimeno, mamma di tre bambini, e operaia dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), si rivolge al più piccolo dei suoi tre bambini, in una lettera aperta di risposta allo spot 'Fabbrica Italià, realizzato dall'azienda e in onda sulle reti nazionali. L'operaia contesta lo spot e le condizioni di lavoro chieste dall'azienda per la produzione della Panda nello stabilimento locale. «Caro figlio mio - scrive Anna - siccome non riesco a dormire per i mille problemi che mi affollano la mente, voglio raccontarti la verità di questo piano industriale che la Fiat sta attuando per incrementare i propri profitti economici, 'predicendò il futuro sul raddoppiamento della produzione e dell'esportazione di auto all'estero. Le sole cose che raddoppieranno saranno gli utili nei conti Fiat e il carico di lavoro di noi poveri operai, e per me raddoppieranno le possibilità di ammalarmi per colpa di turni massacranti e postazioni di lavoro sempre più pesanti. E sarò assente da casa per tutti i giorni della settimana e in quelle poche ore che sarò presente, sarò così stanca e stressata che non avrò nemmeno la forza di abbracciarti». «Bimbo mio - conclude Anna - quando mi chiederai chi sono, potrò solo dirti che sono una 'schiavà della Fiat, moderna, ma pur sempre schiava di un sistema che ci massacra per i propri interessi pagandoci sempre meno e togliendoci spazio per la nostra vita sociale e familiare oltre ad averci tolto tutti i diritti. La verità non è, quindi, quella trasmessa sulle reti nazionali da 'Fabbrica Italià
controlacrisi.org

10 giugno 2010

RISSA DELLA MAGGIORANZA NELLA RIUNIONE DEI CAPIGRUPPO


Anche nella riunione dei capigruppo per la convocazione del Consiglio Comunale, la maggioranza di centro destra da il meglio di se stessa e si accapiglia per la scelta dell'ordine del giorno. Da una parte i Consiglieri Comunali vicini al Capogruppo PDL Massimigliano Giordani che chiedono di discutere nell'assise del 15 /6 delle note vicende riguardanti la famosa convenzione di lottizzazione Puccini e gli storici abusi edili dei palazzoni della Nuova Florida. Due “ affari” da milioni di euro spacciati come panacea delle soluzioni a costo zero per il Comune (sic !). Dall'altra il fido consigliere vicino al Sindaco e paesano nettunense di Eufemi, Gino Marcoccia che insieme al deus ex machina, l'onnipresente Luca di Fiori, chiedono il passaggio degli argomenti nella commissione preposta. Una procedura istituzionalmente corretta, ma poco utilizzata quando operazioni imbarazzanti devono essere portate a compimento. La cultura politica e l'esperienza ormai trentennale ci dice che alla fine non se ne farà niente i problemi resteranno, ma saranno utilizzati come testa d'ariete per lotte intestine di gruppi che si compongono e scompongono periodicamente. Un gioco che massacra i servizi e lascia il territorio senza programmazione ne governo.

Non è un caso se il Sindaco è costretto a dare deleghe assessorili per poi negarle e successivamente confermarle. Daniele Bosu in quota ex PD Magliacca -Petrella in sostituzione dello sfiduciato De Angelis è l'ultimo epilogo di una frantumazione della compagine amministrativa che procede nell'inconcludenza, tra minacce, urli e regolamento di conti.

Siamo sicuri che tra pochi giorni assisteremo a nuove sostituzioni che riguarderanno assessori e dirigenti al seguito dei referenti politici, nell' estenuante nomadismo amministrativo che sta devastando le casse comunali.

Una classe politica degenerata che i cittadini di Ardea non meritano, un Sindaco che aveva promesso : legalità- trasparenza - servizi, un fallimento di cui Eufemi dovrebbe prendere atto e presentare le dimissioni.

Valtere Roviglioni Alberto Delli Colli IDV Ardea

PRECISAZIONE: IL CONSIGLIERE COMUNALE PDL LUCA DI FIORI CI HA FATTO SAPERE CHE NON ERA PRESENTE ALLA RIUNIONE DEI CAPIGRUPPO.

