15 dicembre 2009

CRISI, FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA





COMUNICATO STAMPA - Adusbef

IL PRESIDENTE USA OBAMA TAGLIA 200 MLD BANCHE,PER FINANZIARE PMI ED INVESTIMENTI; IL GOVERNATORE DRAGHI METTE IN GURDIA SU BOLLA RISCHI SISTEMICI; CEO DI UNICREDIT PROFUMO, CALPESTA DIRITTI CONSUMATORI; IL NS.GOVERNO SCIPPA TFR LAVORATORI.

Nello stesso giorno in cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama,ha chiesto al segretario del Tesoro di utilizzare i rimanenti fondi Tarp (200 miliardi di dollari) per facilitare il credito alle piccole e medie imprese su tre principali direttrici, aiutare le piccole aziende a crescere e assumere nuovo personale, ammodernare le infrastrutture per i trasporti e rendere le abitazioni più efficienti in termini di consumi energetici, varare un piano di risanamento dei conti per ridurre il deficit statale della metà entro il 2012; il Governatore Draghi ha messo in guardia dai rischi sistemici di nuove bolle speculative all’orizzonte (dopo Dubai e Grecia) poiché uno dei principali rischi per il futuro è quello "dell'impressionante massa di debito pubblico e privato" in scadenza nel mondo, e che potrebbe fare i conti con un aumento dei tassi di interesse. Un evento che "che non succederà domani" ma che deve preoccupare e indurre ad agire in fretta, anche se "la situazione è migliore rispetto a quella di alcuni mesi fa".

Dalla conferenza sul 'futuro della finanza' organizzata dal Wall Street Journal e di fronte a una scelta platea di banchieri e esperti del settore alle prese con le notizie provenienti dalla Grecia e da Dubai, il governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Fsb, Mario Draghi, cita il problema del debito fra i maggiori rischi all'orizzonte. Draghi indica poi il modello italiano, dove non sono stati permessi da decenni fallimenti degli istituti di credito, come una delle soluzioni possibili da far conoscere nel mondo per il problema delle grandi banche (too big to fail) che avrebbe conseguenze nefaste per tutto il sistema.

"Se per qualsiasi ragione i tassi di interesse dovessero tornare a salire prima che i bilanci delle banche siano a posto - ha spiegato -, e possono farlo per motivi di politica monetaria e perché il tempo per il risanamento dei conti durerà degli anni", allora "ci sarà da preoccuparsi". "In questo caso - conclude - vedremo il rischio per i debiti degli Stati che si materializzerà". Il governatore ricorda a titolo di esempio la stima dei 4mila miliardi di dollari di debito "di bassa qualità garantito da proprietà commerciali, quelle che più risentono della crisi". Un debito che arriverà a scadenza nei prossimi cinque anni e "molto del quale probabilmente non sarà rifinanziato".
A questo, ha spiegato Draghi, va aggiunto il debito pubblico di diversi Paesi europei, molti dei quali si sono indebitati per le misure di stimolo. "Quello degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, della Grecia o della Germania e il nostro", spiega, e questo "crea dei problemi". Inoltre uno dei problemi che sta peggiorando è quello "delle istituzioni finanziarie 'too big to fail' (troppo grandi per fallire, ndr.): sono un grande problema che sta peggiorando, con ripercussioni sulla competitività dell'industria che sta diventando ancora più concentrata di quanto fosse prima della crisi".Non si può far fallire le banche, ma invece "bisogna trovare un meccanismo e risorse per permettere alla banca di continuare la sua attività”.

Adusbef ha raramente condiviso,come ora,la spietata analisi del Governatore,ma non può non denunciare la consueta arroganza di un banchiere come come l’a.d. di Unicredit Profumo, che dalla stessa conferenza di Draghi,ha chiesto per le autorità di regolazione un "più forte mandato improntato alla stabilità finanziaria" e non "alla tutela dei consumatori".
Mentre il Presidente Obama affronta la crisi tagliando i fondi destinati alle banche,il governatore Draghi lancia,questa volta in tempo, l’allarme su rischi di nuovi crack sistemici, l’a.d. di Unicredit Profumo tenta di calpestare ed umiliare i diritti dei consumatori,il ministro Tremonti,approvando maxiemendamento alla finanziaria,scippa il TFR dei lavoratori, creando un buco di bilancio di 3,1 miliardi di euro, che dovrà essere ripianato.

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