DA PARTE NOSTRA NON CAMBIA CERTO IL GIUDIZIO RISPETTO ALLA VICENDA RAPPRESENTATA IN QUANTO E' SCONTATO CHE NELLA CONFERENZA PRESIEDUTA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE NE FANNO PARTE SOLTATO I CAPIOGRUPPO.

COSTITUZIONE, FERRERO: DA BERLUCONI PAROLE GOLPISTE A VIGILIA ANNIVERSARIO MORTE MATTEOTTI


"Berlusconi utilizza la crisi economica per demolire la democrazia e attaccare in modo golpista la Costituzione". Questo il duro commento del segretario nazionale del Prc-Se, Paolo Ferrero, alle dichiarazioni del premier sulla Costituzione. "Alla vigilia dell'anniversario del delitto Matteotti, e della dichiarazione di guerra, che consiglierebbero ambedue di meditare le esternazioni, il presidente del Consiglio si abbandona invece a parole ingiuriose, offensive e di carattere golpista nei confronti delle istituzioni democratiche e della Costituzione che sono costate le sofferenze e vita degli italiani".
controlacrisi.org

Prezzo della Crisi del 09-06-2010: 'Italia, la vergogna del lavoro minorile '


di Fabio Sebastiani
La crisi la pagano anche i bambini. Gli ultimi dati diffusi ieri da “Save the Children” fanno rimanere a bocca aperta. Sono ancora troppi i bambini che in tutto il mondo lavorano, e anche in Italia esiste un esercito silenzioso di mezzo milione di baby-lavoratori. Mezzo milione sono tanti. Qualche anno fa, stando ai dati diffusi dalla Cgil, la stima oscillava tra i 200mila e i 300mila. Evidentemente la crisi economica non risparmia nemmeno più la cosiddetta “sacralità” dell’infanzia.
Save the Children, alla vigilia della Giornata internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile che si celebrerà il 12 giugno, ha messo in evidenza come in Italia esistano dei fattori di rischio che contribuiscono a far aumentare la probabilità che un minore si trovi precocemente inserito nel mondo del lavoro: si tratta di minori maschi, di nazionalità straniera, che vivono in una famiglia con un solo genitore o in un nucleo familiare con più minori, e risiedono in un territorio con un alto tasso di disoccupazione. Inoltre, molti appartengono a famiglie monoreddito o con un reddito inferiore al 50% della media nazionale. «Nei paesi sviluppati, il lavoro entra nei percorsi di crescita di bambini e adolescenti in modi differenti e per diversi motivi rispetto ai paesi del sud del mondo - spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia - innanzitutto c’è una sostanziale differenza legata all’età d’accesso al lavoro, poiché‚ mentre nei paesi in via di sviluppo anche i minori in età prescolare vengono coinvolti, nei paesi occidentali, in particolare europei, il lavoro riguarda solo la fascia preadolescenziale. Inoltre, mentre in molti paesi l’esperienza lavorativa è totalizzante, in Europa viene svolta in genere contemporaneamente alla frequenza scolastica». In Italia, però, se si confrontano le esperienze dei minori stranieri e di quelli italiani che lavorano, «i primi il più delle volte continuano ad andare a scuola, mentre per gli italiani si nota una maggiore tendenza ad assentarsi da scuola a lungo o addirittura ad interrompere la frequenza». Inoltre, le esperienze di lavoro dei minori migranti nel nostro paese si realizzano prevalentemente all’interno del gruppo familiare, mentre tra i minori italiani si registra la quota più alta di lavoro presso terzi. Esiste una forte diversità anche tra i luoghi di lavoro dei minori stranieri rispetto a quelli degli italiani: tra i primi, 1 su 3 lavora in strada come venditore ambulante o fa accattonaggio, mentre i secondi dichiarano di lavorare prevalentemente in negozi, bar, ristoranti.

NON C' E' TRIPPA PER GATTI


A Silvio Berlusconi non piace la nostra Costituzione. Dice che è un inferno governare con la nostra architettura istituzionale. Sarebbe superficiale liquidare la questione alla solita manfrina delirante cui ci ha abituati il presidente del Consiglio. Anche oggi, all’assemblea di Confartigianato, ha dato il meglio di sé. Lasciamo perdere le sparate sul suo consenso che sarebbe a quanto pare ormai al 60 per cento e quello del governo al 50 per cento. Stendiamo un velo pietoso sulla vicenda dell’interim allo Sviluppo economico che ormai il presidente del Consiglio sta riducendo in barzelletta, nonostante l’importanza di un settore così strategico e fondamentale per il rilancio del sistema economico del Paese. Chiudiamo un occhio, anzi tutti e due, sulla storiella del viaggio-soggiorno in Cina come premio post-laurea della figlia e della considerazioni della pulzella sull’economia cinese di cui l’umanità fa volentieri a meno. Oppure sull’impostazione catto-comunista della nostra Costituzione che frenerebbe il libero mercato e le imprese. Sono vent’anni che il liberista e liberale Berlusconi promette la rivoluzione liberista e liberista ma poi quando sta al governo pensa solo ai fatti suoi. Vicenda interim a parte, siamo di fronte ai soliti deliri berlusconiani. Ma dire che la nostra Costituzione è un inferno è un attacco gravissimo e senza precedenti. A memoria mia, mai un presidente del Consiglio ha sferrato un attacco tanto grave nei confronti della Costituzione italiana che conferma due cose. Da un lato, se ce ne fosse bisogno, l’animo profondamente e intimamente antidemocratico e anticostituzionale di Berlusconi, perenne aspirante dittatore da repubblichina delle banane. Dall’altro, è sintomo palese della frustrazione del presidente del Consiglio per la sua ennesima opaca esperienza di governo che si avvia, come le altre, a chiudersi in un fallimento totale.Ma c’è di più ed è il peggio. C’è un risvolto feroce in questo attacco. Berlusconi odia la democrazia, i magistrati, le istituzioni, il parlamento, le opposizioni, financo la presidenza della repubblica. Vuole essere l’uomo solo al comando. Ma di un uomo, di Mussolini e della dittatura fascista, questo Paese ha già fatto esperienza e pagato il suo tributo di sangue.Se a Berlusconi la Costituzione italiana non piace, si trasferisca alle Bahamas. Magari lì gli fanno fare anche il dittatore a vita. Qui non c’è trippa per gatti.
di Mssimo Donati IDV

09 giugno 2010

Tutto sulle nostre spalle'


Tutto sulle nostre spalle' con questo slogan la CGIL scenderà in piazza a Roma il 12 Giugno, per contrastare una manovra iniqua, pasticciata che non sostiene gli investimenti e l'occupazione e per difendere i diritti dei lavoratori dai continui attacchi del Governo, rappresentati dal ddl lavoro e dal progetto di riforma dello Statuto dei Lavoratori, annunciato dal Ministro del Lavoro Sacconi.

Per chiedere sostanziali modifiche alla manovra, duramente criticata dal Segretario Generale della CGIL, tutto il mondo del lavoro pubblico, colpito dai provvedimenti finanziari, parteciperà al corteo che dalle ore 14, di sabato 12 giugno, sfilerà a Roma da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo. Per scuola, università e ricerca, si prospettano ulteriori tagli che si aggiungeranno a quelli già programmati. In questo modo, fa sapere la FLC CGIL diventa difficile anche la sola gestione ordinaria di scuole e università, mentre la ricerca pubblica sta per essere smembrata, disarticolata, con la liquidazione delle nostre migliori intelligenze. “Anziché investire in conoscenza, programmare lo sviluppo, si penalizzano i settori che, in tutti gli altri paesi, sono il cuore delle politiche per uscire dalla crisi”, ha dichiarato Domenico Pantaleo, Segretario Generale della FLC.

Situazione complessa anche per le Pubbliche amministrazioni. La FP CGIL denuncia: “si approfitta della manovra per portare un ulteriore attacco alle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici”. I punti critici per i lavoratori del pubblico impiego sono rappresentati oltre che dal blocco dei contratti pubblici fino al 2013, dal blocco del turn over fino al 2015, dal licenziamento del 50% del personale a tempo determinato e dal rinvio dei pensionamenti di oltre sei mesi.

Una giornata di mobilitazione che precede lo Sciopero Generale di fine giugno, già annunciato dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, e sul quale il direttivo della CGIL Nazionale si esprimerà nel suo prossimo incontro.